Menu del Tempo

Home

Previsioni Meteo Medio Lungo Termine

Previsioni Meteo Mare

Articoli Meteo

FORUM Foto Meteo del Salento

Agro Meteo Puglia

CLIMA del Salento

- Medie Piogge

- Neve Salento

Piogge Mensili

Temperature Medie ed Estremi

Rete Monitoraggio Stazioni Meteo Salento

Mappe Meteo Real Time

Modello Meteo Puglia Basilicata

 

Previsioni Comunali

Meteo Puglia

Meteo Foggia

Meteo Bari

Meteo Lecce

Meteo Brindisi

Meteo Taranto

 

Osservatorio Meteorologico  di Supersano (Le)

Stazione Meteo Supersano

Archivio Storico Meteo

Cam Botrugno - Lecce

 

 Osservatorio Meteo Parma

webcam parma

webcam Parma

 

Sponsor

Casino online

questi offrono giochi in stile Las Vegas, protezione e sicurezza, con molte possibilità in più di vittoria!

 

Giochi Casino
Vuoi provare a giocare e vincere ai casino online? Entra nella guida numero uno.

 

Affitti Salento

 

VERSO L’AGROECOLOGIA

 

Il concetto di agroecologia si basa sul principio base, secondo il quale, la stabilità di un sistema dipenderebbe direttamente dalla sua complessità o, per meglio dire, dalla sua biodiversità sia faunistica che floristica. Tale fondamento governerebbe la dinamica e l’evoluzione degli agroecosistemi. E’ dunque doveroso dare una definizione indicativa del concetto di agroecosistema, intendendo come tale un ecosistema completamente controllato dall’uomo, il quale per esigenze produttive ha semplificato la struttura dell’ambiente, sostituendo alla diversità della natura un piccolo numero di piante coltivate e di animali domestici.

Questo processo di semplificazione raggiunge una forma estrema nella monocoltura, una forma di coltivazione che presenta una minore produttività rispetto ad una policoltura. Una sola specie botanica pesca la soluzione circolante nello stesso modo, allo stesso livello del suolo e capta l’energia solare con eguali modalità, mentre piante diverse si alimentano frequentando rizosfere dissimili fra loro e sfruttano l’insolazione diversamente. Insomma organismi che occupano più nicchie ecologiche riccamente intrecciate, ottimizzano lo sfruttamento delle risorse più di un organismo che occupi una sola nicchia.

L’obiettivo di tale semplificazione è quello di aumentare la percentuale di energia solare fissata dalle comunità vegetali, per essere direttamente disponibile per gli esseri umani. Il risultato finale è un ecosistema artificiale, non autosufficiente e totalmente dipendente da apporti esterni e quindi dall’intervento costante dell’uomo. La preparazione dei letti di semina e la semina meccanica hanno sostituito i meccanismi naturali di dispersione dei semi; i pesticidi chimici rimpiazzano il controllo naturale sulle popolazioni di insetti, di patogeni e infestanti e la manipolazione genetica sostituisce i processi naturali di evoluzione e selezione delle piante. Anche i processi di decomposizione risultano alterati poiché le piante mature vengono raccolte e la fertilità del suolo è mantenuta con i concimi e non attraverso il riciclo degli elementi nutritivi.

L’idea centrale dell’agroecologia è che il campo coltivato è un ecosistema in cui avvengono gli stessi processi ecologici che si ritrovano in altre associazioni vegetali come il riciclo delle sostanze nutritive, le interazioni predatore/preda, la competizione, il commensalismo e le successioni. L’agroecologia evidenzia le relazioni ecologiche nel campo e il suo scopo è quello di chiarire la forma, la dinamica e la funzione di queste relazioni. Comprendendo, dunque, tali processi e relazioni si possono veicolare gli agroecosistemi a produrre meglio, con minori impatti negativi sociali o ambientali, con maggiore sostenibilità e con meno apporti esterni (concimi, fitofarmaci). L’agroecologia può essere descritta come un’impostazione che integra le idee e i metodi di diversi settori di studio, piuttosto che una disciplina specifica. Ha radici nelle scienze agrarie, nel movimento ambientalista, nell’ecologia, nell’analisi degli agroecosistemi locali e negli studi sullo sviluppo rurale.

Il campo coltivato risulterebbe dunque, un sistema instabile, che potrebbe portare al degrado e alla desertificazione di un territorio o alla sua regressione verso l’ecosistema di origine. Da lungo tempo ormai, studiosi in materia, stanno cercando di dare larga informazione ad alcuni “espedienti” da adottare nel campo coltivato per aumentarne la stabilità, ma spesso non accolgono consensi poiché il ritorno non è immediato, ma diviene evidente solo nel lungo periodo. L’operatore agricolo ha oggigiorno il dovere di essere lungimirante e applicare tutte quelle accortezze che a lungo andare gli daranno dei benefici duraturi.

La gestione della biodiversità all'interno dell'azienda agricola e quindi nell'agroecosistema, si basa principalmente sulla realizzazione di interventi e pratiche agronomiche che contribuiscono alla riduzione degli input di energia e sostanze dall'esterno, oltre che sulla ottimizzazione delle scelte e dell'organizzazione dei sistemi colturali:

 

·         AUMENTO DELL’EFFICIENZA FOTOSINTETICA

-Impiego di un numero maggiore di specie e varietà coltivate, per consentire:

a) il contenimento dell'erosione specifica e varietale mediante la costituzione di nicchie di mercato per specie e varietà che trovano scarso impiego nell'agricoltura tradizionale;
b) l'aumento della complessità della catena alimentare

-scelta di varietà con maggiore efficienza fotosintetica (es. foglie con alto indice di superficie fogliare);

-rispetto degli insetti pronubi che favoriscono l’impollinazione (es. bombi, api);

 

·         MODIFICHE ALL’AMBIENTE

-Conservazione delle vegetazioni di origine naturale, o comunque non agricole, presenti in azienda: siepi, boschetti, filari di alberi d'alto fusto, frangivento, vegetazioni ripariali e degli specchi d'acqua, vecchi alberi con cavità e parti secche (aree di rifugio), e/o la loro realizzazione ex novo con specie autoctone idonee. Nel loro insieme. Tali vegetazioni costituiscono elementi di connessione ecologica fra l'azienda ed il resto del paesaggio di cui questa fa parte (reti ecologiche aziendali integrate o corridoi ecologici).

-Riduzione dell'ampiezza dei campi. I campi coltivati possono rappresentare, anche per la loro estensione, ambienti difficili da attraversare per molte specie di piante e di animali selvatici che attuano strategie di dispersione/riproduzione legate ad ambienti di tipo non agricolo (movimenti dispersivi, connessioni fra campi coltivati ed aree di rifugio );

 

·         GESTIONE DEL SUOLO

-Mantenimento di terreni a riposo con residui di biomassa vegetale. Questo consente la conservazione di habitat per molte specie di micro e macro vertebrati e di artropodi utili;

-scelta di colture che tollerano deficienze o eccessi di nutrienti;

-Distribuzione di quantità ridotte di concimi chimici;

-Impiego di letame, compost, colture di copertura e sovescio verde;

-lavorazione minima o ridotta;

-impiego di specie micorrizzate;

-rispetto della fauna edafica (lombrichi);

 

·         GESTIONE DELLE ACQUE

-anticipo nella semina;

-irrigazione a goccia;

-pacciamatura, lavorazione ridotta;

-frangivento;

-fitodepurazione;

 

·         DIFESA DAGLI INSETTI DANNOSI

prevenzione:

-variazione della data di semina;

-rotazione delle colture;

-varietà resistenti

-tutela delle aree di rifugio degli insettivori (uccelli, rospi, ricci, pipistrelli, ragni, ecc.);

-tutela delle nicchie ecologiche degli insetti antagonisti (nidi artificiali, siepi, vegetazione spontanea ai bordi del campo coltivato, etc.)

-uso di attrattivi e feromoni (trappole di controllo);

lotta:

-inserimento di antagonisti allevati in biofabbriche;

-uso di insetticidi microbiologici e vegetali;

-mezzi di lotta meccanica o fisica;

-induzione di cambiamenti nell’etologia;

-trappole a feromoni per cattura massale;

-uso di pesticidi solo al raggiungimento della soglia economica;

 

·         DIFESA DAI PATOGENI

-varietà resistenti;

-rotazione delle colture;

-azione di profilassi in campo (disinfezione attrezzi da lavoro);

-miscele varietali, consociazioni;

-controllo biologico con antagonisti;

-lavorazione minime;

-solarizzazione;

-uso di dosi subottimali di fungicidi (preferire rame e zolfo);

 

·         DIFESA DALLE INFESTANTI

-scelta di miscele colturali competitive;

-trapianto di semenzali vigorosi su letti di semina privi di malerbe;

-uso di colture di copertura;

-spazio ridotto tra le file;

-rotazione delle colture,

-pacciamatura;

-pirodiserbo;

-allelopatie;

-diserbo chimico limitato solo al periodo critico di crescita colturale;

 

·         SISTEMI AGRONOMICI

-Sistemi multipli di coltivazione: consociazioni, coltivazioni miste a strisce;

-inerbimento nei frutteti e nei vigneti;

-pacciamatura verde.

 

Sara Nutricato

Collaboratore Agrometeo SuperMeteo.Com

 

 

BIBLIOGRAFIA

Miguel A. Altieri, 1987 – Verso una agricoltura biologica, Franco Muzzio Editore, Padova.

Giorgio Celli – Una pratica della biodiversità – Il Divulgatore, novembre 2000, 6-7.

Allerta MeteoSalento

Nulla da Segnalare

Area Sponsor

Pubblicità a pochi euro?

Contattaci!!!

Meteo

Vendita e Installazione Stazioni Meteo:

Vendita Stazioni Meteo

ditutto

 

Cerca le WebCam

   

SuperMeteo.com - Portale Meteo Salento e Puglia - è una produzione del C.M.S. - Centro Meteorologico Salentino - © 2007 - Tutti i diritti riservati - Sedi operative "Lecce - Parma"

E' severamente proibita la diffusione dei dati contenuti nel portale senza citare la fonte

Web studio DGweb.org