EPPUR FA CALDO!
Il continuo susseguirsi di anni (molto) più caldi della norma

Con la fine del mese di novembre, si è da poco concluso l’anno meteorologico 2015-2016 che, ricordiamo, per convenzione, si estende da dicembre dell’anno precedente, mese in cui comincia, a livello meteorologico, la nuova stagione invernale, sino alla fine del successivo mese di novembre.
I dati, ogni anno, parlano chiaro, a livello mondiale (basta guardare il grafico di Figura 1), come anche a livello estremamente locale, del nostro “orticello”.
In rete ormai si trova una tale vastità di dati, impressionanti, sulla portata del riscaldamento globale in atto e del massivo scioglimento delle calotte polari artiche, che negarli è ormai divenuto lo sport più praticato di una nuova dilagante figura psichiatrica, quella del complottista.

Figura 1. Anomalia relative alla temperatura media globale (oceani e superfici emerse) dal 1980 ad oggi nel periodo gennaio-novembre. Il 2016 è di gran lunga l’anno più caldo della serie. Fonte: NOAA/National Centers for Environmental Information (NCEI).

 

Le cose stanno evidentemente in altro modo e in questa sede, ovviamente, non vogliamo addentrarci nelle spinose questioni del riscaldamento globale, né tantomeno in quelle della diatriba tra sostenitori e negazionisti del Global Warming.
Come al solito, lo scopo dell’articolo è invece di farvi notare come, dati alla mano, nel nostro orticello le temperature medie annuali (e non solo) continuano a mantenersi ben al di sopra dei valori di riferimento relativi al trentennio 1981-2010, finestra temporale che, evidentemente, non rappresenta più opportunamente il nuovo periodo climatico in atto.
Sia chiaro: i nostri studi non hanno assolutamente un carattere generale, e non potrebbe essere diversamente. Tuttavia, val la pena notare che ben si omogenizzano con quel trend generale osservato in Italia, in Europa e un po’ in tutto il Globo.

Con l’aiuto del grafico in Figura 2, possiamo notare come l’anno meteorologico salentino si sia chiuso ancora una volta al disopra della media 1981-2010 con uno scarto complessivo di +0.80°. Nello specifico, le stagioni più calde siano state l’inverno (+1.48°) e la primavera (+0.85°), seguite da una graduale diminuzione dell’anomalia, seppur sempre positiva, tra l’estate (+0.68°) e l’autunno, l’unica stagione del 2015-2016 a chiudersi praticamente nella norma.
A livello mensile, i mesi molto più caldi della norma sono stati, in ordine, il folle mese di febbraio (+3.53°), aprile (+2.41°), luglio (+1.03°) e giugno (+0.95°). Pe contro, troviamo solo due mesi con temperature al di sotto della media: maggio (-0.54°) e settembre (-0.33°).

Figura 2. Scarti delle temperature medie dell’anno meteorologico 2015-2016 dalla media 1981-2010.


Col grafico di Figura 3 entriamo ancora più nel dettaglio con l’andamento della temperatura a livello decadale: anche in questo caso, la maggior parte delle decadi più calde della norma cadono tra i mesi invernali e primaverili, mentre tra l’estate e soprattutto l’autunno assistiamo ad un generale contenimento delle anomalie. La decade più calda rispetto alla media è stata ovviamente registrata nel terribile febbraio 2016 (seconda decade, +5.31°), mentre, con un’anomalia di -1.65°, è la terza decade di settembre quella più fredda rispetto alla media.

Figura 3. Andamento decadale degli scarti dell’anno meteorologico 2015-2016 dalle medie 1981-2010.


Per estendere il confronto agli anni precedenti (dal 2007-2008), è necessario utilizzare le medie CLINO 1971-2000. Dai dati riportati in Figura 4, è evidente che l’anno meteorologico 2015-2016 si colloca perfettamente nel trend sopra media che caratterizza ormai tutti gli anni della nostra serie. Anzi, rispetto agli anni immediatamente precedenti, il 2015-2016 presenta un’ulteriore accentuazione dell’anomalia positiva, anche se, tuttavia, il più caldo in assoluto continua ad essere l’anno meteorologico 2011-2012 con un’anomalia addirittura superiore ad un grado.

Figura 4. Confronto tra gli scarti dalle medie '71-'00 e ’81-‘10 per gli anni meteorologici dal 2007-2008 sino al 2015-2016.


Il bilancio termometrico della provincia di Lecce è infine confermato e, per certi versi, avvalorato dai dati di due singoli stazioni, Galatina AM e Leuca AM per le quali, disponendo dell’intera serie dei dati a partire dal 1952 ad oggi, è possibile calcolare lo Standardised Temperature Index (indice STI).
Ricordiamo ancora una volta che l’STI ci permette di quantificare l’anomalia definendola:
- caldo anomalo, se l’indice è maggiore di 1;
- freddo anomalo, se è minore di -1;
- normalità climatica, se l’indice è compreso tra -1 e 1.
Guardando i dati in Figura 5, notiamo che, come già osservato per l’intera provincia di Lecce, l’intero anno meteorologico chiude con un valore complessivo di +1.66 e, quindi, è stato anomalamente caldo.
La stagione più anomala si conferma lo scorso inverno, soprattutto a causa del mese di febbraio. Aprile e luglio gli altri due mesi con caldo anomalo.
Per il resto, si osserva un fisiologico susseguirsi di mesi con temperature al di sopra e al di sotto della media, ma comunque tutti nell’intervallo di variabilità climatica locale (valori di STI tra -1 e +1).
Significativo infine osservare che nemmeno un mese nel corso dell’anno si è concluso con freddo anomalo (STI minore di -1), nonostante si siano registrate temperature più basse delle media, con buona pace dei complottisti.


Figura 5. Indice STI annuale per Galatina AM e Leuca AM.

 

Fabrizio Congedo
Staff SuperMeteo

data pubblicazione: venerdì 23 dicembre 2016 - ore 10.00

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