Anno meteorologico 2011: nessuna novità, siamo ancora sopra media termica!

 

 

Con la fine del mese di novembre è finito l’autunno meteorologico 2011 e con esso anche l’intero anno meteorologico 2011. Si ricorda, infatti, che un anno meteorologico comincia con la stagione invernale e, quindi, con il mese di dicembre dell’anno precedente per terminare con il mese di novembre dell’anno successivo.

Non c’è da meravigliarsi se anche il 2011, come tutti gli anni dal 2008 ad oggi, è stato un anno “caldo”, al di sopra della norma ’71-’00. Come è possibile vedere dai dati in Tabella 1 e 2, lo scarto dalla temperatura media del trentennio di riferimento si aggira ogni anno attorno a circa +0.6°. Nello specifico, l’anno meteorologico che si è appena concluso, con una temperatura media di 17.16° e un’anomalia di +0.58° ha avuto un andamento termico mediamente simile al 2010, mentre l’anno “più caldo” tra quelli analizzati rimane il 2008 (scarto +0.63°) e il “più freddo” il 2009 con uno scarto di +0.56°.

 

Tabella 1 (a.) Confronto tra temperature medie mensili e annuali, (b.) temperature minime e massime medie dell’anno meteorologico 2011. In rosso gli estremi caldi, in blu quelli freddi

 

Tabella 2 Confronto tra gli scarti dalla media '71-'00 per gli anni meteorologici 2008-2011

 

Figura 1. Anno meteorologico 2011 su scala europea:  (a.) anomalia termica all’altezza di 850 hPa (circa 1500 m) e (b.) anomalia del geopotenziale all’altezza di 500 hPa (circa 5500 m). Fonte: NOAA

 

 

L’anomalia calcolata per le temperature in prossimità del suolo trova conferma nell’anomalia media osservata alla quota isobarica di 850 hPa dove infatti, lo scarto dalla media (in questo caso ’81-‘10) per l’anno meteorologico 2011 è compreso tra +0.4° e +0.6° (figura 1a).

In figura 1b è invece riportata l’anomalia media annuale dei geopotenziali a 500 hPa: è evidente la predominanza di una vasta zona anticiclonica su tutto il comparto orientale e soprattutto dal 60° parallelo in su che si contrappone all’anomalia negativa dell’Europa centro-occidentale e delle vicine acque atlantiche.

A livello nazionale, il 2011, con un’anomalia complessiva di +0.88°, si colloca al 6° posto tra gli anni più caldi dal 1810 ad oggi (figura 2). Come già evidenziato in altri precedenti articoli (www.supermeteo.com/caldo-autunno-2011.php), il disaccordo tra i dati del CNR (anomalia media per il leccese compresa tra +1° e +1.5° ) e i dati provenienti dalle nostre stazioni (anomalia media di +0.58°), è da attribuire principalmente al maggior numero di stazioni per unità di area della rete Supermeteo rispetto a quella del CNR. Il miglior campionamento spaziale, quindi, ha permesso di registrare con maggiore accuratezza le frequenti inversioni termiche e, quindi, la notevole diminuzione delle temperature minime, verificatesi soprattutto tra i mesi di ottobre e novembre, grazie alla prevalenza di condizioni anticicloniche. Infatti, mentre le massime sono sostanzialmente in accordo (anomalia rete Supermeteo=+1.1°, anomalia CNR compresa tra +0.5° e +1°), le anomalie per le minime, invece, sono nettamente differenti (anomalia rete Supermeteo=+0.1°, anomalia CNR compresa tra +1° e +1.5°), andando quindi a compromettere la media complessiva annua.

Figura 2  Anomalia termica dell’anno 2011 rispetto alla media 1971-2000 sul territorio italiano. Fonte: ISAC- CNR

 

       Figura 3. Confronto tra temperature massime e minime del 2011 e del trentennio di riferimento

 

In figura 3 è riportato un confronto tra l’andamento per decadi delle temperature minime e massime (medie) del 2011 e del trentennio di riferimento 1971-2000. Facendo una rapida carrellata sull’andamento termico annuale, con l’ausilio dei dati in tabella 1 e 2, notiamo che il mese più caldo dell’anno con una temperatura complessiva di 26.48° è stato agosto, mentre il più freddo gennaio (9.24°), conformemente a quanto previsto dai valori medi di riferimento.

Il mese più caldo in assoluto dal 2008 ad oggi è stato agosto 2008 (26.91°), mentre il più freddo febbraio 2009 (8.40°). Il mese con maggiore anomalia positiva pari a +2.47° è stato il mese di settembre 2011, mentre la maggiore (in valore assoluto) anomalia negativa (-1.44°) è stata registrata nel dicembre 2007.

 

Per quanto riguarda le decadi, la decade con temperatura massima (relativa all’intera decade) più elevata è stata, come per il 2010, la seconda di luglio con 33.7°, mentre la decade con massima più bassa è stata la seconda di dicembre 2010 (10.7°). Per le temperature minime, vale lo stesso discorso delle massime: la seconda decade di luglio, con una temperatura minima media di 22.2°, rappresenta la decade con minima più elevata (quasi “a pari merito” con la terza decade di agosto), mentre la seconda decade di dicembre 2010 è la decade con minima media più bassa, pari a 3.2°.

In figura 4 sono illustrati i corrispondenti scarti dalla media ’71-‘00 delle temperature minime e massime (medie) del 2011 raggruppati per stagioni meteorologiche. Guardando più in dettaglio il comportamento mensile delle minime e delle massime (figura 5), è evidente che le temperature massime sono state per tutto l’anno continuamente sopra alla norma, con uno scarto massimo di +3.47° nel mese di settembre. Le temperature minime, invece, sono state costantemente sopra media da marzo a settembre, ma sotto media nel semestre invernale, con un picco negativo di -1.5° nel mese di novembre.

Per quanto riguarda l’andamento stagionale, l’unica stagione ad avere un’anomalia negativa (-0.16°) è stato l’inverno 2010-2011, mentre per le restanti stagioni le anomalie sono tutte positive (figura 4).

Come noto, la stagione con i massimi scarti positivi risulta essere l’estate (+1.25°), seguita dalla primavera (+0.62°). In sostanza, è tutto il semestre estivo a risentire maggiormente di quelli che potrebbero essere gli effetti del riscaldamento globale. Questo è trend è ben evidenziato anche in figura 5 dove è riportato la media mensile degli scarti per il periodo 2007-2011. In particolare, ottobre è il mese caratterizzato mediamente da temperature sotto media, mentre il mese molto più caldo della norma è il mese di agosto.

 

Figura 4. Scarti delle temperature massime e minime del 2011 dalle medie 1971-2000

 

 

Figura 5. Andamento mensile degli scarti dell’anno meteorologico 2011 dalla media 1971-2000

 

 

Figura 6. Andamento mensile degli scarti dai valori di riferimento mediate sull’intervallo 2007-2011

 

 

Oltre ai valori medi è interessante valutare un altro importante parametro statistico, la varianza.

In figura 7, ad esempio, è riportata la varianza delle temperature medie mensili nel periodo 2007-2011 (in figura 6). L’analisi di questo parametro permette di capire quali mesi sono stati “più termicamente simili” di anno in anno nel corso del periodo in esame. Nello specifico, dal grafico di figura 7, emerge che il mese con minore variabilità climatica al variare degli anni è stato aprile, mentre il mese di settembre, come è possibile vedere dalle anomalie di tabella 2, ha avuto un andamento quasi perfettamente sinusoidale: infatti, si chiuse sotto media nel 2008 e nel 2010, sopra media, invece, nel 2009 e nel 2011.

 

Figura 7. Andamento mensile della varianza delle temperature medie relative all’intervallo 2007-2011

 

 

Figura 8. Andamento mensile della varianza nell’anno meteorologico 2011

 

 

Considerando invece la varianza di ogni singolo mese dell’anno 2011 in figura 8, si nota che i giorni dei mesi estivi (soprattutto giugno e agosto) sono trascorsi quasi tutti con la stessa temperatura media, quindi senza grandi scossoni termici. La varianza aumenta nelle stagioni di transizione, ossia nel periodo primaverile e autunnale quando aumentano gli scontri tra masse d’aria calda e fredda e, quindi, è possibile passare da giornate calde e sopra media a giornate fredde e sotto media. Questo è quello che è accaduto nel mese di dicembre 2010 quando, dopo un avvio decisamente sopra media, attorno alla metà del mese si è avuta una consistente irruzione di aria fredda con conseguente capovolgimento termico e temperature sotto media.

La varianza pari a quasi 28° per le minime sta indicare che in quel mese si sono avuti due giorni con temperature minime diverse tra loro di ben 28°!

In figura 9 è riportato un bilancio delle giornate sopra, sotto o in media termica. Nel complesso, il bilancio di tali giornate dal 2008 ad oggi rimane pressoché invariato. Tuttavia, val la pena osservare che tra il 2008 e il 2010 si è avuto un leggero aumento delle giornate sotto media e una conseguente diminuzione delle giornate sopra media, mentre il numero di giornate in media (ossia con temperatura compresa tra -0.1° e +0.1° i valori di riferimento) è rimasto invariato.

Dal 2011 invece la tendenza si è invertita segnando un aumento di pochi punti percentuali delle giornate sopra media a discapito di quelle sotto la media. Tuttavia, la temperatura media complessiva è rimasta la stessa dello scorso anno meteorologico, mentre è scesa di 0.52° la temperatura mediana (figura 10). Come è possibile spiegare questo comportamento?

 

Figura 9. Bilancio giorni sopra, sotto e in media termica: confronto grafico

 

 

Per farlo bisogna analizzare il grafico in figura 11 dove è riportato un bilancio termico del 2011 rispetto al 2010. Ad esempio, nel 2011 il 16.7% delle giornate ha avuto una temperatura pressoché identica a quella del 2010 (la differenza è compresa tra -0.1° e 0.1°), mentre il 2.7% delle giornate del 2011 ha avuto una temperatura maggiore tra 2° e 2.9° di quelle del 2010.

Quindi, escludendo le giornate con la stessa temperatura, dal grafico 11 si deduce che nel 2011 la maggior parte delle giornate (48.2%) ha avuto una temperatura più bassa del 2010, mentre solo il 35.3% ha avuto temperature superiori, giustificando, in tal modo, la diminuzione del valore mediano annuale. D’altra parte, è pur vero che le giornate del 2011 con temperatura maggiore del 2010 hanno avuto uno scarto (positivo) maggiore, sino a +2.9°, rispetto a quelle con temperature inferiori.

Dunque, incrociando i dati dei grafici in figura 9, 10 e 11 si può concludere che nel 2011 rispetto al 2010, anche se è aumentato leggermente il numero di giornate sopra media (e quindi dei picchi di caldo), la temperatura media complessiva è rimasta invariata a causa della predominanza di giornate leggermente più fresche del 2010.

 

   Figura 10. Serie storica delle temperature medie e mediane

 

Figura 11. Bilancio termico del 2011 rispetto al 2010

 

Fabrizio Congedo
Staff SuperMeteo

data pubblicazione: mercoledì 28 Settembre 2010 - ore 10.00

 

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