Analisi termometrica del 2010 per la provincia di Lecce
L’anno che si è appena concluso detiene il
triste primato dell’anno più caldo degli ultimi 130 anni. Infatti, in
base ai dati forniti dalla Nasa e confermati da altre istituzioni come
l’Ente nazionale per gli oceani e l’atmosfera (NOAA – National Oceanic
and Atmospheric Administration) e il britannico Met Office Hadley
Center, il 2010, con un’anomalia complessiva pari a +0.62° al di sopra
della media del ventesimo secolo , avrebbe superato (anche se solo di un
centesimo di grado) il 2005, considerato come l’anno più caldo dal 1880
ad oggi [1]. In figura 1 è riportata la classifica dei 10 anni più caldi
nel periodo di riferimento, mentre in figura 2 sono riportate le
anomalie termiche del 2010 rispetto al periodo 1971-2000. È evidente la
supremazia degli scarti positivi rispetto a quelli negativi, con diffusi
picchi di +5° sopra alla norma.

Figura 1. I 10 anni più caldi dal 1880 ad oggi [1]

Figura 2. Anomalie termiche globali del 2010 [1]
Il valore di riferimento, pari a 13.9°, è ottenuto come media della temperatura misurata sulla superficie degli oceani e sulle terre emerse nel secolo 1901-2000 [1].
Non è certamente
mia intenzione addentrarmi, in questa sede, in una complessa e quanto
mai delicata analisi dell’andamento termico del 2010 su tutto il nostro
Pianeta, né tantomeno cadere nella trappola dell’allarmismo o del
“terrorismo mediatico”.
Vorrei invece evidenziare che, mentre buona parte del globo ha risentito
più o meno pesantemente nel corso del 2010 degli effetti del
riscaldamento globale (basti pensare all’infernale estate russa), la
situazione è ben diversa se restringiamo lo sguardo al nostro orticello.
Infatti, in base ai dati a nostra disposizione (
www.supermeteo.com/termiche.php ) , il 2010 sembrerebbe confermare
un andamento termico in controtendenza rispetto a quanto sta avvenendo
nel resto del Pianeta. Certo, è pur vero che la nostra finestra di
osservazione è decisamente limitata sia nello spazio sia nel tempo, dato
che riguarda esclusivamente la provincia di Lecce e gli anni dal 2008 ad
oggi. Ma non possiamo comunque non osservare in maniera oggettiva che,
dal 2008 ad oggi, la temperatura media nel leccese è andata diminuendo
al ritmo di un decimo di grado all’anno. Ma andiamo con ordine.
Innanzitutto, riportiamo in figura 3 un confronto tra l’andamento per
decadi delle temperature minime e massime (medie) del 2010 e del
trentennio di riferimento 1971-2000. In figura 4 sono illustrati i
corrispondenti scarti dalla media.
Facendo una rapida carrellata sull’andamento termico annuale, con
l’ausilio dei dati in tabella 1 e 2, notiamo che il mese più caldo
dell’anno con una temperatura complessiva di 26.35° è stato Agosto,
mentre il più freddo Gennaio (9.47°), conformemente a quanto previsto
dai valori medi di riferimento. Invece, negli anni precedenti,
soprattutto nel 2009, il mese più freddo è stato Febbraio.
Per quanto riguarda le decadi, la decade con temperatura massima
(relativa all’intera decade) più elevata è stata la seconda di Luglio
con 33.2°, mentre la decade con massima più bassa è stata la seconda di
Dicembre (10.7°), caratterizzata da “giorni di ghiaccio” per tutto il
Salento. Per le minime, vale lo stesso discorso delle massime: la
seconda decade di Luglio, con una temperatura minima media di 21.7°,
rappresenta la decade con minima più elevata, mentre la seconda decade
di Dicembre è la decade con minima media più bassa, pari a 3.2°.

Figura 3. Confronto tra temperature massime e minime del 2010 e del trentennio di riferimento

Figura 4. Scarti delle temperature massime e minime del 2010 dai valori medi di riferimento
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Tabella 1. Temperature massime e minime (medie) mensili del 2010
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Tabella 2. Temperature massime e minime (medie) mensili e annuali: confronti
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Tabella 3. Estremi termici del 2010 |
Tabella 4. Estremi termici mensili e annuali a confronto
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Come illustrato
in tabella 3, la temperatura massima (media) assoluta del 2010 è 35.7°
registrata il 24 Luglio, ben lontana dai 36.7° del 2008 e soprattutto
dai paurosi 38.9° registrati nel mese di Luglio del 2009. La massima più
bassa in assoluto è invece pari a 5.4° ed è stata registrata il 17
Dicembre in concomitanza con una possente irruzione di aria fredda. Per
quanto riguarda le minime, la più bassa in assoluto è di -1°
verificatasi al termine dell’irruzione fredda di cui sopra, mentre la
più alta minima è stata registrata il 21 Luglio (24°).
Il giorno con massima escursione termica tra giorno e notte (15.3°) è
stato il 18 Giugno, quello con minore il 27 Gennaio (1.9°).
Su scala annuale, la temperatura media complessiva del 2010 è pari a
17.06°, inferiore di 0.13° a quella del 2009 (17.19°) e di ben 0.23° a
quella del 2008, confermando la diminuzione termica di circa 0.1°/anno
in atto dal 2008 ad oggi.
Tuttavia, anche se in modo più contenuto, anche nel 2010 la temperatura
media è stata al di sopra della norma: l’anomalia termica positiva
ammonta a +0.52° contro i +0.65° del 2009 e +0.75° del 2008 che
risulterebbe, quindi, l’anno più caldo degli ultimi tre anni (vedi
tabella 4).
Andando più in dettaglio e osservando il grafico in figura 5, emerge che
il 2010 è stato caratterizzato da anomalie termiche, sia positive che
negative, più contenute rispetto ai due anni precedenti. Nello
specifico, spiccano i +1.82° del mese di Novembre e i -0.91° del mese di
Ottobre. Le oscillazioni più evidenti riguardano il 2009, anno in cui si
è registrata un’anomalia positiva di ben +2.23° nel mese di Maggio e una
negativa pari a -1.15° nel mese di Febbraio.
Osserviamo inoltre che, Gennaio, Novembre e tutti i mesi tra Aprile e
Agosto (quindi, da metà primavera sino a fine estate meteorologica) sono
costantemente caratterizzati da anomalie positive più o meno
consistenti. Invece, i mesi in cui si osservano più frequentemente
temperature sotto i valori di riferimento sono Febbraio, Settembre e
Ottobre (quindi, buona parte dell’autunno meteorologico) e in minima
parte anche Dicembre.
I dati in tabella 5 e nel grafico di figura 6 sono un’ulteriore conferma
della diminuzione termica o, meglio, dell’arresto dell’incremento della
temperatura media nel leccese negli ultimi tre anni. Risulta, infatti,
che il numero di giorni sopra media termica stia progressivamente
diminuendo a vantaggio di quelli sotto media che, invece, risultano in
aumento. Sostanzialmente stabili il numero di giorni nella norma (si
considerino in media i valori termici compresi tra +0.2° e -0.2° attorno
al valore medio di riferimento).
In tabella 6 è riportata una ripartizione dettagliata del numero di
giorni sopra e sotto media in funzione di sette differenti intervalli in
cui è stato suddiviso il range di variazione degli scarti termici.

Figura 5. Confronto tra gli scarti termici dalla media del 2010, 2009 e 2008

Tabella 5. Bilancio giorni sopra, sotto e in media termica

Figura 6. Bilancio giorni sopra, sotto e in media termica: confronto grafico

Tabella 6. Confronto giorni sopra, sotto e in media termica ripartiti in funzione di sette differenti intervalli di variazione degli scarti termici
Sino ad ora
abbiamo condotto la nostra analisi in termini di temperature medie e di
scarti dalla media, secondo un consueto e consolidato approccio adottato
nei bilanci meteo-climatici.
Da un’interessante chiacchierata con un mio collega sul trend delle
temperature medie degli ultimi tre anni, è nata l’idea di usare al posto
o, comunque, congiuntamente alla media, la mediana, un indice statistico
che, in un certo senso, risulterebbe più vicino alla percezione
soggettiva della temperatura ambientale.
Facendo una piccola digressione di carattere statistico, infatti, si
dice mediana di una distribuzione di frequenze il valore che si trova
nella posizione centrale tra tutti i dati quando questi sono disposti in
ordine crescente o decrescente [2]. Ossia, la mediana si calcola
“mettendo in fila” tutti i dati (in questo caso le temperature), e
prendendo il valore centrale. Cerchiamo di capirne il significato con un
semplice esempio.
Consideriamo i seguenti valori di temperatura massima registrati tra il
4 e il 10 Gennaio 2010 presso la stazione meteo di Soleto:
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4 gen |
5 gen |
6 gen |
7 gen |
8 gen |
9 gen |
10 gen |
|
9.1° |
11.2° |
13.3° |
15.2° |
15.4° |
16.1° |
14.9° |
La media aritmetica è pari a 13.6°, mentre il valore della mediana, pari a 14.9°, si ottiene ordinando i valori di temperatura in ordine crescente e prendendo il dato centrale:
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9.1° |
11.2° |
13.3° |
14.9° |
15.2° |
15.4° |
16.1° |
A questo punto,
vi starete ancora chiedendo il perché abbia introdotto il concetto di
mediana. Cerchiamo di capirlo considerando un altro esempio interessante
e molto intuitivo [3].
Supponiamo che in una stanza ci siano contemporaneamente 19 poveri e un
miliardario. Ognuno estrae i soldi dalle proprie tasche e li mette su un
tavolo. Ogni povero mette 5 euro sul tavolo, il miliardario, invece, ne
mette un miliardo! Il totale presente sul tavolo sarà quindi pari a
1.000.000.095 euro. Se questa cifra venisse distribuita ugualmente tra
le 20 persone presenti nella stanza, ciascuno otterrebbe 50.000.004,75
euro, ossia il valore medio di tutti i soldi presenti su quel tavolo.
L’importo mediano invece, in virtù di quanto detto in precedenza, è pari
a 5 euro: è evidente, dunque, che in tal caso la media è un indice
chiaramente non rappresentativo della maggioranza degli importi presenti
nella stanza. In altre parole, la mediana esprime molto più fedelmente
del valor medio l’importo tipico delle persone considerate.
In termini matematici, questa differenza tra media e mediana si esprime
dicendo che la media risente della presenza di valori estremi nei dati:
un solo dato di valore sensibilmente diverso dagli altri (i cosiddetti
outliers, ossia i valori anomali e aberranti) può spostare la media in
modo significativo.
Appare quindi chiara la necessità di introdurre e valutare
opportunamente accanto alla media anche il valore mediano delle
distribuzioni di temperature prese in esame. Il fatto che la mediana sia
un indice più robusto in presenza di dati anomali ha sicuramente un
senso nello studio dell’andamento termico annuale dato che, sempre più
spesso, si assiste a improvvisi e significativi picchi sia sopra che
sotto i valori di riferimento.
Infatti, ad esempio, se un mese trascorre quasi sempre con temperature
leggermente sopra media, poi potrebbe essere sufficiente anche un solo
picco di temperatura al di sotto della media per “riequilibrare” il
valore medio mensile, portandoci a considerare come perfettamente nella
norma il mese appena concluso, probabilmente in maniera errata o,
comunque, lontano dalla nostra personale percezione.
Per semplicità, restringiamo il discorso ad una settimana supponendo
(con un pizzico di fantasia) che per sei giorni, dal lunedì al sabato, a
causa di un possente anticiclone si misurano continuamente temperature
massime di 21°, superiori alla norma (20°) di 1°. La domenica, per
un’improvvisa ondata di gelo, le temperatura massima si abbassa a 10°.
Dunque, la temperatura massima media della settimana sarebbe 19.4°,
addirittura inferiore alla media di 0.6°! Il valore mediano, invece, è
proprio 21°, ossia il valore predominante dell’intera settimana.
Tornando alla nostra analisi termica, con l’introduzione della mediana,
come si evince dalla tabella 7 e dai grafici delle figure 7 e 8, risulta
che il 2010, con una temperatura mediana di 16.69° è stato l’anno più
caldo degli ultimi tre anni, mentre il più fresco è stato il 2009, il
quale presenta addirittura uno scarto dal valore mediano di riferimento
di ben -0.3°. Questo si spiega considerando che, come detto prima, il
2010, a differenza del 2009 e del 2008, è stato un anno privo di grandi
scossoni termici. La mediana, quindi, risulterebbe molto utile proprio
perché fornisce un valore “depurato” da tali scossoni, rendendo, dunque,
più confrontabili gli andamenti termici dei tre anni in esame.
In conclusione, dall’analisi dei dati a nostra disposizione è emerso un
trend termico locale in sostanziale controtendenza rispetto
all’andamento delle temperature a livello globale. La nostra provincia,
infatti, sembrerebbe essere quasi “un’isola felice” in un contesto di
Global Warming (riscaldamento globale) inarrestabile. Il condizionale è
doveroso: questi dati, infatti, rientrano nelle normali oscillazioni
periodiche tipiche di tutti i parametri meteo-climatici. È chiaro,
quindi, che qualsiasi conclusione sull’andamento delle anomalie termiche
su una scala temporalmente e spazialmente così ridotta, come quella da
noi adottata, può apparire quanto mai avventata e non può certamente
comprovare un arresto, anche se locale, del riscaldamento globale in
atto.

Tabella 7. Temperature medie e mediane e relativi scarti a confronto

Figura 7. Serie storica delle temperature medie e mediane

Figura 8. Serie storica degli scarti annuali dai valori (medi e mediani) di riferimento
Fabrizio Congedo
Staff SuperMeteo
data pubblicazione: giovedì 20 Gennaio 2011 - ore 14.50
consulta la sezione degli Articoli Meteo
Riferimenti bibliografici
[1] http://www.ncdc.noaa.gov/sotc/global/2010/13
[2] R. Bruno, W. Cavalieri, P. Lattanzio, Statistica e probabilità,
Arnoldo Mondadori Scuola.
[3] http://www.worldlingo.com/ma/enwiki/en/Median
[4] Marco Abate, Matematica e Statistica, Editrice McGraw Hill.