L’anno degli eventi estremi

Analisi climatologica dell’anno meteorologico 2016-2017 salentino

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L’ondata di gelo e neve che ha colpito il Salento tra il 6 e l’11 gennaio 2017, la più lunga, in termini di durata e intensità del freddo, che abbia mai interessato la provincia di Lecce in oltre 65 anni, è certamente l’evento più rilevante per cui verrà ricordato l’anno meteorologico 2016-2017 salentino.

Con l’arrivo del mese di novembre cala quindi il sipario su un anno che, dopo un lungo periodo di attese e tribolazioni, ha regalato il sogno più grande dei meteo-appassionati salentini.

Il 2016-2017 è tuttavia anche l’anno di una secca e caldissima estate caratterizzata da intense e, per certi versi, eccezionali (almeno in termini di durata) onde di calore di stampo nord-africano e da una cronica scarsezza di piogge che, purtroppo, ha caratterizzato anche gran parte della precedente stagione primaverile.

Gli eventi estremi, dunque, intesi come periodi eccezionalmente lunghi sia di caldo sia di freddo, oltre al passaggio sul Salento meridionale del medicane Numa, hanno indubbiamente caratterizzato l’anno meteorologico 2016-2017 salentino che, nel complesso, si conclude con uno scarto di +0.42° dalla media di riferimento (trentennio 1981-2010).

Nello specifico, con l’aiuto del grafico in Figura 2, possiamo notare che la stagione più calda della norma (anomalia positiva pari a +1.67°) è stata l’estate, seguita dalla primavera, la cui anomalia è di +0.85°. Sotto media, invece, sia la stagione invernale (-0.63°) che quella autunnale, il cui scarto dalla norma è di -0.53°.

A livello mensile, notiamo una lunga parentesi sopra media che si è aperta a partire dal mese di febbraio per concludersi con la fine dell’estate. I mesi molto più caldi della norma sono quindi stati febbraio (+2.14°), marzo (+2.10°) e giugno (+2.07°). Al contrario, gli unici mesi con temperature complessive al di sotto delle medie sono stati dicembre, gennaio (il più anomalo in termini di freddo di tutto l’anno meteorologico) e i tre mesi autunnali.

Figura 1. Scarti delle temperature medie dell’anno meteorologico 2016-2017 dalle medie 1981-2010.

Col grafico di Figura 2, dove è riportato l’andamento della temperatura a livello decadale, entriamo ancora più nel dettaglio dell’analisi termometrica: anche in questo caso, notiamo che, proprio dopo l’ondata di gelo e neve, in particolare a partire dalla prima decade del mese di febbraio, si è aperta una lunga fase calda e sopra media che, tranne brevi parentesi, si è definitivamente conclusa con la terza decade del mese di settembre. La decade più calda rispetto alla media è stata la caldissima prima decade di agosto (anomalia pari a +4.03°), mentre, con un’anomalia di -5.10°, è ovviamente la prima decade di gennaio quella più fredda di tutto l’anno meteorologico rispetto alla media di riferimento.

Il giorno più freddo dell’anno meteorologico 2016-2017 in provincia di Lecce è stato il 7 gennaio 2017, per il quale risulta:

  • temperatura minima media: -2.6°
  • temperatura massima media: +1.2°
  • temperatura media: -0.7°.

Il giorno più caldo dell’anno, invece, è stato il 6 agosto 2017, per il quale risulta:

  • temperatura minima media: +23.3°
  • temperatura massima media: +38.5°
  • temperatura media: +30.9°.
Figura 2. Andamento decadale degli scarti dell’anno meteorologico 2016-2017 dalle medie 1981-2010.

Per estendere il confronto agli anni precedenti (dal 2007-2008), è necessario utilizzare le medie CLINO 1971-2000. Dai dati riportati in Figura 3, è evidente che, con un’anomalia di +0.57°, l’anno meteorologico 2016-2017 segna una sostanziale riduzione della forte anomalia positiva che aveva caratterizzato gli anni precedenti a partire dal 2011-2012, il più caldo in assoluto della nostra mini serie storica.

Dunque, ancora un anno più caldo della norma ma che, come vedremo tra poco con l’analisi dell’indice STI, non può essere definito anomalo.

Figura 3. Serie storica degli scarti dalla media ’71-’00 per gli anni meteorologici dal 2007-2008 sino al 2016-2017.

Il bilancio termometrico della provincia di Lecce è infatti confermato e, per certi versi, avvalorato dai dati di due singoli stazioni, Galatina AM e Leuca AM per le quali, disponendo dell’intera serie dei dati a partire dal 1952 ad oggi, è possibile calcolare lo Standardised Temperature Index (indice STI).

Ricordiamo che l’STI ci permette di quantificare l’anomalia definendola: caldo anomalo, se l’indice è maggiore di 1, freddo anomalo, se è minore di -1, normalità climatica, se l’indice è compreso tra -1 e 1.

Il valore di STI pari a +0.6 conferma quindi la sostanziale normalità termometrica dell’anno meteorologico 2016-2017 in provincia di Lecce, la cui temperatura media, quindi, pur essendo stata più elevata rispetto ai valori del trentennio di riferimento, rientra nell’intervallo di variabilità climatica locale.

Nello specifico, dall’analisi del grafico in Figura 4, notiamo che l’intero semestre estivo è stato caratterizzato da vero e proprio caldo anomalo (valori di STI superiori a +1 sia per l’estate che per la primavera), mentre la stagione autunnale e, soprattutto quella invernale, hanno registrato temperature mediamente al limite del freddo anomalo.

Tra i mesi con caldo anomalo ricordiamo febbraio, marzo, giugno, luglio e agosto, mentre i mesi con freddo anomalo sono stati dicembre, gennaio e ottobre. Per il resto, si osserva un fisiologico susseguirsi di mesi con temperature al di sopra e al di sotto della media.

Figura 4. Indice STI annuale per Galatina AM e Leuca AM.

Il grafico in Figura 5, sempre mediante l’analisi dei dati delle stazioni dell’Aeronautica Militare, offre una visione dettagliata sull’intero territorio salentino. Nello specifico, analizzando il grafico, possiamo notare il carattere fortemente anomalo dell’anno meteorologico 2016-2017 presso la stazione di Marina di Ginosa, dove l’indice STI è abbondantemente superiore a +1.

Scenario differente, invece, per le altre stazioni analizzate, per le quali l’indice STI è sempre compreso tra -1 e 1, indicando quindi temperature medie annuali che rientrano nella normalità climatica locale. Tuttavia, se per le stazioni di S.M. di Leuca e Brindisi siamo quasi al limite con una situazione di caldo anomalo, per Galatina AM, invece, probabilmente complici le ottime minime da irraggiamento notturno, la temperatura media complessiva dell’intero anno è praticamente perfettamente allineata con il valore medio del trentennio 1981-2010.

Figura 5. Anno meteorologico 2016-2017: indice di temperatura standardizzato per le stazioni di S.M. di Leuca, Galatina, Brindisi e Marina di Ginosa dell’Aeronautica Militare. Fonti: dati 2017 dalla rete del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare; storico 1981-2010 a cura di SCIA – Ispra.

Concludiamo la nostra analisi climatologica dell’anno meteorologico 2016-2017 sul territorio salentino dando un rapido sguardo agli accumuli pluviometrici registrati presso le nostre stazioni di riferimento della rete dell’Aeronautica Militare.

Come per le temperature, anche per le precipitazioni condurremo l’analisi utilizzando un indice statistico, lo Standardised Precipitation Index (SPI), o indice di precipitazione standardizzato, il quale, elaborato sulla base delle serie storiche di ogni singola stazione, ci permette di quantificare in maniera sintetica l’abbondanza o il deficit di precipitazioni di una determinata località salentina.

L’analisi del grafico in Figura 5 mostra quindi una situazione di assoluta normalità per le stazioni S. M. di Leuca e Marina di Ginosa, dove, i singoli episodi hanno permesso di concludere l’anno con accumuli pluviometrici non molto distanti dai valori di riferimento.

Appare, invece, più critica la situazione per le stazioni di Galatina e Brindisi, per le quali il deficit idrico è senza dubbio rilevante e quasi al limite di una situazione di siccità moderata.

Figura 6. Anno meteorologico 2016-2017: indice di precipitazione standardizzato per le stazioni di S.M. di Leuca, Galatina, Brindisi e Marina di Ginosa dell’Aeronautica Militare. Fonti: dati 2017 dalla rete del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare; storico 1981-2010 a cura di SCIA – Ispra.
Fabrizio Congedo – Staff SuperMeteo.

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