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La climatologia popolare:
gli aprilanti.
Andamento stagionale delle
precipitazioni in Salento
In genere, specie
per chi è abituato alle argomentazioni scientifiche, i detti popolari, i
proverbi meteo-climatologici ecc., sembrano niente di più e niente di
meno che mere speculazioni fondate su spicciole osservazioni empiriche
sulla cui attendibilità, e dunque ricorsività nell’accadimento, non
varrebbe la pena puntare un centesimo. Prova ne sia, per esempio, il
famosissimo periodo che va sotto il nome di “giorni della merla” (fine
gennaio), indicato da tradizioni popolari (a dire il vero del solo Nord)
come il periodo più freddo dell’anno per l’Italia, e che i climatologi e
le loro statistiche difficilmente confermano o corroborano.
Eppure, altrettanto spesso, questi detti o constatazioni
popolari, che potremmo pure chiamare di meteo-climatologia spicciola,
hanno un fondamento scientifico, quello stesso su cui si basano alcuni
personaggi della risma di “Frate Indovino” per fare previsioni del
tempo, settimana per settimana, addirittura per tutto l’anno. Vi siete
mai chiesti come possa mai accadere, e vi si assicuro che è accaduto,
che a volte ad azzeccare delle previsioni del tempo attendibili per una
settimana sia solo il vostro calendario appeso in cucina? Ebbene, la
risposta c’è, e probabilmente va trovata appunto in quei detti popolari
dietro i quali vi sono (probabilmente) osservazioni empiriche, per
quanto rozze, millenarie. Per il vostro Frate Indovino, è infatti
facile, sebbene a larghissima scala, sapere che dopo il 15 di agosto ci
sarà un’interruzione dell’estate, che probabilmente intorno al 10
gennaio, o al 10 febbraio o al 10 marzo il tempo in Italia, specie al
sud, è fortemente perturbato, che altrettanto fa nell’ultima decade di
novembre, o che una pioggia a santa Bibbiana annuncia piogge copiose per
i successivi 40 giorni ( è accaduto, per citare solo casi recenti, nel
2005 e nel 2002) ecc.
Volendo affisare l’attenzione su questo scorcio di 2007, sui
primi 4 mesi appena trascorsi, vale la pena soppesare il detto dei
“quattro aprilanti”: secondo quest’ultimo, i primi 4 giorni di aprile
avrebbero una corrispondenza – sebbene non deterministica – col
possibile andamento climatico dei successivi 40 giorni. Così il 1 di
aprile ci direbbe come sarà all’ingrosso la prima decade dello stesso
mese, il 2 aprile la seconda decade, e via di seguito. Il detto si
incrocia poi con un’altra constatazione, quella dei “nodi del freddo”,
per i quali sono da prevedersi intorno al 19 marzo, al 27 marzo, al
12-16 aprile ed a fine aprile, dei piccoli rigurgiti (a volte a dire il
vero sostanziosi) d’inverno, con tempo dall’instabile al perturbato
sull’Italia. Ora, se andiamo a vedere cosa è successo quest’anno ad
aprile (lasciando perdere i nodi del freddo, configurazione cliamatica
che non si è verificata), scopriamo che, specie nel sud Italia e nel
Salento, il tempo è stato leggermente instabile il 2 aprile, e
perturbato il 4 e il 5 del mese. Stando agli aprilanti, quindi, avremmo
dovuto aspettarci leggera instabilità a metà mese ed un ritorno del
cattivo tempo tra la fine di aprile e l’inizio di maggio. Prendendo le
cose sempre “all’ingrosso”, possiamo dire che esse sono andate
effettivamente così, almeno per l’Italia meridionale.
Assumiamo per
comodità l’andamento cliamatico del solo Salento o della Puglia in
generale ad aprile: abbiamo avuto due periodi “travagliati”, la prima e
l’ultima settimana di aprile, con instabilità che si è prolungata per
tutta la prima decade di maggio; insomma, un quadro che, come prima si
diceva, “all’ingrosso”, corrisponde a ciò che in base agli aprilanti era
probabile aspettarsi. Tra le precipitazioni più rilevanti vanno
ricordate quelle del 4 aprile con temporali serali e notturni che hanno
interessato la costa nord-occidentale sino alla zona centrale di
Galatina e Lecce e giù fino a Supersano, i temporali locali intorno a
metà mese, localmente intensi e grandinigeni, le buone precipitazioni
intorno al 26 aprile, localmente intense, come a Sannicola, ove in poco
meno di 24 ore si sono raggiunti i 54 mm di pioggia.
Ora, è chiaro che
queste considerazioni non vogliono assolutamente accreditare l’idea di
una climatologia popolare infallibile. Il clima alterna, specie sulle
zone temperate, anno dopo anno, potremmo dire, una serie di “schemi”
meteo, il cui accadimento è meramente statistico. Uno di questi schemi,
per il periodo considerato, è quello dei quattro aprilanti, il quale, in
molte occasioni non è stato attendibile come quest’anno. La sua validità
sembra quasi paragonabile a quella dei moderni modelli di previsione
stagionali: utili per capire la possibile tendenza meteo, ma soggetti
altresì a grandi smentite.
Facciamo ora
seguire, dopo queste curiosità appartenenti al folclore meteorologico –
che ha dietro comunque un’enorme saggezza popolare, sedimentatasi per
secoli – alcune considerazioni di carattere numerico sull’andamento
climatico. Questi ultimi due mesi hanno messo posto un sostanzioso
rimedio alla disastrosa situazione siccitosa che attanagliava da mesi il
Salento e quasi tutta Italia. Alcuni numeri sugli attuali livelli di
piovosita annuale in alcune località salentine al 3 maggio:
| località |
Andrano |
Gallipoli |
Lecce |
Lequile |
Sannicola |
Supersano |
| mm |
236.5 |
215 |
267.5 |
319.5 |
232.6 |
277.5 |
Le medie statistiche degli ultimi 80 anni vorrebbero le
medesime località con i seguenti livelli medi di precipitazione:
| località |
Andrano |
Gallipoli |
Lecce |
Lequile |
Sannicola |
Supersano |
| mm |
276 |
210 |
241 |
241 |
227 |
294 |
L’andamento precipitativo può essere schematizzato come
segue, tenendo conto che, potendo contare su dati di stazioni esigue
quanto a numero, la stessa cartina non potrà che essere lacunosa e
parziale:

Dai dati numeri, incrociati con la loro disposizione
spaziale sulla cartina, è possibile affermare quanto segue: le zone
centro-occidentali in genere sono in media o leggermente oltre la media
delle precipitazioni dei primi 4 mesi dell’anno, mentre le zone
centro-orientali, rappresentate qui purtroppo solo da Andranno e
Supersano sono da leggermente (Supersano) a mediamente (Andrano) sotto
la media stagionale; assai diverso, invece, l’andamento precipitativo
nelle zone settentrionali del Salento, passando dall’una all’altra
costa, che hanno visto degli ingenti surplus sopra la media, specie nei
territori vicini a Lequile, ai confini con Brindisi e quelli limitrofi a
San Cesareo. In generale, quindi, e straordinariamente, le zone
centro-occidentali e settentrionali hanno ricevuto un volume di
precipitazioni pari o superiore, anche di molto, alla media, mentre le
rimanenti, di solito le più piovose, sono rimaste sotto la media, e
comunque mai in quantità da definirsi allarmanti, ma sempre entro un
range fisiologico. Nel totale, quindi, la pioggia caduta sull’intero
Salento può essere considerata come in piena media o leggermente al di
sopra, facendoci guardare con meno angoscia all’imminente arrivo
dell’estate, si spera insolitamente prodiga di precipitazioni.
Anselmo Caputo
Collaboratore
SuperMeteo.com
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