Un’estate africana
Pochissime piogge e caldo fortemente anomalo, nonostante l’assenza di temperature record

SCENARIO EUROPEO

Con l’arrivo del mese di settembre cala definitivamente il sipario sull’estate meteorologica 2017. Una stagione molto calda, caratterizzata da intense e durature onde di calore di stampo nord-africano e da una cronica scarsezza di piogge che, purtroppo, si protrae dalla precedente stagione primaverile.
Lo scenario barico che ha mediamente caratterizzato l’estate meteorologica 2017 in Europa è rappresentato, in modo a dir poco eloquente, mediante l’anomalia del geopotenziale alla quota di riferimento di 500 hPa (circa 5000 m) riportata in Figura 1a: l’analisi di tale mappa, infatti, mostra chiaramente l’anomala ingerenza del promontorio nord-africano in quota (Anticiclone Africano) su tutto il bacino del Mediterraneo (colori dal giallo al rosso), diretta conseguenza dell’anomalo spostamento verso nord della zona di convergenza intertropicale (ITCZ - Inter-Tropical Convergence Zone). Su gran parte dell’Europa settentrionale, invece, si è avuta mediamente una prevalenza di basse pressioni, come evidenziato dalla fascia con colori dal fucsia al violetto.
Ovviamente, tali anomalie del geopotenziale si riflettono a livello termico, come illustrato nella mappa di Figura 1b, dove è riportata l’anomalia delle temperature alla quota di riferimento di 850 hPa (1500 m circa): è evidente, infatti, che le zone mediamente dominate dall’alta pressione abbiano registrato anomalie positive anche consistenti (tutta l’Europa centro-meridionale), mentre, a latitudini più elevate le temperature dell’estate meteorologica 2017 sono state leggermente al di sotto delle medie di riferimento.
Clima più fresco anche nel cuore della Libia, ad ulteriore conferma del netto spostamento verso nord dell’Anticiclone Africano.

Figura 1. Estate 2017 su scala europea: rianalisi delle anomalie a. del geopotenziale a 500 hPa e b. delle temperature a 850 hPa. Fonte: NOAA Earth System Research Laboratory, rielaborazione grafica SuperMeteo.

 

SCENARIO SALENTINO

Analisi temperature medie
L’analisi dettagliata dei dati di temperatura misurati dalle stazioni salentine conferma già quanto qualitativamente osservato a livello europeo nelle mappe di Figura 1: infatti, la stagione estiva 2017 in Salento chiude con uno scarto complessivo dai valori CLINO 1981-2010 pari a +1.67°. Dunque, una stagione estiva molto più calda della norma, caratterizzata da ben 7 onde di calore di matrice nord-africana, intervallate da veloci intrusioni di aria più fresca da nord, come riportato nel grafico di Figura 2.
Nello specifico, a livello mensile possiamo osservare quanto segue:

  • giugno: mese molto caldo, con temperature continuamente al di sopra della media e con due onde di calore, chiude con un’anomalia complessiva pari a +0.95°;
  • luglio: molto caldo, ancora tre onde di calore, la terza sul finire del mese, ma si segnalano altrettante “rinfrescate” da nord, delle quali l’ultima particolarmente incisiva. Anomalia complessiva pari a +1.03°;
  • agosto: il mese più anomalo dell’estate (anomalia complessiva pari a +1.66°), con tre onde di calore, delle quali la prima particolarmente intensa e duratura con temperature massime spesso superiori a 40°. Si segnalano comunque, anche in questo mese, tre veloci sventagliate da nord, con temperature sino a 2° al di sotto delle medie del periodo. Più smussata l’ultima onda di calore, soprattutto grazie al generale contenimento delle temperature minime.

 

Figura 2. Scarti della temperatura media dell’estate 2017 salentina dalla media ’81-’10.


Lo studio dell'indice di anomalia standardizzato STI (Standardised Temperature Index) calcolato complessivamente per le stazioni di Galatina AM e Leuca AM ci permette di definire i VERI episodi di caldo e freddo anomalo (Figura 3). Infatti, ricordando che mediante tale indice possiamo rapportare gli scarti dalla media rispetto alla variabilità climatica locale, l’analisi del grafico in Figura 3 conferma quanto già visto a livello provinciale, ossia la presenza di circa sette episodi di caldo anomalo (picchi nell’area rossa), il più intenso durante la prima decade del mese di agosto.
Per il resto, il trimestre estivo è trascorso con temperature spesso sopra media, ma comunque nell’intervallo di normalità climatica locale. Le rinfrescate, quindi, hanno solo avuto il merito di riportare le temperature su valori più consoni per il periodo, tranne due brevissime parentesi di freddo anomalo tra il 26 e il 27 luglio e il 13 agosto.
Nel complesso, quindi, per quanto riguarda le due stazioni di Galatina AM e Leuca AM, l’estate 2017 chiude con un valore di STI pari a +1.93. Tale valore, abbondantemente superiore a 1, conferma il carattere fortemente anomalo del caldo che ha caratterizzato l’estate salentina 2017.

 

Figura 3. Estate 2017: indice di temperatura standardizzato giornaliero per Galatina AM e Leuca AM.  Fonti: dati 2017 a cura del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare; storico 1981-2010 a cura di SCIA – Ispra.

 

Caldo fortemente anomalo non soltanto per le stazioni di Galatina e Leuca, ma anche sulle altre due province di Brindisi e Taranto, come dimostrano i dati dell’indice STI per le stazioni di Brindisi e Marina di Ginosa dell’Aeronautica Militare (Figura 4).


 

Figura 4. Estate 2017: indice di temperatura standardizzato per le stazioni di S.M. di Leuca, Galatina, Brindisi e Marina di Ginosa dell’Aeronautica Militare.  Fonti: dati 2017 dalla rete del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare e dal database Ogimet; storico 1981-2010 a cura di SCIA – Ispra.

 

Analisi temperature estreme: focus su Galatina AM
Nonostante il caldo fortemente anomalo, il confronto con le serie storiche ci dice chiaramente che, almeno per quello che riguarda la stazione di Galatina dell'Aeronautica Militare, nel passato ci sono stati episodi di caldo molto più cruenti, sia per intensità sia per durata.
È singolare premettere che, come per la recente ondata di gelo, anche per l'onda di calore il confronto avverrà principalmente coi dati dell'anno 1987: insomma, sia il 1987 che il 2017 appaiono come due anni caratterizzati da estremi, sia di caldo che di freddo. Andando nello specifico, in Figura 5 è riportato il massimo numero di giorni consecutivi in cui la temperatura massima è stata superiore o uguale ad un valore di soglia, ad esempio 40°. Emerge subito che, nel mese di luglio dell'87, per ben 4 giorni la temperatura massima non è mai scesa sotto 40°, raggiungendo il picco record di 44.4° giorno 26:

  • 23/07/1987: 42.6°
  • 24/07/1987: 40°
  • 25/07/1987: 43°
  • 26/07/1987: 44.4°

Nel mese di agosto in corso, invece, abbiamo solo 2 giorni consecutivi con temperatura massima superiore a 40°: il 5 e il 6, con un picco di 41.2°.
Anche per gli altri valori di soglia, il confronto mostra come il periodo 15-26 luglio 1987 sia stato più caldo del periodo 2-11 agosto 2017, come anche il periodo 11-26 agosto 2003 rispetto al periodo 28 luglio - 11 agosto 2017. Da notare che solo per la soglia di 37°, il numero di giorni con temperatura massima maggiore a tale valore è stato nettamente superiore nel 2017 che nel passato.
Nel grafico di Figura 6, invece, è riportata la temperatura massima registrata presso la stazione di Galatina AM mediata su un numero variabile di giorni consecutivi, da 2 a 10: anche in questo caso, il confronto con l'anno 1987 è schiacciate. Non esiste, infatti, una sequenza di giorni consecutivi nella recente ondata di calore (2-11 agosto) in cui la temperatura massima media sia stata superiore a quella registrata nel periodo 17-26 luglio 1987, letteralmente infuocato.
Dunque, nonostante il caldo fortemente anomalo, nessun record, né come picco, né come durata.


Figura 5. Massimo numero di giorni consecutivi con temperatura massima giornaliera superiore (o uguale) ad un valore di soglia. Fonti: dati 2017 a cura del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare; storico dal 1951 a cura di SCIA – Ispra.

 


Figura 6. Temperatura massima media più alta registrata su un numero n (da 2 a 10) di giorni consecutivi. Fonti: dati 2017 a cura del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare; storico dal 1951 a cura di SCIA – Ispra.

 

Tuttavia, val la pena precisare che, pur non registrando i picchi record dell’estate del 1987, l’aspetto che ha reso fortemente anomala l’estate 2017, come anche altre estati degli anni 2000, è stata la frequenza e la durata delle onde di calore.
Questo aspetto è rimarcato nell’istogramma in Figura 7, dove è riportata la distribuzione delle temperature massime estive della stazione di Galatina: il confronto mostra, durante l’estate 1987 (rettangoli color granato chiaro) da un lato, la presenza di picchi di caldo estremo (massime prossime a 45°) e, dall’altro, anche la presenza di giornate con temperature massime di appena 21°. Gran parte della stagione è poi trascorsa con temperature approssimativamente nella norma, tanto che la temperatura media dell’estate 1987 è stata di appena 25°.
Durante la stagione estiva appena conclusasi, invece, nonostante l’assenza di picchi estremi, si nota la netta prevalenza di giornate con temperature maggiori o uguali a 35°, mentre la temperatura massima più bassa registrata è stata superiore a 25°. È proprio per questo motivo che, quindi, la temperatura media dell’estate  2017, pari a 26.3°, è stata nettamente superiore a quella del 1987.

 


Figura 7. Istogramma temperature massime estive Galatina AM. Fonti: dati 2017 a cura del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare; storico del 1987 a cura di SCIA – Ispra.

 

Il grafico in Figura 8 mostra che, rispetto al passato, durante le recenti stagioni estive degli anni 2000, almeno limitatamente alla stazione di Galatina AM, le temperature massime sono state spesso superiori a 30°, fino a toccare il picco nella terribile estate del 2003, quando quasi il 90% dei 92 giorni estivi è trascorso con massime superiori alla soglia dei 30°.
Significativa in tal senso anche l’estate 2017, ma comunque meno calda dell’estate 2003, che rimane quindi la stagione estiva più calda di tutta la serie storica (Figura 9). Nello specifico, è interessante notare che nel 2017 ben 79 giorni su 92 del trimestre estivo sono trascorsi con temperature massime superiori a 30°. Le temperature di questi giorni risultano ulteriormente distribuite in:

  • 3 giorni con temperature massime superiori o uguali a 40°;
  • 10 giorni con temperature massime superiori o uguali a 39° (valore record sulla serie storica: in nessuna stagione estiva del passato si sono avuti 10 giorni con temperature massime superiori a 39°);
  • 13 giorni con temperature massime superiori o uguali a 38° (valore record);
  • 19 giorni con temperature massime superiori o uguali a 37° (valore record);
  • 27 giorni con temperature massime superiori o uguali a 36° (valore record);
  • 36 giorni con temperature massime superiori o uguali a 35°.

 


     Figura 8. Massimo numero di giorni estivi con temperatura massima giornaliera superiore (o uguale) ad un valore di soglia. Fonti: dati 2017 a cura del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare; storico dal 1951 a cura di SCIA – Ispra.

 


Figura 9. Serie storica temperatura media estiva della stazione di Galatina. Fonti: dati 2017 a cura del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare; storico dal 1951 a cura di SCIA – Ispra. L’estate 2017 risulta la terza più calda della serie dopo l’estate 2003 (al primo posto) e quella del 2012.

 

Analisi precipitazioni
L’estate salentina 2017 è stata caratterizzata non solo caldo anomalo, ma anche da deficit pluviometrici localmente consistenti, i quali esacerbano la già grave penuria di precipitazioni ereditata dalla precedente stagione primaverile.
In particolare, mediante l’analisi della distribuzione delle piogge cadute nel trimestre estivo 2017 presso alcune stazioni di riferimento della rete dell’Aeronautica Militare e il successivo confronto con le rispettive serie storiche, cercheremo di capire in quali parti del territorio salentino la situazione è più critica dal punto di vista pluviometrico. In particolare, individueremo le zone che si trovano in un’effettiva situazione di siccità mediante l’utilizzo di un apposito indice statistico, detto Standardised Precipitation Index (SPI), o indice di precipitazione standardizzato. Tale indice, infatti, ci permette di quantificare in maniera sintetica l’abbondanza o il deficit di precipitazioni di una determinata località. Inoltre, essendo un indice standardizzato, permette di confrontare agevolmente stazioni climatologicamente diverse.
Il grafico in Figura 10 mostra chiaramente la generale assenza di precipitazioni rispetto ai valori medi di riferimento relativi al trentennio 1981-2010. Ma, se per le stazioni di Marina di Ginosa, Brindisi e Leuca, tali deficit rientrano nella variabilità climatica locale (ossia, può accadere che durante la stagione estiva presso queste stazioni le piogge accumulate siano tra il 50% e il 60% inferiori ai valori medi, senza che tali deficit vengano considerati anomali – infatti ci sono state annate con piogge estive praticamente nulle!), diverso è il discorso per la stazione di Galatina AM. Qui, infatti, il valore di SPI inferiore a -1, oltre al deficit dell’86%, dimostra che siamo dinanzi ad una stagione estiva moderatamente siccitosa.

 

        
Figura 10. Estate 2017: indice di precipitazione standardizzato per le stazioni di S.M. di Leuca, Galatina, Brindisi e Marina di Ginosa dell’Aeronautica Militare.  Fonti: dati 2017 dalla rete del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare e dal database Ogimet; storico 1981-2010 a cura di SCIA – Ispra.

Conclusioni
L’analisi condotta per il territorio salentino conferma il generale aumento delle temperature medie estive osservate negli ultimi decenni a livello globale (James E. Hansen, "Perception of Climate Change," Proceedings of the National Academy of Sciences, Aug. 6, 2012). Le estati salentine, come in genere quelle italiane, sono sempre più calde e siccitose: nonostante l’assenza di picchi record eclatanti, infatti, la frequenza e la durata delle onde di calore di stampo nord-africano sono tali da rendere ormai, mediamente, il clima estivo salentino sempre più vicino a quello nord-africano e sempre più lontano da quello tipicamente mediterraneo.

 

Fabrizio Congedo
Staff SuperMeteo

data pubblicazione: marte5 settembre 2017 - ore 17.00

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