Le grandi nevicate sul Salento: configurazioni bariche tipiche
In questi giorni non è infrequente che si discuta sul forum di questo portale meteo delle possibilità che si hanno di vedere una bella nevicata o anche soltanto una spolveratina di neve sul nostro Salento.
Per fare un po’ di luce sulle condizioni di possibilità che un tale evento si verifichi, vorrei fare un piccolo excursus storico, presentandovi alcune mappe relative ai grandi eventi nevosi che hanno interessato la nostra terra, proprio al fine di rilevarne delle costanti, eventualmente da confrontare con la situazione che si andrà a creare nei prossimi giorni. Vorrei presentare 7 casi, certamente i più noti ai più:

carta meteo del 4 Febbraio 1956

carta meteo del 3 Gennaio 1979

carta meteo del 16 Marzo 1987

carta meteo del 17 Dicembre 1988

carta meteo del 8 Dicembre 1991

carta meteo del 18 Dicembre 2001
Ora, quali sono queste costanti, ossia gli elementi strutturali che permettono la nevicata sul Salento? Al contrario di quanto potrebbe pensarsi non è quasi mai l’irruzione di aria polare artico-marittima a determinare queste condizioni (irruzione diretta da nord o da nord-ovest). La prima costante strutturale, la più importante, è lo slanciarsi dell’hp delle Azzorre verso nord-est (asse sud-ovest/nord-est) fino, magari, a congiungersi con il “fratello” russo, congiunzione che nel gergo climatico è nota come ponte di Weikoff. Questa è la condizione essenziale affinché dal lato orientale della figura di alta pressione scenda non semplicemente aria fredda artico-marittima, ma, ben più seriamente, aria dalle pianure russo-sarmatiche, notoriamente molto più fredde. La seconda condizione, non meno importante, è che tale colata continentale abbia una sufficiente retrogressione verso ovest e che, soprattutto, (v. figure) sia capace di creare dei minimi tra Ionio ed Egeo: è proprio l’alimentazione di questi minimi con aria gelida continentale che, scorrendo sul lato orientale della figura di hp menzionata, investe direttamente il Salento, dimostrandosi capace di superare anche la barriera delle Murge baresi e tarantine che, con altre configurazioni (colata diretta da nord), fanno da “tappo” (effetto Stau; v. in special modo episodi dell’88 e del 2001 con nucleo gelido retrogrado dalla porta di Scutari, Albania). Questa seconda condizione è particolarmente evidente in tutte le figure sopra riportate, con la sola eccezione, forse, dell’episodio del 1979, il quale, tra l’altro, è da ricordarsi come il più forte dal punto di vista delle temperature minime (i ben famosi -12° a Galatina furono registrati in questa occasione, record mai più superato). Naturalmente, non va taciuto che a livello continentale l’Orso russo deve aver già compiuto il suo dovere, ossia deve essere sufficientemente termicizzato; la zona, cioè, deve essere sufficientemente fredda al momento del verificarsi della prima condizione ivi menzionata.
Se andiamo ora a confrontare, naturalmente sulla base delle carte attuali, quanto ci attende nel prossimo futuro, noteremo delle differenze non indifferenti (fermo restando modifiche dell’ultima ora sempre possibili):

carta del 25-26 Dicembre 2008
Quanto salta subito all’occhio è che manca la seconda delle condizioni fondamentali: un minimo tra Ionio ed Egeo che risucchi aria gelida continentale e, invece, una retrogressione eccessiva del minimo verso ovest che finisce col favorire un richiamo eccessivamente caldo sul Salento e probabili precipitazioni a carattere di sola pioggia.
Ferme restando, come prima dicevo possibili modifiche, non rimane che sperare a tutti i nivofili che la figura di bassa pressione non trasli, come previsto, ulteriormente verso ovest, ma che, come più consueto, vada a finire sulla Grecia meridionale e sull’Egeo, posizione dalla quale potrà far partire qualche proiettile gelido e serio sul nostro territorio.
Anselmo Caputo
Collaboratore SuperMeteo.com
Centro Meteo del Salento e Puglia
Per maggiori informazioni sulle nevicate storiche consulta la sezione sulla Neve del Salento