PIOGGE
AUTUNNALI……GENEROSE!

Il titolo di quest’articolo potrebbe trarre in inganno il
lettore, preciso che non è mia intenzione parlare dell’evento
meteorologico che caratterizza la stagione autunnale, vale a dire
della pioggia, ma di ciò che essa scatena nelle campagne
salentine: il risveglio della monacella!
Di cosa sto parlando? Ma è ovvio…parlo di una delle nostre
tipiche ghiottonerie culinarie: la famosa signora “municeddhra” (non
me ne vogliano i vegetariani)!
La suddetta signora delle nostre campagne è proprio in
questo periodo che si risveglia dal lungo letargo estivo e
finalmente può riempire un po’ il pancino pascolando felice nei
campi prima del successivo letargo invernale.
Le municeddhre, altrimenti dette chiocciole o
elici, appartengono alla specie Helix aperta,
una varietà tipicamente pugliese.

Questi molluschi conchigliati hanno una sorprendente facoltà
di adattamento che consente loro di sopravvivere anche quando
condizioni climatiche e mancanza di cibo sembrano rendere
impossibile la vita. Essi sono in grado di opporre a qualsivoglia
difficoltà una resistenza passiva, evitando inutili dispendi di
energia. Quando il caldo, il freddo o la siccità divengono
insopportabili, si ritirano in luoghi appartati e coperti e
attendono immobili per giorni, settimane o mesi che le condizioni
atmosferiche siano più confacenti alle loro caratteristiche. In
questi casi cadono in letargo o semiletargo e conservano solo,
rallentate fino a ridurle al minimo, le più essenziali attività
vitali, così può sopportare a lungo il caldo, il freddo e persino la
mancanza di cibo (la loro capacità di digiunare ha
dell’incredibile!).
Molti sono i nemici che le municeddhre trovano nel
loro ambiente, particolarmente degni di nota in questa sede sono,
ovviamente, quelli della sfera meteoclimatica. Tra questi i raggi
solari che, se da un lato assicurano il calore ed il nutrimento,
dall’altro, se forti e diretti, possono provocare la morte per
disidratamento; per tale motivo le chiocciole tendono a fare vita
notturna e di giorno, se il sole non è coperto, rimangono rintanate
nei loro ombrosi ripari. Altri nemici sono il vento asciutto ed il
freddo che, se raggiungono di sorpresa il mollusco, possono
ugualmente essere mortali; la grandine che può rompere il guscio dei
soggetti più giovani, la pioggia prolungata che può sommergere le
elici e farle perire per annegamento. Contro questi nemici la
chiocciola non è però priva di difese. La prima protezione viene
dalla conchiglia dentro la quale si ripara alle prime avvisaglie di
pericolo. Se ciò non bastasse alcuni generi possono chiudere
ermeticamente l’apertura conchigliare con l’opercolo o l’epiframma,
mantenendo ancor meglio l’umidità del corpo e riparandosi dall’aria
e dal freddo.

Altro elemento protettivo è la bava della chiocciola, molto
ricca di elicina, sostanza nota da sempre per le sue proprietà
antibatteriche e per questo utilizzata in campo omeopatico e
farmaceutico e non solo (la sottoscritta ha personalmente assaggiato
durante una fiera lo sciroppo di bava, un antinfiammatorio naturale
per le affezioni bronchiali…mmh una delizia!!). La miglior difesa è
però assicurata dall’istinto, sviluppatissimo in questo animale, che
induce il mollusco ad evitare i pericoli, a raggiungere
tempestivamente luoghi ombrosi e riparati o, in caso di
precipitazioni atmosferiche eccessive, ad arrampicarsi il più in
alto possibile.
La vita del mollusco è sempre regolata dall’acqua che
cade naturalmente dal cielo, cioè dalla pioggia e dalla rugiada.
Dall’acqua dipendono infatti i periodi di attività e di quiescenza,
i pascoli e persino i rari accoppiamenti. Le chiocciole assumono
l’acqua loro necessaria, sia dalla bocca, sia strisciando sopra ad
essa e assorbendola dalla cute del piede. Altro importantissimo
elemento che regola la vita delle elici, collegato all’acqua e da
esso dipendente, è la vegetazione, che assicura protezione dal
freddo, dal vento, dai raggi del sole e fornisce l’indispensabile
nutrimento.
E quindi, signori miei, è proprio questo il periodo giusto:
munitevi di “panareddhru” e di stivali e andate a scorazzare nei
campi dopo un bell’acquazzone alla ricerca delle “signorine
monacelle”!
Buona
scampagnata e …buon appetito!!!
Sara Nutricato
Collaboratore SuperMeteo.Com