Niviere e Ghiacciaie nel Salento e in Puglia

Quando la neve era di casa anche nel Salento - i freezer del passato e il commercio del ghiaccio

Molti pensano che il Salento e la Puglia in generale siano la terra del sole e del mare e che il freddo pungente sia solo una fugace apparizione nel corso della stagione autunno-vernina.

Non abbiamo certamente un clima continentale, ma se paragonassimo il Salento alle altre zone di pianura non solo del sud Italia, ma anche delle regioni centrali, scopriremmo che siamo molto più esposti alle correnti gelide balcaniche di quanto si pensi, molto più delle regioni tirreniche centro-meridionali e in generale di tutto il sud.

D’altra parte, in vari articoli, abbiamo analizzato sia l’ingresso dei freddi venti balcanici dalla Valle di Scutari  e sia la Neve del Salento (cliccate sul neretto per rileggere gli articoli).

In questa occasione portiamo all’attenzione dei nostri lettori la presenza su tutto il territorio pugliese delle cosiddette NIVIERE o GHIACCIAIE.

Queste “curiose” costruzioni nascevano dall’esigenza dei nostri avi, non certamente muniti di energia elettrica, di disporre di un corrispondente antenato dei più moderni congelatori o freezer che dir si voglia.

Sappiamo tutti come l’equivalente del frigorifero fosse il pozzo, infatti qui venivano “calati” cibo o bevande, posti all’interno di secchi sino a raggiungere l’acqua fresca, ma molta meno gente conosce l’esistenza di veri e propri  congelatori del tempo: le NIVIERE.

masseria Macrì - Supersano (Le)

Esse erano e sono vere e proprie cisterne, site all’interno di masserie, poste una decina di metri al di sotto del suolo, scavate direttamente nella roccia o costruite in muratura con ingegnosità tale da garantire temperature basse e costanti per tutto il periodo dell’anno.

 

Dalla radice stessa del termine, è facilmente deducibile che all’interno vi venisse deposta la neve.

Il sistema di raccolta e utilizzo della stessa, non era poi così immediato e semplice, esisteva infatti una particolare procedura che permetteva di usufruirne nel lungo periodo.

In particolare, il fondo della niviera veniva cosparso di ramoscelli, canne o giunchi in modo da evitare che il ghiaccio attecchisse al suolo, rendendo inutilizzabile i primi centimetri di neve compattata.

La neve appunto, veniva pressata sino a formare delle lastre di ghiaccio di poche decine di centimetri, separate da un piccolo strato di paglia ben compatto in modo da permettere un facile utilizzo in blocchi (o cubi). Venivano così a crearsi diversi strati tra neve compattata e paglia su vari livelli.

Il prodotto finito veniva tagliato in blocchi con seghe o accette e, oltre a servire come freezer nelle niviere per la conservazione dei cibi deperibili, veniva venduto anche per scopi terapeutici, per curare disturbi intestinali o per abbassare la febbre o semplicemente per gustare granite nelle torride giornate estive. Il prezzo variava in base alla qualità della neve e della conservazione.

La gestione delle niviere e il commercio della neve era generalmente appannaggio dei “signorotti”, che concedevano talvolta “appalti” per la gestione che era regolamentata in maniera precisa anche con orari di chiusa della ghiacciaia stessa.

A questo punto è lecito chiedersi: se esistono le niviere nel Salento, possiamo dedurre che in passato la neve baciasse più spesso le nostre terre?

Probabilmente si, sia perché gli studi dimostrano un aumento della temperatura negli ultimi decenni e sia perché non è trascurabile la concomitanza del periodo di costruzione delle niviere con la PICCOLA ERA GLACIALE tra il 1550-1850.

Nell’articolo sulla piccola era glaciale in Puglia, che avrete certamente riletto, sono testimoniati lunghi periodi freddi in Puglia e nel Salento dove la neve non doveva certamente mancare, poiché i periodi siccitosi causati anche dall’influenza predominante di correnti provenienti dai Balcani, producevano e producono appunto siccità in tutti i periodi dell’anno, ma al contempo freddo e neve da effetto adriatico nel periodo invernale.

E’ verosimile inoltre, che durante il periodo estivo, soprattutto a scorte finite, gli abitanti del luogo prelevassero la grandine caduta e la adagiassero nelle niviere, pur essendo più difficoltoso compattarla rispetto alla neve e quindi di minor resa e durata.

A sostegno di questa mia ipotesi è la niviera presente a Supersano, la quale è sita in uno, se non nel punto, ove le grandinate con accumulo al suolo si ripresentano spesso e più abbondanti rispetto ad altre parti del paese.

È facile pensare che  i nostri avi in un’afosa giornata estiva, vedendo sotto i loro occhi una distesa di grandine, siano stati tentati o abbiano provveduto a fare scorta di ghiaccio nelle niviere.

Per concludere, possiamo affermare che le ghiacciaie salentine negli anni nevosi, e quindi soprattutto nel lungo periodo della piccola era glaciale, “vivevano” anche di neve propria, mentre negli anni di magra (è documentato), partivano carretti carichi di neve dalle Murge della Puglia centrale (o addirittura dalla vicina Lucania) pronti a rimpinguare le “sitibonde” ghiacciaie salentine.

Inoltre arrivavano, durante il periodo invernale, carri dall'Abruzzo carichi di neve portati dai pastori abruzzesi i quali erano soliti scendere nel Salento per evitare il loro inverno crudo e permettere ai loro greggi di pascolare nel territorio salentino e più in generale in tutta la puglia.

Un’ulteriore testimonianza del ruolo importante svolto in passato dalle niviere e dalle precipitazioni nevose sul nostro territorio, è la presenza di numerose chiesette consacrate al culto della MADONNA DELLA NEVE.

Da documenti storici infatti, sembra che nella penisola salentina fosse usuale invocare la protezione divina sulle niviere proprio rivolgendosi alla madonna.

Ancora oggi è venerata in diversi comuni salentini come Strudà (Vernole), Neviano, Copertino, San Donato di Lecce.

L’utilizzo delle ghiacciaie sembra protrarsi sino al secolo scorso, infatti da fonti accreditate risulta che l’ultima niviera di Manduria abbia funzionato fino ai primi anni del ‘900, dopo di che nella nostra regione cominciarono ad entrare in funzione macchine per la produzione di ghiaccio.

altare Madonna Neve - Copertino

 

Elenco comuni in Puglia con niviere o ghiacciaie:

1) Supersano (masseria Macrì) (Le)

2) Galugnano (Le)

3) Francavilla Fontana (masseria dell’Antoglia) (Br)

4)) Martina Franca (Ta)

5) Locorotondo Ba)

6) Laterza (Ta)

7) San Marzano (Ta)

8) Massafra (Ta)

9) Altamura (Ba)

10) Squinzano/Torchiarolo (Le)

11) Sternatia (Le)

12) Corigliano d'Otranto (Le)

13) Galatina, 2 niviere di cui una nella masseria San Giuseppe (Le)

14) Monte sant'Angelo (Fg)

15) Vico del Garagano (Fg)

16) altre niviere nel Gargano ma anche sul tavoliere foggiano e sulla daunia (Fg)

17) Francavilla Fontana: in zona cadetto superiore sulla strada per ceglie messapica, vi è un ''acquaro'', una cisterna sotteranea in tufo, dove veniva raccolta sia la neve che l'acqua piovana. La popolazione limitrofa  d'estate si recava presso l'"acquaro" per prendere l'acqua fresca e/o il ghiaccio.

 

Chiunque fosse a conoscenza di niviere in altre località della Puglia o semplicemente del nome esatto della masseria ove sono presenti, può inviarci  tutti i dettagli a info@supermeteo.com in modo da aggiungerle alla lista.

 

 

Giuseppe De Vitis

Direttore Responsabile SuperMeteo.coom

Centro Meteo del Salento, Puglia e Italia