Maltempo sul Salento, disagi a Nord, ancora poca acqua a sud
L’anticiclone non molla la presa sul continente europeo, stretto nella sua morsa dalla fine della stagione estiva, annullando per ampi tratti le caratteristiche che di norma rappresentano l’autunno nostrano. Le piogge stentano ad arrivare e quando lo fanno tendono ad accanirsi sulle medesime zone sfavorendone altre. Risultato? Eventi alluvionali da una parte e secchi o di gran lunga ridotti dall’altro. Il peggioramento oramai alle nostre spalle è come un pezzo ascoltato su un vecchio vinile rotto, una musica incantata che non smette di ripetere le stesse note da settimane e settimane. Una fase di maltempo generatasi a ovest dell’Italia che non è riuscita a compiere la consueta marcia verso levante a causa del blocco anticiclonico proteso sino ai Balcani, che l’ha indotta ad esaurirsi in loco.
Ne è conseguito che alcune zone del Sud Italia hanno visto il persistere di fenomenologia estrema, riempiendo anche in questa occasione le pagine di cronaca nera (3 morti nel messinese). Il Salento non è stato affatto risparmiato dall’accanimento atmosferico, ma fortunatamente con conseguenze che non hanno fatto i conti con delle innocenti vite umane.
Le dinamiche che hanno innescato questa fase perturbata sono state ampiamente previste. Il “lago” alto-pressorio europeo è stato tagliato sul suo comparto sud-occidentale da una circolazione di aria più fredda di origine Nord atlantica, che ha alimentato una depressione mediterranea tra le isole Baleari, la Sardegna e le coste algerine.

Le prime avvisaglie temporalesche hanno interessato dapprima le isole maggiori italiane, per poi accanirsi per alcune ore su Sicilia orientale e Calabria, quest’ultima ricoperta da un tappeto di pericolose nubi convettive.

La penisola salentina, nel frattempo, ha assaporato il peggioramento con delle modeste precipitazioni sparse sui settori centro-meridionali, mentre le aree settentrionali hanno subito gli effetti d’intensi rovesci sin dalla mattinata del giorno 22. Valle d’Itria, alto brindisino e tarantino centro-occidentale hanno registrato accumuli importanti nell’arco di poche ore, con conseguenze disagevoli tra Taranto, Massafra e Palagiano, queste ultime colpite da un sistema temporalesco autorigenerante che in poche ore ha scaricato sino a 130mm a Palagiano!

Palagiano e Massafra sotto rovesci intensi e persistenti
Nel corso della notte le precipitazioni più importanti si sono spostate poco a Nord dell’istmo, per poi estendersi progressivamente verso sud-est, insistendo sul leccese sino al primo pomeriggio. Le prime ore del giorno hanno visto l’accanimento d’intensi rovesci tra Manduria (TA), Veglie (LE) e San Pancrazio (BR), con accumuli tra 70 e 80mm.
La sera del 23 il basso Salento è uscito definitivamente dalla fase perturbata, registrando gli ultimi deboli fenomeni nel corso del giorno 24, quando, invece, si è registrata una nuova recrudescenza delle precipitazioni ancora un volta sui settori centro-settentrionali.
Solo nel corso di venerdì 25 il maltempo ha deciso di ritirarsi in pieno Ionio, lasciando ampi spazi soleggiati su leccese e brindisino, mentre sul tarantino gli ultimi addensamenti hanno offuscato il soleggiamento.
In elenco i dati definitivi più significativi delle 72 ore perturbate d’inizio settimana.
Massafra (TA) 189.3 mm
Palagiano (TA) 172.0 mm
San Giorgio I. (TA) 131.2 mm
Martina F. (TA) 130.4 mm
Mottola (TA) 115.6 mm
Manduria (TA) 108.4mm
Torricella (TA) 102.3 mm
Monteruga – Veglie (LE) 102.2 mm
Avetrana (TA) 95.8 mm
Salice (LE) 95.1 mm
Taranto 89.2 mm
Grottaglie (TA) 87.8 mm
Cisternino (BR) 85.9 mm
San Pancrazio S. (BR) 82.2 mm
Alcune testate giornalistiche:
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=473238&IDCategoria=1
http://bari.repubblica.it/dettaglio-news/16:19/4072358
Francesco Marasco
Staff SuperMeteo
data pubblicazione: lunedì 28 Settembre 2010 - ore 09.30
consulta la sezione degli Articoli Meteo