Gennaio-Maggio 2011: situazione pluviometrica all’avvento della stagione secca

 

I primi cinque mesi del 2011 sono trascorsi seguendo la scia pluviometrica degli ultimi anni, ricalcando una tendenza all’abbondanza che ha caratterizzato, con alti e bassi, la prima decade del nuovo millennio.

Entrando nel merito dell’anno in corso, se da una parte sembrano esaltarsi le caratteristiche micro-climatiche salentine, che vedono la piovosità media crescere progressivamente da Nord verso Sud col picco massimo sul basso otrantino e minimo sulla fascia costiera tarantina, dall’altra si ripropone una particolare inversione di tendenza, registrando un surplus accentuato sui settori ionici a scapito dei “cugini” adriatici, storicamente ben più umidi.

Analizzando il Salento su vasta scala appare evidente l’anomalia positiva su tutto il territorio in riferimento alla media climatica Gennaio-Maggio 1973-2003, contenuta sui settori settentrionali e centrali, rispettivamente pari a +14,2% e +16,4%, accentuata sull’area meridionale dove si attesta mediamente sul +35,2%.

 

Molte località salentine viaggiano su valori pluviometrici ben superiori alle medie climatiche, ma osservando la distribuzione e l’estensione delle anomalie appare subito evidente come le stesse mostrino trend differenti, a volte contrastanti, in un raggio di pochi km. È il caso, ad esempio, di Lecce città, area territoriale con un diametro ristretto pari a circa 10 km ma che riporta un divario pluviometrico davvero interessante: i settori centrali mostrano un surplus pari al 15,3%, contro i deficit dei settori ovest ed est, rispettivamente pari a -2,6% e -18,6%. Tale particolarità sembra bizzarra per un territorio privo di elementi orografici incidenti sulla distribuzione piovosa, ma, al contempo, risulta particolarmente indicativa in merito alla natura dei fenomeni che lo hanno interessato.

I primi mesi dell’anno, generalmente, sono piuttosto piovosi sul nostro territorio, con precipitazioni estese e ben distribuite e difficilmente a carattere violento. Il 2011, invece, ha presentato più volte peggioramenti di natura convettiva ed intensa, limitando il grosso dei fenomeni su porzioni di territorio relativamente ristrette (con particolare riferimento ai mesi di Marzo e Maggio); il reiterarsi di configurazioni atmosferiche simili tra loro ha fatto il resto, proponendo una predominanza di correnti che ha concentrato le varie fasi di maltempo sulle medesime aree.

Generalmente l’avvento della stagione più calda si presenta alle nostre latitudini con una drastica diminuzione degli apporti precipitativi, i quali derivano quasi esclusivamente da instabilità termo-convettiva, ossia da precipitazioni a prevalente carattere di rovescio o temporale anche intense o violenti, ma su scala geografica ridotta. Nel 2011 la costanza delle correnti settentrionali e orientali dei mesi di Aprile e Maggio ha concentrato l’instabilità termo-convettiva di cui sopra sui settori meridionali e occidentali salentini, innescando un relativo accanimento delle precipitazioni su determinate porzioni territoriali. Ciononostante altrove non sono mancate le piogge ed i rovesci, anche di carattere intenso, ma con una frequenza decisamente ridotta.

Tale premessa era doverosa al fine di rendere comprensibili surplus precipitativi inusuali o irregolari in porzioni territoriali vicine. Cito Gallipoli, ad esempio, nel leccese ionico, una delle aree più aride del Salento,  che riporta un +44,7% sui quartieri interni contro il +19,1% del lungomare, spesso lontano dalle precipitazioni termo convettive diurne.

Quasi tutto il Salento attesta una piovosità annuale ben al di sopra delle medie climatiche, ma non mancano zone sfavorite dall’accanimento precipitativo. È il caso dell’alto leccese orientale, del medio brindisino costiero e di una parte del tarantino. Lecce e relative marine, Ostuni e Villanova, Lizzano, Grottaglie e Marina di Ginosa sono le sole porzioni territoriali a restituire valori sotto media, seppur modeste: spiccano i -14,8% della marina ostunese ed i già citati -18,6% di Lecce est (valore da confermare, probabilmente sottostimato anche se di poco). Altrove regna l’abbondanza, “regina” dei primi mesi dell’anno è senza ombra di dubbio Santa Maria di Leuca, che riporta sul suo lembo più meridionale proteso sul mare un +70,5% (+44,1% nell’area più interna), seguita da Otranto (+58,9%), Collepasso (+55,8%), Presicce (+53,8%) e Lequile (+52,1%). Nel tarantino emerge il +44,2% di Ginosa (è opportuno stimare qualche punto in meno, data l’assenza dei valori di Gennaio, mese poco generoso) ed il +48,2% di Martina Franca. Valori più contenuti nel brindisino.

Tutti i dati: http://www.supermeteo.com/pioggia/2011/scartiannui.PNG

Soffermandoci sull’andamento mensile, è evidente come 3 mesi su 5 siano stati avari di piogge, in maniera irrisoria Gennaio e Febbraio contro un deficit più consistente ad Aprile.

Non facciamo di tutta l’erba un fascio, il dettaglio delle macroaree mostra come i settori meridionali abbiano avvertito la carenza pluviometrica solo ad Aprile (arginata dal +80% dell’estremo Capo di Leuca, che ha accumulato 60mm tra il 16 ed il 17 del mese) salendo sul trono con veemenza a Maggio, con + 374% a Gallipoli e + 335% a Otranto.

I settori settentrionali hanno cominciato l’anno in affanno, rimanendo ai margini anche del trend piovoso di Maggio; tuttavia hanno tamponato le perdite con un Marzo letteralmente da “leoni”, complice, purtroppo, l’evento alluvionale che il primo del mese ha investito l’area ionica lucana, coinvolgendo anche l’occidente provinciale tarantino (113mm a Martina Franca, 87mm a Ginosa, 97mm a Marina di Ginosa); da segnalare i il -74% di Ostuni ad Aprile, mese avaro nel brindisino, meno estremo sul tarantino.

L’area salentina centrale, infine, non ha riportato particolari anomalie a Gennaio e Febbraio, chiudendo i primi due mesi dell’anno sostanzialmente in media o poco al di sotto. Il deficit più amaro dell’intero Salento spetta proprio a questa porzione di territorio, per un mese di Aprile da dimenticare su vasta scala (-62% Novoli, -63% Soleto, -67% Lecce ovest, -69% Lequile, -70% Cavallino); bisogna però dare merito ad una strepitosa performance a Maggio, che se fosse stata più estesa avrebbe fatto registrare un valore territoriale medio da capogiro: cito il +368% di Caprarica ed il +488% di Lequile, forti dell’incredibile nubifragio notturno del 18, che scaricò rispettivamente 80mm e 102mm in poco tempo.

 

 

I dati numerici mensili ed annuali corredati di grafici sono visualizzabili nell’apposita sezione Articoli  e sottosezione Piogge mensili su http://www.supermeteo.com/pioggia.php, gestita con aggiornamenti a conclusione di ogni fase di maltempo (entro 24-48 ore dalla fine della stessa).

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Francesco Marasco
Staff SuperMeteo

data pubblicazione: lunedì 6 Giugno 2011 - ore 10.00

 

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