Archivio previsioni del tempo anno 2008
a cura di Stefano Bernardi
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PRIMA DECADE DI GENNAIO, L’INVERNO CONTINUA Aggiornamento: Lunedì 29 Dicembre 2008 - ore 18.30 |
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loro fulcro al centro-nord, con risultati di gelo e neve fino in pianura sulle regioni settentrionali, molto freddo e neve fino a quote basse al centro e molta pioggia con neve tra le quote relativamente basse e montane al sud. Ora il nostro sguardo, come da consuetudine, va nuovamente verso il vero long range, per cercare di capire ed intuire i futuri movimenti barici e le possibili situazioni atmosferiche per l’Europa in generale ma soprattutto per la nostra penisola. Il 2 gennaio una forte risalita anticiclonica, partirà dalla penisola Iberica per arrivare fin sulla Groenlandia, facendo distaccare e spostare un lobo del Vortice Polare sullo scomparto settentrionale euro-asiatico. Nel frattempo un’azione depressionaria, che non è altro che la vecchia retrogressione, entrerà nuovamente sull’Italia, questa volta da nord-ovest verso sud-est, andando a creare così una zona depressa italica. Tra il 2 ed il 3 del nuovo mese, sullo stivale si attiveranno delle precipitazioni che attraverseranno con molta probabilità tutte le regioni, nevose a quote basse al nord e montane sull’Appennino, con prima un rialzo termico a causa dei venti di Libeccio e poi nuova discesa per la rotazione degli stessi. Tra il 5 ed il 7 gennaio, i movimenti barici studiati ed analizzati nella visione emisferica, fanno pensare alla formazione di un Anticiclone a ridosso della Groenlandia, con il nostro Mediterraneo a far da meta sia per le correnti ed azioni perturbate nord-atlantiche, che per infiltrazioni molto più fredde nord-orientali. A questo punto a ridosso dell’Epifania (6-8 gennaio), non si può escludere la possibilità della formazione di una depressione sull’Italia dal carattere freddo, in grado con il suo movimento verso sud-est di convogliare ulteriore aria gelida da nord-est. Se questa visione venisse o diventasse una realtà, il territorio italico vivrebbe a partire dall’Epifania, un periodo perturbato con una costante diminuzione termica, che porterebbe prima la neve a quote pianeggianti o basse al nord, poi al centro e forse in un’ultima fase al sud. In conclusione possiamo certamente affermare che l’Inverno continuerà a fare il suo lavoro, con tutti i movimenti barici ed atmosferici che gli competono. Calcolando che abbiamo parlato di lungo termine e quindi di una pura tendenza, il consiglio è quello di seguire tutti gli aggiornamenti, perché come si dice in questi casi gli elementi d’incertezza sono tanti, come le varianti che potrebbero e che usciranno nel corso dei prossimi giorni. Stefano Bernardi |
UN NATALE AL FREDDO? Aggiornamento: Martedì 16 Dicembre 2008 - ore 19.10 |
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1) L’Alta Pressione potrebbe posizionarsi lungo i paralleli e questo starebbe a significare un Natale stabile e soleggiato, con clima non particolarmente freddo diurno e fresco-freddo nella notte. 2) Altre vedute invece lo vedono con asse Europeo sud-ovest, nord-est con collegamento Azzorriano-Russo e persino Russo-Siberiano. Questo starebbe a significare risvolti molto freddi per l’Italia, con nuclei retrogradi o discese di aria fredda dall’est o nord-est europeo verso di noi, con un Natale nel complesso rigido e la possibilità di tempo perturbato soprattutto al centro-sud. 3) Non mancano neanche le soluzioni con un Alta Pressione sull’Italia con contributo Sub-Tropicale, il quale ci metterebbe di fronte ad un Natale molto mite per il periodo. Oggi possiamo affermare che la terza perde quasi in maniera definitiva la possibilità di affermarsi, con le prime due che si giocheranno la partita fino all’ultimo respiro. Se vogliamo continuare con il paragone calcistico, possiamo però dire che oggi il goal del vantaggio l’ha segnato la seconda ipotesi con i dovuti aggiustamenti, perché tracciando una linea media tra i migliori modelli fisico-matematici e osservando bene i movimenti barici a livello emisferico, si intuisce di una seria possibilità di un affondo artico proprio a ridosso del Natale (24-27) con obbiettivo tutto da decifrare per l’Europa, che ad oggi possiamo identificare come linea generale Balcani – Italia. Quali potrebbero essere i risvolti sulla nostra penisola è prematuro dirlo, per il semplice fatto che tutto è ancora in gioco, compreso la possibilità n°1 che certamente non si darà per vinta facilmente. Comunque provando ad immaginare un simil-scenario barico a livello europeo con la seconda ipotesi, certamente il Natale per l’Italia sarebbe caratterizzato dal freddo su gran parte delle regioni, principalmente quelle esposte ad est, con una situazione atmosferica che potrebbe vedere anche l’accrescere dell’instabilità su alcune zone, le quali a questo punto potrebbero passare anche un ‘’Bianco Natale’’. Concludiamo questo editoriale dando ad oggi delle percentuali di tendenza per il periodo preso in esame, con un Natale freddo ed a rischio neve per alcune regioni 51%, un Natale nella media termica ma nel complesso stabile 49%. Partita aperta ed emozionante fino al termine,… al prossimo editoriale!
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COME SARA’ IL NATALE? Aggiornamento: Giovedì 11 Dicembre 2008 - ore 11.00 |
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Nello stesso tempo però, mi pare corretto iniziare a dare un’idea di quello che potrebbe essere l’evolvere della situazione nei giorni cruciali delle festività, con qualche ipotesi che ad oggi inizia a venire fuori. Il Natale o il periodo attorno ad esso, ci mette davanti ad un vero e proprio rebus di tendenza, per il fatto che a due settimane da esso, il primo quadro di frequentazioni modellistiche in tutte le sue salse, ci indica una strada votata all’Alta Pressione. Attenzione però, perché questo non è sinonimo di stabilità, perché l’Alta Pressione che esce fuori da questi calcoli, potrebbe avere diverse collocazioni nello scomparto Europeo ed italiche. Facciamo degli esempi come gli stessi modelli matematici, quelli di lunga gettata, oggi ci fanno vedere. 1)L’Alta Pressione potrebbe posizionarsi lungo i paralleli e questo starebbe a significare un Natale stabile e soleggiato, con clima non particolarmente freddo diurno e fresco-freddo nella notte. 2)Altre vedute invece lo vedono con asse Europeo sud-ovest, nord-est con collegamento Azzorriano-Russo e persino Russo-Siberiano. Questo starebbe a significare risvolti molto freddi per l’Italia, con nuclei retrogradi o discese di aria fredda dall’est o nord-est europeo verso di noi, con un Natale nel complesso rigido e la possibilità di tempo perturbato soprattutto al centro-sud. 3)Non mancano neanche le soluzioni con un Alta Pressione sull’Italia con contributo Sub-Tropicale, il quale ci metterebbe di fronte ad un Natale molto mite per il periodo. Questi tre esempi appena fatti a mio avviso, sono le probabilità maggiori che a due settimane dall’evento si giocheranno il tempo sulla nostra penisola, con i primi due che sembrerebbero ad oggi avere le maggiori possibilità di contendersi la partita. Quindi se proprio, quasi a modo di gioco, oggi mi dovessi sbilanciare alle molte domande sul tipo di tempo che ci sarà a Natale, risponderei, anzi, rispondo: forse bello, ma tuttavia la possibilità per un risvolto freddo e perché no nevoso, potrebbero uscire nel corso dei prossimi giorni. Diamoci un appuntamento a martedì 16, quando faremo il primo e vero editoriale sulla tendenza per il Natale 2008, la quale a 8-9 giorni dall’evento, potremmo definirla anche con le prime ipotesi previsionali.
Stefano Bernardi |
DALL’IMMACOLATA PRIMI SOFFI INVERNALI Aggiornamento: Martedì 2 Dicembre 2008 - ore 10.00 |
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Lo sguardo oggi sul long range va al periodo che parte dall’Immacolata e va dritto nella seconda decade. Seguendo attentamente le varie frequentazioni dei principali modelli fisico-matematici, possiamo affermare che dal ponte dell’Immacolata una svolta in tal senso ci sarà. Concentrandoci sulla linea evolutiva del modello inglese Reading, che a mio avviso sta inquadrando meglio di tutti questa nuova tendenza, si evince che proprio attorno al lungo ponte dell’Immacolata una nuova erezione dell’Anticiclone verso nord, ma questa volta con asse più orientale rispetto alla fine di novembre, permetterà ad una saccatura di aria artica di formarsi sul suo bordo orientale, da proiettare aria fredda verso sud. Tra il 7 e l’8 del mese, un nucleo perturbato si muoverà all’interno di questa saccatura e con movimento parzialmente retrogrado, entrerà sul territorio italico, con ingresso ad oggi molto difficile da individuare, che il modello inglese vede in parte dalla valle del Rodano ed in maniera più decisa dalla porta della Bora. Se così fosse, le condizioni atmosferiche sull’Italia nel corso del lungo ponte sarebbero condizionate da un deciso calo termico ed il ritorno della neve a quote basse soprattutto sull’Appennino e zone centro-meridionali. Proiettandoci ad inizio seconda decade, si intuisce come passato il primo nucleo, l’Alta Pressione tenderà di nuovo una risalita verso nord, con un secondo nucleo perturbato e freddo appunto, pronto a tuffarsi di nuovo verso sud. Se per il primo è già difficile individuare la sua giusta traiettoria ed ingresso sull’Italia, figuriamoci per il secondo, visto la distanza temporale più lunga. In tutti i modi un’idea possiamo farcela, pensando come tutta la struttura alto-pressoria ormai sia spostata verso est e che il nostro mare sarà in una sorta di zona depressionaria, l’ipotesi è quella di un ingresso diretto centralmente o dall’Adriatico dalla porta della Bora. In conclusione possiamo affermare che dall’Immacolata inizierà un periodo del tutto tipico della nuova stagione, con la possibilità di un quadro termico inferiore alla media ed il ritorno delle nevicate a quote interessanti sulle zone che fino ad ora non sono state propriamente privilegiate. Stefano Bernardi |
IL “CICLONCINO” DEL VENERDI Aggiornamento: Mercoledì 26 Novembre 2008 - ore 09.00 |
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nord-Africa, impatterà con aria molto mite creando una depressione di origine, appunto, nord-Africana. Dell’aria fredda polare in discesa da nord verso sud, andrà ad alimentare tale depressione, facendola iniziare a muovere verso nord-est. Stefano Bernardi |
L’INVERNO PADRONE DELL’ULTIMA DECADE DI NOVEMBRE Aggiornamento: Mercoledì 19 Novembre 2008 - ore 09.00 |
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Tutto questo sarà possibile grazie al forte Anticiclone delle Azzorre posizionato per meridiani, con baricentro in pieno Oceano Atlantico con asse sud-ovest – nord-est, un Vortice Canadese non disteso e posizionato ad alte latitudini ed una forte dislocazione del Vortice Polare verso l’Europa. Il primo nucleo di aria artica interesserà la nostra penisola durante il corso del prossimo weekend, il secondo a partire da lunedì 26. Ora cerchiamo di capire gli effetti atmosferici che caratterizzeranno il territorio italico nel corso dei prossimi giorni proprio dal prossimo weekend. Sabato 22: il centro ed il sud saranno attraversati da svariati impulsi perturbati carichi d’instabilità atmosferica con un passaggio di precipitazioni che risulteranno nevose lungo la dorsale Appenninica a quote da relativamente basse a basse. Il Nord, salvo le zone Alpine e preAlpine, risulterà protetto da tali precipitazioni. Campo termico in deciso calo su tutta la penisola con venti in netto rinforzo dai quadranti settentrionali. Domenica 22: sarà una giornata molto fredda per il periodo su tutta la penisola, con instabilità atmosferica sul medio e basso versante Adriatico, il sud e la Sardegna, con precipitazioni nevose fin sulla costa su Marche ed Abruzzo ed a quote molto basse sulle altre regioni. I venti saranno sostenuti dai quadranti nord-orientali. Lunedì 24: mentre il primo nucleo artico inizierà ad abbandonare le nostre regioni, l’altro già starà facendo il suo ingresso da nord-ovest, con le prime nuove precipitazioni in arrivo da ovest al centro ed al sud, con quota neve in risalita per via di una parziale rimonta termica ( zone centrali 700m, sud ben oltre i 1000m). Martedì 25: la penisola sarà all’interno di una struttura depressionaria dal carattere freddo, alimentata da aria artica in ingresso dalla Valle del Rodano, con instabilità diffusa ancora una volta concentrata al centro ed al sud, con il versante Tirrenico questa volta interessato maggiormente. Nevicate diffuse a quote relativamente basse le avranno le zone centrali attorno ai 600/800m, mentre a quote decisamente più alte saranno al sud. Mercoledì 26 situazione molto simile alla giornata precedente. Fermiamoci qui, senza cercare di capire l’evoluzione successiva che analizzeremo in futuro. In conclusione possiamo affermare che il passaggio di consegne tra l’Autunno 2008 e l’Inverno 2008/09 quest’anno avverrà in anticipo, come i nostri editoriali ormai stavano dicendo da molto tempo. Stefano Bernardi |
MONITORAGGIO SULL’ULTIMA DECADE DI NOVEMBRE Aggiornamento: Mercoledì 12 Novembre 2008 - ore 09.30 |
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Amanti del freddo e della neve mettetevi comodi, perché stiamo per analizzare una possibile evoluzione per l’ultima decade per voi molto accattivante. Stefano Bernardi |
NOVEMBRE E LA SECONDA ONDULAZIONE DEL VORTICE POLARE Aggiornamento: Mercoledì 4 Novembre 2008 - ore 14.00 |
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Il primo è la particolare dislocazione che il Vortice Polare sta avendo proprio in questi giorni, il secondo saranno i nuovi tentativi di erezione dell’Anticiclone delle Azzorre verso nord. Tralasciando ormai l’evoluzione della prima decade che seguiremo nel dettaglio delle previsioni, possiamo oggi accennare alla tendenza per la seconda, osservando attentamente il quadro delle frequentazioni dei run dei principali modelli, con un occhio di riguardo verso Reading che a mio avviso sta iniziando a dare dei segnali decisi. Attorno al 10/12 novembre l’Anticiclone delle Azzorre tenderà una nuova risalita per meridiani in pieno Oceano Atlantico e questo favorirà una nuova ondulazione o oscillazione del Vortice Polare verso sud. Bisognerà capire bene come l’Azzorriano si innalzerà e su come posizionerà il suo asse, perché da questi due fattori scaturirà il tipo d’ingresso verso l’Europa centrale e meridionale dell’ondulazione del Vortice Polare che a quel punto diventerà una classica saccatura. Darei delle possibilità maggiori per una saccatura con obbiettivo principale l’Europa occidentale ed il Mediterraneo, ma le varianti per uno spostamento verso più ad est di tutta la figura sono tante, come ad esempio le spinte verso oriente della circolazione depressionaria canadese, che avrà un ruolo fondamentale, appunto, sul posizionamento dell’asse dell’Anticiclone delle Azzorre. In conclusione possiamo affermare che nei primi giorni della seconda decade di novembre, l’Europa occidentale, compreso il nostro Mediterraneo, si preparerà a ricevere un’altra ondulazione del Vortice Polare che ci porterà a vivere con molta probabilità un altro periodo sulla nostra penisola tutto da seguire, con effetti atmosferici e termici ad oggi tutti da valutare. Stefano Bernardi |
UN NOVEMBRE….TANTI VOLTI? Aggiornamento: Mercoledì 29 Ottobre 2008 - ore 15.00 |
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Chi in questi giorni sta parlando di un prossimo novembre già ben definito a livello di tendenza, credo che stia sbagliando di grosso per un motivo che ne racchiude a sua volta altri innumerevoli. Stefano Bernardi |
I MUSCOLI DELL’AUTUNNO TRA FINE MESE E L'INIZIO DI NOVEMBRE Aggiornamento: Martedì 21 Ottobre 2008 - ore 17.00 |
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Ed allora ecco che dopo un inizio di stagione positiva, seguito da un mese di ottobre molto negativo a livello di precipitazioni, l’Autunno pare voler mostrare tutti i suoi muscoli tra la fine del mese in corso ed i primi giorni di novembre. Prima di iniziare a tracciare una tendenza a lungo raggio, ricordiamo a tutti i nostri lettori, che parliamo appunto di Long Range, oltretutto di una dinamica barica ed atmosferica molto particolare, quindi tutto deve essere letto come un’ipotesi di tendenza e non previsionale. Martedì 28, una saccatura nord-atlantica andrà a sprofondare al largo dell’Oceano atlantico, con direttrice nord, sud-ovest, ossia in movimento parzialmente retrogrado. Movimento che a sua volta comporterà la nascita di una figura Alto-Pressoria di matrice Azzorriana che a poco più ad ovest della penisola Iberica, inizierà una risalita per meridiani da sud verso nord. Il giorno 29 l’impennata dell’Alta Pressione sarà imponente, così da permettere ad una intensa saccatura artica di irrompere prepotentemente sull’Europa, scorrendo in maniera decisa sul bordo orientale dell’Alta Pressione stessa. Tra il 30 ed il 31 la saccatura artica avrà raggiunto gran parte del vecchio continente, con ormai anche la nostra penisola entrata nel gioco della meridianizzazione barica, dovuto come detto alla decisa erezione da sud verso nord dell’Alta Pressione in pieno Oceano Atlantico. Il ponte di Ogni Santi, a questo punto potrebbe vederci all’interno di tale saccatura, per il possibile spostamento verso est della figura Anticiclonica ed un conseguente spostamento sempre verso est di tutto il sistema di meridianizzazione. A livello atmosferico sulla nostra penisola, dipenderà tutto dall’effettiva traiettoria della vasta saccatura artica, la quale formerà con molta probabilità un minimo depressionario di difficile lettura di collocazione ad oggi, con sviluppi precipitativi e termici tutti da valutare. In linea generale se tutto venisse confermato nei prossimi giorni, possiamo affermare che l’Italia a cavallo della fine del mese di ottobre e l’inizio di novembre, potrà vedere i veri muscoli dell’Autunno, con le condizioni atmosferiche che potrebbero risultare perturbate accompagnate da precipitazioni, forti venti e sbalzi termici sensibile. Stefano Bernardi |
TERZA DECADE DI OTTOBRE: LA CALMA CONTINUERA’? Aggiornamento: Mercoledì 15 Ottobre 2008 - ore 10.00 |
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Ormai la seconda decade passerà senza colpo ferire, con l’Alta Pressione ancora ben presente, salvo un lieve disturbo nel corso del fine settimana dovuto al passaggio di una perturbazione sull’Europa centrale, che potrà far scaturire alcuni episodi d’instabilità soprattutto sulle zone appenniniche e forse all’intero centro-sud. Stefano Bernardi |
DALL’ARTICO ALL’OTTOBRATA Aggiornamento: Lunedì 6 Ottobre 2008 - ore 10.00 |
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Insomma, il gioco delle mezze stagioni è stato, è e sarà sempre così, con la nostra speranza che queste possano portare in tutti i casi delle piogge efficaci riguardante l’aspetto idrico. Stefano Bernardi |
PRIMO WEEK-END DI OTTOBRE FRESCO ED IN PARTE PIOVOSO Aggiornamento: Mercoledì 1 Ottobre 2008 - ore 11.00 |
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Nella seconda ed ultima decade di novembre, seppur nel contesto di fine stagione, l’aria dell’Inverno ormai fa parte dei nostri sapori, con la magia del Natale che inizia sfiorarci e la voglia di neve che cresce sempre di più. Stefano Bernardi |
FINE MESE TRA STABILITA’ ATMOSFERICA ED UNA GRADUALE E SALUTARE RIPRESA TERMICA Aggiornamento: Martedì 23 Settembre 2008 - ore 12.30 |
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Forse è meglio così, altrimenti attribuirebbero anche questi eventi alle loro strumentali idee. Tuffiamoci ora nel nostro caro ed affezionato editoriale sul “lungo termine’’, cercando di capire quello che accadrà a livello barico ed atmosferico sulla nostra penisola fino alla fine del mese in corso. Venerdì 26 la figura tipicamente invernale del “Ponte di Wjikoff’’,(il ponte anticiclonico che si forma dall’Oceano Atlantico fino alla Russia o addirittura alle steppe Russe-Siberiane), che da più giorni è presente sulle medie ed alte latitudini europee, tenderà a sfaldarsi soprattutto nella sua parte orientale, così da esaurire sia la figura stessa che il suo tempo di persistenza nel vecchio continente. Sabato 27 nello scacchiere europeo avremo la presenza di un’alta pressione che avrà il suo baricentro attorno all’Inghilterra che tenderà a ruotare verso est e ad abbassarsi di latitudine, così da posizionarsi nella giornata di domenica 28 sempre con il suo baricentro in Inghilterra, ma in senso meridiano, tentando un aggancio con l’Alta Pressione presente sul nord-Africa. Gli ultimi due giorni del mese, lunedì 29 e martedì 30, vedranno la presenza sul Mediterraneo e gran parte dell’Europa centro-settentrionale dell’Alta Pressione, che a questo punto sarà di matrice Europea. In conclusione possiamo affermare che a livello barico il mese di settembre per la penisola italiana si concluderà in compagnia dell’Alta Pressione e che a livello atmosferico vuol dire, in linea generale, stabilità e quadro termico in risalita fino a riavvicinarsi sui valori medi del periodo. Stefano Bernardi |
SETTEMBRE ED IL SUO SCHEMA BARICO INVERNALE Aggiornamento: Martedì 16 Settembre 2008 - ore 14.30 |
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Abbiamo il “Ponte di Wjikoff”, (il ponte anticiclonico che si forma dall’Oceano Atlantico fino alla Russia o addirittura alle steppe Russe-Siberiane), una depressione a carattere freddo posizionata tra il nostro Adriatico settentrionale ed i paesi dell’ex Jugoslavia e dell’aria fredda che scorre ai bordi del ‘’Ponte di Wjikoff’’ che arriva fin sulla nostra penisola . Se questo scacchiere barico si fosse venuto a creare nel semestre freddo, staremmo a parlare di temperature sotto lo zero in gran parte del paese e di nevicate in molte zone pianeggianti. Basti pensare che proprio nella notte appena trascorsa, sui monti abruzzesi è scesa la neve fin sui 1900m, che per il periodo in sostanza ancora di fine Estate è una quota molto bassa. Nel corso dei prossimi giorni non si scorgono sostanziali variazioni bariche, anzi un impulso di aria fredda si muoverà in moto retrogrado dall’est europeo verso ovest, fino ad impattare sul nostro stivale nel corso del prossimo week-end. Retrogressione che sarà messa in moto proprio dalla figura del ‘’Ponte di Wjikoff’’ e che ci farà vivere con molta probabilità una nuova e più decisa diminuzione termica, andando in maniera sensibile sotto le medie del periodo. Per farvi capire meglio prendiamo quello che potrebbe accadere a livello termico nella libera atmosfera ad 850 hPa (circa 1500m), prendendo il parallelo di Roma e quindi dell’Italia centrale. Domenica 21, se tutto verrà confermato, avremo ad 850 hPa un valore attorno ai +5°C, mentre la media per il periodo è di +12°C, quindi saremo al di sotto di ben 7°C. Ora cerchiamo comunque di capire quello che sarà l’andamento atmosferico sulla penisola a partire dalla seconda metà della settima in corso e fino al prossimo WeeKend. Un’ansa depressionaria attraverserà la penisola da nord a sud tra giovedì 18 e venerdì 19 con precipitazioni sotto forma di rovescio o temporale che attraverseranno il paese, principalmente il versante tirrenico e zone interne del centro. Va sottolineato l’alto gradiente convettivo, quindi non si esclude la possibilità di precipitazioni di forte intensità o addirittura violente. Se pur in lieve aumento, il quadro termico in questi due giorni rimarrà sotto la media del periodo. Nel corso del week-end il meteo italiano sarà condizionato dalla retrogressione prima descritta, quindi aspettiamoci un ulteriore calo termico con il clima che per il periodo risulterà freddo ed una sostanziale variabilità che a tratti, soprattutto al centro-sud, potrebbe risultare instabile, con qualche precipitazione sotto forma di rovescio o temporale, che visto il quadro termico, sull’Appennino centrale assumerà carattere nevoso attorno ai 1700/1900 m. In conclusione possiamo affermare che la settimana, salvo una breve parentesi mercoledì, proseguirà sotto un aspetto barico tipico del semestre freddo e quello atmosferico da pieno Autunno, con ancora precipitazioni ed un quadro termico nettamente sotto la media del periodo. Stefano Bernardi |
PASSAGGIO DI CONSEGNE…..TEMPESTA EQUINOZIALE Aggiornamento: Mercoledì 10 Settembre 2008 - ore 11.30 |
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Ecco allora che puntualmente la natura a differenza delle solite e stonate voci strumentali di stagioni non più esistenti ed un quadro meteo-climatico allo sbando, ci mostra l’esatto contrario con la prima perturbazione autunnale che busserà alle porte italiche ed entrerà con il suo carico di precipitazioni e temperature in netta flessione. Durante il corso della prima parte ed oltre di questa settimana, mentre lo stivale vive una moderata ondata di caldo legata all’Anticiclone Sub-Tropicale, un’intensa perturbazione atlantica si incamminerà dal nord dell’Oceano Atlantico verso occidente e farà il suo ingresso sull’Europa nord-occidentale a partire da giovedì 11. L’Italia inizierà ad essere lambita dalla perturbazione da venerdì 12, quando della prima instabilità si farà sentire al centro-nord accompagnata da un primo cedimento termico sulle regioni settentrionali. Sarà poi sabato 13 il giorno in cui la perturbazione irromperà decisamente sulla nostra penisola, sfociando dalla porta di Carcassone e dalla Valle del Rodano, con un sensibile calo termico al centro-nord e della accesa instabilità su tutto lo stivale, con una intensificazione dei fenomeni a partire dalla seconda parte della giornata. Vale la pena ricordare che la perturbazione irromperà dopo un periodo molto caldo, quindi ad oggi è molto difficile individuare la giusta collocazione delle precipitazioni come la loro intensità, visto che soprattutto in un primo momento saranno per lo più da contrasto termico e quindi a sfondo temporalesco. Con il passare delle ore la perturbazione diventerà una vera e propria depressione italica, che dal Golfo Ligure si muoverà verso sud, sud-est, andando così ad interessare gran parte della penisola. Domenica 13 il suo baricentro si troverà sulle regioni centrali, con tutto il territorio sotto il tiro delle precipitazioni, ma con il centro-sud e versante Adriatico che potrebbero vedere una fenomenologia maggiore. Il campo termico subirà un ulteriore e deciso calo, risultando sensibile questa volta al sud. I valori termici che si potranno raggiungere durante la domenica uniti alle precipitazioni, potranno procurare le prime nevicate autunnali, che sulle Alpi orientali potrebbero raggiungere quote molto basse per il periodo (attorno ai 1100/1300m) e sulla dorsale Appenninica quote relativamente basse sempre considerando il periodo (1600/1900m). Lunedì 15 la depressione tenderà a lasciare l’Italia spostandosi verso i paesi orientali europei, ma alcune ritornanti da est renderanno il clima ancora instabile sulle regioni centrali adriatiche ed al sud, con la colonnina di mercurio che in queste zone andrà decisamente sotto la medie del periodo; ecco perché segnaliamo ancora la possibilità di spruzzate di neve sulla dorsale Appenninica attorno ai 1600m. Fermiamoci qui per il momento, perché il lungo termine che abbiamo cercato d’individuare oggi, ci mostra quella che potrebbe essere la così detta ‘’Tempesta Equinoziale’’, con un vero e deciso passaggio di consegne tra l’Estate e l’Autunno 2008. Stefano Bernardi |
IL RUGGITO FINALE DELL’ESTATE 2008 Aggiornamento: Mercoledì 3 Settembre 2008 - ore 15.40 |
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Cerchiamo di capire quello che succederà a livello barico e le conseguenze atmosferiche sulla nostra penisola. Sabato 6 una profonda depressione di 990 hPa si posizionerà a ridosso dei paesi Britannici, la quale a sua volta sarà all’interno di un’ampia saccatura artica, che dai paesi Scandinavi si allungherà per meridiani in posizione obliqua fin sulla Penisola Iberica. Impetuosa sarà a sua volta la risposta dell’Anticiclone Sub-Tropicale, che unito ad un forte pre-frontale, si allungherà dal nord-Africa fin verso i paesi nord-orientali europei. Sull’Italia, in primis quella centrale e meridionale, si aprirà un periodo di clima molto caldo, con valori in quota ad 850 hPa che saranno mediamente sui +10°C superiori alla norma, con punte di +23°C, senza escludere i +24°C. Solamente il nord sarà sotto i valori di +20°C, ma la pianura padana contribuirà moltissimo a far sentire il caldo al suolo. Appunto, cerchiamo di individuare approssimativamente i valori termici che si registreranno al suolo durante questa ondata di caldo, che visto il periodo di fine Estate, potrebbero far cadere alcuni o molti record di settembre. L’Italia centrale e meridionale subirà un quadro termico di temperature massime attorno ai +35/+36°C, ma i picchi che si potranno raggiungere saranno di valori attorno ai +40°C. Dicendo attorno ai +40°C, parliamo di picchi che potranno sfiorare questa soglia o addirittura superarla, quindi occhi puntati sulla colonnina di mercurio delle svariate stazioni meteorologiche italiane. A livello atmosferico, salvo qualche copertura nuvolosa locale ed isolati episodi temporaleschi sulle Alpi, l’intero stivale sarà sotto una diffusa stabilità, che unito al quadro termico prima descritto, ci farà vivere quello che sarà con molta probabilità, IL RUGGITO FINALE DELL’ESTATE 2008. Buon caldo a tutti! Stefano Bernardi |
L’ESTATE METEOROLOGICA CI SALUTA SOTTO IL SEGNO DELL’ALTA PRESSIONE Aggiornamento: Lunedì 25 Agosto 2008 - ore 10.00 |
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La figura dominante dell’intera settimana sarà l’Alta Pressione, che con matrice diversa interesserà l’intero stivale. Da lunedì 25 a giovedì 28 l’Anticiclone delle Azzorre si spingerà prepotentemente dal largo dell’Oceano Atlantico fin verso l’Europa orientale, passando ovviamente per la nostra penisola. Il risultato sarà quello di una diffusa stabilità atmosferica su tutto il paese ed un campo termico in perfetta norma con le medie del periodo in essere. Tuttavia va sottolineato come una relativa e blanda goccia fredda in quota all’interno del campo anticiclonico, condizionerà in parte l’atmosfera, rendendola a tratti variabile ed in alcuni casi parzialmente instabile nelle ore pomeridiane, principalmente nelle zone Alpine ed Appenniniche, dove avremo a che fare con il rischio di veloci formazioni temporalesche. Da venerdì 29 e per tutto il nuovo weekend, l’ultimo di agosto e dell’Estate meteorologica, una goccia fredda sia in quota che nei bassi strati legata ad un'ondulazione atlantica, andrà ad interessare parte della Penisola Iberica, così da spezzare l’Anticiclone delle Azzorre che sarà relegato in pieno oceano, facendo formare una figura Anticiclonica di matrice continentale su parte dell’Europa, che si estenderà per meridiani dalla penisola Scandinava fin verso il nord Africa, passando anche in questo caso per il nostro stivale. Da domenica 31 tuttavia, al colmarsi della goccia Iberica, avremo una nuova spinta dell’Anticiclone delle Azzorre verso est. A livello atmosferico il nuovo weekend sarà condizionato sì dalla presenza dell’Alta Pressione, ma anche da una relativa infiltrazione di aria fresca in quota, la quale sarà causa di una attiva variabilità con ancora qualche episodio d’instabilità nelle ore pomeridiane su Alpi ed Appennini. Il campo termico non subirà variazioni di rilievo, attestandosi ancora sui valori medi del periodo. In conclusione possiamo affermare che l’Estate meteorologica 2008 ci lascerà senza colpo ferire, con una settimana gradevole sotto tutti i punti di vista: a livello atmosferico dove la stabilità sarà nel suo complesso presente, salvo episodi di variabilità ed a tratti instabilità; a livello termico con le temperature che saranno nella norma, dove il caldo diurno sarà accettabile ed i primi freschi notturni renderanno i nostri sonni più rilassanti. Stefano Bernardi |
PRIMI CENNI DI UN’ESTATE IN FASE D’INVECCHIAMENTO Aggiornamento: Martedì 5 Agosto 2008 - ore 15.20 |
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Normalmente tra la fine della prima decade d’agosto e l’inizio della seconda, la stagione mostra i suoi primi cenni di cedimento, dovuti ad un flusso oceanico ondulatorio più basso di latitudine. La nostra penisola da alcuni giorni si trova a vivere a livello barico in compagnia dell’Anticiclone delle Azzorre che, nel corso dei prossimi giorni, lascerà spazio al collega Sub-Tropicale. Pertanto fino al 7 del mese non aspettiamoci sostanziali variazioni delle condizioni atmosferiche, con ancora stabilità diffusa, salvo locale instabilità pomeridiana su Alpi ed Appennino ed un campo termico mediamente sopra la norma. Sarà tra l’8 ed il 9 che la prima ondulazione atlantica si farà sentire sulla penisola italiana, con un relativo calo delle temperature al centro-nord e qualche episodio piovoso a sfondo temporalesco che dalle Alpi si muoverà verso e lungo la dorsale Appenninica, senza scartare la possibilità di locali episodi lungo la costa adriatica. Tra il 10 ed il 12 ripristino anticiclonico sullo stivale con matrice Sub-Tropicale e giornate caratterizzate ancora da una diffusa stabilità, salvo episodi d’instabilità pomeridiana sulle Alpi e campo termico mediamente sopra la media se pur non di molto. Tra il 13 ed il 15 con molta probabilità avremo a che fare con la seconda ondulazione oceanica del mese, la quale si renderà più attiva al nord, meno al centro e non dovrebbe invece scalfire il sud. All’interno di questi tre giorni la situazione atmosferica per l’Italia dovrebbe vedere un abbassamento termico al nord con alcuni episodi d’instabilità soprattutto pomeridiani, una temporanea ma sensibile risalita termica al centro con locali episodi d’instabilità pomeridiana sull’Appennino centro-settentrionale ed una forte rimonta termica al sud da pre-frontale con la stabilità atmosferica che non dovrebbe subire alcun disturbo. In conclusione possiamo affermare che la stagione in essere inizia a subire i primi disturbi oceanici, campanelli d’allarme di un’Estate che sta entrando nella sua fase discendente. Stefano Bernardi |
L’ESTATE SARA’ PADRONA DELLA SETTIMANA Aggiornamento: Lunedì 28 Luglio 2008 - ore 12.30 |
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Durante il corso dell’intera settimana che segnerà la fine del mese di luglio e l’inizio di agosto, tutto il flusso atlantico dove scorrono le classiche perturbazioni sarà relegato sulle alte latitudini, che per l’Europa vorrà dire il suo nord e principalmente i paesi Britannici. L’altra lettura o faccia della medaglia è semplice da intuire, con l’espandersi dell’Anticiclone delle Azzorre su gran parte del Vecchio Continente fino addirittura ad interessare tutta la zona orientale. Tra l’Italia, Francia e Penisola Iberica si farà sentire, nei bassi strati, anche il contributo dell’Anticiclone Sub-Tropicale, che tuttavia non intaccherà la vera matrice Azzorriana. A livello atmosferico il risultato sarà quello di diffusa stabilità su tutto il paese ed un campo termico che sostanzialmente rispetterà la norma di questa fase della stagione in presenza anticiclonica, visto che in quota nella libera atmosfera a circa 1500 m avremo un valore termico attorno ai +16°C al nord, +17°C al centro e +17°/+18°C al sud; valori che si tramuteranno al suolo in temperature massime mediamente tra +31°/+34°C, escludendo gli eventuali picchi locali. Certamente, con il perdurare della situazione barica e visto il periodo in essere, in alcune zone si potranno vivere dei giorni in compagnia dell’Afa. In conclusione possiamo dire che l’Estate Italiana 2008 continuerà nel suo più classico cammino, che prima di entrare nella sua fase discendente, ci regalerà una bella e calda settimana. Stefano Bernardi |
ULTIMA DECADE DI LUGLIO, DAL SOTTO-MEDIA TERMICO ALL’ESTATE PIENA Aggiornamento: Lunedì 21 Luglio 2008 - ore 18.10 |
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Entriamo ora nell’analisi barica ed atmosferica della terza decade del mese in corso. Tra martedì 22 e giovedì 24, una saccatura di origine nord-Europea si muoverà da nord verso sud-est del vecchio continente, passando anche per il nostro stivale. La sua traiettoria farà sì che la parte dello stivale più interessata sarà quella del versante adriatico e del centro-sud per via della risalita immediata verso nord-est del braccio orientale dell’Anticiclone delle Azzorre. La saccatura porterà con se un sensibile calo termico nei valori in quota nella libera atmosfera (per fare un esempio, sull’Italia centrale in questo momento abbiamo un valore attorno ai +20°C che nel corso dei prossimi giorni toccherà punte di +8/+9°C) ed una diffusa instabilità soprattutto al sud e medio-basso adriatico. Oltre al generale calo termico ed instabilità , avremo una decisa ventilazione da nord-est, con le zone gia menzionate a rischio di forti colpi di vento ed un mare che risulterà molto mosso ed a tratti agitato (fare attenzione!). Tra venerdì 25 e domenica 27, passata la saccatura, avremo una risalita pressoria fisiologica legata alla nuova espansione verso est della parte orientale dell’Anticiclone delle Azzorre che questa volta sarà aiutato da una debole ma efficace risalita nord-Africana. A questo punto non possiamo fare altro che aspettarci un prossimo weekend in compagnia di una diffusa stabilità atmosferica su gran parte del territorio italico, accompagnato da un deciso aumento termico che riporterà le temperature nella media o leggermente al di sopra dell’ultima decade di luglio. Gli ultimi giorni del mese e della terza decade, dal 28 al 31, non dovrebbero portare con se alcun cambiamento significativo, con la più classica espansione verso di noi dell’Anticiclone delle Azzorre, che si avvarrà, con molta probabilità, del contributo minore del collega Sub-Tropicale. Il risultato sarà quello della più classica situazione atmosferica del periodo, con stabilità e valori termici tipici della fase centrale dell’Estate Italiana, ossia farà anche caldo,….strano?....direi proprio di no,…ma qualcuno….! Ovviamente come nelle più classiche situazioni estive, non andrà esclusa la possibilità dal 25 al 31 della formazione d’instabilità nelle ore pomeridiane nelle zone montuose, che soprattutto al nord e principalmente sulle Alpi potrebbe procurare qualche tipico episodio temporalesco. Con l’affetto che mi lega ormai a tutti voi, buona settimana. Stefano Bernardi |
L’ESTATE 2008 ED IL SUO BREAK Aggiornamento: Mercoledì 9 Luglio 2008 - ore 08.30 |
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Stiamo vivendo la classica suddivisione atmosferica della stagione sullo stivale, con il nord che spesso è in media termica tra stabilità ed instabilità che risulta spesso accentuata sulle zone Alpine con episodi temporaleschi anche violenti; il centro con un leggero sopra-media termica, stabilità ed alcuni episodi d’instabilità pomeridiani sulle zone Appenniniche che a tratti sono risultati di forte intensità ad inizio mese come ad esempio in Abruzzo; il sud che invece vive spesso episodi di caldo sopra-media per via di una maggiore ingerenza Sub-Tropicale che spesso va in connubio con qualche pre-frontale come ad esempio quello registrato nei giorni scorsi. Ora lo sguardo che buttiamo come di consueto sul “Lungo Termine’’, ci fa vedere un possibile “break’’ di questo andamento estivo fin’ora verificatosi. Tra domenica 13 e martedì 15 una saccatura nord-atlantica si muoverà dal largo dell’Oceano Atlantico verso l’Europa, con l’intento di attraversarla completamente da ovest verso est. La nostra penisola si troverà all’interno di tale saccatura ad inizio settimana, quando si avrà un diffuso calo termico principalmente al centro-nord e svariati episodi d’instabilità sempre principalmente sulle zone prima citate. Nel suo complesso comunque la saccatura interesserà l’intera penisola. A metà della prossima settimana saremo fuori da questo ’’break’’ e la stagione estiva riprenderà il suo classico decorso, anche se la posizione abbastanza defilata ad ovest dell’Anticiclone delle Azzorre potrebbe far pensare a qualche altra sortita nord-atlantica nel futuro, tuttavia tale posizione non farebbe esclude ipotesi Sub-Tropicali, come quelle di un rafforzamento zonale proprio del braccio orientale dell’Azzorriano stesso. In conclusione possiamo affermare che l’Estate 2008 vivrà tra la fine della settimana e l’inizio della prossima il primo vero, veloce, BREACK della stagione in essere. Stefano Bernardi |
IL NORD RESPIRERA’… IL SUD BRUCERA’ Aggiornamento: Giovedì 3 Luglio 2008 - ore 09.00 |
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Tale depressione tenderà, con il passare delle ore, a spostarsi verso sud fino a posizionarsi martedì 8 sul Golfo di Biscaglia. La saccatura sarà molto incisiva come la stessa depressione ed il tutto, seppur lentamente, sarà in spostamento verso est. Sulla nostra penisola si attiveranno due tipi di risposta ma con lo stesso significato: caldo. Il centro-sud italico, principalmente il sud, verrà investito sia da un promontorio anticiclonico transitorio di matrice Sub-Tropicale, sia dal più classico dei pre-frontali con correnti calde da sud-ovest. Mentre il nord italico sarà sotto l’ingerenza delle correnti provenienti dalla saccatura presente su gran parte del centro-nord del vecchio continente con un valore termico in quota nella libera atmosfera attorno ai +15°C e con episodi temporaleschi principalmente sulle zone Alpine, il centro-sud vivrà una vera e propria scaldata. Tra lunedì 7 e mercoledì 9 in quota nella libera atmosfera il centro sud vedrà, con molta probabilità, valori compresi tra i +20°C delle regioni centrali ed i +25°C di quelle meridionali, con la possibilità di punte ancora più alte in alcune zone, come la Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia. A questo punto si potrebbe andare in contro a 48/72 ore di temperature al suolo molto elevate, con picchi attorno ai +36°/38°C sulle regioni centrali ed oltre i +40°C su quelle meridionali, con punte estreme ad oggi che potrebbero toccare valori attorno ai +45°C. Anche se il tutto sembrerebbe presentarsi in maniera transitoria, speriamo, il consiglio è quello di seguire tutti gli aggiornamenti fino al periodo preso in esame, principalmente per gli amici dell’Italia meridionale, perché se pur, come su scritto, il tutto sarà transitorio, non si possono sottovalutare valori termici dei quali abbiamo parlato ed in più la distanza temporale che ci divide dal periodo analizzato necessità di ulteriori conferme, come non si possono escludere variazioni anche significative. Stefano Bernardi |
SOLE E CALDO PER TUTTA LA SETTIMANA Aggiornamento: Martedì 24 Giugno 2008 - ore 13.00 |
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In questo momento l’Anticiclone delle Azzorre con il suo braccio orientale si estende su tutta l’Europa centro-meridionale fino a raggiungere tutti i paesi dell’est. Grazie ad una blanda e debole goccia depressionaria presente sulla Spagna all’interno del campo anticiclonico, l’Azzorriano si avvale del contributo deciso del collega Sub-Tropicale, che di risposta sale sui paralleli creando così una sorta di Anticiclone unico di matrice principalmente oceanica ed in parte nord-africana. Continuerà per tutta la settimana l’interessamento di tale struttura barica sulla nostra penisola, con il suo culmine che si avrà tra oggi 24 e giovedì 26, quando le temperature massime potrebbero toccare picchi oltre i +35°C ed in qualche caso avvicinarsi notevolmente verso la soglia dei +40°C. Nel prossimo fine settimana sparirà la blanda goccia depressionaria spagnola e la penisola italiana sarà interessata solamente dall’Anticiclone delle Azzorre senza il contributo dell’Africano. Ci attenderà una parziale diminuzione delle temperature, con i valori termici che rimarranno sempre oltre la media del periodo, ma in maniera meno accentuata. Per farvi capire meglio: ora sull’Italia centrale abbiamo dei valori in quota nella libera atmosfera ad 850 hPa di circa +6°C superiore alla media del periodo; domenica 29 avremo circa +2°C di sopra media, con un calo complessivo attorno ai 4°C. Non dovranno avere paura gli amanti della calda e stabile Estate, perché le temperature risulteranno sempre dal classico tepore estivo, ma certamente più accettabili e sopportabili. A livello atmosferico nel prossimo weekend, visto la classica posizione dell’Anticiclone delle Azzorre che permetterebbe l’altrettanto classica formazione di nuvole imponenti in stato verticale nelle ore pomeridiane, aspettiamoci la possibilità di qualche episodio temporalesco sulle Alpi e su tutta la dorsale Appenninica con qualche sconfinamento anche oltre i monti. Un ultimo accenno lo facciamo sulla prima decade di luglio che potrebbe vedere lo spingersi di una saccatura nord-atlantica verso la penisola iberica, la quale comporterebbe una decisa rimonta alto-pressoria prima di matrice azzorriana e poi africana sulla nostra penisola. Prendendo questa ipotesi di tendenza con cautela e le dovute molle, se il tutto prendesse piede nei prossimi giorni, potremmo vivere una nuova e più intensa ondata di calore attorno al 3 di luglio. Stefano Bernardi |
L’ESTATE MEDITERRANEA A BRACCETTO CON IL SOLSTIZIO Aggiornamento: Martedì 17 Giugno 2008 - ore 09.00 |
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Il tutto avverrà in concomitanza del solstizio, in altre parole con l’ingresso della stagione dettata dalla natura: l’Estate astronomica, che quest’anno entrerà sabato 21 giugno alle ore 00:59. Stefano Bernardi |
GIUGNO E LA SUA AGONIA ESTIVA Aggiornamento: Martedì 10 Giugno 2008 - ore 10.00 |
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Un’altra mazzata a questo giugno arriverà a partire dalla seconda metà della settimana in corso, quando la disposizione barica sul vecchio continente si disporrà per sviluppi meridiani, con l’Anticiclone delle Azzorre che punterà nettamente verso nord, partendo dal largo della penisola Iberica ed arrivando fin sulla Groenlandia. Movimento che permetterà sul bordo orientale dell’Anticiclone la formazione e la discesa di una saccatura di matrice nord-atlantica ed artica, che farà piombare gran parte dell’Europa centro-settentrionale in pieno Autunno. La penisola italiana si troverà nella parte meridionale di tale saccatura e se pur in maniera più attenuata, dovrà fare i conti con la nuova disposizione barica, che comporterà a livello atmosferico altra instabilità ed un sensibile calo delle temperature, con la colonnina di mercurio che toccherà valori decisamente al di sotto della media del periodo. Aspettiamoci a questo punto tra giovedì 12 e domenica 15 una diffusa variabilità ed instabilità atmosferica più accentuata al centro-nord, con un campo termico decisamente sotto la norma sempre e principalmente sulle zone citate, con la possibilità durante i momenti di precipitazioni, di avere nevicate sulle Alpi attorno ai 1600/1800m, con qualche fiocco possibile anche sulle cime più alte dell’Appennino centro-settentrionale. Insomma, senza andare oltre e lasciando la speranza che l’Estate si faccia avanti dall’ultima decade del mese, possiamo tranquillamente affermare che la seconda parte della settimana in corso avrà caratteristiche più Primaverili o Autunnali che Estive. Stefano Bernardi |
ESTATE 2008 ‘’PROIEZIONE’’ Aggiornamento: Martedì 3 Giugno 2008 - ore 18.00 |
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la Proiezione Stagionale non è altro che una sperimentazione utile a verificare che gli indici fisico-matematici e meteo-climatici, presi in considerazione in un periodo di gran lunga antecedente a quello preso in esame, possano delineare una tendenza sul tipo di evoluzione che lo caratterizzerà. GIUGNO. Con molta probabilità non verrà ricordato come un mese tutto estivo e gia ce ne stiamo rendendo conto in questo inizio, che dopo una breve parentesi stabile e mite, sta prendendo dei connotati simil primaverili. Per tutta la prima decade l’Alta Pressione delle Azzorre rimarrà confinata in pieno Oceano Atlantico e sviluppato per meridiani, con successive rotazioni verso nord-est, da creare addirittura una sorta di ponte con l’Alta pressione Scandinava. Il tutto lascia presupporre ad una prima decade del mese con un clima nel complesso di poco sotto la media termica e spesso instabile, con lo stivale che dovrà fare i conti con episodi precipitativi, anche a sfondo temporalesco. I primi cambi di disposizione barica con una nuova fase meteorologica, si apriranno con molta probabilità nella seconda e terza decade, quando tutta la struttura Alto Pressoria di matrice Oceanica ed in parte Scandinava, scenderà di latitudine fino ad interessare più direttamente il Mediterraneo e di conseguenza la nostra penisola. A questo punto si potrebbe ipotizzare una seconda metà del mese spesso stabile con valori termici nella norma, con qualche sortita sopra per il contributo che potrebbe dare in un secondo momento l’Alta Pressione Sub-Tropicale. LUGLIO. Il mese centrale della stagione potrebbe rivelarsi nel suo complesso anticiclonico, per la presenza costante dell’Alta Pressione delle Azzorre con il suo braccio orientale ed il contributo di quello Sub-Tropicale. Tuttavia i valori pressori non saranno molto elevati e questo lascia presupporre alla possibilità di qualche entrata atlantica perturbata che porterebbe con se alti gradienti di contrasti termici. Non sono da escludere anche dei refoli freschi in ingresso da oriente. Le parentesi quindi d’instabilità che avrà il mese, risulterebbero spesso a sfondo temporalesco. I valori termici saranno con molta probabilità nella norma, anche se non mancheranno episodi di sopra-media grazie al contributo Sub-Tropicale. AGOSTO. L’ultimo mese dell’Estate 2008 potrebbe vedere un remake del primo. I primi giorni potrebbero essere caratterizzati da una variabilità o instabilità soprattutto al centro-nord, per via di una temporanea ritirata verso occidente dell’Alta Pressione delle Azzorre, mentre il suo ritorno con ormai il classico connubio con quella Sub-Tropicale, porterebbe ad una seconda e terza decade molto stabili e spesso sopra-media termica. Tuttavia la nuova posizione non escluderebbe qualche refolo fresco saltuario sulle regioni del centro-sud. Stefano Bernardi |
E DOMENICA SARA’ ESTATE 2008… Aggiornamento: Martedì 27 Maggio 2008 - ore 14.00 |
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Come sarà il suo ingresso quest’anno?...Cerchiamo di capirlo nel miglior modo possibile, visto che il tutto avverrà in concomitanza del lungo ponte che finirà con la Festa della Repubblica. Dopo il passaggio dell’onda stabilizzante di matrice Sub-Tropicale che sta interessando l’Italia dalla scorsa domenica e che darà i suoi effetti maggiori nella giornata odierna e nelle prossime 24 ore principalmente al centro ed al sud con stabilità e valori termici ben oltre la media del periodo con temperature attorno ai +28°/32°C al centro,+30°/33°C al sud con picchi che potrebbero toccare i +35°/36°C tra la Sicilia, Campania, Basilicata, Puglia e Molise, tra giovedì 29 e sabato 30 la struttura depressionaria presente sulla penisola Iberica tenderà a fatica di spostarsi verso est, mandando alcuni impulsi instabili e relativamente freddi in quota verso lo stivale. A livello barico questo comporterà lo spostamento ad est fino allo sfaldamento dell’onda calda presente ed una relativa e blanda saccatura nord-atlantica che ne prenderà il posto, scendendo dall’ovest della Gran Bretagna nuovamente sulla penisola Iberica, ma con un’ampiezza che arriverà fin sull’Italia centro-settentrionale. A livello atmosferico questo vorrà dire: calo termico moderato che riporterà i valori in perfetta norma ed accentuazione dell’instabilità al nord e parte del centro. Il sud beneficerà solamente del calo termico, ma con molta probabilità di nessuna situazione piovosa o quasi. Sabato 31 assisteremo ad uno spostamento retrogrado della saccatura nord-atlantica che andrà nuovamente ad interessare principalmente la penisola Iberica. Movimento questo che riaprirà la strada ad una nuova, se pur meno intensa, risalita di un promontorio Anticiclonico Sub-Tropicale, tant’è che domenica 1 giugno l’Estate aprirà la sua stagione con un clima tra i più classici: stabilità diffusa, temperature leggermente al di sopra della norma con massime comprese mediamente attorno ai +28°/32°C e formazione di nuvolosità pomeridiana sui monti con qualche episodio d’instabilità locale, principalmente sulle zone Alpine. Stesso copione che si potrebbe ripetere anche per la Festa della Repubblica lunedì 2 giugno, con una relativa e locale instabilità pomeridiana ma ancora da valutare. Prendiamo con la dovuta cautela l’intera tendenza fatta sul prossimo lungo ponte, visto che parliamo di una distanza temporale di 4/6 giorni e di un periodo, seppur breve, festivo d’inizio Estate. Il consiglio come sempre è quello di seguire tutti gli aggiornamenti, per avere in maniera più precisa e dettagliata la previsione per quello che sarà il primo weekend dell’Estate 2008. Stefano Bernardi |
ULTIMA DECADE DI MAGGIO SENZA L’ANTICICLONE DELLE AZZORRE Aggiornamento: Martedì 20 Maggio 2008 - ore 10.50 |
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e propria autostrada verso oriente delle correnti atlantiche e nord-atlantiche. Quasi a voler seguire perfettamente quello che avevamo detto, l’autostrada si è aperta ed una saccatura ‘’nord-atlantica’’ si è impossessata di gran parte del Vecchio Continente, con la nostra penisola, principalmente la parte centro-settentrionale, a prendere molti quantitativi di pioggia con episodi piovosi spesso a sfondo temporalesco. Tanti lettori e persone comuni in questi giorni mi scrivono e mi fermano per strada chiedendomi, quando ci sarà un periodo stabile e duraturo tipico della prossima e bella stagione. Purtroppo la mia risposta non soddisfa le attese di molti di loro, tant’è che con ironia ed un fondo di verità rispondo:’’…a giugno…!’’ Analizzando per bene tutte l’emissioni modellistiche degli ultimi run e creando come faccio spesso una sorta di ‘’multimodel virtuale’’ personale, mi viene da pensare ad un Anticiclone delle Azzorre (figura tipica dell’Estate italiana) ben lontano dalle nostre latitudini, talmente defilato ad ovest, da restare in pieno Atlantico per tutto il restante mese di maggio. Cosa vuol dire questo per l’Italia. Con molta probabilità assisteremo, come gia successo, ad un periodo transitorio legato ad un onda Sub-Tropicale che potrebbe regale una fase relativamente stabile e calda principalmente al centro-sud, per poi averne una nuova atlantica o nord-atlantica che favorirebbe altre situazioni piovose sempre principalmente per le regioni centro-settentrionali. Tuttavia non si può escludere, vista la posizione dell’Azzorriano, che le nuove spinte nord-atlantiche possano prediligere la Penisola Iberica e le zone del nord-Africa del Marocco, da poter dare più spinta e durata della teorica e futura onda Sub-Tropicale, che a quel punto potrebbe far trasformare il tutto in una classica ondata di calore. Come sempre non ci rimane altro che aspettare e seguire attentamente tutti gli aggiustamenti dei modelli fisico-matematici per cercare d’individuare la giusta strada meteorologica ed atmosferica di quest’ultima decade mensile della Primavera 2008. Stefano Bernardi |
TAGLIO DELLA RADICE DELL’ANTICICLONE Aggiornamento: Lunedì 12 Maggio 2008 - ore 11.50 |
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Oggi non possiamo fare altro che confermare tale tendenza diventa realtà. La depressione che in queste ore si trova a ridosso delle isole Baleari, ha spezzato la radice anticiclonica ed ha posto fine alla meridianizzazione della stessa struttura. Sempre nell’ultimo editoriale, parlammo di una teorica e possibile ipotesi tra le tante che ne scaturivano di conseguenza, ma oggi possiamo sbilanciarci sulla vera ed affidabile evoluzione di questa seconda decade entrata nel vivo. Cosa accadrà nei prossimi giorni. La depressione ben strutturata a ridosso delle isole Baleari, tenderà a spostarsi verso oriente e tra oggi 12 maggio e mercoledì 14, attraverserà la nostra penisola passando per la parte centro-meridionale. Tutto sarà accompagnato da un calo termico generale ed accentuata instabilità atmosferica a tratti perturbata. Il centro-sud vedrà le precipitazioni maggiori, con la dorsale appenninica che si giocherà i quantitativi maggiori a livello pluviometrico con il rischio di episodi temporaleschi anche di moderata o forte intensità. Tra giovedì 15 e sabato 17 o domenica 18, un’onda transitoria legata all’anticiclone Sub-Tropicale porterà una temporanea fase stabile e sopra-media termica principalmente sulle nostre regioni centro-meridionali, mentre la posizione molto defilata in pieno oceano Atlantico dell’Alta Pressione delle Azzorre, potrà far nascere una vera e propria autostrada atlantica o nord-atlantica verso oriente, da fare ipotizzare un successivo periodo per la nostra penisola caratterizzato da fasi perturbate con le classiche piogge tardo-primaverili, che certamente non potranno altro che fare del bene in prospettiva dell’imminente entrata della stagione estiva. Come sempre seguiremo il tutto con la massima attenzione, tenendovi aggiornati su quella parte affascinante, difficile e rischiosa della meteorologia che è il “Lungo Termine”. Stefano Bernardi |
MAGGIO ADAGIO… ADAGIO Aggiornamento: Martedì 6 Maggio 2008 - ore 08.30 |
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L’ipotesi seguita, che viene fuori analizzando nel dettaglio tutte le simulazioni modellistiche nelle loro differenze, similitudini e frequentazioni, è quella di un taglio della radice dell’Anticiclone delle Azzorre attorno all’11, a causa di una depressione in scivolamento dal nord-Atlantico verso la penisola Iberica e le coste del nord-Africa in spostamento verso est. Questo teorico taglio della radice dell’Anticiclone, potrebbe portare lo stesso ad assumere una nuova posizione all’interno dello scacchiere europeo, con direttrice sud-ovest – nord-est, partendo dal largo dell’Oceano Atlantico, passando per il centro-nord, per arrivare fin sull’estremo nord-est russo. Se questa nuova posizione dell’Azzorriano diventasse la realtà, avremmo davanti un periodo caratterizzato dallo scivolamento di nuclei di aria fredda sul bordo orientale dello stesso, con la nostra penisola che potrebbe trovarsi sulla loro strada o addirittura esserne la meta. Cosa vorrebbe dire a livello atmosferico per il nostro stivale: una seconda decade spesso sotto media termica principalmente per il versante Adriatico ed instabilità accentuata sparsa, con la possibilità anche di formazioni depressionarie. Insomma, come detto ad inizio editoriale, la situazione è molto complessa da analizzare per il ‘’lungo termine’’, ma ho ritenuto opportuno mettervi davanti ad una ipotesi certamente non idilliaca per il periodo, ma che con il passare dei giorni potrebbe anche assumere connotati di un’evoluzione decisa. Il consiglio è quello di seguire tutti gli aggiornamenti sulla tendenza presa in esame, per capire cosa effettivamente ci riserverà la seconda decade dell’ultimo mese meteorologico della Primavera 2008. Stefano Bernardi |
SULLA SPALLA ORIENTALE DELL’ANTICICLONE Aggiornamento: Lunedì 21 Aprile 2008 - ore 14.50 |
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Grazie a questo movimento, si libererà la vecchia zona depressa nell’ovest del Vecchio Continente, da permettere così una rimonta Anticiclonica di matrice Azzorriana – Sub-Tropicale, che si estenderà dal largo dell’oceano Atlantico fin verso il nostro stivale, per poi piegare per meridiani andando a raggiungere i paesi scandinavi. La prevalenza della matrice Azzorriana unita al fatto che la nostra penisola si troverà sulla spalla orientale dell’Anticiclone, ci farà vivere sì in una situazione di relativa stabilità atmosferica, ma il tutto contornato da valori termici nella norma o addirittura sotto per il medio e basso adriatico, dove le correnti da nord-est sia nei bassi sia negli alti strati faranno sentire il loro effetto. Correnti che nel corso di mercoledì 23 e giovedì 24 durante le ore più calde pomeridiane, potrebbero comportare la formazione di nuvole imponenti in stato verticale lungo tutta la dorsale Appenninica, con il rischio di temporali tipici della stagione primaverile ormai avanzata. Durante il corso del prossimo weekend, tutta la struttura Anticiclonica piegherà verso sud-est, così da permettere uno spostamento della spalla orientale verso oriente e l’allontanamento delle correnti di ricaduta da nord-est. Quest’ultimo movimento barico, ci porterà a vivere con molta probabilità un nuovo fine settimana stabile ed in piena media termica su tutta l’Italia, così da farci godere di un bel sole primaverile accompagnato dalla tipica e non eccessiva mitezza del periodo in essere. Stefano Bernardi |
CONTINUA IL CLASSICO CAMMINO D’APRILE Aggiornamento: Martedì 15 Aprile 2008 - ore 19.50 |
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Una saccatura nord-atlantica si è impossessata anche della nostra penisola, spazzando così l’aria mite ed umida degli ultimi giorni. Come da consuetudine in questi casi, si sono accesi dei contrasti termici in quota che hanno portato dei rovesci e temporali su alcune zone italiche, come ad esempio in quelle appenniniche. Da segnalare i rovesci della notte appena trascorsa che sono risultati persino nevosi fino ai 1200m sull’Appennino centrale. Da domani, mercoledì 16, avremo di nuovo un cambio netto della circolazione, con le correnti miti ed umide da sud-ovest che tenderanno di nuovo a prendere il sopravvento. Se pur avremo una giornata sostanzialmente stabile, in quota gia si sentirà il nuovo cambio di rotta, con le termiche ad 850 hPa che saranno in risalita di circa 4°C. Tra giovedì 17 e venerdì 18 arriveranno nel letto delle correnti da sud-ovest, due perturbazioni atlantiche, le quali andranno a condizionare l’atmosfera principalmente al centro ed al nord, mentre rimarrà fuori quasi del tutto il sud. I valori termici saranno nel complesso nella media, mentre al meridione saremo leggermente al di sopra. Il weekend vedrà un movimento brusco della depressione che si formerà nei prossimi giorni a ridosso del Golfo di Biscaglia e la Penisola Iberica verso sud, puntando nettamente e solamente sulla penisola citata. Movimento classico da forte scaldata dal nord-Africa per la nostra penisola, principalmente nella parte centro-meridionale. Il mix sarà quello tra termiche elevate ad 850 hPa (1500m nella libera atmosfera) e pre-frontali caldi dovuti a degli impulsi instabili in movimento da sud-ovest verso nord-est. In poche parole il fine settimana italiano sarà caratterizzato da una relativa instabilità al nord e parte del centro con valori termici nella norma o leggermente al di sopra, mentre al centro-sud le condizioni atmosferiche si presenteranno nel complesso stabili e nettamente sopra-media termica, con temperature estive sulle regioni meridionali ed in qualche zona di quelle centrali, come tra Marche meridionali, Lazio, Umbria ed Abruzzo. Stefano Bernardi |
CONTRASTI DI META’ MESE Aggiornamento: Martedì 8 Aprile 2008 - ore 13.50 |
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Non possiamo fare altro che confermare quanto detto e costatare che il tutto è entrato ormai nell’arco temporale del presente e del breve termine. Ora però vediamo quello che accadrà attorno alla metà del mese, quando l’intera struttura depressionaria formatasi nei pressi della Penisola Iberica, si sposterà verso nord-est fino ad arrivare addirittura sull’Europa nord-orientale. Movimento questo che lascerà spazio e strada alle correnti più fresche nord-atlantiche di entrare nel Mediterraneo occidentale e sulla nostra penisola. Tra domenica 13 e martedì 15, in quota ad 850 hPa si avrà un sensibile calo termico, principalmente sulle regioni centrali e meridionali. Prendiamo ad esempio quello che accadrà in quota sul parallelo di Roma: nel corso dei prossimi giorni si toccherà un valore termico nella libera atmosfera a circa 1500m di altitudine di +13°C, mentre attorno al 15 si scenderà su valori di +3°C, un calo di circa 10°C. Se poi prendiamo ad esempio il parallelo delle regioni meridionali, il calo sarà ancora più sensibile e netto, con i +20°C dei prossimi giorni ed i +4°C che si raggiungeranno sempre attorno al 15, qui il calo sarà mediamente di 15°C. Tutto questo sconquasso termico in quota, non potrà portare altro che a forti contrasti atmosferici, con la formazione d’ instabilità per via della nascita di nuvole imponenti in stato verticale e colonne d’aria. Tra domenica 13 e martedì 15, a causa di quest’evoluzione principalmente legata come detto al cambio termico in quota, si verificheranno numerosi temporali e precipitazioni sotto forma di rovescio, principalmente sulla dorsale Appenninica, zone interne del centro e parte del nord. Va sottolineato come l’instabilità sarà relegata comunque all’interno di una relativa situazione depressionaria, quindi non sono da escludere episodi precipitativi su altre aree italiche. Possiamo quindi concludere nell’ affermare che aprile continua il suo cammino nella più classica evoluzione stagionale. Stefano Bernardi |
IL VOLTO CALDO ED UMIDO DI APRILE Aggiornamento: Venerdì 4 Aprile 2008 - ore 13.30 |
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Quando ci si trova nelle stagioni intermedie e principalmente nei mesi pieni come aprile-maggio o ottobre-novembre, si è soggetti spesso a colpi di coda di quella appena passata o ad anticipi della nuova: quello che in sostanza sta succedendo e succederà nell’ aprile 2008. In queste ore siamo soggetti ad un corridoio di correnti fredde nord-orientali dove stanno scorrendo da circa 48 ore alcuni impulsi freddi artici, con l’ultimo che in queste ore sta regalando, forse, l’ultima neve di Primavera a quote basse su alcune regioni del versante adriatico; ma da domenica 6 e per la prossima settimana si cambia musica. Un nucleo di aria artica in discesa verso l’Europa centro-settentrionale, si sposterà in moto retrogrado e si andrà a collegare con una depressione presente al largo della penisola Iberica, movimento e disposizione delle figure bariche che instaurerà verso il Mediterraneo occidentale e la nostra penisola, un corridoio intenso di correnti miti da sud-ovest, con annesse perturbazioni che punteranno principalmente le nostre regioni settentrionali e parte delle centrali. Tra martedì 8 e giovedì 10, avremo sulle regioni centro-meridionali dei prefrontali molto caldi legati alle perturbazioni citate prima. In quota ad 850 hPa si potrebbero toccare dei valori molto interessanti per il periodo, tra i +15°C del centro, fino ai +20/+22°C del sud. Proviamo ad individuare, se tale tendenza diventasse realtà, quali picchi termici al suolo si potrebbero raggiungere sulle regioni centrali e meridionali tra martedì 8 e giovedì 10. Per le coste del versante adriatico, le temperature potrebbero diventare molto calde per il periodo, per via del vento da sud-ovest in ricaduta dall’Appennino verso il mare. Le coste dell’Abruzzo, Molise e Puglia, potrebbero far schizzare i loro picchi massimi attorno ai +30°C, proprio per il contributo del vento di ricaduta. Picchi attorno ai +30°C anche per la Sicilia, mentre saranno più attutiti, ma sempre elevati, nelle altre regioni. Speriamo che tutto questo possa almeno riportare le piogge su alcune zone del nord dove ormai da tempo si soffre un certo deficit pluviometrico e parlo principalmente per il nord-ovest, Piemonte in primis. In chiusura non posso fare altro che ribadirvi il passaggio a livello termico da un periodo simil-invernale di aprile ad uno simil-estivo, il tutto nell’arco di 48 ore. Buon Weekend. Stefano Bernardi |
UN FRESCO SOFFIO D’APRILE Aggiornamento: Lunedì 31 Marzo 2008 - ore 15.30 |
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Il versante adriatico italiano e principalmente il centro-sud, sarà sotto il tiro di correnti fredde nord-orientali legate ad un nucleo di aria artica che si staccherà tra Norvegia-Svezia-Olanda, per dirigersi verso sud, fino ad entrare in maniera più attenuata sulle nostre regioni meridionali del versante adriatico. Su tutto lo stivale si avrà un calo termico, che risulterà sensibile al centro-sud e lungo le coste orientali. Tra giovedì 3 e sabato 5, avremo una spiccata instabilità atmosferica sul medio-basso versante adriatico, zone interne del centro e l’intero meridione, con la possibilità di precipitazioni sotto forma di rovescio o temporale. La diminuzione delle temperature sarà sensibile su queste zone, fino ad arrivare a 5/6 gradi sotto la media. Questo aspetto, unito ormai al sole ben alto e ad un gradiente di valori termici in quota ormai primaverili, favorirà forti contrasti atmosferici da creare delle colonne d’aria imponenti nelle zone interessate dai maggiori contrasti ed ecco perché avremo anche delle nevicate sulla dorsale Appenninica centro-meridionale fino a quote relativamente basse per il periodo, con fiocchi che potrebbero fare la sua comparsa su Abruzzo, zone interne del Lazio, Marche e gran parte del sud fin dai 700/800m. Attenzione, non stiamo parlando di maltempo, ma il tutto in veste di spiccata instabilità atmosferica. Difficile o impossibile oggi tentare di andare oltre con lo sguardo, la situazione evolutiva per il Long Range è del tutto indecifrabile per via di un assetto barico molto complesso da individuare gia nel medio termine. Per rendervi partecipi di questa situazione evolutiva e farvi capire meglio le possibilità del ‘’lungo termine’’, possiamo dire che le strade che la primavera d’aprile potrebbe prendere dopo la rinfrescata prossima sono ad oggi tre: 1) colate artiche al largo della penisola Iberica e risalita dell’Anticiclone Sub-Tropicale su gran parte dell’Europa centrale con l’Italia che potrebbe vivere anche degli anticipi precoci d’Estate; 2) la formazione di una vasta depressione tra penisola Iberica, Francia e Mediterraneo occidentale da poter inviare perturbazioni miti ma piovose per gran parte del territorio, principalmente centro-settentrionale e versante tirrenico; 3) forte meridianizzazione ed ingressi artici diretti sull’Europa centrale e Mediterraneo da creare le condizioni per la nostra penisola di una versione fredda della stagione. Con queste tre possibilità evolutive, vi ho voluto far capire come sia impossibile oggi inquadrare la tendenza del Long Range e che potremmo ritrovarci in situazioni molto differenti a seconda dei movimenti futuri delle più importanti figure bariche. Buona Settimana. Stefano Bernardi |
APRILE NON TI SCOPRIRE Aggiornamento: Mercoledì 26 Marzo 2008 - ore 17.50 |
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Di esempi del passato ce ne sono tanti, con forti scambi meridiani o retrogressioni artiche che hanno provocato sensibili cali termici e nevicate fino a quote molto basse per il periodo. Se mi permettete faccio un esempio del tutto personale ad una situazione atmosferica verificatasi nel mio paese d’origine dove ancora vivevo. A San Demetrio Ne’ Vestini provincia dell’Aquila a circa 672 m di altitudine, tra il venerdì Santo 14 ed il sabato 15, caddero ben 70 cm di neve a causa di una piccola goccia retrograda artica in ingresso da nord-est. Ma l’ aprile 2008 come potrebbe comportarsi? Sinceramente non vedo all’orizzonte momenti stabili duraturi almeno dentro i primi 15 giorni di esso, con una grande circolazione meteo-climatica legata alle figure bariche molto dinamica in senso meridiano. Il vortice polare dopo un temporaneo ricompattamento nel corso degli ultimi giorni di Marzo che ci porterà a vivere un weekend nel complesso di vera Primavera, proseguirà il suo sfaldamento dovuto all’avanzata della stagione in essere e dell’avvicinamento dell’Estate. Questo sfaldamento, se accompagnato da risalite dell’Anticiclone delle Azzorre verso nord, sarebbe causa di scivolamento di nuclei freddi verso sud, ossia sui bordi dello stesso Anticiclone. I primi segnali per il nuovo mese sono proprio questi, con una tendenza dell’Azzorriano a salire su di latitudine. Se questi nel corso dei prossimi giorni diventassero una vera e propria tendenza o evoluzione, prepariamoci a vivere parte di aprile con l’ombrello pronto, ma con guanti e sciarpe da non rimettere negli armadi, perché il ‘’colpo gobbo del Generale’’, potrebbe essere dietro l’angolo. Insomma, ‘’Aprile non ti scoprire?’’, oggi direi proprio di si! Stefano Bernardi |
SETTIMANA SANTA MOVIMENTATA, PASQUA E PASQUETTA DI PASSIONE METEOROLOGICA Aggiornamento: Lunedì 17 Marzo 2008 - ore 20.00 |
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ma tutte queste domande vengono fatte, secondo un recente sondaggio, non per una questione economica o altro, ma bensì per le condizioni atmosferiche, se consentiranno o no le idee delle vacanze. …..e Stefano Bernardi che ci dirà?.....meglio a casa con la famiglia! Non è certamente incoraggiante la tendenza da me elaborata questa mattina per l’intera settimana, con un epilogo ancor peggiore per la Santa Pasqua ed il lunedì dell’Angelo. Ovviamente non serve ricordare che parliamo di medio-lungo termine, quindi il tutto deve essere preso come una tendenza che avrà tempo man mano che i giorni passeranno di confermarsi o modificarsi. Primo assaggio di cambiamento tra martedì 18 e mercoledì 19, quando un impulso di aria fredda proveniente dal nord-Europa, andrà ad impattare con altra aria più umida e mite oceanica. Il risultato per lo stivale sarà di un calo sensibile delle temperature, accompagnato da una forte, se pur veloce, instabilità atmosferica che scorrerà da nord-est verso sud. Non mancheranno rovesci, temporali e nevicate in quota, che nella parte finale degli episodi potranno raggiungere quote relativamente basse sulla dorsale Appenninica. Giovedì 20 sarà la giornata del freddo, con termiche che in tutto il territorio italico risulteranno tipicamente invernali, che ad 850 hPa (1500 m circa), saranno comprese tra i -4°C del nord, -4°/-3°C del centro ed i +3/-2°C del sud. Non sono da escludere sempre in questa giornata, alcune situazioni d’instabilità per l’Appennino centrale. Arriviamo a venerdì 21, quando dopo un’imponente risalita verso nord dell’Anticiclone delle Azzorre, un nucleo di aria artica scivolerà sul bordo orientale di esso, all’interno di una saccatura o conca depressionaria a carattere freddo molto ampia. In questo venerdì avremo i primi assaggi di questa nuova fase atmosferica della settimana, che sarà poi il preludio al tempo di Pasqua e Pasquetta. Venerdì assisteremo ad un marcato peggioramento, con precipitazioni che si estenderanno su gran parte dello stivale e principalmente il lato tirrenico. Avremo delle nevicate, che sulle Alpi risulteranno a quote relativamente basse e sull’Appennino mediamente attorno ai 1000 m. Temperature nel complesso sotto la norma. Sabato 22 tutta l’Europa sarà dentro una vasta conca depressionaria dal carattere freddo, con la nostra penisola situata nella parte centro-meridionale di essa. Avremo instabilità diffusa, soprattutto sulle regioni centrali e meridionali, con precipitazioni irregolari e dal carattere di rovescio o temporale. Temporaneo richiamo più mite sulle stesse regioni, dove le precipitazioni risulteranno nevose al di sopra dei 1300/1500 m, mentre sui crinali Alpini fino ai 400/500m. PASQUA: la giornata vedrà una vasta struttura depressionaria che coinvolgerà tutto lo stivale, con nuovo ingresso di aria fredda ed accentuazione dell’instabilità, soprattutto su gran parte del centro-sud e delle regioni settentrionali orientali. Le nevicate al nord saranno a quote relativamente basse, mentre sull’Appennino centrale si partirà dai 1500m per scendere in serata fin sui 900/1000m. PASQUETTA: giornata fredda e d’instabilità diffusa con precipitazioni sparse su tutte le regioni. Nevicate a quote molto basse al nord, attorno ai 500 m al centro e sopra i 1200m al sud, con quota in calo. Ci fermiamo qui, ricordando che questa è una tendenza per la settimana Santa appena entrata, con un tentativo previsionale anche per i giorni di Pasqua e del Lunedì dell’Angelo. Vi invito a seguire tutti gli aggiornamenti, perché come ripeto da più giorni, l’evoluzione è di difficile lettura e potrebbe essere soggetta a modifiche poco rilevanti come a cambiamenti anche significativi. Stefano Bernardi |
UNA SETTIMANA SANTA MOVIMENTATA Aggiornamento: Mercoledì 12 Marzo 2008 - ore 09.30 |
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Arriva di gran carriera la settimana santa insieme alla Pasqua e non possiamo esimerci nel cercare di fare una prima tendenza riguardante un periodo importante sia a livello religioso che vacanziero per molti italiani. Partiamo subito nel dire che la saccatura nord-atlantica o artica che poteva portare ad un altro colpo invernale sulla penisola attorno al 16/18 del mese, sarà meno incisiva rispetto alla tendenza che avevamo fatto qualche giorno fa, ma che tuttavia si presenterà sullo stivale in veste di perturbazione nord-atlantica che condizionerà il tempo principalmente al centro-nord con prima un moderato aumento termico dovuto al più classico dei pre-frontali e poi ad un calo di esso con precipitazioni, che saranno più attive al nord ed a macchia di leopardo sulle regioni centrali. Poi entriamo nel periodo caldo, ossia quello che va dal giovedì santo (20) al lunedì di pasquetta (24). Premettiamo subito che ora parliamo di ‘’long range’’ nel vero senso della parola, oltretutto in un contesto atmosferico legato alle figure bariche molto complesso ed evolutivo ogni giorno, quindi prendiamo la prossima tendenza come un primo accenno di quello che potrà essere. Tra il 20 ed il 22 l’Alta Pressione delle Azzorre potrebbe avere una posizione centrata al largo della penisola Iberica, con sviluppo meridiano da sud verso nord. Questa posizione e sviluppo della figura Azzorriana, potrebbe portare alla formazione di una vera e propria conca depressionaria a carattere freddo su gran parte dell’Europa, partendo addirittura da oltre i paesi scandinavi, passando per l’Inghilterra fin per giungere con la sua parte meridionale a toccare il nord-Africa. L’Italia si troverebbe nella parte medio-bassa della conca, che ci porta a pensare ad un tipo di circolazione in ingresso da nord-ovest, ovest o sud-ovest. Questo tipo di circolazione lascerebbe pensare ad un periodo certamente non stabile, con le condizioni atmosferiche che si potrebbero presentare spesso perturbate su gran parte dello stivale. Il fattore termico sarà determinato dall’effettiva entrata delle correnti. Oggi, e ci mancherebbe altro, non è chiara l’entrata di esse, che se fossero da classico libeccio avremo un clima nel complesso mite, ma se entrassero da nord-ovest o da nord, nord-est, ecco che il tutto prenderebbe dei connotati relativamente freddi o freddi, da lasciare le porte aperte ad una possibile Pasqua non soltanto perturbata, ma anche dai connotati invernali. Ci sarà tanto da analizzare nei prossimi giorni e quindi non posso fare altro che invitarvi costantemente a seguire tutti gli aggiornamenti. Stefano Bernardi |
MARZO ED IL SECONDO COLPO DI CODA DEL GENERALE INVERNO Aggiornamento: Lunedì 10 Marzo 2008 - ore 05.30 |
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1) tra il 10 ed il 18 del mese, con una bella perturbazione atlantica che in questo inizio di settimana regalerà alla penisola altra pioggia e neve in montagna, 2) tra mercoledì 12 e sabato 14 una parentesi interlocutoria tipicamente primaverile con correnti occidentali miti e di relativa stabilità soprattutto al centro-sud ed un nuovo colpo gobbo del Generale, 3) che tra il 16 ed il 18 ci farà immediatamente di nuovo indossare abiti pesanti tipici della stagione. Mi verrebbe da dire nuovamente ‘’Rewind’: il giorno 15 l’Anticiclone delle Azzorre troverà nuovamente spazio ed energia per ergersi verso nord, con direttrice inizialmente sud-nord che poi piegherà da sud-ovest verso nord-est, con posizionamento dal largo della penisola Iberica fin verso l’Islanda per toccare la Groenlandia sud-orientale. Movimenti barici e posizioni, che non faranno altro che creare una nuova saccatura artica che si andrà a formare sul bordo orientale dell’Alta Pressione, all’interno della quale scivoleranno nuclei di aria molto fredda di origine, appunto, artica. A questo punto, se tutto venisse confermato nei prossimi giorni, - e ricordando che parliamo sempre di Long Range - il giorno 16 si avrà una classica irruzione di aria artica sulla penisola italiana, con ingresso dalle due porte più propizie per lo stivale, ossia dalla valle del Rodano e dalla porta della Bora. Inutile soffermarci oggi sugli effettivi eventi e cercare di dare loro una giusta collocazione geografica, ma certamente la penisola andrà incontro tra il 16 ed il 18 ad un nuovo brusco calo termico ed al ritorno delle precipitazioni nevose a quote basse o molto basse per il periodo, che presumibilmente potrebbero concentrarsi maggiormente sulle regioni centro-settentrionali orientali e centro-meridionali in generale… ma per dirlo con più sicurezza dobbiamo aspettare ancora… Insomma, un marzo che vuole fare marzo a tutti gli effetti, con freddo e mitezza, piogge e nevicate, nuvole e sole. Stefano Bernardi |
REWIND Aggiornamento: Lunedì 3 Marzo 2008 - ore 05.30 |
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Tra martedì 4 e mercoledì 5, l’Alta Pressione delle Azzorre troverà spazio per salire verso nord, con direttrice nord-sud che dal largo della penisola Iberica si spingerà fin sulla Groenlandia. Una saccatura inizialmente di origine nord-atlantica, ma che prenderà corpo con netta componente artica, si formerà per scivolare sul fianco orientale dell’Alta Pressione e sfociare nella notte tra martedì e mercoledì dalla porta del Rodano nel nostro Mediterraneo, con una componente più fredda entrante anche dalla porta della Bora. Mercoledì avremo una tipica depressione italica dal carattere freddo, che dal nord della Sardegna si sposterà dapprima verso sud, per poi piegare verso sud-est ed in fine est. Movimento questo che permetterà all’intera penisola di vivere momenti di tempo perturbato, con le precipitazioni che interesseranno gran parte del territorio. L’aria fredda in ingresso dal Rodano ed in parte dalla Bora, unita al conseguente calo termico in quota ed alle alte temperature attuali, permetteranno la formazione di numerosi moti convettivi, i quali saranno responsabili di diffusi temporali e nevicate fino a quote molto basse al nord e collinari al centro. A causa di risposte circolatorie, il sud vivrà la parentesi più mite di questa fase, almeno per il suo estremo, ma non rimarrà esentato dalle precipitazioni, anche se nel finire degli episodi con lo spostamento verso oriente del minimo, qualche fiocco a quote collinari potrebbe presentarsi anche su alcune zone di esso. Difficile dire almeno fino alle 24 ore dall’evento, dove si verificheranno gli episodi più rilevanti… possiamo però provarci: Emilia Romagna, Lombardia orientale, Liguria, Toscana, Lazio, Umbria, Marche, Abruzzo, Sardegna ed il sud occidentale potrebbero avere l’apporto precipitativo maggiore, con i temporali, le grandinate e le nevicate alle quote prima citate che potrebbero farla da padrona. La depressione tra il 6 ed il 7 si sposterà verso oriente e se da un lato libererà gran parte del centro-nord, il centro-sud avrà ancora a che fare con alcune ritornanti instabili legate alla stessa, con la possibilità di precipitazioni, nevose a quote relativamente basse. Il giorno 8 la depressione dovrebbe aver lasciato la penisola, portando così fine a questa invernata marzolina. Uso il condizionale perché ho alcuni dubbi sull’effettiva durata della fase depressionaria, che potrebbe avere un rallentamento nei suoi movimenti a seconda della reale e precisa entrata della saccatura, che scopriremo solamente a 24 ore dal suo ingresso, anche se a larga scala ormai è decisa. Stefano Bernardi |
NON STUZZICAR L’INVERN CHE DORME Aggiornamento: Lunedì 25 Febbraio 2008 - ore 22.30 |
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Se per il weekend del 24 il tutto è stato compiuto (e lasciatemelo dire con nostra soddisfazione!) per il periodo 5/15 marzo ci sono sia delle conferme che delle nuove indicazioni. Ricordando sempre che parliamo di Lungo Termine e che quindi il tutto deve essere preso come tendenza e non previsione, partiamo da quello che potrebbe accadere tra il 3 ed il 6 del nuovo mese. Il 3 una parziale rimonta dell’Anticiclone delle Azzorre verso nord, con asse sud-nord e parziale rotazione verso est, permetterà ad una saccatura nord-atlantica con componente di circolazione polare, di penetrare incisivamente verso l’Europa centrale fin sulla Francia. Il giorno 4 avremo la saccatura ormai in ingresso anche sulla nostra penisola, con entrata parzialmente dalla valle del Rodano e principalmente dalla porta della Bora. A questo punto si potrebbe ipotizzare una fase depressionaria in movimento da nord a sud tra il 4 ed il 6, con ingresso di aria fredda nord-atlantica in successiva rotazione ciclonica. Se cosi fosse, dopo un ulteriore weekend mite e grazie alla successiva aria fredda in ingresso, si innescherebbero condizioni ideali per contrasti termici, i quali porterebbero il territorio italico a vivere situazioni precipitative e temporalesche, con il ritorno delle nevicate a quote basse per il periodo sia sulle Alpi che principalmente sull’Appennino. Difficile oggi dire dove sarebbero relegate le principali precipitazioni e le possibili nevicate. Essendo una tendenza long range, per il momento fermiamoci nella semplice analisi dei movimenti barici con teoriche conseguenze atmosferiche generalizzate ad ampia scala. Il periodo successivo, quello che ci proietterà almeno fino alla metà del mese, potrebbe vedere una posizione dell’Anticiclone delle Azzorre a ridosso della penisola Iberica, con piegamento parziale sud-est, nord-ovest. Posizione questa che potrebbe aprire in maniera netta e per un lungo periodo la porta alle correnti nord-atlantiche, le quali ci metterebbero dentro ad una di circolazione di tipo ‘’dinamico’’, che ci farebbe vivere a fasi alterne situazioni di ingresso di nuclei atlantici dal carattere freddo, con momenti instabili o perturbati a tratti anche tipicamente invernali. Per concludere mi verrebbe da dire che abbiamo di fronte un mese di marzo molto movimentato, il quale potrebbe regalarci momenti atmosferici che ci sono mancati sia in gennaio che in febbraio e non parlo esclusivamente di freddo e neve tardiva, ma anche, più in generale, di precipitazioni, che sono il pane della salute della nostra penisola in vista della prossima bella stagione: l’Estate. Stefano Bernardi |
ASSAGGIO DI PRIMAVERA Aggiornamento: Martedì 19 Febbraio 2008 - ore 10.00 |
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Nel finire delle stagioni, anche con le date meteorologiche, è più che norma che la nuova si presenti con dei classici assaggi più o meno intensi. Basti pensare a maggio quando i primi ruggiti dell’Estate iniziano a farsi sentire, o a Novembre quando le sferzate fredde ci avvisano dell’arrivo del Generale Inverno. Anche con le stagioni intermedie accade la stessa cosa, come nel finire dell’Estate i primi cenni autunnali invadono gli ultimi scampoli di essa e nel finire dell’Inverno i primi tepori primaverili si inseriscono nei paesaggi ancora dipinti di bianco. Nel prossimo fine settimana ecco palesarsi puntualmente il discorso fatto, con l’ultimo weekend di febbraio condizionato da una vera parentesi di Primavera. Tra sabato 23 e domenica 24 avremo sul nostro stivale la più classica rimonta di un promontorio anticiclonico di matrice Sub-Tropicale, aiutata anche da una debole depressione che si insinuerà al largo dello stretto di Gibilterra. Nel corso dello stesso weekend, la rimonta anticiclonica prenderà la forma della più classica Alta Pressione, con i suoi massimi valori pressori ed il suo baricentro sulle nostre regioni centro-settentrionali. Mentre sabato avremo valori in quota ad 850 hPa attorno ai +5°C al centro-nord e +3°C al sud, nella giornata di domenica gran parte dello stivale sarà dentro i +6°/+7°C. La stabilità garantita su tutto il territorio, che con l’irraggiamento ormai più alto del sole, unito ai valori termici in quota, regalerà all’Italia intera temperature massime oltre la media del periodo, da fare esclamare a molte persone:’’ è arrivata la Primavera’’. Tra la fine del mese in corso e l’inizio di marzo, l’Alta Pressione inizierà a subire delle pressioni da parte di alcune semi-ondulazioni atlantiche perturbate, che potrebbero portare ad un periodo più movimentato e forse piovoso. Il freddo per il momento non sarà cosa nostra, ma come l’esperienza ci insegna è impossibile cambiare gli abiti nel mese di marzo, vuoi per l’ancora presenza dell’Inverno astronomico, vuoi per la dinamicità del mese che molte volte negli anni ci ha portato a vivere dei veri e propri periodi invernali. Non voglio andare oltre con l’analisi, ma vi lascio con un ‘’tener d’occhio’’ il periodo 5/15 marzo, quando dei movimenti in stratosfera potrebbero condizionare l’intera evoluzione del periodo citato. Stefano Bernardi |
SETTIMANA ANTICICLONICA MA IN MEDIA TERMICA Aggiornamento: Lunedì 11 Febbraio 2008 - ore 10.30 |
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Freddo sì, ma sterile nel complesso, con il centro sud a vivere della relativa instabilità dovuta ad una goccia retrograda vasta, seppur blanda, che dalla Turchia si è estesa fin verso le coste orientali della Sardegna ed il centro-nord sotto stabilità atmosferica. Centro-sud appunto che ha visto alcune piogge e nevicate, che sono risultate anche intense soprattutto sulla Sila. Un contentino per una seconda parte dell’Inverno certamente non esaltante, con le speranze di un ritorno veemente di esso che questa mattina si azzerano almeno per questa settimana. L’Alta Pressione delle Azzorre con un ulteriore matrice Sub-Tropicale, troverà finalmente la forza e lo spazio per ergersi molto a nord, ma con il suo baricentro tra l’Europa occidentale e quella centrale. Una poderosa irruzione di aria artica, scivolerà sul suo bordo orientale andando ad interessare tutta la Russia e gran parte dell’est europeo, tant’è che nei prossimi giorni sentiremo parlare i notiziari del gelo e della neve che starà attanagliando queste zone. Noi per fortuna o per sfortuna, saremo semplici spettatori e ci prenderemo le briciole di tale evento. A partire da mercoledì 13 e per tutta la settimana saremo protetti dal promontorio e dall’impennata dell’Alta Pressione descritta prima, che seppur ci terrà fuori dalla irruzione artica garantendoci una relativa ma diffusa stabilità atmosferica, non ci esenterà dal prenderci uno sbuffo freddo, che potremmo definire la ‘’lisciata dell’evento gelido dei paesi dell’est’’. Dopo un temporaneo aumento dei valori termici attorno alla metà della settimana, avremo un nuovo moderato calo tra la fine di essa e l’inizio della nuova. In conclusione possiamo affermare che l’inverno sta passando e si avvia verso la sua conclusione meteorologica nella sua mediocrità, senza una vera irruzione di aria fredda dalla prima e l’ultima verificatasi nella metà del dicembre scorso. Stefano Bernardi |
''RETROGRESSIONE TRA IL 10 E L’11 DEL MESE….MA DOVE?'' Aggiornamento: Lunedì 4 Febbraio 2008 - ore 16.30 |
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Dicembre aveva fatto crescere molto le speranze di una discreta o esaltante stagione, con una retrogressione da manuale delle meteo, con freddo e nevicate fino al piano su gran parte del centro-sud del versante adriatico. Poi il black-out a gennaio ed in questa prima parte di febbraio, dove certamente non sono mancate delle precipitazioni e nevicate sulle Alpi ed in alta quota sull’Appennino, ma l’aspetto freddo dell’Inverno non si è mai presentato, facendo schizzare il valore medio termico degli ultimi 30 giorni in Italia a circa +1°/+2°C, con alcune zone anche a +3°C. Ora la natura tenderà di riportare le cose al suo posto, ma non sarà facile per via degli indici meteo-climatici in versione dispettosa verso di essa, con una MJO (Madden-Julian Oscillation, indice di teleconnesione tropicale) passata velocemente in fase 4 ed un Vortice Polare che non vuole saperne di mollare la presa. Tra mille difficoltà rimane la speranza di un’azione retrograda attorno al 10/11 del mese, quando la rotazione verso nord-est del promontorio anticiclonico di matrice Sub-Tropicale, permetterà ad un nucleo di aria fredda di staccarsi dal nord-est della Russia e scivolare sul suo bordo orientale, con direzione sud-ovest. A questo punto giungono le incognite legate alle retrogressioni, in altre parole le loro traiettorie, il loro valore termico in quota una volta giunte a destinazione e le reazioni con l’impatto sul nostro mare. Ad oggi sembrerebbe che la retrogressione possa arrivare ed impattare sulle nostre regioni centro-meridionali, con un sensibile calo termico su tutta la penisola e forte instabilità principalmente al centro-sud, con il ritorno della neve a quote basse. Seguiamo e cerchiamo di capire nei prossimi giorni come andrà a finire questa tendenza, visto la difficoltà di lettura che in questi casi hanno i modelli fisico-matematici. Non voglio andare oltre con la tendenza per febbraio, per il semplice fatto che la nostra penisola si troverà in una sorta di sparti-acque tra il freddo che potrebbe prediligere l’Europa dell’Est rispetto a quella occidentale, dato dalla forte Nina che predispone questo tipo di posizione dell’Alta Pressione per meridiani tra Europa occidentale e centrale. Basterebbe un leggero suo spostamento verso ovest che il territorio italico si troverebbe coinvolto d’azioni prettamente Invernali, o viceversa se questo non accadesse sotto protezione anticiclonica. Fermiamoci qui e vi invito a seguire tutti gli aggiornamenti legati all’evoluzione sul Long Range per il periodo 10/11 febbraio. Stefano Bernardi |
PRIMA DECADE DI FEBBRAIO COMPROMESSA Aggiornamento: Lunedì 28 Gennaio 2008 - ore 09.50 |
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Come scritto nel precedente editoriale, le speranze per un ritorno al più classico stile invernale sono riposte nel mese di febbraio, quando tra indici, Vortice Polare, figure bariche e statistiche alla mano, il Generale potrebbe tornare a fare la voce grossa. Purtroppo questa mattina non ci sono buoni segnali, almeno riguardante la prima decade o gran parte di essa, con un Vortice Canadese di nuovo in salute da sparare verso il vecchio continente una zonalità media-alta neanche produttiva a livello precipitativo. Zonalità o Vortice Canadese che rovineranno e azzereranno il tentativo d'innalzamento dell'Anticiclone delle Azzorre verso nord in modo da poter meridianizzare la circolazione e riportare il nostro Mediterraneo sotto il tiro delle irruzioni polari o artiche. A questo punto non possiamo fare altro che sperare in due cose: una è legata all'indice meteo-climatico della MJO (Madden-Julian Oscillation, indice di teleconnessione tropicale), il quale tra una settimana circa dovrebbe trovarsi nelle fasi 2 e 3, così da permettere un’erezione dell'Anticiclone delle Azzorre ed il blocco del vortice canadese; blocco che avverrebbe sull'Europa occidentale grazie alla Nina forte. La seconda è legata ai vari riscaldamenti previsti nel corso del prossimo mese all'interno del Vortice Polare, il quale con un conseguente rilassamento o una sua divisione, aumenterebbe le possibilità di discese Stefano Bernardi |
VERSO UN FEBBRAIO INVERNALE Aggiornamento: Giovedì 24 Gennaio 2008 - ore 11.30 |
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Noi viviamo nella penisola italiana, nel bel mezzo del Mar Mediterraneo. Qualche notte fa ho deciso di non dormire per fare una ricerca sulle irruzioni fredde in Italia negli ultimi 60 anni. Ebbene il risultato è stato quello di una media di 2,5 irruzioni ad Inverno. Mi domando: quest’anno ne abbiamo avuta una a metà dicembre e ci sono ancora una cinquantina di giorni a disposizione dell’Inverno astronomico ed allora posso definire questa stagione sotto media a tal riguardo?.......mi sembra proprio di no! Fatta questa premessa, che non vuole sminuire l’amarezza di un gennaio certamente non esaltante, passiamo all’analisi del long range e cerchiamo oggi di capire quello che potrebbe accadere in linea generale per il prossimo mese. L’analisi fatta questa mattina, mi porta a pensare ad un periodo molto movimentato e di stampo invernale. Finalmente il flusso atlantico sparato inviatoci dalla grande corrente del Vortice Canadese sarà bloccato e rallentato dalla presa di posizione dell’Anticiclone delle Azzorre più ad ovest e in stato verticale. Questa nuova posizione dell’Anticiclone, riporterà finalmente i noccioli depressionari e freddi del Vortice Polare sulla testa dell’Europa ed a questo punto, presumibilmente attorno al 2/4 febbraio, la nostra penisola tornerà in gioco per gli scambi meridiani. Questo vuol dire, detto in parole povere, che l’Italia potrà vivere un mese molto movimentato, dove vari episodi potrebbero caratterizzare il mese, freddi e meno freddi, dove la neve potrebbe rifare la sua comparsa non solo sui monti ma anche alle quote più basse e non mancherebbero ovviamente le piogge. Inutile ora cercare di avventurarci nei dettagli delle possibili evoluzioni atmosferiche, perché con gli scambi meridiani tutto dipenderà dai movimenti, anche piccoli, che l’Anticiclone farà. Esempio: se uno scambio meridiano avvenisse con Hp posizionato tra Francia e Spagna, avverrebbe un’irruzione polare in ingresso dalla valle del Rodano, con freddo e neve a quote molto basse al centro ed al nord, mentre il sud sarebbe sotto precipitazioni ma con termiche più alte e neve solamente in quota; se un altro avvenisse più ad ovest con obbiettivo Francia e Spagna, risposta mite per l’Italia e piovosa al nord; se ce ne fosse uno con Hp posizionato in pieno sulla Francia fino a toccare l’Italia, si avrebbe un irruzione dalla porta della Bora con freddo e neve al centro-sud e secco nella parte centro-settentrionale del versante tirrenico. In conclusione possiamo parlare di un possibile mese di febbraio movimentato e dal sapore invernale, che potrebbe regalare allo stesso tempo ‘’gioie e dolori’’ a seconda della parte d’Italia dove si vive. Stefano Bernardi |
UN CALDO WEEKEND DI GENNAIO Aggiornamento: Giovedì 17 Gennaio 2008 - ore 16.30 |
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Primo step che è poi diventato realtà. Il secondo era quello che ci poteva permettere di fermare l’Atlantico, con un dazio da pagare. Ovvero una rimonta dell’Anticiclone Sub-Tropicale sulla nostra penisola, causa di un arricciamento del Vortice Canadese. Anche questa seconda fase si conferma: il bacino del Mediterraneo nel corso dei prossimi giorni si troverà sotto una rimonta del Sub-Tropicale, il quale grazie ad una saccatura nord-atlantica nel mezzo dell’Oceano Atlantico, troverà forza e linfa per innalzarsi verso l’Europa centro-occidentale. La sua parte più forte si troverà tra la Penisola Iberica, Baleari e Francia pirenaica, con valori pressori che toccheranno i 1030hPa. Sull’Italia non saranno così forti, ma si faranno sentire quelli a 500hPa (circa 5000m) con un valore termico di -15°C ed a 850hPa (circa 1400m) con +7°C. Una situazione simil-primaverile, che fa in ogni modo parte degli eventi che possono caratterizzare la stagione fredda. Weekend quindi da passare in montagna, con clima spettacolare per chi ama fare escursioni, per le tintarelle invernali e gli sport sulla neve. In fin dei conti il dazio potrebbe essere speso senza troppe sofferenze, anche perché l’Inverno è ancora lungo e le occasioni per nuove nevicate o irruzioni fredde non mancheranno (…speriamo!) Torniamo ora al terzo degli ormai famosi steps dell’ultimo articolo. Prevedeva la possibilità di proiettarci attorno alla fine del mese e l’inizio del nuovo verso situazioni di matrice marcatamente invernale. Le carte sono troppo confusionarie al momento per cercare di dare una lettura a questa tendenza, vuoi per il solito limite del lungo termine, vuoi per una lotta assidua tra il Vortice Canadese che comunque non demorde ed un Anticiclone Russo sempre presente ad oriente. Un primo tentativo di erezione dell’Anticiclone delle Azzorre con matrice Sub-Tropicale, potrebbe esserci attorno al 22, quando un secondo arricciamento del canadese, potrebbe permettere un temporaneo collegamento anticiclonico, da poter così mandare verso sud-est un impulso d’ aria artica, che se pur non particolarmente forte, potrebbe creare 24/48 ore di condizioni atmosferiche invernali soprattutto al centro-sud. Situazione che va monitorata e che necessita di ulteriori approfondimenti all’uscita dei vari modelli. Questa fase potrebbe poi essere seguita da una temporanea rotazione dell’anticiclone sul nostro territorio, ma sempre con correnti orientali o nord-orientali. A questo punto arriviamo all’incirca tra gli ultimi giorni di gennaio ed i primi di febbraio… e l’Inverno si giocherà l’evento o tutto il convento. Il Vortice Polare, il Vortice Canadese, l’Anticiclone delle Azzorre, quello Russo e gli indici saranno gli attori principali di questo periodo, perché i loro indebolimenti, le loro rotazioni, erezioni, direzioni ecc…, potranno darci o no un febbraio come ai vecchi tempi, perché: ‘’FEBBARIO E’ IL PIU’CORTO ED IL PIU’ BRUTTO’’, così dicevano e dicono i vecchi saggi! Stefano Bernardi |
ANCORA ATLANTICO Aggiornamento: Giovedì 10 Gennaio 2008 - ore 12.30 |
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D’altronde la Natura ‘’è’’! Verso la metà del mese di dicembre, mentre si viveva la retrogressione continentale con freddo e neve al centro-sud, nelle analisi e proiezioni per la prima parte di gennaio, tutto sembrava tranne che il flusso atlantico prendesse il sopravvento. Poi è arrivato un movimento inaspettato della depressione atlantica che ai primi di gennaio, scontrandosi con aria continentale, è andata in cut-off sul nord-Africa, sprofondando addirittura nell’entroterra. A questo punto sono cambiate tutte le carte in tavola, con una zona ibrida tra la penisola Iberica, Francia, Italia ed il Vortice Canadese che ha trovato la porta aperta per iniziare ad inviare nuclei miti verso l’Europa. Senza tornare al presente, cerchiamo di trovare una possibile via d’uscita da questa situazione, cercando di individuare da qui in avanti tre ‘’step’’ fino alla fine di Gennaio, inizio Febbraio. PRIMO STEP: la spalla dell’Anticiclone delle Azzorre sarà più pronunciata e questo porterà le onde Atlantiche nella seconda decade del mese ad entrare leggermente più pronunciate nella nostra penisola, con la possibilità di avere passaggi perturbati o instabili più freschi rispetto a quelli passati, da poter portare non sola la neve sulle Alpi, ma anche sugli Appennini almeno alle quote impianti. La prima l’avremo in questo weekend, con un passaggio perturbato su tutto il territorio italico e la neve che sull’Appennino potrebbe rifare la sua comparsa fino alle giuste quote, partendo dai 1700 m ad inizio episodi, per poi scendere fino ad arrivare domenica anche sotto i 1000 m. Un altro cavo d’onda si avrebbe attorno al 17, con effetti ancora da valutare. SECONDO STEP: fine prima decade, inizio seconda. Il Vortice Canadese inizia a faticare nell’inviare i suoi impulsi verso est ed ha un primo movimento di arricciamento. A questo punto potremmo anche essere interessati da un promontorio del tutto transitorio di Alta Pressione Sub-Tropicale, ma sarebbe l’inizio di una nuova circolazione. Se cosi fosse, il Vortice Canadese rientrerebbe nella sua sede, con l’Anticiclone delle Azzorre con matrice Sub-Tropicale, pronto a salire finalmente verso nord. Il passaggio sarebbe quello verso la fine del mese a scambi meridiani, che con la giusta dose di fortuna ma anche aiutati dagli indici che ritorneranno favorevoli oltre che ai buoni movimenti in stratosfera, vedrebbero la nostra penisola favorita. TERZO STEP: fine mese, inizio febbraio. In tutti questi movimenti e cambiamenti, l’Anticiclone Russo non sembra mutare ne la sua forza che la posizione. In tal senso sarebbe lecito pensare ad un nuovo mese che potrebbe vedere l’aggancio d’aria continentale da possibili situazioni depressionarie a carattere freddo sul comparto italico. Prima di chiudere vale la pena sottolineare come i tre ‘’step’’ hanno valore di riuscita molto differenti l’uno dall’altro per il semplice motivo riguardante lo spazio temporale. Il primo attendibilità del 60%, il secondo del 20% ed il terzo del 10%. Partiamo dal primo e seguiamo la sua evoluzione, perché gli altri dipenderanno molto da come evolverà la sua situazione a scala europea e globale. Stefano Bernardi |
GENNAIO ATLANTICO Aggiornamento: Sabato 5 Gennaio 2008 - ore 11.30 |
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Il titolo poi parla di Gennaio nel suo complesso, però qualcosa potrebbe cambiare a partire dall’ultima decade. Sinceramente mi aspettavo una prima parte del mese più consona alla stagione, ma poi con la non perfetta riuscita dello scontro delle masse d’aria di origine opposta che si è creata in questi giorni la famigerata porta dell’Atlantico si è aperta. La depressione creata dalle due masse d’aria se ne andrà in cut-off nell’entroterra africano, si creerà una zona ibrida tra la penisola Iberica e la Francia e merito del Vortice Canadese in buona forma, le correnti atlantiche prenderanno il sopravvento. All’inizio saranno molto miti e aspettiamoci nel corso dei prossimi giorni un sensibile aumento termico, con valori che in quota ad 850 hPa toccheranno anche i +6°C. Se poi ci mettiamo l’umidità di tali correnti ed il clima piuttosto uggioso, ecco che l’Autunno verrà a fare visita all’Inverno. Tra il 12 ed il 15 del mese, la spalla dell’Anticiclone delle Azzorre potrebbe risultare più energica al largo della penisola Iberica, dando facoltà alle perturbazioni di piegare da nord-ovest verso sud-est, da permettere ad una di esse nel periodo indicato, di entrare dalla porta del Rodano. A questo punto l’Atlantico diverrebbe certamente bene accetto, perché si caricherebbe di freddo, ci sarebbero le condizioni per una ciclogenesi mediterranea in scorrimento da nord a sud su tutta la penisola e si verificherebbero delle nevicate sia sulle Alpi e soprattutto sull’Appennino a quote che da relativamente basse arriverebbero ad essere basse sia per l’invorticamento dell’aria che per la rotazione delle correnti (da Libeccio freddo ad est , nord-est). Questa per il momento è una ipotesi che ha basi concrete e se vogliamo di speranza per cercare di digerire meglio questa situazione venutasi a creare che comunque, nel bene e nel male, fa sempre parte della grande circolazione del semestre freddo. Evoluzione questa del 12/15 gennaio che necessita di molte analisi e soggetta anche a sensibili aggiustamenti per via di molti elementi d’incertezza (ci torneremo). Mentre accadrà tutto questo avremo sempre presente, ad est - nord-est del vecchio continente, un bella struttura di Anticiclone Russo che riesce a tenere un certo collegamento con il collega Siberiano. A questo punto le sorti della seconda parte della stagione Invernale sono relegate alla forza ed alla attività del Vortice Canadese. Se il vortice rallentasse o si ritirasse verso la sua sede, si aprirebbero scenari diametralmente opposti a questi, con la strada aperta che troverebbe l’Anticiclone Russo-Siberiano verso ovest e quella verso l’Artico dell’Azzorriano. Le conseguenze porterebbero ad un periodo anche lungo di situazioni prettamente invernali, con irruzioni artiche o retrogressioni continentali come quella di metà dicembre. A mio avviso ci sono le basi perché ciò avvenga, soprattutto per il fisiologico indebolimento del Vortice Canadese ed i tipici movimenti in pieno Inverno nella stratosfera del Vortice Polare. Insomma, dopo un dicembre leggermente sotto media termica ed una retrogressione continentale che ha regalato la neve in molte zone del centro-sud, un inizio anno freddo e nevoso al nord, il Generale molla un po’ gli ormeggi, per poi riprenderli nella seconda parte della stagione. Seconda parte della stagione che, se si verificassero le cose dette prima, sarebbe nel più classico stile dei vecchi inverni italici. BUONA EPIFANIA! Stefano Bernardi |
FREDDO, PIOGGIA, NEVE E SCIROCCO Aggiornamento: Lunedì 31 Dicembre 2008 - ore 12.00 |
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Ricordiamo quello che è successo attorno alla metà di dicembre, quando il centro-sud, principalmente il lato Adriatico, era sotto neve, freddo, pioggia e l’Appennino sorrideva ed il nord si trovava all’asciutto con le Alpi ancora una volta a soffrire la mancanza della ‘’Dama Bianca’’. Ora è la volta del nord e non posso che essere contento, perchè l’egoismo meteorologico non può far parte di questa meravigliosa, difficile ed appassionante materia. Tendenza dal 01 al 04 gennaio 2008. Il primo giorno dell’anno vedrà un vasto nucleo di aria fredda di origine artico-continentale che si posizionerà, scorrendo sul bordo orientale del temporaneo ponte alto-pressorio Azzorriano-Russo-Scandinavo, tra il nostro sud Adriatico fin verso la Germania orientale. Questa situazione porterà gran freddo sulla penisola, con le temperature che andranno nettamente sotto la norma. Ad 850hPa, (circa a 1400m), si avranno valori di -4°C su tutto il versante Tirrenico, mentre su quello Adriatico si toccheranno valori alla stessa quota di circa -7°C. Sarà un primo dell’anno molto freddo ma secco, con qualche fiocco di neve che potrebbe presentarsi sulla Puglia fino a quote molto basse. Il giorno 2 se pur in un contesto ancora di freddo per via del nucleo di aria artico-continentale citato prima, si inizierà a far sentire l’ingerenza atlantica, dovuta all’avvicinamento di una vasta depressione che dal largo del Golfo di Biscaglia si muoverà verso sud-est. Il campo termico inizierà timidamente a risalire, anche se al nord-est paradossalmente ad 850hPa si sfiorerà il valore di -10°C. Inizierà a coprirsi il cielo al centro-nord con le prime precipitazioni nevose fino in pianura al settentrione, con qualche fiocco bianco a quote molto basse sull’Appennino centro-settentrionale. Il 3 la copertura nuvolosa legata ai fronti perturbati della vasta circolazione ciclonica atlantica, attanaglierà tutta la penisola e si attiveranno forti correnti sciroccali che faranno aumentare gradualmente ma sensibilmente le temperature. Il centro ed il nord saranno sotto precipitazioni, che saranno nevose in pianura al nord, con città come Milano e soprattutto Torino che potrebbero vedere anche discreti accumuli. Cadrà la neve anche sull’Appennino, che ad inizio episodi sarà a quote relativamente basse, ma che con il passare delle ore vedrà l’innalzarsi di essa fino a raggiungere in serata quota 1300m su quello settentrionale e 1100/1200m su quello centrale. Il 4 gennaio aumenterà il vento di Scirocco e con se le temperature, che andranno su gran parte della penisola oltre la media. Il sud e parte del centro saranno al secco di precipitazioni, mentre il centro-nord sarà ancora sotto piogge e nevicate. L’Appennino vedrà la sua quota schizzare relativamente alta, attorno ai 1400/1600m, mentre sul nord Italia sarà a quote relativamente basse al nord-est, collinari al centro ed ancora pianeggianti o molto basse al nord-ovest, con il capoluogo piemontese e le maggiori città della regione sotto notevoli accumuli. Per questo editoriale fermiamoci qui, perché l’incertezza sulla seconda metà della prima decade di Gennaio regna sovrana, anche se s’intravede la possibilità di una nuova ondulazione atlantica, questa volta con piegamento accentuato nord-ovest, sud-est da poter portare un nuovo peggioramento delle condizioni atmosferiche con calo termico ed il ritorno della neve a quote più basse sull’Appennino; ma questa è solamente una delle tante ipotesi o soluzione del nuovo Long Range. Non mi rimane altro che augurare a tutti voi uno SPLENDIDO 2008. Stefano Bernardi |