La calda e secca stagione primaverile 2017 salentina

 

SCENARIO EUROPEO

Un vero e proprio “dipolo barico” ha caratterizzato lo scenario meteorologico europeo durante la primavera meteorologica 2017. Dall’analisi sinottica riportata in Figura 1a emerge infatti che, se da un lato, sui settori occidentali europei, spicca l’anomala persistenza dell’anticiclone, con massimi in quota in corrispondenza della Gran Bretagna, dall’altro lato, a nord-est, tra Scandinavia orientale e Mar di Barents, invece, troviamo consistenti anomalie negative del geopotenziale, segno del perdurare di condizioni mediamente perturbate.
Va da sé che le zone in cui si è avuta una predominanza di condizioni anticicloniche hanno registrato temperature mediamente superiori alla norma, con anomalie alla quota di riferimento di 850 hPa comprese tra +2° e +2.5° in Scozia, Francia occidentale e Penisola iberica. Le anomalie negative, invece, sono relegate agli estremi settori nord-orientali europei, al confine con la Russia, proprio in corrispondenza del picco di anomalia negativa del geopotenziale (Figura 1b).
Dall’analisi delle mappe di Figura 1 emerge inoltre che anche in Italia la stagione primaverile è stata caratterizzata da temperature più elevate rispetto alla media, con anomalie positive sino a +1.5° sull’estremo Nord-Ovest. Procedendo verso sud, le anomalie diminuiscono gradualmente sino a trovare valori praticamente nella media sulla Sicilia sud-orientale.
Per quanto riguarda il Salento, i dati del NOAA Earth System Research Laboratory mostrano una stagione primaverile caratterizzata da geopotenziali più elevati rispetto alla media e temperature in quota tra 0.5° e 0.75° mediamente superiori ai valori tipici osservati nel trentennio 1981-2010.


Figura 1. Primavera 2017 su scala europea: rianalisi delle anomalie a. del geopotenziale a 500 hPa e b. delle temperature a 850 hPa. Fonte: NOAA Earth System Research Laboratory, rielaborazione grafica SuperMeteo.

 

 

SCENARIO SALENTINO
Analisi temperature
L’analisi dettagliata dei dati di temperatura misurati dalle stazioni al suolo conferma già quanto qualitativamente osservato nelle mappe di Figura 1. Coerentemente con le anomalie del geopotenziale e delle temperature osservate a livello europeo, infatti, la stagione primaverile 2017 in Salento chiude con uno scarto complessivo dai valori CLINO 1981-2010 pari a +1.21°.
In particolare, l’andamento giornaliero dell’anomalia termica riportato in Figura 2 mette chiaramente in evidenza la persistenza di giornate con temperature più calde della norma (barrette rosse), mentre gli episodi con temperature sotto media sono generalmente isolati. Significativo, in tal senso, il tardivo colpo di coda invernale tra il 20 e il 23 aprile, quando le temperature sono mediamente state sull’intero territorio di oltre 5° al di sotto dei valori medi di riferimento
A livello mensile, il mese termicamente più anomalo del trimestre primaverile è stato marzo, con un’anomalia superiore a +2°, mentre il più vicino alla norma è stato aprile (anomalia +0.6°).

   

Figura 2. Scarti della temperatura media della primavera 2017 salentina dalla media ’81-’10.

 

       
           
Figura 3. Primavera 2017: indice di temperatura standardizzato giornaliero per Galatina AM e Leuca AM.  Fonti: dati 2017 a cura del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare; storico 1981-2010 a cura di SCIA – Ispra.

Come di consueto, riportiamo lo studio dell'indice di anomalia standardizzato STI (ossia lo scarto dalla norma riferito alla deviazione standard) ricordando che, mediante tale indice, possiamo rapportare gli scarti dalla media rispetto alla variabilità climatica locale e capire quali sono stati i reali episodi di caldo o freddo anomalo.
Innanzitutto, il grafico in Figura 3 conferma l’entità dell’ondata di freddo tardivo nel mese di aprile che, dunque, può considerarsi a tutti gli effetti un episodio di freddo nettamente anomalo e ben al di fuori della variabilità climatica locale.
Tuttavia, mentre aprile e maggio si sono chiusi nella normalità climatica locale, marzo, invece, si conferma un mese caratterizzato da frequenti episodi di caldo anomalo e, quindi, chiude complessivamente con un valore di STI superiore a 1 (anomalia positiva).
Nel complesso, per quanto riguarda le due stazioni di Galatina AM e Leuca AM, la primavera 2017, con un valore di STI di poco superiore a +1, è risultata non solo più calda della norma, ma addirittura al di fuori (anche se di poco) della tipica variabilità climatica locale.
Il grafico in Figura 4, sempre mediante l’analisi dei dati delle stazioni dell’Aeronautica Militare, offre una visione dettagliata sull’intero territorio salentino. Nello specifico, analizzando il grafico, possiamo notare valori di STI superiori ad 1 per le stazioni di Leuca e, soprattutto Marina di Ginosa, dove si sfora addirittura il valore di +2. In sostanza, in questi casi, ci troviamo di fronte ad un primavera molto più calda rispetto alle stagioni primaverili che hanno caratterizzato il trentennio di riferimento 1981-2010.
Leggermente diverso, invece, il discorso per le stazioni di Galatina e Brindisi per le quali, infatti, pur trovandoci difronte a valori di STI positivi e, quindi, a temperature sopra norma, non possiamo parlare di caldo anomalo, proprio perché il valore dell’indice è inferiore a +1. Dunque, sia per Galatina che per Brindisi, il caldo sopra media della primavera 2017 rientra nelle variabilità climatica locale che ha statisticamente caratterizzato le stagioni primaverili dal 1981 al 2010.


Figura 4. Primavera 2017: indice di temperatura standardizzato per le stazioni di S.M. di Leuca, Galatina, Brindisi e Marina di Ginosa dell’Aeronautica Militare.  Fonti: dati 2017 dalla rete del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare e dal database Ogimet; storico 1981-2010 a cura di SCIA – Ispra.

Analisi precipitazioni
Non solo caldo anomalo, ma anche deficit pluviometrici localmente consistenti, soprattutto sugli estremi settori meridionali. A tal proposito, come per le temperature, valutiamo l’anomalia, ossia lo scarto rispetto al valore medio, rapportandola alla variabilità climatica locale (la cosiddetta deviazione standard). Introduciamo quindi lo Standardised Precipitation Index (SPI), o indice di precipitazione standardizzato, un indice che in modo molto sintetico ci permette di quantificare il surplus o il deficit di precipitazioni di una determinata località.
Il grafico in Figura 5 mostra chiaramente la generale assenza di precipitazioni rispetto ai valori medi di riferimento relativi al trentennio 1981-2010. Ma, se per la stazione di Marina di Ginosa la carenza di precipitazioni è lieve e, in quanto tale, rientra nella normalità climatica locale, ben diversa è la situazione per le altre stazioni, in modo particolare per S.M. di Leuca, dove, con un indice quasi pari a -2, siamo dinanzi ad una stagione primaverile fortemente siccitosa.
Sicuramente un dato poco confortante in vista della ben nota penuria di precipitazioni estiva.

Figura 5. Primavera 2017: indice di precipitazione standardizzato per le stazioni di S.M. di Leuca, Galatina, Brindisi e Marina di Ginosa dell’Aeronautica Militare.  Fonti: dati 2017 dalla rete del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare e dal database Ogimet; storico 1981-2010 a cura di SCIA – Ispra.

 

Fabrizio Congedo
Staff SuperMeteo

data pubblicazione: mercole14 giugno 2017 - ore 11.00

consulta la sezione degli Articoli Meteo