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Andamento delle precipitazioni nell’anno 2006 sul Salento

 

 

L’anno 2006, cosa sotto gli occhi di tutti, passerà agli annali meteo come uno dei più strani e singolari; da più parti ne è già stata messa in evidenza la singolarità e ne sono stati evidenziati i record, purtroppo quasi sempre in negativo.

Un anno che, climaticamente parlando, e per almeno 11 mesi (sebbene la cosa debba essere detta grossolanamente), è stato governato dalla meridianizzazione delle correnti, con continui affondi freddi e continue risalite calde. Queste ultime, in particolare, e sta qui l’anomalia vera e propria, a farla da padrone dalla fine di settembre fino ad oggi, con pochissime parentesi.

In un precedente articolo ho rilevato come il risultato di ciò sia stato inevitabilmente uno degli autunni più secchi, almeno da quando si fanno rilevazioni quantitative in climatologia. Eppure, chi tra qualche anno si accosterà alle medie di piovosità di quest’anno, potrebbe non vedere grandi anomalie. Solito effetto distorcente della ponderazione statistica, a volte, e sotto questo aspetto, non meno avulsa dalla realtà delle mere rilevazioni qualitative. Diamo uno sguardo ad alcuni numeri, relativamente alle stazioni di Gallipoli, Sannicola e Supersano ed in riferimento alla sola piovosità annua:

 

Gallipoli: mm 444

Sannicola: mm 564,05

Supersano: mm 566 questo dato, per ottenere la quantità di pioggia caduta, dovrebbe essere depurato dagli accumuli per nebbia, comunque segnalati su questo stesso portale nei resoconti mensili).

 

Riporto qui di seguito la distribuzione temporale delle precipitazioni sul solo territorio sannicolese:

 

 

Gen.    Feb.   Mar.  Apr.   Mag.   Giu.   Lug.  Ago.   Set.   Ott.   Nov.   Dic.

              35.5    75.5   93    42.5   35.5   45.5   8.5   50.5    60.5   28.5  6.5   82,05

 

 

Sotto un profilo schiettamente statistico, trattasi di un anno che, soprattutto per la zona climatica di Sannicola, può essere definito come normale, in quanto lo scarto rispetto alla media (tra i 600 e i 650 mm) è minimo e rientra nel normale andamento tra alti e bassi stagionali. Quello che rende anormalo il 2006 è essenzialmente la distribuzione temporale delle precipitazioni, e, per casi assolutamente non trascurabili, anche quella spaziale. Cominciando da quest’ultima, bisogna dire che dalla primavera in poi le precipitazioni hanno avuto caratteristica e regime temporalesco, il che le rende ad alta incidenza locale, col risultato che anche all’interno di una stessa zona o di un singolo paese possono essere rilevate differenze notevoli. Un esempio su tutti: il 09/12 si ha su Sannicola un temporale e si registrano sulla parte mediana del paese 22 mm circa, mentre nella periferia nord non cadono più di 2 mm ed in quella a sud (direzione Alezio) si superano probabilmente i 30 mm, il tutto nello spazio di pochi km. Per lo stesso motivo, vi sono alcune zone dell’adriatico meridionale che hanno superato agevolmente i 700 mm annui (Andrano e Tricase per esempio), e per le quali, pertanto, potrebbe sembrare assurdo parlare di annata siccitosa. Dal punto di vista, poi, della distribuzione temporale, l’andamento climatico è stato anche molto favorevole fino a settembre, praticamente per tutta la provincia, ed assolutamente sfavorevole per il resto dell’anno, quando era lecito aspettarsi le classiche precipitazioni abbondanti autunno-vernine.

Ora, stando a quanto detto, è possibile qualificare come siccitosa o meno un’annata non su sole basi statistiche relative alle precipitazioni, ma anche e soprattutto sulla loro interpolazione ed interpretazione con i dati di temperatura e, non ultime, anche con osservazioni più o meno strumentali sul territorio (sui vegetali, sul comportamento animale ecc.). Lo studio, cioè, deve essere olistico. Se si assume questo atteggiamento, si vede come un’annata come quella passata è veramente strana, proprio in quanto è venuta a mancare non una normalità numerica assoluta, ma una normalità distributiva nelle precipitazioni. Si confrontino i dati sopra riportanti con quelli (sotto) relativi all’anno 2003:

 

  gen. feb. mar. apr. mag. giu. lug. ago. set. ott. nov.  dic. tot.

2003

100.5

11.5

3.5

19

22

3

 

48

67.5

100

100

91

566

 

sotto il profilo schiettamente quantitativo i due anni hanno visto cadere praticamente la stessa quantità di pioggia, ma mai nel 2003 fu possibile osservare effetti sul territorio simili a quelle del 2006: stentata crescita delle semine, ingiallimenti in pieno novembre del fogliame negli alberi d’ulivo (nella varietà “Oglialora”) impiantati in terreni marginali, rinsecchimento di arbusti sempre verdi nella gariga come il Cistus monspeliensis (tanto amato ed importante per i cercatori del fungo più amato in Salento: il “Marieddhru”) o delle ginestre selvatiche, prati e territori sempre riarsi e privi di quell’aspetto piacevolmente verde, di cui si può di norma godere da settembre in poi.

Naturalmente, il vero conto salato su simili annate lo si paga in termini di livello delle falde acquifere, specie in un territorio quali il Salento leccese in cui l’approvigionamento di acqua potabile dipende quasi totalmente dal prelievo in falda più o meno profonda.

Vorrei segnalare, da ultimo, un altro dato: specie negli ultimi 8-10 anni, annate con primavere piovose oltre la norma hanno visto il presentarsi di autunni con precipitazione sotto la norma: il caso più lampante ed evidente, oltre all’anno appena passato, è il 2001. Trovare naturalmente in questo dato una possibile direzione di fondo nelle “abitudini” della natura, è cosa che per adesso deve dirsi essere ritenuta azzardata, tanto più che, nonostante gli autunni 2001 e 2006, le medie precipitative sul nostro territorio, per l’autunno, sono ancora (per gli ultimi 8 anni) sensibilmente sopra la media. L’unica cosa che ci rimane è osservare e, soprattutto, sperare che piova!

 

Anselmo Caputo

Collaboratore SuperMeteo.com

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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