25 Settembre 2010: sciroccata temporalesca
Una vivace goccia fredda in discesa dalle alte latitudini sull’Italia settentrionale ha generato un forte richiamo meridionale sul meridione, la cui componente umida ed instabile, forte dell’energia sprigionata dal mare ancora caldo, ha generato una veloce ma incisiva linea d’instabilità che ha interessato l’area siciliana e calabrese nella serata del 24, spingendo nubi intense verso il Salento ma con fenomeni poco rilevanti. Le province salentine sono state investite dal flusso perturbato durante la notte, caratterizzato da fenomeni abbondanti soprattutto sui settori centro-meridionali, ma accompagnati da una scarsa attività elettrica.
Nella prima fase serale le precipitazioni sono state inizialmente deboli ed irregolari, a macchia di leopardo su tarantino, leccese e medio-basso brindisino; gradualmente hanno incrementato la loro consistenza, registrando accumuli modesti più elevati su otrantino, Murge tarantine e settore ionico leccese, mediamente sugli 8-10mm.
Nel corso della notte una prima recrudescenza dell’instabilità ha calcato la mano soprattutto sulla provincia di Lecce, accanendosi entro la prima parte della mattinata sul settore ionico, su parte della bassa costa adriatica e soprattutto sulla fascia interna a ovest di Lecce compresa tra Squinzano e Gallipoli ed è proprio quest’ultima area ad aver registrato i fenomeni più violenti: 61,2mm a Tuglie, 46mm a Sannicola, 46,4mm a Nardò, 62,8mm a Novoli, 48,4mm a Squinzano.
In mattinata il passaggio di un minimo depressionario secondario ha favorito temporanee schiarite spezzate da qualche veloce ed irrisorio piovasco, ma col passare delle ore l’energia proveniente dal sole sempre più caldo ed il progressivo afflusso di qualche refolo fresco in quota da occidente hanno innescato una marcata ripresa dell’instabilità atmosferica, tamponata sui settori meridionali da nubi stratiformi ioniche. Piogge abbondanti hanno colpito Otranto e immediato entroterra, ma le zone maggiormente interessate sono state ancora una volta le aree già bersagliate qualche ora prima, che con convezione da correnti di ostro in quota e di scirocco al suolo non perdono un colpo: l’asse in questione è, quindi, hinterland gallipolino-marine leccesi. La grande quantità di umidità nell’aria ha accelerato la formazione dei cumulonembi, i temporali sorgevano molto velocemente scaricando violenti acquazzoni accompagnati da forti raffiche di vento. Nel tardo pomeriggio la situazione è andata lentamente migliorando, gli ultimi rovesci hanno interessato l’otrantino per poi dirigersi verso l’altra sponda dell’Adriatico.
Schiarite in tarda mattinata

Recrudescenza dell’instabilità durante le ore pomeridiane

In elenco alcuni degli accumuli più significativi:
Tuglie 74,1mm
Nardò-Canale Asso 73,2mm
Novoli 68mm
Squinzano 64,6mm
Galatina AM 64mm
Frassanito-Otranto 60,2mm
Racale 60,1mm
Lequile 59mm
Copertino 58mm
Martano 53,4mm
Lecce-Torre Mozza 52,2mm
Collepasso 47,6mm
Lecce Fondone 47,1mm
Cutrofiano 42,5mm
Francesco Marasco
Staff SuperMeteo
data pubblicazione: lunedì 27 Settembre 2010 - ore 09.00
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