Un inverno d’altri tempi “regala” un’ondata di gelo e neve storica per il Salento centro-meridionale


              
Dopo lunghi anni di attesa, trascorsi tra inverni assolutamente anonimi e ritrattamenti dell’ultima ora, il sogno dei meteo appassionati salentini si è finalmente avverato. Infatti, nemmeno la più ottimistica delle previsioni lasciava mai presagire sino a sei giorni consecutivi di gelo e neve fin sulle coste, culminati nella memorabile nevicata da addolcimento dell’alba dell’11 gennaio con correnti da sud/ovest in quota, un evento assolutamente unico e probabilmente irripetibile per il Salento.
Un’ondata di freddo e neve, dunque, particolarmente intensa e duratura, soprattutto in riferimento ai settori centrali e meridionali salentini dove, come avremo modo di scoprire nella seconda parte dell’articolo, ha assunto caratteristiche di eccezionalità, risultando quindi essere la più lunga ondata di freddo che abbia mai colpito la provincia di Lecce in oltre 65 anni.

Prima parte: analisi stagione invernale 2016-2017 in provincia di Lecce

Dopo la totale latitanza durante la stagione 2015-2016, quest’anno il Generale Inverno è tornato a fare la voce grossa anche sull’Italia meridionale e sul Salento, dispensando diverse ondate di freddo nei mesi di dicembre e gennaio, culminate nello storico episodio di gelo e neve tra il 6 e l’11 gennaio. Infatti, come possiamo vedere dal grafico in Figura 1, entrambi i primi due mesi del trimestre invernale sono trascorsi con temperature spesso al di sotto della media CLINO 1981-2010, con un picco negativo il 7 gennaio, giorno in cui la temperatura media sull’intera provincia è stata di soli -0.7°, oltre 10° al di sotto dei valori di riferimento decadali!  I giorni con temperature più calde della norma sono davvero isolati, tranne due parentesi comunque piuttosto brevi: una attorno a Natale e un’altra, molto più breve, ad un mese esatto di distanza, tra il 23 e il 25 gennaio. Nel complesso, quindi, sia dicembre che gennaio terminano con anomalie negative piuttosto consistenti pari, rispettivamente a -1.12° e -2.62°.
Più anonimo, invece, il mese di febbraio, trascorso quasi interamente con temperature al di sopra della norma e conclusosi con uno scarto positivo superiore a 2°.
Quindi, sull’intera provincia di Lecce, l’inverno 2016-2017 si chiude complessivamente con uno scarto pari a -0.63° rispetto al trentennio di riferimento 1981-2010, risultando così essere il secondo trimestre invernale più freddo della nostra mini-serie storica (a partire dal 2007, Figura 2), subito dopo l’inverno 2011-2012, per il quale l’anomalia è pari a -0.66° (temperatura media di 9.09°).



Figura 1. Inverno 2016-2017 in provincia di Lecce: scarti dalla media 1981-2010. Fonti: rete Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare, rete Assocodipuglia, rete SuperMeteo.



Figura 2. Serie storica temperatura media invernale in provincia di Lecce dal 2007 da oggi.

 

Come consuetudine, concludiamo l’analisi stagionale con lo studio dell'indice di anomalia standardizzato (Standardized Temperature Index – STI) per le stazioni di Galatina e Santa Maria di Leuca dell’Aeronautica Militare.  Mediante tale indice, infatti, possiamo rapportare gli scarti dalla media rispetto alla variabilità climatica locale e capire quali sono stati i reali episodi di caldo o freddo anomalo.
Il grafico in Figura 3 conferma quanto già visto a livello provinciale. Innanzitutto, osserviamo la persistenza di temperature sotto la media tra i mesi di dicembre e gennaio, con tre episodi di freddo anomalo:

  • tra 13 e 18 dicembre;
  • tra 29 dicembre e 2 gennaio;
  • infine, l’ondata di gelo dal 6 al 11 gennaio (e parte del 12), con un picco inferiore a -4 (ossia temperature di oltre 4 volte al di fuori della variabilità climatica locale) il 7 e l’8 gennaio.

Dicembre e gennaio, quindi, sono stati caratterizzati da freddo anomalo, come dimostrano i valori di STI inferiori (abbondantemente) a 1.
Nel mese di febbraio, invece, come già visto sull’intera provincia, la situazione si inverte diametralmente e la caratteristica dominante sono le temperature più calde della norma, con due periodi di caldo anomalo: all’inizio del mese, dal 2 al 6, e alla fine, dal 25 al 28. Febbraio, quindi, è stato un mese caratterizzato dal caldo anomalo.
Nel complesso, per le stazioni di Galatina AM e Leuca AM l’inverno chiude con un valore di STI pari a -1: in parole povere, significa che, come non succedeva da tempo, abbiamo oggettivamente vissuto una stagione invernale molto fredda, al limite dell’anomalo.

                 
           
Figura 3. Inverno 2016/2017: indice di anomalia standardizzato per Galatina AM e Leuca AM. Fonti: dati 2017 a cura del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare; storico dal 1951 a cura di SCIA – Ispra.

 

Seconda parte: analisi dell’ondata di gelo e neve 6-11 gennaio 2017

Scenario europeo

L’evento cruciale di tutto l’inverno meteorologico salentino 2016-2017 è certamente stato l’intensa ondata di gelo e neve sviluppatasi tra il 6 e l’11 gennaio 2017. Le aree maggiormente interessate dall’evento freddo sono chiaramente evidenziate nella mappa di Figura 4a, dove è riportata l’anomalia complessiva delle temperature alla quota di riferimento di 850 hPa (1500 metri circa) su scala europea: scarti ampiamenti negativi, infatti, caratterizzano gran parte dell’Europa centro-orientale, sino al Nord Africa, con un picco di ben -12° sulla Penisola Balcanica e l’Adriatico centro-meridionale. Fino a 11° al di sotto della media di riferimento nel periodo in esame per l’area salentina (Figura 4a).
La giornata più fredda sul Salento è stata il 7 gennaio 2017, quando l’anomalia in quota ha raggiunto valori incredibili, generalmente compresi tra -16° e -17°, con un picco di -18° sulla Penisola Balcanica, tra Serbia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro e parte dell’Adriatico centrale (Figura 4b).

 


Figura 4. Anomalia temperature alla quota di 850 hPa: a) nel periodo tra il 6 e l’11 gennaio 2017 e b) nella giornata del 7 gennaio 2017. Fonte: NOAA Earth System Research Laboratory, rielaborazione grafica SuperMeteo.

 

L’anomalia delle temperature a 2 metri dal suolo alle 13, ora locale, del 7 gennaio, in Figura 5, mostra chiaramente la portata della colata di aria gelida che, in modo retrogrado, si è spinta dalla Siberia sin verso il Bacino del Mediterraneo: si osservano scarti dalla norma localmente inferiori a -20° tra Russia e settori nord-orientali europei. Anomalie di -17°/-18° tra Serbia e Bulgaria, tra -10° e -12° sul Salento. In effetti, alle 13:50 ora locale si registravano sino a -45° sugli estremi settori nord-occidentali russi, -20° tra Bielorussia e Ucraina, diffusi -10° in Germania e nella Penisola Balcanica. Sino a -1° in pieno giorno presso la stazione di Santa Maria di Leuca!
Situazione diametralmente opposta su Gran Bretagna e settori nord-orientali della Penisola Scandinava, dove le temperature hanno raggiunto valori tra 12° e 14° superiori ai valori medi di riferimento. Nel complesso, l’anomalia europea giornaliera è stata inferiore a -3°.

 


Figura 5. Anomalia temperature a 2 metri dal suolo alle 13, ora locale, del 7 gennaio 2017 su scala europea. Fonte: www.karstenhaustein.com, rielaborazione grafica SuperMeteo.

 


Figura 6. Temperature europee alle 13:50, ora locale, del 7 gennaio 2017. Fonte: Meteociel, rielaborazione grafica SuperMeteo.

 

Scenario salentino
 
In Salento, soprattutto sui settori centro-meridionali, l’ondata di gelo del 6-11 gennaio 2017 ha assunto caratteristiche di eccezionalità non tanto per l’intensità ma quanto per la durata, risultando quindi la più duratura ondata di freddo in oltre 65 anni di rilevazioni.
Innanzitutto, analizzando i dati riportati nelle Tabelle 1 e 2, notiamo che, per le stazioni di Lecce-Galatina, Santa Maria di Leuca e Brindisi della rete di rilevazione dell’Aeronautica Militare (AM), gennaio 2017 è stato il più freddo mese di gennaio dal 1951 ad oggi. Per le stazioni citate, tuttavia, i mesi più freddi in assoluto della serie rimangono febbraio 2003 e febbraio 1965.
Nessun record, invece, per la stazione di Taranto-Grottaglie durante il mese di gennaio 2017.


Tabella 1. I tre mesi di gennaio più freddi dal 1951 ad oggi. Confronto con il mese più freddo in assoluto. Fonti: dati 2017 a cura del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare; storico dal 1951 a cura di SCIA – Ispra.

 

Anche restringendo l’analisi alla prima decade, gennaio 2017 rimane di gran lunga il più freddo della serie per le stazioni di Lecce-Galatina, Santa Maria di Leuca e Brindisi. Tuttavia, la decade più fredda in assoluto è la terza decade di gennaio del 1963.
Ancora una volta merita un discorso a parte la stazione di Grottaglie per la quale, anche a livello di singola decade, non si registra alcun record nel mese di gennaio 2017. Inoltre, la decade più fredda in assoluto è la prima decade di marzo 1987.


Tabella 2. Le tre più fredde prime decadi di gennaio dal 1951 ad oggi. Confronto con la decade più fredda in assoluto. Fonti: dati 2017 a cura del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare; storico dal 1951 a cura di SCIA – Ispra.

 

Analisi della durata: confronto con le serie storiche dal 1951 ad oggi
Come anticipato, l’irruzione gelida del 6-11 gennaio 2017 ha avuto una durata eccezionale per il Salento centro-meridionale, battendo in tal senso altri storici episodi di gelo e neve del passato come, ad esempio, quello del mese di marzo del 1987.
Al fine di quantificare la durata dell’episodio gelido in relazione agli eventi del passato, il confronto con le serie storiche sarà condotto per le stazioni di Galatina, Santa Maria di Leuca, Brindisi e Grottaglie della rete AM analizzando i seguenti parametri:

  • il massimo numero di giorni consecutivi con temperatura media giornaliera inferiore (o uguale) a quattro valori di soglia: -1°, 0°, 1° e 2°. In altri termini, si analizzeranno le serie storiche alla ricerca delle più lunghe sequenze di giorni consecutivi in cui la temperatura media giornaliera è stata constantemente minore o uguale ai quattro valori indicati -1°, 0°, 1° e 2°. Le sequenze più lunghe del passato (costituite cioè da più giorni) verranno quindi confrontate con le temperature medie giornaliere registrate, per ogni singola stazione succitata, dal 6 all’11 gennaio;
  • la temperatura media più bassa registrata su un numero di giorni consecutivi pari a 6, 5, 4, 3 e 2. In altri termini, verranno analizzate le più fredde sequenze del passato da 6 a 2 giorni consecutivi e confrontate con le sequenze relative al periodo 6-11 gennaio.
  • Leuca AM

Per tutte le soglie di temperatura considerate (Figura 7), la durata dell’evento del 2017 uguaglia o è di gran lunga superiore a quella degli eventi del passato. Ad esempio, per la stazione di Leuca AM la più lunga sequenza di giorni con temperatura media giornaliera costantemente inferiore a 2° si è avuta dal 6 all’11 gennaio 2017. In altre parole, dal 1951 ad oggi, solo tra il 6 e l’11 gennaio 2017 è possibile osservare 6 giorni consecutivi in cui la temperatura media non ha mai superato 2°. Nello specifico: 6 gennaio: 2°; 7 gennaio: -0.7°; 8 gennaio: -1.3°; 9 gennaio: 0.5°; 10 gennaio: -0.1°; 11 gennaio:  0.8°.
Assolutamente storica la giornata dell’8 gennaio 2017, unico giorno di ghiaccio (ossia con temperatura massima inferiore a 0°) di tutta la serie. Infatti, se come l’1 dicembre 1957 e il 13 gennaio 1968 la temperatura media giornaliera è stata inferiore a -1°, tuttavia, a differenza del passato, l’8 gennaio 2017 la colonnina di mercurio è stata costantemente al di sotto degli 0°, raggiungendo una temperatura massima giornaliera di solo -1°, dopo una minima di -1.6°.
La straordinaria durata dell’evento per la stazione di Leuca AM è ben evidenziata anche dalla temperatura media calcolata su tutte le sequenze di giorni consecutivi prese in esame (Figura 8). Ad esempio, la temperatura media registrata su ben 6 giorni consecutivi (6-11 gennaio 2017), pari a 0.37°, è la più bassa di tutte le possibili sequenze di 6 giorni della serie. Nettamente battuto il precedente record di 1.67° risalente al periodo 5-10 marzo 1987.
Per la stazione di Leuca AM l’ondata di gelo di gennaio 2017 ha avuto caratteristiche di eccezionalità anche per l’intensità, visto che sono stati battuti, o comunque uguagliati, anche alcuni record di freddo del passato:

  • temperatura minima più bassa: -5°, il 14 gennio 1968;
  • temperatura media più bassa: -1.3°, l’1 dicembre 1957 e l’8 gennaio 2017.
  • temperatura massima più bassa: -1.0°, l’8 gennaio 2017.


Figura 7. Massimo numero di giorni consecutivi con temperatura media giornaliera inferiore (o uguale) ad un valore di soglia. Fonti: dati 2017 a cura del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare; storico dal 1951 a cura di SCIA – Ispra.

 


Figura 8. Temperatura media più bassa registrata su un numero n di giorni consecutivi. Fonti: dati 2017 a cura del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare; storico dal 1951 a cura di SCIA – Ispra.

 

  • Galatina AM

Anche per Galatina AM si è trattato di un evento di durata eccezionale, come dimostrano i dati riportati nelle Figure 9 e 10 anche se, comunque, si osservano differenze meno marcate rispetto al passato di quelle osservate per la stazione di Leuca.
Tuttavia, se analizziamo l’evento in termini di intensità, notiamo che, a differenza della stazione di Leuca, nessun record del passato è stato battuto:

  • temperatura minima più bassa: -6.4°, il 26 gennaio 2006 (valore dubbio, in alcune fonti secondarie risulta un -9.4° o addirittura un -12° il 4 gennaio 1979);
  • temperatura media più bassa: -2°, il 7 marzo 1987;
  • temperatura massima più bassa: -0.2°, il 13 gennaio 1968

       
Figura 9. Massimo numero di giorni consecutivi con temperatura media giornaliera inferiore (o uguale) ad un valore di soglia. Fonti: dati 2017 a cura del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare; storico dal 1951 a cura di SCIA – Ispra.

 

     
Figura 10. Temperatura media più bassa registrata su un numero n di giorni consecutivi. Fonti: dati 2017 a cura del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare; storico dal 1951 a cura di SCIA – Ispra.

 

  • Brindisi AM

Procedendo verso nord l’evento perde decisamente le caratteristiche di eccezionalità che avevano invece contraddistinto soprattutto i settori centro-meridionali della provincia di Lecce. Rimangono quindi, imbattuti, sia per durata che per intensità gli eventi freddi di marzo 1987 e gennaio 1954 (Figure 11 e 12).
Anche i record di freddo, in termini di temperature estreme, rimangono relegati al passato:

  • temperatura minima più bassa: -6.4°, il 4 gennaio 1979;
  • temperatura media più bassa: -0.7°, il 3 gennaio 1979;
  • temperatura massima più bassa: 1.6°, il 23 gennaio 1963.
  • Grottaglie AM

Per la stazione di Grottaglie valgono le stesse considerazioni fatte per Brindisi. In questo caso, come mostrano chiaramente i grafici riportati nelle Figure 13 e 14, l’evento di freddo storico rimane in modo assoluto quello di marzo 1987.

In conclusione, l’analisi condotta dimostra chiaramente che l’ondata di gelo e neve che ha colpito il Salento tra il 6 e l’11 gennaio 2017 non solo rappresenta per tutto il territorio un evento certamente paragonabile ad altri importanti episodi invernali del passato, ma assume anche caratteristiche di straordinaria eccezionalità in provincia di Lecce, soprattutto sugli estremi settori meridionali, per la durata, localmente per l’intensità del freddo e probabilmente anche per gli accumuli nevosi al suolo.

 


Figura 11. Massimo numero di giorni consecutivi con temperatura media giornaliera inferiore (o uguale) ad un valore di soglia. Fonti: dati 2017 a cura del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare; storico dal 1951 a cura di SCIA – Ispra.

 


Figura 12. Temperatura media più bassa registrata su un numero n di giorni consecutivi. Fonti: dati 2017 a cura del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare; storico dal 1951 a cura di SCIA – Ispra.

 

            
Figura 13. Massimo numero di giorni consecutivi con temperatura media giornaliera inferiore (o uguale) ad un valore di soglia. Fonti: dati 2017 a cura del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare; storico dal 1951 a cura di SCIA – Ispra.

 

             
Figura 14. Temperatura media più bassa registrata su un numero n di giorni consecutivi. Fonti: dati 2017 a cura del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare; storico dal 1951 a cura di SCIA – Ispra.

 

Fabrizio Congedo
Staff SuperMeteo

data pubblicazione: marte14marzo 2016 - ore 10.00

consulta la sezione degli Articoli Meteo