23 settembre 2010: instabilità ionica

 

Una circolazione depressionaria presente sullo Ionio calabrese, fioriera di forti precipitazioni tra crotonese e reggino, ha attivato sulla penisola salentina un flusso meridionale carico di umidità, la cui componente instabile ha dato vita ad una vivace cumulogenesi sulle zone interne; tra tarda mattinata e primo pomeriggio, le prime nuvole torreggianti hanno oscurato i cieli del leccese interno, generando una struttura temporalesca nell’hinterland ionico centrale che ha interessato principalmente neretino e dintorni, scaricando 15mm su parte di Nardò e 9mm nella vicina Galatone. Successivamente tutta la struttura convettiva ha cominciato la sua risalita verso Nord-Ovest puntando le zone a Nord di Taranto; lungo il suo tragitto, dopo un temporaneo collasso ha ripreso vita nei pressi di Veglie, dove si sono registrati brevi ma intensi rovesci accompagnati da elevata attività elettrica: 22mm a Veglie-Petti e 15mm a Veglie-Monteruga. Varcato il confine provinciale, il temporale ha solcato i cieli di Manduria (25.8mm) e dopo aver lambito Lizzano, San Giorgio Ionico e Taranto (rispettivamente 3.5, 6 e 3mm) si è accanito con i rilievi grottagliesi e mottolesi (17mm) a causa dello scontro con brezze più orientali che ne hanno arrestato la risalita. La cella temporalesca, quindi, si è esaurita in loco, non a caso è proprio l’agro grottagliese a registrare gli accumuli più elevati: 33mm presso la stazione dell’Ufficio Idrografico.

 

Nell’immagine è visibile la struttura temporalesca sul tarantino dalla scansione satellitare delle ore 16.30.

 

 

Francesco Marasco
Staff SuperMeteo

data pubblicazione: venerdì 24 Settembre 2010 - ore 14.50

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