Torna il maltempo, nubifragi dallo Ionio alla Valle d’Itria

 

L’instabilità torna a fare visita alla Puglia ed al Salento e lo fa in grande stile, con violente precipitazioni accompagnate da colpi di vento, grandine ed elevata attività elettrica.

Cerchiamo innanzitutto di capire in maniera semplice cosa ha innescato questo repentino cambio del tempo e soprattutto a cosa è stata dovuta l’elevata intensità dei fenomeni.

Da alcuni giorni l’Europa è stretta in una morsa anticiclonica che le sta facendo vivere una fase mite e soleggiata inusuale per il periodo, almeno per la sua durata, ma se da un lato il blocco di alta pressione sta favorendo sole e temperature ben oltre la media stagionale dalle isole britanniche a Germania, Francia e area iberica dall’altro è causa di uno stallo circolatorio nel cuore del Mediterraneo. Aria relativamente fresca in quota è stata richiamata da est lungo il bordo meridionale della struttura anticiclonica, ma non trovando sbocchi a occidente si è isolata nel cuore del Mare Nostrum dando origine sui mari meridionali italiani ad una circolazione ciclonica apparentemente blanda, ma sufficiente a dar vita a fenomeni particolarmente estremi. Tale intensità è stata esaltata da un accentuato contrasto termico tra l’aria fresca in quota e quella decisamente più mite fornita dal mare insolitamente caldo, il tutto “insaporito” da un gioco di correnti tale da apportare elevate quantità di umidità e da “carburante” temporalesco piuttosto accentuato.

 

Le prime avvisaglie del guasto atmosferico sono state avvertite già nella giornata di domenica, quando, durante il pomeriggio, un piccolo nucleo temporalesco ha colpito il cuore della provincia leccese, scaricando 27,6mm a Corigliano, 13,4mm a Soleto e 7,4mm a Maglie; nel corso della notte seguente il Mar Ionio ha cominciato ad esaltarsi, generando una serie di strutture temporalesche che hanno limitato la loro azione al mare aperto ed alle coste calabresi mentre hanno solamente lambito la Puglia centro-meridionale dando luogo a sporadici fenomeni deboli o moderati.

Il giorno 26 è cominciato sotto una coltre nuvolosa piuttosto estesa e compatta che col passare delle ore ha dato spazio a qualche timido spazio soleggiato. Proprio l’avanzare delle schiarite ha permesso alle nuvole cumuliformi di svilupparsi rapidamente, esaltate da un contesto instabile decisamente accentuato. Un primo nucleo temporalesco ha colpito Gallipoli (LE) generando fenomeni a 203mm/h e scaricando sul lungomare circa 15mm in pochi minuti.

Gallipoli (LE)

 

Il rovescio-lampo di Gallipoli è stato solo il primo di una serie di temporali che di lì a breve avrebbero interessato l’intero arco ionico. La cumulogenesi è esplosa rapidamente dalle marine di Nardò sino a Taranto e Murge baresi, dando origine ad una serie di nuclei precipitativi.

 

Immagine satellitare ore 13:15

Immagine satellitare ore 15:45

Il capoluogo ionico è stato il primo a ricevere dei rovesci violenti che in breve tempo hanno scaricato 27mm sui quartieri sud-orientali e appena una quindicina sulle zone a Nord. Nel frattempo l’area compresa tra l’alto leccese ed il basso tarantino viene presa di mira da una sorta di tempesta elettrica; frequenti fulminazioni si sono scagliate dalle nubi sino al suolo, innescando forti tuoni a corredo delle intense precipitazioni che hanno colpito l’area mediamente compresa tra Leverano (LE), Sava (TA) e Torre Santa Susanna (BR).

Fulmini nube-suolo ore 13:24 - 14:54

 

Molte zone hanno registrato disagi dovuti ad allagamenti ma il dazo più alto è stato pagato da Manduria (TA) che in poco più di mezz’ora ha accumulato oltre 60mm, quasi il quantitativo di acqua che in media cade nell’arco dell’intero mese di Settembre.

Nel giro di poche ore l’ammasso temporalesco, forte dell’inesauribile energia presente, è riuscito a muoversi verso Nord andando ad interessare dapprima il medio-alto brindisino sino alle coste per poi abbattersi come una furia sul basso barese (dove stat raggiunti accumuli localmente prossimi o superiori ai 60-70mm). Durante il suo tragitto vengono colpite  Latiano, Ostuni, San Vito dei Normanni, Fasano e relative aree circostanti, con accumuli importanti compresi, mediamente, tra 20 e 30mm.

Cella temporalesca immortalata da Lecce

Cisternino (BR)

 

Nel frattempo altri fenomeni si sono abbattuti sui settori ionici, alcuni rovesci hanno lambito nuovamente Taranto e dintorni mentre due celle temporalesche hanno colpito i settori centro-meridionali leccesi, una tra le marine di Ugento ed il Capo di Leuca,  l’altra tra Galatone, Galatina, Aradeo e Soleto con grandine e rain rate superiori ai 450mm/h.

 

I fenomeni si sono protratti sul Salento sino alle prime ore della sera esaurendosi progressivamente a partire dai settori meridionali. Dando uno sguardo in terra barese, da segnalare gli oltre 70mm di Conversano e Casamassima e i roboanti 113,6mm di Monopoli.

 

La ciclogenesi citata a inizio articolo persisterà sui mari meridionali italiani per 24-48 ore, accanendosi particolarmente su Sicilia e Calabria, ma non mancheranno occasioni di locale instabilità anche sul nostro Salento; il nostro auspicio è che gli eventuali temporali possano interessare zone a secco di acqua meteorica da molto tempo, risparmiando le zone martoriate più volte negli ultime occasioni. A tal proposito vorrei far notare come l’area adriatica leccese anche in questa occasione non abbia potuto beneficiare della tanto sperata pioggia, localmente assente sin dall’inizio del mese (per esempio a Cerfignano, ferma a 0,0mm). Pesa ancor di più la latitanza delle piogge dal comprensorio di Lecce città, una delle poche aree salentine in deficit pluviometrico annuale assieme a Galatone, che fortunatamente oggi ha preso una bella boccata d’ossigeno. Ottima distribuzione piovosa sul medio-basso tarantino, ove alcune aree (tra cui Lizzano) presentavano un piccolo scarto annuale. Il brindisino si conferma roccaforte pluviometrica, ultimamente non perde un colpo.

 

Alcuni accumuli registrati lunedì 26:

 

Manduria (TA) 69,6mm (fonte: Ufficio Idrografico)

Veglie (LE) 40mm (Supermeteo)

Torre Santa Susanna (BR) 37mm (AssocodiPuglia)

Soleto 32,4mm (LE) (Supermeteo)

Fasano (BR) 30,6mm (fonte: Ufficio Idrografico)

Galatone (LE) 29,3mm (Supermeteo)

Taranto – Le Marine 28,8mm (AssocodiPuglia)

Racale (LE) 27,6mm (AssocodiPuglia)

Lizzano (TA) 27mm (fonte: Ufficio Idrografico)

Monteruga (LE) 24,8mm (fonte: Ufficio Idrografico)

Nardò (LE) 24,6mm (fonte: Ufficio Idrografico)

Taranto 24,6mm (fonte: Ufficio Idrografico)

San Giorgio J. (TA) 20,2mm (fonte: Ufficio Idrografico)

Gallipoli (LE) 20,2mm (fonte: Ufficio Idrografico)

Ostuni (BR) 20mm (fonte: Ufficio Idrografico)

Grottaglie (TA) 17,8mm (fonte: Ufficio Idrografico)

Presicce (LE) 17,4mm (fonte: Ufficio Idrografico)

San Vito dei N. (BR) 16,6mm (fonte: Ufficio Idrografico)

Latiano  (BR) 15,4mm (fonte: Ufficio Idrografico)

Collepasso (LE) 15,2mm (fonte: Ufficio Idrografico)

 

Fulmini nube-suolo ore 11:15 – 17:15

Martina Franca (TA)

 

Francesco Marasco
Staff SuperMeteo

data pubblicazione: martedì 26 Settembre 2010 - ore 10.00

 

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