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Autunno tempo di vendemmia anche nella penisola salentina
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Nei mesi di settembre e ottobre si effettua la vendemmia e
si svolgono le operazioni di vinificazione, in questo
articolo elencherò alcune operazioni indispensabili per una
buona vinificazione.
Ecco alcuni consigli pratici per eseguire una buona
vinificazione dell’uva nelle piccole cantine familiari : |
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Effettuare una
buona pulizia delle vasche e delle attrezzature prima della
vendemmia e durante le fasi di vinificazione.
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Raccogliere
l’uva in casse non molto grandi (15-18kg) per evitare l’ammostamento
che è causa della crescita dei lieviti con caratteristiche
fermentative scadenti;
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Eliminare
grappoli con alterazioni (botrite e marciume acido);
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Raccogliere
l’uva nelle ore meno calde della giornata;
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Raccogliere
solo l’uva che si è in grado di vinificare nella giornata;
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Vinificate
solo la quantità di uva che siete in grado di lavorare,
lasciando libero almeno il 20% della capacita dei contenitori
presenti in cantina;
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Nella
vinificazione in bianco, per migliorare la qualità del vino, il
mosto deve fermentare leggermente velato, e a temperature
inferiori a 20° C ;
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Nella
vinificazione in rosso eseguite almeno 2 volte al giorno la
rottura del cappello di bucce e fate in modo che la temperatura
di fermentazione non superi mai i 30° C;
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Terminata la
fermentazione alcolica, prima di ogni travaso eseguire sempre
una prova all’aria;
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Aggiungete al
secondo travaso da 5 a 7 grammi per ettolitro di metabisolfito
di potassio.
Tipologie di
vinificazione:
VINIFICAZIONE IN
BIANCO
Rispetto alla vinificazione in rosso, quella in bianco
differisce principalmente per il fatto che le parti solide, o
vinacce, dell'uva non vengono lasciate in macerazione con il mosto.
In questo modo il vino non si carica di tannini e sostanze
coloranti.
Si utilizzano uve bianche poco mature con grado zuccherino
inferiore a 15° Babo e con un’acidità totale 7,5-8 g a litro bisogna
eseguire una correzione del gradazione zuccherina mediante mosto
concentrato o zucchero ( lo zucchero solo per vini destinati
all’auto consumo) e di favorire la fermentazione malolattica al
termine della fermentazione alcolica ritardando l’aggiunta di
metabisolfito di potassio lasciando il vino in un recipiente colmo a
temperatura compresa tra 18-22° C.
Con uve troppo mature, con gradazione zuccherina superiore a
20° Babo e con acidità totale bassa 4,5-5grammi per litro,
controllare sempre la temperatura che non superi i 20° C, e
aggiungere a metà fermentazione circa 20-30 grammi a ettolitro di
attivanti azotati (l’aggiunta deve essere eseguita quando il mosto
raggiunge 14-15° Babo ed eventualmente correggere con 100-200 grammi
per ettolitro di acido tartarico).
Se si vinifica uva bianca guasta (per attacchi di botrite o
di oidio) o danneggiata dalla grandine dopo aver eliminato
quella ammuffita, eseguite con il torchio una pressatura veloce e
soffice aggiungendo 15-20 grammi di metabisolfito di potassio e 5
grammi per ettolitro di enzima per separare velocemente i residui
di parti di buccia e polpa rimasti nel mosto. Entro 24 ore separate
il mosto limpido dalla feccia e aggiungete 40-50 grammi per
ettolitro di attivante azotato.
VINIFICAZIONE IN
ROSATO
Questa vinificazione viene eseguita con una breve
macerazione delle uve 4-8 ore o fino all’alzata del cappello.
Eseguita la pressatura con il torchio, la tecnica di
vinificazione è uguale a quella impiegata per l’uva bianca (la
fermentazione alcolica del mosto avviene senza la presenza della
buccia) perchè le caratteristiche organolettiche di un vino rosato
sono simili a quelle di un vino bianco, ad esclusione del colore che
deve avere una caratteristica cromatica rosa con sfumature violacee.
E importante nel vino rosato evitare l’estrazione dei
tannini, perchè conferiscono una nota cromatica arancione e una
sensazione gustativa amara, che lo rendono poco piacevole, ed
accelerano i processi di invecchiamento.

VINIFICAZIONE IN
ROSSO
La vinificazione in rosso consiste nel diraspare l’uva a
bacca rossa, operazione che separa l’acino dal raspo, aggiungendo al
pigiato una dose di 10-15 grammi di metabisolfito di potassio per
quintali di uva.
Nell’eventualità di vinificazione di uve rosse con presenza
di marciume, aggiungete all’uva, prima della pigiatura 20 grammi per
ql di metabisolfito di potassio.
Riempite la vasca o il tino lasciando circa il 25% dello
spazio tra la superficie del mosto e la sommità del contenitore, in
modo che, quando inizia la fermentazione, il cappello di vinaccia,
spinto in alto per lo sviluppo di anidride carbonica che si forma
dalla trasformazione dello zucchero in alcol, non esca.
Le tecniche attuali consigliano di aggiungere, una volta
riempita la vasca, 20-30 grammi per ettolitro di lievito selezionato
e 10-30 grammi per ettolitro di attivante di fermentazione per
agevolare la moltiplicazione e lo sviluppo del lievito.
In caso di uve non molto mature si può aggiungere un enzima
da macerazione alla dose di 2-4 grammi a ettolitro per favorire
l’estrazione del colore dalla buccia.
Durante la fermentazione bisogna immergere il cappello di
vinaccia almeno 2 o meglio tre volte al giorno per estrarre al
meglio il colore e per evitare che la vinaccia inacidisca.
La temperatura del mosto durante la fermentazione non deve
mai superare i 30° C, temperature elevate portano ad arresti della
fermentazione con un aumento dell’acidità volatile, per abbassare le
temperature nelle piccole cantine si possono utilizzare bottiglie o
taniche contenenti acqua congelata che verranno immesse nei
contenitori fino all’abbassamento della temperatura.
Al raggiungimento della colorazione voluta e alla fine della
fermentazione, svinate e pressate la vinaccia con il torchio,
separando l’ultima frazione perchè molto ricca di tannini amari e in
certe varietà di metanolo.
Passati alcuni giorni, verificate se la fermentazione sia
terminata, assaggiate il vino e controllate la sua gradazione babo,
se il vino è secco immergendo il mostimetro Babo la scala di lettura
è vicina allo zero.
Eseguite quindi un travaso all’aria e separate il vino rosso
dalla feccia, aggiungete 4-5 grammi di metabisolfito di potassio
prima di riempire la vasca.
Se il vino si presenta velato, o odora leggermente di feccia
eseguite un secondo travaso dopo 10 giorni.
Non lasciare mai contenitori scolmi.
Gabriele Nutricato
Collaboratore SuperMeteo.Com |