Analisi del severo maltempo di oggi

0
949

Quasi 130.000 fulmini nella sola giornata di oggi: questa è la scia temporalesca che si è lasciata dietro il vortice ciclonico Dschuna, originatosi nella giornata di ieri sui settori occidentali del Mediterraneo, nei dintorni delle Isole Baleari.

Duramente colpito anche il nostro territorio, dove si sono abbattuti violenti temporali, per un totale di circa 6000 fulmini in 24 ore in area salentina (terraferma e mari circostanti).

Il protagonista di oggi è stato inoltre lo scirocco, le cui raffiche hanno raggiunto i 90 km/h lungo la costa ionica, come registrato dalle stazioni di Gallipoli lungomare e Taranto.

Accumuli precipitativi localmente abbondanti, soprattutto sui settori meridionali: spiccano, tra tutti, i 45mm e i 46mm delle stazioni di Otranto e Maglie, rispettivamente (fonte: rete Protezione Civile Puglia).

Tuttavia, l’episodio più significativo è stato certamente il tornado, probabilmente di intensità F2 della Scala Fujita, abbattutosi sugli estremi settori sud-occidentali salentini, tra Ugento, Taurisano e Casarano.

A tal proposito, appare estremamente interessante analizzare il radiosondaggio dell’Aeroporto di Brindisi relativo alle 13 di oggi, ora locale.
Pur essendo uno strumento molto tecnico, è possibile estrarre alcune caratteristiche salienti sulla colonna d’aria poche ore dopo l’evento tornadico: il radiosondaggio, infatti, mostra un’atmosfera fortemente instabile caratterizzata, oltre che dalla presenza di indici temporaleschi di un certo rilievo (tra cui il valore del CAPE e l’Equilibrium Level, la massima quota raggiungibile dalle celle, superiore a 11 km), anche da un forte wind shear sia in direzione che in intensità.

Cercando di semplificare il discorso, nella giornata odierna il vento variava, sia in intensità sia in direzione, ma mano che dal suolo si procedeva verso quote più alte: si passa da un s/e teso al suolo a correnti fortissime da ovest ad alta quota.
Tale rotazione in senso ORARIO (wind shear positivo) del vento al variare della quota imprime ulteriore forza alla correnti ascensionali e, quindi, maggior vigore alla convezione temporalesca, favorendo la genesi di fenomeni tornadici.
Tra l’altro, va aggiunto che la presenza di una forte corrente a getto (jetstream, a circa 10000m), è un fattore che esalta la fenomenologia temporalesca innescando spesso temporali particolarmente violenti.

Interessante, infine, anche l’analisi dell’odografo, sempre alle 13 di oggi, ora locale: per certi versi, l’aspetto è simile a quello che da origine alla forma più intensa di temporale, la supercella.

Fabrizio Congedo
Staff SuperMeteo