L’autunno preme sull’acceleratore.
Infatti, l’ennesimo affondo sui settori nord-occidentali del Mediterraneo di una perturbazione nord-atlantica, carica di aria fredda di estrazione polare-marittima, ha già dato vita ad una circolazione ciclonica attualmente centrata, con un minimo di 1005 hPa, tra Isole Baleari e Sardegna.

L’ulteriore movimento verso sud-est della saccatura atlantica, fin verso il cuore del deserto algerino, fornirà, da un lato, ulteriore linfa vitale alla circolazione ciclonica già in atto, dall’altro, darà vita ad un secondo e insidioso minimo depressionario in risalita dal Nord Africa, alimentato da un’avvezione di aria molto calda e umida.

Il profondo vortice ciclonico, nel corso della giornata di martedì 12 novembre, tenderà a risalire verso nord, nord-est, attraversando il Tirreno e spingendosi verso l’Adriatico centro-settentrionale (linee rossa della figura seguente, dove è riportata la probabile traiettoria del ciclone extra-tropicale prevista dal modello CMC-GDPS).

Forti venti di scirocco (da burrasca forte o addirittura da tempesta – Scala Beaufort) sferzeranno il Salento, con raffiche possibili fino o anche oltre 100 km/h.

Le caratteristiche estreme dell’evento sono ben espresse dall’Indice di eventi meteorologici estremi (Extreme Forecast IndexEFI) sviluppato dal prestigioso centro di calcolo europeo ECMWF: senza entrare in dettagli tecnici, l’EFI è un indice statistico che permette di definire se e, in tal caso, quanto è estrema una determinata previsione meteorologica per una data località. L’EFI è prodotto per una serie di importanti parametri meteorologici, quali il vento, la pioggia e la temperatura.
Nella figura seguente, è riportato l’EFI relativo alla forza del vento per la giornata di martedì 12 novembre: è chiaro che, c’è un 90% di probabilità di avere un evento “estremo” in termini di forza del vento.

Il moto ondoso dei nostri mari sarà quindi in deciso aumento, fino a diventare agitato o molto agitato, con onde persino superiori a 5 metri al largo.

Forti piogge e temporali risaliranno infine dallo Ionio anche se, al momento, le zone esposte ai fenomeni più intensi sembrano l’arco ionico e il Canale d’Otranto.

 

Fabrizio Congedo
Collaboratore SuperMeteo