Caldo fortemente anomalo e siccità diffusa

Analisi del mese di settembre 2020

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Disastroso esordio dell’autunno meteorologico salentino a causa della persistenza di anomale figure di alta pressione su tutta la fascia centro-meridionale europea e, in modo particolare, sui settori orientali, costringendo così il flusso perturbato nord-atlantico a scorrere mediamente a latitudini molto elevate (Figura 1).

In quelle poche occasioni in cui la corda atlantica è riuscita a raggiungere il Bacino del Mediterraneo, il nostro territorio si è comunque trovato sul ramo caldo delle saccature, il cui movimento verso est veniva sistematicamente impedito dal muro anticiclonico sull’Europa orientale. Risultato: clima estremamente caldo per il periodo e forti deficit pluviometrici.

Figura 1. Settembre 2020 su scala europea: rianalisi delle anomalie del geopotenziale a 500 hPa. Fonte: NOAA Earth System Research Laboratory, rielaborazione grafica SuperMeteo.

Lo studio dell’Indice di Temperatura Standardizzato (STI, Standardised Temperature Index) giornaliero, riferito alle stazioni di Galatina e Santa Maria di Leuca dell’Aeronautica Militare, mostra infatti come quasi tutto il mese sia trascorso con temperature sopra media, che sfociano in una lunga fase di vero e proprio caldo anomalo (STI maggiore di +1) tra il 7 e il 25 di settembre (Figura 2).
Parziale rinfrescata solo negli ultimi giorni del mese, con qualche punta di freddo anomalo.

Figura 2. Settembre 2020: indice di temperatura standardizzato giornaliero per Galatina AM e Leuca AM. Fonti: dati 2020 a cura del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare; storico 1981-2010 a cura di SCIA – Ispra.

Allarghiamo ora l’analisi alle tre province per analizzare l’STI mensile sull’interno territorio. I dati sono sconcertanti: rosso fuoco ovunque, con punte di fucsia lungo la costa ionica (Figura 3). Nello specifico:

  • caldo moderatamente anomalo sui settori orientali del Brindisino, settentrionali del Tarantino e sul Capo di Leuca;
  • estremamente caldo su alcuni settori dell’area ionica, in particolare, in ordine di importanza, nel Gallipolino (STI superiore a +3!), nei pressi di Manduria e di Marina di Ginosa (in queste zone siamo infatti in presenza del mese di settembre più caldo del trentennio 1981-2010);
  • molto caldo in generale sul resto del territorio, con valori di STI tra +1.5 e +2.
Figura 3. Mappa Indice di Temperatura Standardizzato (STI) per settembre 2020 riferito alle stazioni della rete di monitoraggio della Protezione Civile Puglia.

Per quanto riguarda le piogge, l’analisi della mappa del cumulato di precipitazione mensile mostra la totale disomogeneità dei fenomeni sul territorio, legati esclusivamente ad episodi instabili di stampo prettamente estivo. In particolare, spiccano, da un lato, gli oltre 130mm nell’area di Vignacastrisi e, dall’altro, la quasi totale assenza di precipitazioni in tutto il Leccese centrale, da Melendugno fino a Taviano, oltre che a sud di Taranto (Figura 4).

Figura 4. Cumulato di precipitazione durante il mese di settembre 2020.

Ecco che, quindi, ragionando in termini relativi, ossia confrontando i dati di ogni stazione con le relative serie storiche e, dunque, facendo ricorso all’Indice di Precipitazione Standardizzato (SPI, Standardised Precipitation Index), notiamo una situazione di siccità diffusa su gran parte del territorio (Figura 5). In particolare, risulta:

  • siccità estrema a sud di Taranto, nell’area di San Giorgio Ionico;
  • siccità severa nelle zone di Gallipoli e Melendugno;
  • siccità moderata su gran parte della provincia di Lecce;
  • leggermente piovoso in una ristretta area attorno a Brindisi;
  • moderatamente piovoso lungo gli estremi settori sud-orientali e sugli estremi settori settentrionali del Brindisino, al confine col Barese;
  • nella norma il resto delle zone.
Figura 5. Mappa Indice di Precipitazione Standardizzato (SPI) per settembre 2020 riferito alle stazioni della rete di monitoraggio della Protezione Civile Puglia.
Fabrizio Congedo
Collaboratore SuperMeteo