Il 2019 chiude con il botto: con il mese di dicembre, infatti, continua la lunga serie di mesi sopra media che prosegue, ormai senza soluzione di continuità, dal mese di giugno (per maggiori dettagli, potete consultare l’analisi relativa all’interno anno meteorologico 2018-2019).

Lo schema barico dominante nell’ultimo mese dell’anno solare 2019, nonché nel primo mese dell’anno meteorologico 2019-2020 è molto simile a quello che ha dominato gran parte della scorsa stagione autunnale e in particolare l’estivo ottobre 2019: nello specifico, si osserva una vasta area dominata della alte pressioni (colori dal verde al rosso), la quale si estende dal Vicino Atlantico fino agli estremi settori orientali europei, dove troviamo i massimi dell’anomalia del geopotenziale (circa +60 dam). Gli altri due perni di questa anomala “cintura altopressoria” sono dislocati sul Mediterraneo occidentale, in corrispondenza delle Isole Baleari, e tra le Isole Azzorre e l’Isola di Madeira, segno di una tanto anomala quanto persistente ingerenza azzorriana.

Seguono diffuse quanto pronunciate anomalie positive, alla quota di riferimento di 850 hPa (circa 1500 metri), su tutto il territorio europeo, e non solo: un caldissimo mese di dicembre ha in particolare caratterizzato l’Europa orientale e i settori occidentali russi, dove gli scarti dalle medie del periodo raggiungono picchi di +5.5°.

Un caldo mese di dicembre anche in provincia di Lecce, dove lo scarto dalla media 1981-2010 è pari a +1.84°.
L’analisi dell’Indice di Temperatura Standardizzato giornaliero, riferito alle stazioni di Galatina e Leuca dell’Aeronautica Militare, mette chiaramente in luce come gran parte del mese sia trascorso con temperature quasi costantemente sopra media, anche se spesso nella normalità climatica locale. Vero e proprio caldo anomalo, invece, per il periodo immediatamente precedente al Natale.
Pensate che, per la stazione di Galatina, nemmeno l’irruzione artica di fine anno ha determinato temperature talmente basse da essere considerate freddo anomalo. La variazione delle temperature (deviazione standard) attorno al valor medio, infatti, tende a crescere sostanzialmente per due fattori: 1) man mano che si restringe il range temporale di osservazione, fino ad arrivare a valori di temperatura giornalieri; 2) in presenza di mesi, come quello di dicembre, caratterizzati da valori di temperatura estremamente variabili nel corso della serie storica.
Questo porta a considerare, sempre per il caso di Galatina, come “normali” valori di temperatura che, nella terza decade di gennaio, si discostano di oltre +3° dal valor medio, pari a circa +9°: in sostanza, in terza decade, per Galatina AM è “del tutto lecito” attendersi valori medi giornalieri di +12° o anche di +6°.
Fatta questa precisazione, dunque, appare chiaro perché i valori registrati tra 28 e 30 dicembre, anche se di diversi gradi sotto media, rientrino comunque nella normalità climatica locale.

Dicembre 2019 molto caldo, non solo per Galatina e Leuca, ma in tutte e tre le province, come dimostrano i dati delle stazioni campione, Marina di Ginosa e Brindisi, dell’Aeronautica Militare. Pensate che siamo dinanzi a valori che, grazie all’irruzione artica di fine mese, arrivano ad un soffio dai record storici per il mese di dicembre.
Nello specifico, risulta:

  • Leuca: 11° più caldo di sempre;
  • Galatina: 4° più caldo di sempre, insieme a dicembre 1952;
  • Brindisi: 3° più caldo di sempre, insieme al 1953;
  • Marina di Ginosa: 2° più caldo di sempre, dopo il 1967.

A livello precipitativo, infine, si osservano diffusi deficit, ma tuttavia vicini alla normalità pluviometrica locale di ognuna delle singole stazioni esaminate. Un caso a parte, invece, è rappresentato dalla stazione di Galatina, per la quale si osserva un lieve surplus, anche questo comunque nel range di variabilità pluviometrica locale.

Fabrizio Congedo
Collaboratore SuperMeteo