Una nuova (forte) ondata di maltempo è attesa sul Salento nella giornata di domenica a causa dell’ingresso sui settori occidentali del Bacino del Mediterraneo dell’ennesima saccatura atlantica di questo dinamico mese di novembre 2019.
La situazione attuale, riportata nella figura seguente, vede già la presenza di una profonda struttura ciclonica,  centrata con un minimo di ben 976 hPa poco ad ovest del Golfo di Biscaglia.

Nel corso delle prossime ore, la saccatura tenderà a spingersi verso il cuore del Mediterraneo, innescando una classica ciclogenesi sul Golfo del Leone.
Durante il fine settimana, la saccatura, ormai evoluta a goccia fredda, traslerà lentamente verso est, in direzione del Mar Egeo, per poi essere riassorbita dal flusso principale.
La traiettoria della goccia fredda sarà quindi tale da esporre il nostro territorio, soprattutto nella giornata di domenica 24 novembre, a perturbate correnti sciroccali un po’ a tutte le quote.

Ecco che è nuovamente concreto il rischio di una burrasca forte di scirocco, con raffiche che potrebbero anche raggiungere la soglia dei 90 km/h lungo le zone più esposte.

Di conseguenza, forti mareggiate sono attese lungo le coste meridionali, con il Mar Ionio e l’Adriatico meridionali che risulterebbero da agitati a molto agitati.

Al momento, tuttavia, restano ancora delle perplessità sull’esatta collocazione della fenomenologia più intensa, strettamente legata alla netta linea di convergenza tra il flusso mite sciroccale e l’aria fredda in ingresso da ovest.
A puro titolo esemplificativo, riportiamo la differente visione di due diversi modelli numerici, l’italiano BOLAM e l’europeo ECMWF: nel primo caso, la linea di convergenza e, quindi, la posizione del fronte freddo sembra nettamente più meridionale rispetto alla proiezione di ECMWF secondo il quale, invece, la linea di convergenza passerebbe proprio sul Salento.

Dal punto di vista delle precipitazioni, quindi, la prognosi resta ancora in parte riservata: i prossimi aggiornamenti modellistici faranno definitivamente chiarezza sull’esatta traiettoria della goccia fredda e, dunque, dei minimi e del fronte freddo al suolo ad essa associati.

 

Fabrizio Congedo
Collaboratore SuperMeteo