Epifania incerta tra le evoluzioni modellistiche differenti

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La festa dell’Epifania è una delle feste più amate dai bambini, per l’arrivo della Befana apportatrice di doni, ma è anche l’ultimo giorno delle feste natalizie, e, per molta gente, significa il rientro alle attività lavoratrici.

 

Per questo le previsioni del tempo hanno una grande importanza, in questo periodo, per le condizioni di strade e traffico in caso di eventuale maltempo.

 

Ma, ancora, i modelli matematici non sono riusciti a ben chiarire l’evoluzione della situazione meteorologica dopo il 4 Gennaio.

 

Il motivo è in gran parte dovuto alla difficoltà di rappresentare i rilievi montuosi, che, in questo caso, hanno una importanza fondamentale nel dirigere verso la nostra penisola una imponente irruzione di aria artica dal nord Europa.

 

Nel caso del modello statunitense GFS, tale massa riuscirebbe a scavalcare le Alpi, creando una depressione sottovento ad esse sul Mar Ligure, che poi si approfondirebbe sul medio e basso Tirreno, richiamando aria molto fredda da nord est, con diffuso maltempo al Centro Sud e forti venti da nord est.

Di tutt’altro avviso invece il modello europeo ECMWF, per il quale l’aria fredda verrebbe deviata verso est, e, in questo caso, entrerebbe sull’Italia dai Balcani, grazie al contributo di una depressione in formazione sull’Egeo, che porterebbe a forti venti di tramontana sull’Adriatico ed il Sud Italia, dove si scatenerebbe un’ondata di maltempo di stampo invernale, mentre più a nord il tempo resterebbe bello.

Due ipotesi differenti per un’ondata di freddo che è ancora troppo lontana nel tempo per poter essere individuata con precisione dai modelli matematici.

 

Da notare che l’ipotesi del modello americano GFS, sarebbe supportata anche dalle sue ensamble, cioè dal modello