Fa il suo ingresso la Nina, dal mese di Agosto in avanti

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Le oscillazioni delle temperature delle acque dell’Oceano Pacifico, per la vastità della superficie terrestre interessata, hanno una grande importanza per il clima mondiale, anche attraverso il fenomeno delle “tele connessioni”: la presenza di acque più calde o più fredde del normale influenzano infatti la posizione delle zone di alta o di bassa pressione, il numero e la frequenza dei Cicloni Tropicali, le grandi siccità in Perù, etc.

 

In modo particolare, per il Mediterraneo, gli ultimi studi stanno cercando di correlare la maggiore o minore attività dell’Anticiclone Africano a seconda dell’alternanza delle fasi di Nino oppure di Nina.

 

Veniamo da una lunga fase di Nino (riscaldamento anomalo delle acque superficiali del Pacifico Centrale) che, dopo una “punta massima” raggiunta tra il 2015 ed il 2016, una delle più forti mai registrate, si è attenuato con molta lentezza nel corso degli anni, fino a raggiungere, tra varie oscillazioni, la fase di neutralità in questo periodo.

 

Ma adesso diversi indicatori (la direzione prevalente degli Alisei, ad esempio) stanno annunciando l’arrivo di una Nina piuttosto intensa, un raffreddamento delle acque del Pacifico che già possiamo vedere nella mappa delle anomalie termiche di oggi.

La previsione per i prossimi mesi da parte dei principali modelli matematici indica una possibile anomalia di -0,6° per il mese di Agosto, di -0,9°C ad Ottobre e di -1,0°C a Dicembre, quando saremo nel momento più intenso della neonata Nina.

Quali le conseguenze sull’Italia?

 

Anzitutto un indebolimento della presenza dell’Anticiclone Africano, fatto che già appare in questa stagione estiva, ed inoltre un Inverno in arrivo che potrebbe essere piuttosto asciutto ma più freddo del normale, una evenienza che è spesso capitata in passato con questo fenomeno.