Grandi nevicate in Scandinavia, colpa dell’AO positivo

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L’AO, o Oscillazione Artica, rappresenta approssimativamente la differenza di pressione che intercorre tra le zone artiche e le zone delle medie latitudini comprese tra 37° e 45° Nord.

Questo indice climatico è fondamentale per stabilire il tipo di tempo invernale prevalente sul nostro Continente.

Quando l’indice è in fase positiva, le basse pressioni dominano incontrastate sulle zone artiche, la depressione semi permanente di Islanda si approfondisce e porta a clima molto umido sul Nord Europa, e zone anticicloniche dominano sull’Europa centro meridionale e sul Mediterraneo.

Se è in fase negativa, invece, zone di alta pressione dominano tra Islanda, Scandinavia e latitudini artiche, mentre aria fredda e basse pressioni sono presenti in Europa e sul Mediterraneo.

Quest’anno l’indice AO è stato fortemente positivo, e questo ha provocato un inverno europeo molto mite, ma anche fortemente perturbato sulla Scandinavia centro settentrionale, attraversata da un treno di perturbazioni atlantiche.

Queste, a contatto con le fredde temperature artiche, hanno scaricato una serie di pesanti nevicate, tanto che l’altezza della neve in queste zone ha raggiunto valori da record.

In Norvegia settentrionale, ad esempio, la città portuale di Tromso ha registrato un accumulo, in questa stagione invernale, di 6,5 metri di neve, il massimo dalla stagione 1999-2000.

Lo scorso 6 aprile il manto bianco era spesso 130 cm, a soli 13 cm dal livello record dell’Aprile 1997.

Ad Ystnes, nel Finmark, la neve ha raggiunto uno spessore record per Aprile di quasi tre metri.

Visto l’arrivo di altre perturbazioni , probabilmente la stagione 2019-20 diverrà la più nevosa di sempre in Norvegia settentrionale.