Il caldo anomalo riconquista la scena

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La parentesi fredda e piovosa del mese di maggio 2019 è ormai solo un lontano ricordo. Dopo un avvio decisamente turbolento, infatti, il caldo ha rapidamente conquistato la scena meteorologica salentina di giugno, raggiungendo ben presto e quasi costantemente per tutto il mese caratteristiche prettamente anomale.

Scenario europeo

Lo scenario barico europeo del primo mese estivo vede la presenza di una forte anomalia negativa del geopotenziale a 500 hPa sulle acque dell’Atlantico Occidentale, tra Gran Bretagna e coste portoghesi dove, invece, ci si aspetterebbe la presenza dell’Anticiclone delle Azzorre, la cui struttura è defilata ad ovest e allungata verso nord (Figura 1).
Questo pattern barico, caratterizzato dall’anomala persistenza di figure depressionarie al largo della Penisola iberica e, quindi, dalla cronica assenza dell’Anticiclone delle Azzorre, ha reso il Bacino del Mediterraneo facile preda delle pulsazioni calde dell’Anticiclone Africano, ormai il nuovo protagonista delle nostre estati mediterranee.

Figura 1. Giugno 2019 su scala europea: rianalisi delle anomalie del geopotenziale a quota 500 hPa (circa 5000 metri). Fonte: NOAA Earth System Research Laboratory, rielaborazione grafica SuperMeteo.

L’analisi delle correnti medie a 250 hPa (Figura 2) evidenzia una forte ondulazione della corrente a getto polare (fiume d’aria che scorre a velocità elevate tra circa 9.000 e 12.000 metri di quota) proprio tra vicino Atlantico e settori occidentali europei, ossia in quell’area caratterizzata da un’anomalia negativa del geopotenziale (persistenza di basse pressioni). La presenza di un’oscillazione semi-permanente della corrente a getto (jet stream) sull’Atlantico Occidentale è dunque da considerarsi certamente una tra le cause principali dei frequenti scambi di calore meridiani che vedono la discesa di aria fredda ad ovest e la risalita di masse d’aria roventi verso il Mediterraneo.
Ben diverso lo scenario medio del passato, riferito al periodo 1981-2010 e riportato in Figura 3, caratterizzato invece da un flusso zonale (ovest-est) della corrente a getto e, quindi, da una maggiore protezione in sede mediterranea dell’Anticiclone delle Azzorre.

Figura 2. Giugno 2019 su scala europea: intensità e direzione media delle correnti a 250 hPa (circa 10000 metri). Fonte: NOAA Earth System Research Laboratory, rielaborazione grafica SuperMeteo.
Figura 3. Giugno 1981-2010 su scala europea: intensità e direzione media delle correnti a 250 hPa (circa 10000 metri). Fonte: NOAA Earth System Research Laboratory, rielaborazione grafica SuperMeteo.

Sul piano isobarico di 850 hPa (circa 1500 metri) le conseguenze dello schema barico appena descritto sono scontate: infatti, le temperature risultano ampiamente al di sopra dei valori di riferimento praticamente sulla quasi totalità del territorio europeo, con picchi fino a +5° sull’Italia centrale, in Polonia e sulle coste orientali del Mar Nero (Figura 4).

Temperature sotto media, invece, sul vicino Atlantico, con picchi fino a -4° poco al largo delle coste portoghesi.

Figura 4. Giugno 2019 su scala europea: rianalisi delle anomalie delle temperature a 850 hPa. Fonte: NOAA Earth System Research Laboratory, rielaborazione grafica SuperMeteo.

Scenario salentino

Giugno 2019 chiude sul territorio salentino con uno scarto dalla media 1981-2010 pari a +2.55°: forti anomalie positive sopratutto durante la seconda e la terza decade, quando gli scarti hanno raggiunto picchi di +4°.

Figura 5. Giugno 2019 in Salento: scarti dalle medie 1981-2010.

In particolare, con una temperatura media di 25.21°, giugno 2019 risulta essere il più caldo della nostra mini-serie storica, ossia dal 2008 ad oggi (Figura 6). Certamente un dato non record, ma comunque degno di nota.

Figura 6. Giugno: serie storica temperature medie salentine.

L’analisi dell’Indice di Temperatura Standardizzato (STI) calcolato per le stazioni di Galatina e Leuca dell’Aeronautica Militare conferma che, se si esclude la brevissima parentesi iniziale caratterizzata da freddo anomalo, il resto del mese è trascorso con temperature costantemente al di sopra della media e spesso al di fuori dell’intervallo di normalità climatica locale (Figura 7).

Figura 7. Standardised Temperature Index giornaliero riferito alle stazioni di Galatina e Santa Maria di Leuca dell’Aeronautica Militare. Fonti: dati 2019 a cura del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare; storico dal 1981 a cura di SCIA – Ispra.

Caldo (fortemente) anomalo anche per le province di Brindisi e Taranto, come dimostrano i valori di STI abbondantemente superiori a +1 per le stazioni di Brindisi e Marina di Ginosa (Figura 8).

Figura 8. Giugno 2019: indice di temperatura standardizzato per le stazioni di S.M. di Leuca, Galatina, Brindisi e Marina di Ginosa dell’Aeronautica Militare. Fonti: dati 2019 dalla rete del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare; storico 1981-2010 a cura di SCIA – Ispra.

Per quanto riguarda le precipitazioni, infine, giugno 2019 presenta diffusi deficit idrici sul territorio salentino, con picchi del -100% (totale assenza di piogge) per la stazione di Brindisi (Figura 9). Nel complesso, tuttavia, considerato che giugno è mediamente poco piovoso, si tratta di valori generalmente vicini alla norma o, al più, al limite della siccità moderata nel caso di Brindisi. Perfettamente nella norma, invece, l’accumulo mensile di Marina di Ginosa, il cui deficit idrico è inferiore al 10%.

Figura 9. Giugno 2019: indice di precipitazione standardizzato per le stazioni di S.M. di Leuca, Galatina, Brindisi e Marina di Ginosa dell’Aeronautica Militare. Fonti: dati 2019 dalla rete del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare; storico 1981-2010 a cura di SCIA – Ispra.

 

Fabrizio Congedo