Con l’avvio del mese di settembre, anche l’estate meteorologica 2019 è giunta (purtroppo o per fortuna) al termine. E, ancora una volta, ci apprestiamo a commentare dati climatologici per certi versi eccezionali o, comunque, lontani da ormai ipotetiche medie climatiche.

Scenario europeo

Lo scenario barico europeo del trimestre estivo 2019 è stato mediamente caratterizzato da un’anomala persistenza di una figura altopressoria di matrice nord-africana tra Bacino del Mediterraneo ed Europa orientale, dove troviamo collocati i massimi dell’anomalia del geopotenziale alla quota di riferimento di 500 hPa. Guardando la mappa in Figura 1, possiamo notare come tale impianto barico ricordi molto da vicino la configurazione cosiddetta Omega Blocking (Blocco ad Omega), ossia una figura di blocco anticiclonico a forma di Omega a cui lati troviamo incastonate due figure di bassa pressione.

Figura 1. Estate 2019 su scala europea: rianalisi delle anomalie del geopotenziale a 500 hPa. Fonte: NOAA Earth System Research Laboratory, rielaborazione grafica SuperMeteo

Questa configurazione barica crea ovviamente le condizioni ideali per favorire la risalita di masse d’aria dal Nord Africa direttamente verso il Mediterraneo: l’intensità e la direzione media delle correnti a 850 hPa (circa 1500 metri) riportata in Figura 2 illustra infatti chiaramente come per la maggior parte dell’estate l’aria calda dell’Anticiclone Africano, vista la collocazione delle figure bariche, sia risalita principalmente dalla Penisola iberica e la Francia (dove, come noto, si sono avute onde di calore storiche), per poi “rituffarsi” sugli altri settori del Mediterraneo. Sul nostro Salento, invece, sono prevalse le correnti nord-orientali in quota, ma in contesto comunque molto caldo.

Osservando con maggiore attenzione le correnti in Figura 2, è interessante notare come la figura di blocco anticiclonica abbia sbarrato la strada alle correnti occidentali che, dunque, tranne pochi casi isolati, in media sono state costrette a scorrere a latitudini elevate, tra Gran Bretagna e Penisola scandinava per poi essere assorbite dalla circolazione ciclonica ad est, sulla Russia europea.

Guardando ad ovest, al largo del Portogallo, la circolazione delle correnti in quota ci permette inoltre di identificare la posizione media dell’Anticiclone delle Azzorre, chiuso su se stesso, lungi dall’estendere la sua benefica azione termoregolatrice sull’Italia e il resto del Mediterraneo.
A nord, infine, tra Gran Bretagna e Islanda troviamo una circolazione ciclonica, con rotazione antioraria, identificabile con la Depressione islandese.

Figura 2. Intensità e direzione media delle correnti a 850 hPa (circa 1500 metri) durante l’estate meteorologica 2019. Fonte: NOAA Earth System Research Laboratory, rielaborazione grafica SuperMeteo.

Le conseguenze di tale circolazione sul campo termico sono più che scontate: temperature sotto media nelle zone con prevalenza delle basse pressioni, ossia sul Vicino Atlantico e la Russia europea; netto sopra media, invece, dove hanno mediamente dominato le alte pressioni, ovvero sul Mediterraneo e gran parte del territorio europeo, con un’anomalia che raggiunge un picco di +3° proprio sull’Italia centro-settentrionale.

Figura 3. Estate 2019 su scala europea: rianalisi delle anomalie delle temperature a 850 hPa. Fonte: NOAA Earth System Research Laboratory, rielaborazione grafica SuperMeteo.

 

Scenario salentino

Analisi temperature

Esclusa la notevole quanto eccezionale ondata di maltempo nel cuore del mese di luglio, l’estate 2019 salentina può essere considerata, dati alla mano, una tra le peggiori degli ultimi anni. Con uno scarto dalla media 1981-2019 di +1.75° l’estate meteorologica 2019 risulta infatti, dopo l’estate 2012, la seconda più calda di sempre in provincia di Lecce nella nostra mini-serie storica (dal 2008, Figura 4).

Figura 4. Serie storica dal 2008 delle temperature medie estive in provincia di Lecce.

A causa della netta prevalenza delle correnti settentrionali, i settori mediamente più caldi sono stati quelli ionici (Figura 5), in particolare l’entroterra ionico salentino dove, durante la settimana di Ferragosto, la colonnina di mercurio si è spinta spesso anche oltre la fatidica soglia dei +40°.

Figura 5. Mappa temperature medie in Salento durante l’estate meteorologica 2019.

I dati in Figura 6 parlano chiaro: gran parte del trimestre estivo è trascorso con temperature più calde della media, escluso solo l’avvio stagionale e l’ondata di maltempo nel cuore dell’estate, oltre a qualche sparuto giorno attorno alla metà di agosto.

Figura 6. Scarti della temperatura media dell’estate 2019 salentina dalla media ’81-’10.

La distribuzione delle temperature massime estive nel corso delle ultime 3 estati (Figura 7), mediate su un campione di 15 stazioni, statisticamente ben rappresentativo della provincia di Lecce, ci permette di capire come mai l’estate appena trascorsa sia stata una tra le più calde della serie: infatti, dall’analisi degli istogrammi in Figura 7 emerge che, pur non essendoci stati i picchi particolarmente elevati del 2017, quello che ha reso particolarmente calda l’estate 2019 è stata la costanza (frequenza) di temperature massime ben oltre 30°.
Nello specifico, ben 76 giorni su 92 sono trascorsi con temperature massime, mediate sull’intera provincia, al di sopra della soglia dei 30°, di cui 45 con temperature comprese tra 32° e 35°.

Figura 7. Distribuzione temperature estive in provincia di Lecce: confronto tra le estati meteorologiche 2019, 2018 e 2017.

Il carattere anomalo dell’estate 2019 è confermato dall’Indice di Temperatura Standardizzato (STI, Standardised Temperature Index) calcolato complessivamente per le stazioni di Galatina e Leuca dell’Aeronautica Militare (AM) e riportato in Figura 8.
Quindi, non solo temperature sopra media, ma quasi 2 volte al di fuori dell’intervallo di normalità climatica locale delle stazioni in esame.

Figura 8. Estate 2019: indice di temperatura standardizzato giornaliero per Galatina AM e Leuca AM. Fonti: dati 2019 a cura del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare; storico 1981-2010 a cura di SCIA – Ispra.

Caldo anomalo anche su tutto il resto del territorio, come dimostrano i valori di STI superiori a +1, anche se meno accentuato sui settori adriatici rispetto a quelli ionici (Figura 9).

Figura 9. Estate 2019: indice di temperatura standardizzato per le stazioni di S.M. di Leuca, Galatina, Brindisi e Marina di Ginosa dell’Aeronautica Militare. Fonti: dati 2019 dalla rete del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare; storico 1981-2010 a cura di SCIA – Ispra
Analisi precipitazioni

Non solo caldo anomalo, ma anche instabilità atmosferica localmente intensa e parentesi perturbate hanno caratterizzato l’estate 2019 salentina. Nello specifico, le fasi instabili/perturbate più significative si sono verificate all’inizio di giugno, nella prima metà del mese di luglio e sul finire della stagione.

Emblematico il caso della stazione di Galatina della Protezione Civile Puglia, dove l’accumulo totale estivo supera addirittura la soglia dei 160mm. Poco più a nord e poco più a sud, invece, gli accumuli decrescono vertiginosamente, a conferma dell’assoluta disomogeneità dei fenomeni a carattere termoconvettivo.
La distribuzione delle precipitazioni in provincia di Lecce mette inoltre chiaramente in risalto l’effetto determinante, nella formazione dei temporali pomeridiani, dello scontro tra la brezza ionica e quella adriatica: la stazione di Galatina della Protezione Civile, infatti, è come se si trovasse lungo una linea ideale che scorre dalla costa adriatica sino a quella ionica, lungo la quale il gradiente pluviometrico è decisamente elevato e raggiunge il picco lungo la mezzeria, per poi decrescere rapidamente agli estremi, ossia lungo le coste (Figura 10).

Figura 10. Distribuzione precipitazioni in Salento durante l’estate meteorologica 2019. Fonte: stazioni della rete della Protezione Civile Puglia, rielaborazione SuperMeteo.

Nel complesso, le precipitazioni cumulate mensili, la cui distribuzione non è omogenea sul territorio, sono risultate, in molte aree, superiori alla norma (+45% sull’intero territorio).
Come consuetudine, approfondiamo ulteriormente l’analisi ricorrendo all’Indice di Precipitazione Standardizzato (SPI – Standardized Precipitation Index, in inglese), il quale, elaborato sulla base delle serie storiche di ogni singola stazione presa in esame, ci permette di quantificare in maniera sintetica l’abbondanza o il deficit di precipitazioni di una determinata località salentina.

In tal senso, i dati riportati nella mappa di Figura 11 evidenziano una situazione di diffuso surplus pluviometrico su gran parte delle tre province (aree celesti e verdi): in particolare, lungo la fascia ionica, da Talsano fino a nord di Gallipoli, in un’area compresa tra Novoli, Copertino, Nardò e Galatina e lungo gli estremi settori sud-orientali della provincia di Lecce, l’estate è stata moderatamente piovosa (SPI maggiore di +1), con alcuni picchi (Galatina) dove le precipitazioni estive sono abbondantemente al di fuori dell’intervallo di variabilità pluviometrica locale.
Lievi deficit, ma comunque compresi nella variabilità climatica locale (SPI negativo, ma superiore a -1), lungo la costa adriatica, tra Brindisi e Lecce e sui settori settentrionali.

Figura 11. Indice di Precipitazione Standardizzato in Salento durante l’estate meteorologica 2019. Fonte: stazioni della rete della Protezione Civile Puglia, rielaborazione SuperMeteo.

E’ bene infine sottolineare che, per stazioni come S.M. di Leuca, Novoli, Copertino, Minervino di Lecce, Otranto, Melendugno e Galatina si osserva, a fronte del surplus pluviometrico, una riduzione rispetto alla media (trentennio 1981-2010) del numero di giorni piovosi: questo significa che, l’estate 2019 è stata generalmente caratterizzata da lunghi periodi molto caldi e stabili, sporadicamente interrotti da fasi instabili/perturbate brevi ma talmente incisive da scaricare in pochi giorni, a volte in poche ore, l’accumulo pluviometrico di un intero trimestre.

Fabrizio Congedo