La sabbia sahariana all’assalto dei Caraibi e degli Stati Uniti

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La sabbia del deserto del Sahara è composta da microgranuli troppo pesanti per essere trasportati dal vento, se non per poche centinaia di metri al livello del suolo.

 

Ma il loro sfregamento è all’origine delle “polveri sahariane”, sottilissime polveri costituite dai materiali sabbiosi (silicati, polveri ferrose, etc), che danno un caratteristico colore rosso all’aria allorquando i forti venti riescono a farli salire per centinaia di metri di altezza.

 

In realtà, tali venti sono in grado di portare le particelle fino ad alta quota, le quali, finendo nella circolazione atmosferica generale, possono entrare a far parte di sistemi nuvolosi dando origine alle classiche “piogge rosse” che, soprattutto in Primavera ed Autunno, si verificano di frequente sulla nostra Penisola.

 

In questo caso, spinte da una forte circolazione di venti orientali, le polveri sahariane hanno attraversato l’Oceano Atlantico, raggiungendo i Caraibi dove ha addirittura provocato una riduzione della visibilità, in zone quali Porto Rico, le Isole Vergini, etc.

A Porto Rico la concentrazioni delle PM10, molto pericolose per la respirazione, è arrivata a 380 ug/m3, creando una sorta di caligine nell’aria.

Si tratta, a detta degli esperti, del peggiore evento degli ultimi 50 anni.

 

La “nube” polverosa e pericolosa, è prevista muoversi in direzione degli Stati Uniti centro meridionali, con un fenomeno già denominato dai media “Dust-pocalypse”.