La turbolenta estate 2018

Temperature sopra media, piogge eccezionali, ma nessun record

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SCENARIO EUROPEO

Alcune previsioni stagionali ci avevano messo in guardia sulle caratteristiche turbolente che avrebbe potuto assumere l’estate 2018: infatti, dopo il caldo anomalo del mese di aprile, l’outlook stagionale di Accuweather prospettava un’estate ben diversa dalle ormai tipiche estati degli anni 2000, con i settori centro-meridionali italiani e parte della Penisola balcanica esposti a frequenti episodi instabili che, per intensità e durata, avrebbero potuto causare seri rischi di alluvioni-lampo. E così è stato!

Lo studio delle mappe di rianalisi fornite dal NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration – Amministrazione Nazionale Oceanica ed Atmosferica) evidenzia chiaramente che la causa di questa marcata e persistente instabilità dell’estate meteorologica 2018 è proprio legata all’anomala persistenza di un’area di bassa pressione tra Mediterraneo centro-orientale e Mar Nero (Figura 1), a cui corrisponde, tra Mar Ionio e Penisola ellenica, un’anomalia dell’altezza del geopotenziale alla quota di riferimento di 500 hPa, come riportato in Figura 2 (semplificando, geopotenziali bassi indicano la presenza di aria fredda in quota, ingrediente indispensabile, soprattutto in estate, per la genesi di fenomeni temporaleschi).
Una solida figura di alta pressione ha caratterizzato invece i settori nord-occidentali europei, raggiungendo i massimi, sia al suolo che in quota, sul Mar del Nord, tra Regno Unito e Penisola scandinava.

Figura 1. Estate 2018 su scala europea: rianalisi delle anomalie della pressione atmosferica sulla superficie del mare. Fonte: NOAA Earth System Research Laboratory, rielaborazione grafica SuperMeteo.
Figura 2. Estate 2018 su scala europea: rianalisi delle anomalie del geopotenziale a 500 hPa. Fonte: NOAA Earth System Research Laboratory, rielaborazione grafica SuperMeteo.

SCENARIO SALENTINO
Analisi temperature medie

Nonostante la quasi totale assenza di ondate di calore di stampo nord-africano, la stagione estiva 2018 in Salento è stata più calda della media di riferimento, chiudendo con uno scarto complessivo dai valori CLINO 1981-2010 pari a circa +1°.

Figura 3. Scarti della temperatura media dell’estate 2018 salentina dalla media ’81-’10.

Tuttavia, lo studio dell’indice di anomalia standardizzato STI (Standardised Temperature Index) calcolato complessivamente per le stazioni di Galatina e Leuca dell’Aeronautica Militare (AM) e riportato in Figura 4 evidenzia come il trimestre estivo sia complessivamente trascorso con temperature nell’intervallo di variabilità climatica locale: si osserva solo un periodo di caldo anomalo (STI superiore a +1) ad inizio giugno, oltre alcuni giorni nell’ultima decade di luglio. Allo stesso modo, emergono alcuni brevi periodi di “freddo” anomalo (STI inferiore a -1), ossia di temperature non solo al di sotto delle medie, ma anche al di fuori della normalità climatica locale.
Nel complesso, quindi, per quanto riguarda le due stazioni di Galatina AM e Leuca AM, l’estate 2018 chiude con un valore di STI pari a +0.41, confermando il sopra media termico osservato a livello provinciale, ma senza alcuna “vera” anomalia.

Figura 4. Estate 2018: indice di temperatura standardizzato giornaliero per Galatina AM e Leuca AM. Fonti: dati 2018 a cura del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare; storico 1981-2010 a cura di SCIA – Ispra.

Nel dettaglio, il grafico in Figura 5 evidenzia una situazione di caldo anomalo solo per la stazione di Marina di Ginosa (TA), al limite del caldo anomalo la situazione di Galatina. Migliore la situazione lungo le coste, soprattutto con riferimento alla stazione di Santa Maria di Leuca, per la quale si osserva invece una temperatura complessiva nel trimestre estivo perfettamente allineata con la media trentennale.

Figura 5. Estate 2018: indice di temperatura standardizzato per le stazioni di S.M. di Leuca, Galatina, Brindisi e Marina di Ginosa dell’Aeronautica Militare. Fonti: dati 2018 dalla rete del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare; storico 1981-2010 a cura di SCIA – Ispra.

Analisi precipitazioni

Come anticipato nell’analisi dello scenario europeo, la peculiarità dell’estate 2018 salentina (e non solo) è stata certamente la frequente quanto diffusa instabilità atmosferica, accanitasi, in particolare nel mese di agosto, soprattutto lungo l’arco ionico.
E così, dall’asciuttissima estate 2017 siamo passati all’estremo opposto: allagamenti, grandinate e trombe d’aria hanno infatti caratterizzato gran parte di quello che notoriamente è il periodo più secco di tutto l’anno, causando, tra l’altro, non pochi danni ai più importanti vigneti salentini.
La distribuzione spaziale delle precipitazioni totali cadute durante l’estate è ben rappresentata nella mappa di Figura 6: risulta particolarmente evidente, infatti, che le aree più colpite dai temporali sono state le zone ioniche centro-meridionali, interessate da intensi temporali sia nel mese di agosto che nella parte finale di giugno. L’accumulo massimo, pari a 300 mm, è stato raggiunto presso la stazione di Tuglie e rappresenta oltre la metà della pioggia totale che dovrebbe mediamente cadere in un intero anno in tali zone del Salento.

Figura 6. Estate 2018: cumulate di precipitazione dall’1 giugno al 31 agosto 2018 sull’intero territorio salentino. Fonte: dati rete MeteoNetwork; interpolazione dei dati e rielaborazione grafica a cura di SuperMeteo.

Il divario tra ioniche e adriatiche si esacerba se si considerano le cumulate di precipitazione relative al solo mese di agosto: in questo caso, infatti, si passa dagli accumuli praticamente nulli della fascia adriatica, soprattutto settentrionale, agli oltre 160 mm di Veglie, 100 dei quali caduti in meno di un paio di ore!

Figura 7. Estate 2018: cumulate di precipitazione dall’1 al 31 agosto 2018 sull’intero territorio salentino. Fonte: dati rete MeteoNetwork; interpolazione dei dati e rielaborazione grafica a cura di SuperMeteo.

Appare estremamente utile ricorrere quindi, come di consueto, all’analisi dell’Indice di Precipitazione Standardizzato (Standardised Precipitation Index – SPI) per quantificare in maniera sintetica l’abbondanza o il deficit di precipitazioni di una determinata località.
Il grafico in Figura 8 mostra chiaramente l’abbondanza di precipitazioni in tutte e tre le province: tuttavia, se per le stazioni di Galatina e Marina di Ginosa dell’Aeronautica Militare siamo in presenza di una stagione moderatamente umida (piovosa), per Brindisi e, soprattutto per Santa Maria di Leuca i dati sono eccezionali. Le precipitazioni cumulate infatti tra giugno e agosto 2018, mesi statisticamente avari di pioggia, superano del +138%, nel caso di Brindisi, e del +420%, nel caso di Leuca, i valori medi trentennali.
I valori dell’Indice di Precipitazione Standardizzato pari a quasi 6 per Leuca e superiore a 2 per Brindisi confermano l’eccezionalità dei dati: in sostanza, gli accumuli di pioggia dell’estate 2018 sono stati da 2 a ben 6 volte superiori al normale intervallo di variabilità pluviometrica locale.

Figura 8. Estate 2018: indice di precipitazione standardizzato per le stazioni di S.M. di Leuca, Galatina, Brindisi e Marina di Ginosa dell’Aeronautica Militare. Fonti: dati 2018 dalla rete del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare; storico 1981-2010 a cura di SCIA – Ispra.

Tuttavia, i dati appena analizzati non rappresentano dei record per le stazioni in esame. Infatti, estendendo l’analisi oltre il trentennio 1981-2010, emergono valori pluviometrici ben più significativi tra gli anni ’50 e ’70.
Nello specifico, se per la stazione di Leuca, l’estate 2018 è la seconda più piovosa di sempre dopo l’estate del 1976, ben diverso è il discorso di Brindisi, dove, in passato, le estati erano molto più piovose: tra tutte, nell’estate del 1955 caddero quasi 270 mm di pioggia, a fronte di una media storica di appena 50 mm.

Figura 9. Serie storica accumuli pluviometrici nel trimestre estivo per la stazione di S.M. di Leuca dell’Aeronautica Militare. Fonti: dati 2018 dalla rete del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare; storico 1981-2010 a cura di SCIA – Ispra.
Figura 10. Serie storica accumuli pluviometrici nel trimestre estivo per la stazione di Brindisi dell’Aeronautica Militare. Fonti: dati 2018 dalla rete del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare; storico 1981-2010 a cura di SCIA – Ispra.
Fabrizio Congedo
Staff SuperMeteo