L’autunno meteorologico (settembre-novembre) 2019 rientra tra i più caldi e anomali di tutta la storia meteo-climatica salentina.
Infatti, a due mesi di assoluto anonimato caratterizzati da lunghe e reiterate fasi di bel tempo dalle caratteristiche tipicamente tardo-estive, con l’avvio del mese di novembre è seguito un periodo spesso fortemente perturbato, ma comunque dominato dalla mitezza incontrastata delle correnti meridionali.

Scenario europeo

Un’anomala persistenza delle basse pressioni sull’Europa nord-occidentale e, in particolare, sulla Gran Bretagna, ha caratterizzato lo scenario barico europeo durante il trimestre autunnale 2019. Questa area di bassa pressione (area con colori dal celeste verso il violetto) appare “incastonata” all’interno di un contesto prettamente anticiclonico (aree con colori dal verde verso il rosso), come posto in evidenza dall’analisi dell’anomalia del geopotenziale alla quota di riferimento di 500 hPa (circa 5000m) riportata in Figura 1: si nota, infatti, la coriacea persistenza degli anticicloni su gran parte dell’Europa centro-orientale, Italia inclusa, e anche a latitudini polari, in particolare tra Islanda e Groenlandia.
Da notare, inoltre, la posizione anomala dell’Anticiclone delle Azzorre, posizionato più ad est rispetto alla sua sede naturale.

Figura 1. Autunno 2019 su scala europea: rianalisi delle anomalie della pressione atmosferica sulla superficie del mare Fonte: NOAA Earth System Research Laboratory, rielaborazione grafica SuperMeteo.

Le anomalie del geopotenziale si ripercuotono ovviamente anche sulle temperature che, quindi, risultano essere nettamente al di sopra delle medie di riferimento in una vasta area che si estende, senza soluzione di continuità, dai settori centrali del Bacino del Mediterraneo sino al territorio russo, con picchi di +3.5° sopra media sulla Penisola balcanica (Figura 2). Forti sopra media termici anche in sede polare, con picchi sino a +4° sul Mar di Groenlandia e poco al largo del Portogallo.
Temperature leggermente inferiori alla media, invece, solo nelle zone interessate dall’anomala persistenza delle basse pressioni, ossia in Gran Bretagna e sui settori settentrionali della Penisola scandinava.

Figura 2. Autunno 2019 su scala europea: rianalisi delle anomalie delle temperature a 850 hPa. Fonte: NOAA Earth System Research Laboratory, rielaborazione grafica SuperMeteo

Scenario salentino

Il tempo salentino nel trimestre autunnale 2019 è stato pesantemente condizionato dall’ostinata persistenza degli anticicloni in sede mediterranea: nel complesso, infatti, ben due mesi su tre sono trascorsi con clima più consono all’estate che alla stagione autunnale, come illustrato dettagliatamente nelle analisi relative ai mesi di settembre e ottobre 2019.

Con l’avvio del mese di novembre si è invece avuto un deciso cambio di rotta che, se da un lato ha favorito il ritorno in grande stile sul Mediterraneo delle perturbazioni nord-atlantiche, dall’altro, grazie alla persistenza di correnti mediamente meridionali, ha enfatizzato ulteriormente le anomalie termiche positive sui settori centro-orientali europei, Salento incluso.
Ecco che, quindi, in provincia di Lecce l’autunno 2019 termina con uno scarto dalla media 1981-2010 superiore a +2°: temperature non solo costantemente sopra media, ma spesso ben oltre l’intervallo di variabilità climatica locale (Figura 3).

Figura 3 . Autunno 2019 salentino: scarto giornaliero dalla media 1981-2010.

A tal proposito, l’Indice di Temperatura Standardizzato (Standardized Temperature Index, STI) calcolato per le stazioni di Galatina e Leuca dell’Aeronautica Militare, mostra la costante e frequente presenza di fasi di vero e proprio caldo anomalo (STI maggiore a +1), intervallate da periodi nella normalità climatica ma sempre ben oltre i valori medi relativi al trentennio di riferimento 1981-2010 (Figura 4).
Nello specifico, su 91 giorni, possiamo esaminare quanto segue:

  • ben 83 giorni sono trascorsi con temperature sopra media, dei quali 48 con vero e proprio caldo anomalo (STI superiore a +1);
  • solo 8 giorni sono stati caratterizzati da temperature sotto media, dei quali soltanto due giorni con freddo anomalo (STI inferiore a -1);
Figura 3. Autunno 2019: indice di temperatura standardizzato giornaliero e mensile per Galatina AM e Leuca AM. Fonti: dati 2019 a cura del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare; storico 1981-2010 a cura di SCIA – Ispra.

Caldo fortemente anomalo non soltanto per le stazioni di Galatina e Leuca, ma anche nelle altre due province di Brindisi e Taranto, come dimostrano i dati dell’indice STI per le stazioni di Brindisi e Marina di Ginosa dell’Aeronautica Militare: si tratta di valori incredibilmente elevati che indicano temperature medie da 2 a circa 3 volte al di fuori della variabilità climatica locale (Figura 4).

Figura 4. Autunno 2019: indice di temperatura standardizzato per le stazioni di S.M. di Leuca, Galatina, Brindisi e Marina di Ginosa dell’Aeronautica Militare. Fonti: dati 2019 dalla rete del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare; storico 1981-2010 a cura di SCIA – Ispra.

Per quanto riguarda le precipitazioni, le intense e ripetute fasi perturbate del mese di novembre hanno in qualche modo consentito di “ripianare i conti pluviometrici” un po’ ovunque (tranne che lungo la costa adriatica), permettendo quindi di stemperare i forti deficit pluviometrici lasciati in eredità dagli estivi mesi di settembre e ottobre 2019 (Figura 5). Situazione di deciso deficit pluviometrico (al limite della siccità moderata) per la stazione di Brindisi A.M., dove nel corso dell’autunno 2019 è caduto oltre il 30% in meno dei valori medi di riferimento.

Figura 5 Autunno 2019: indice di precipitazione standardizzato per le stazioni di S.M. di Leuca, Galatina, Brindisi e Marina di Ginosa dell’Aeronautica Militare. Fonti: dati 2019 dalla rete del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare; storico 1981-2010 a cura di SCIA – Ispra.

Il deficit pluviometrico riguarda non solo la stazione di Brindisi A.M., ma in generale tutta la fascia adriatica centro-settentrionale, dove troviamo gli accumuli autunnali più bassi dell’intero territorio (Figura 6). Poche piogge anche in una ristretta zona lungo la fascia ionica settentrionale, tra le stazioni di Taranto e Talsano.
Diametralmente opposta, invece, la situazione lungo gli estremi settori sud-orientali salentini, dove gli accumuli stagionali raggiungono valori di assoluto rilievo, sino agli oltre 400mm della stazione di Vignacastrisi della rete di monitoraggio della Protezione Civile Puglia.

Figura 10. Distribuzione precipitazioni in Salento durante l’autunno meteorologico 2019. Fonte: stazioni delle reti SuperMeteo e della Protezione Civile Puglia, rielaborazione SuperMeteo.

 

Fabrizio Congedo
Collaboratore SuperMeteo