L’irruzione fredda ed il maltempo dell’11 Febbraio 1956

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Dopo una decade di grande freddo sull’Italia, il freddo doveva dare il meglio di sé, grazie alla rimonta verso l’Islanda di un cuneo di alta pressione proveniente dalle Isole Azzorre.

La massa d’aria fredda, scesa dal Rodano, attivò una profonda depressione sull’Italia Centrale, ed il tempo peggiorò rapidamente dando origine ad una serie di nevicate che, su alcune zone italiane, perdurarono fino al 15 Febbraio.

Le nevicate interessarono tutta la Penisola da nord a sud: a Verona la neve fu accompagnata da una bufera di vento che raggiunse i 110 km/h, a Cremona la neve cadde con una temperatura di -10°, mentre a Trieste, sotto una tormenta di bora, la temperatura scese fino ad un valore di -14,6°, che non si è più ripetuto fino ad oggi.

30 cm di neve fresca caddero a Modena, in Emilia, e 18 cm a Bologna, sotto raffiche di vento ad oltre 90 km/h in pianura e 120 km/h in Appennino.

Una straordinaria temperatura di -35° venne raggiunta al Passo del Brennero, mentre in Val Pusteria la temperatura scese fino a -32°C.

La neve cadde su tutta l’Umbria, con una temperatura di –6° raggiunta a Spoleto (e 40 cm di neve fresca); forti nevicate caddero su Molise ed Abruzzo.

Capracotta rimase isolata per oltre 10 giorni, con muri di neve di 4 metri di altezza.

Temperature più elevate si registrarono invece in Puglia, sciogliendo la neve caduta in precedenza, ma fu solo un addolcimento temporaneo, pochi giorno dopo  la neve cadde abbondante a Bari e su gran parte della Regione, mentre in Campania, a Napoli, caddero 15 cm di neve.