Maggio 2020 in Salento: un mese dai due volti

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Maggio 2020 in Salento è stato un mese dai due volti, caratterizzato da una spiccata variabilità climatica tipica delle stagioni di transizione, come la primavera.
Ma procediamo con ordine.

Scenario europeo

Innanzitutto, sullo scacchiere barico europeo, dall’analisi dell’anomalia del geopotenziale alla quota di riferimento di 500 hPa, emerge la persistenza di robuste figure anticicloniche di matrice subtropicale (aree con colori dal giallo fino al rosso) tra Mediterraneo ed Europa occidentale. Tale “muro anticiclonico” ha quindi mediamente rappresentato un ostacolo all’ingresso, fino in area mediterranea, delle oscillazioni del getto polare che, quindi, a causa di questa deviazione, ha ripetutamente affondato la sua fredda lama verso i settori nord-orientali europei. E’ proprio in quest’area, infatti, che ritroviamo forti anomalie negative del geopotenziale (aree con colori da blu al viola), segno della persistenza di condizioni spesso fredde e perturbate.

Le anomalie del geopotenziale si riflettono sulle anomalie delle temperature misurate a 2m dal suolo: maggio 2020 termina infatti con temperature sopra le medie di riferimento su tutta l’Europa centro-occidentale, mentre è stato più freddo della norma tra Penisola scandinava e gran parte dell’Europa orientale.
L’Italia appare come una “terra di confine”, soprattutto con riferimento ai settori sud-orientali, dove gli scarti della media sono più contenuti rispetto al resto d’Europa.

Scenario salentino

In provincia di Lecce maggio 2020 è stato il quarto più caldo nella nostra mini-serie storica (dal 2008 ad oggi): il più caldo, in assoluto, con una temperatura media di +20.32° rimane maggio 2009, mentre il più freddo è stato il freddo e perturbato mese di maggio dello scorso anno.

Come di consueto, l’analisi dell’Indice di Temperatura Standardizzato (Standardised Temperature Index – STI), rapportando le anomalie, ossia gli scarti dalle medie, rispetto alla deviazione standard della serie in esame, ci consente di distinguere quali sono effettivamente stati i periodi anomali, al di là dei semplici e riduttivi sopra o sotto media.
L’STI giornaliero mostra chiaramente i due volti di maggio 2020: infatti, dopo un avvio con “fisiologiche” oscillazioni nella norma, si osserva un periodo, grossomodo coincidente con la seconda decade del mese, caratterizzato da un caldo fortemente anomalo, con temperature mediamente ben oltre la normale variabilità climatica trentennale.
Durante l’ultima decade, invece, le temperature rientrano gradualmente nel range climatico locale: soltanto negli ultimi tre giorni del mese e sopratutto per la stazione di Galatina si può parlare di freddo anomalo, ossia di temperature molto al di sotto delle medie trentennali di riferimento.

L’ultima decade ha dunque contribuito a stemperare il pesante surplus termico accumulato nella prima parte del mese: ecco che, quindi, su tutte e quattro le stazioni della rete di monitoraggio dell’Aeronautica Militare, maggio 2020 chiude con temperature sopra media (STI positivo), ma comunque nella normalità climatica locale (STI inferiore a +1). Solo per la stazione di Marina di Ginosa si osserva una situazione al limite del caldo anomalo.

A livello precipitativo, infine, maggio 2020 è stato piuttosto avaro di piogge, ma anche in questo caso le anomalie rientrano nella variabilità pluviometrica locale dettata dalle rispettive serie storiche trentennali. Per questo motivo, quindi, almeno per quello che risulta dall’analisi dell’Indice di Precipitazione Standardizzato, in nessuna delle quattro stazioni campione esaminate emerge un’effettiva situazione di siccità .

 

Fabrizio Congedo
Staff SuperMeteo