Analisi sinottica

Un’intensa ondata di maltempo dalle caratteristiche prettamente autunnali ha bruscamente interrotto la calda estate salentina, proprio alle porte del periodo della sua massima espressione, statisticamente compreso tra la seconda metà di luglio e la prima parte del mese di agosto.

La spinta meridiana verso nord dell’Anticiclone delle Azzorre, posizionato tra vicino Atlantico e Gran Bretagna (Figura 1), ha infatti innescato lo scivolamento di una goccia fredda di estrazione nord-atlantica fin verso il cuore del Mediterraneo.

Figura 1. Quadro sinottico: geopotenziali alla quota di 500 hpa giorno 15 luglio 2019.

Al suolo, già dalla serata di domenica 14 luglio, l’ingresso di aria fredda dalla Porta del Rodano, associato al passaggio della goccia fredda in quota, ha determinato la genesi di un minimo depressionario di natura prettamente orografica, pari a 1006 hPa, lungo il bordo orientale della Provenza, al confine con Piemonte e Liguria. In seguito allo spostamento verso sud-est della goccia fredda in quota, la circolazione ciclonica è ben presto evoluta nella classica “Genova low”, ossia una struttura depressionaria con perno proprio sul Golfo di Genova (Figura 2).

Il ciclone extra-tropicale ha quindi proseguito il suo moto verso sud-est, acquisendo ulteriore energia dalle calde acque superficiali del Tirreno centro-meridionale e raggiungendo un minimo di 1003 hPa durante le prime ore di martedì 16. E’ in queste ore che il Salento inizia a risentire delle correnti instabili della depressione tirrenica.

Figura 2. Evoluzione del minimo depressionario tra le 20 del 14 luglio e le successive 48 ore.

L’ulteriore movimento verso sud-est della goccia-fredda in quota, in qualche modo ancora agganciata al nastro nord-atlantico, ha consentito al minimo al suolo di spingersi fin verso lo Ionio meridionale dove, grazie al calore latente ceduto dalle acque del mare, si è approfondito ulteriormente, raggiungendo un nuovo minimo, pari a 1002 hPa, la sera di martedì 16, prima di sfilare definitivamente in direzione del Mare Egeo, lasciandosi dietro una scia di 231 fulmini tra Italia e mari circostanti (Figura 3).

L’evoluzione appena descritta, tipica del semestre invernale, ha lasciato esposto il Salento per circa 18 ore alle correnti fortemente instabili, a tratte perturbate, della circolazione ciclonica, determinando così una delle giornate estive più fredde e piovose della sua storia meteo-climatica.

Figura 3. Fulmini in Italia tra 15 e 16 luglio 2019.

 

Analisi pluviometrica

Le piogge cadute nel corso della giornata di martedì 16 sull’intero territorio salentino, con particolare riferimento alla provincia di Lecce, sono state diffuse e localmente abbondanti lungo la costa adriatica, dove si sono raggiunti picchi compresi tra 60 e 70mm (Figura 4).

Figura 4. Precipitazioni in Salento di martedì 16 luglio 2019.

Tuttavia, se, da un lato, gli accumuli pluviometrici non risultano eccezionali né per l’intensità né per i valori totali giornalieri registrati, dall’altro è pur vero che una giornata così, nel cuore dell’estate, per il Salento è più unica che rara.

Per dare oggettività alle evidenti sensazioni, abbiamo analizzato la copertura nuvolosa registrata da alcune stazioni campione della rete di monitoraggio dell’Aeronautica Militare durante l’intera giornata di martedì 16, confrontando tali valori con le serie storiche.

Nello specifico, la copertura nuvolosa viene espressa come frazioni di 8, secondo lo schema seguente:

  • poche nubi, cioè 1/8 o 2/8 di copertura;
  • nubi sparse, da 3/8 a 4/8 di copertura;
  • copertura con squarci, cioè da 5/8 a 7/8 di copertura;
  • copertura totale, ossia 8/8.

Purtroppo, lo storico di tale parametro non è ampiamente disponibile in rete, sicché la nostra analisi si limiterà ad una finestra temporale che va dal 2000 in poi.

Nonostante tale limitazione, i dati analizzati confermano le nostre sensazioni: almeno limitatamente agli ultimi 20 anni, il 16 luglio 2019 si è scritta una pagina importante della storia della meteorologia salentina, in particolare della provincia di Lecce. Sia per la stazione di Galatina sia per Leuca, infatti, non si è mai avuto, a partire dal 2000, un giorno di luglio con copertura nuvolosa media giornaliera totale (Figure 5a e 5b).

Diverso, invece, il discorso per le province di Brindisi e Taranto, più riparate rispetto all’azione del vortice depressionario e per le quali, quindi, almeno per quello che riguarda la copertura nuvolosa giornaliera, il 16 luglio 2019 non rappresenta alcun record.

Figura 5. Serie storica dal 2000 dei giorni di luglio con copertura nuvolosa massima.

Estendendo l’analisi all’intera fase più fresca e instabile, iniziata nel pomeriggio di mercoledì 10 luglio, emergono altri dati interessanti, per certi versi eccezionali.

Innanzitutto, partiamo dalla fondamentale premessa che luglio è il mese più secco di tutto l’anno per gran parte delle stazioni salentine, come dimostra la distribuzione delle precipitazioni medie sulle tre province, calcolata dal 1921 al 2018 e riportata in Figura 6.

Come si può notare, gli accumuli sono inferiori a 10mm lungo la bassa fascia ionica e generalmente inferiori a 15mm lungo tutte le coste salentine. Leggermente più piovoso l’entroterra della provincia di Lecce, in particolare il settore sud-orientale, zona mediamente caratterizzata dalla convergenza tra la brezza adriatica e quella ionica. Grazie all’orografia, invece, risultano nettamente più piovosi l’entroterra del Brindisino e soprattutto del Tarantino, dove si raggiungono picchi superiori a 20mm presso le stazioni di Grottaglie e Manduria.

Figura 6. Distribuzione precipitazioni medie in Salento nel mese di luglio, dal 1921 ad oggi. Fonte: stazioni della rete della Protezione Civile Puglia, rielaborazione SuperMeteo.

Fatta questa doverosa premessa, possiamo analizzare la distribuzione delle precipitazioni di questa prima parte del mese di luglio 2019 (probabilmente si tratterà dei valori definitivi, ma staremo a vedere), gran parte delle quali sono cadute in meno di una settimana, tra mercoledì 10 e martedì 16.

Considerato che siamo nel cuore dell’estate, si tratta di valori strabilianti che, per alcune stazioni esaminate, rappresentano dei record secolari (Figura 7).

Figura 7. Distribuzione precipitazioni in Salento nel mese di luglio 2019. Fonte: stazioni della rete della Protezione Civile Puglia, rielaborazione SuperMeteo.

Delle 34 stazioni esaminate, ben 6 superano i 100mm di accumulo mensile. Inoltre, per le stazioni di San Vito dei Normanni, Novoli, Copertino, Otranto e Talsano non è mai caduta tanta pioggia dal 1921 ad oggi nel mese di luglio. Ad un soffio dal record gli accumuli di altre stazioni, come Minervino di Lecce, Melendugno e Latiano.

Per altre stazioni, invece, come quelle del Capo di Leuca, gran parte del Tarantino e del Brindisino, gli accumuli registrati in questo bizzarro mese di luglio sono (ampiamente) lontani dai valori record che, nel caso di Presicce e Ruffano, raggiungono e superano addirittura la soglia dei 200mm!

STAZIONE Dato 2019 [mm] Media [mm] Record [mm] Surplus rispetto alla media [%]
MINERVINO DI LECCE 122.20 14.80 124.60 742
S.VITO DEI NORMANNI 116.40 15.15 116.40 668
GIOIA DEL COLLE 113.80 22.50 172.00 406
NOVOLI 113.80 14.92 113.80 662
COPERTINO 103.40 14.94 103.40 592
OTRANTO 100.60 9.00 100.60 1000
MELENDUGNO 88.80 15.25 92.00 482
S.MARIA DI LEUCA 87.40 10.60 110.00 722
VIGNACASTRISI 87.20 15.90 119.00 446
FASANO 85.60 16.70 126.60 414
NARDO 81.60 12.20 95.00 569
LATIANO 81.20 17.30 89.00 368
MANDURIA 81.00 21.35 154.00 279
MAGLIE 77.00 16.40 118.00 369
GALATINA 76.80 15.50 101.60 396
CEGLIE MESSAPICA 75.20 17.81 84.00 322
RUFFANO 73.40 17.36 200.00 323
PRESICCE 72.00 16.30 220.00 341
TALSANO 71.60 12.35 71.60 480
S.PANCRAZIO S 69.00 19.40 119.00 255
BRINDISI 68.20 14.75 110.00 362
COLLEPASSO 65.80 14.32 85.00 360
TARANTO 64.60 12.90 78.00 400
SAN PIETRO VERNOTICO 57.40 15.14 119.00 279
GROTTAGLIE 54.60 22.37 124.00 144
OSTUNI 54.60 16.32 100.00 235
GINOSA 49.40 20.70 102.00 139
GINOSA MARINA 48.60 17.27 171.00 181
LECCE 48.50 15.20 110.20 217
TAVIANO 47.00 7.80 64.00 504
GALLIPOLI 46.80 9.00 63.00 418
CASTELLANETA 43.40 19.83 111.40 119
CRISPIANO 41.00 20.58 123.00 101
MASSAFRA 35.00 18.60 105.00 88

 

Come consuetudine, approfondiamo ulteriormente l’analisi ricorrendo all’Indice di Precipitazione Standardizzato (SPIStandardized Precipitation Index, in inglese), il quale, elaborato sulla base delle serie storiche di ogni singola stazione presa in esame, ci permette di quantificare in maniera sintetica l’abbondanza o il deficit di precipitazioni di una determinata località salentina. In altre parole, con l’SPI cerchiamo di rapportare i surplus alla variabilità climatica di ognuna delle stazioni esaminate al fine di capire quali sono effettivamente, rispetto al passato, gli accumuli anomali e, in tal caso, quantificare l’entità dell’anomalia pluviometrica.

In tal senso, i dati riportati nella mappa di Figura 8 evidenziano una situazione di diffuso surplus pluviometrico su gran parte del territorio salentino (SPI superiore a +1): in particolare, emergono quattro zone, ossia una piccola area a sud di Taranto, un’area a nord-ovest di Brindisi, centrata su San Vito dei Normanni, il novolese, la zona di Otranto e l’estremo lembo meridionale del Capo di Leuca per le quali gli accumuli registrati nel mese di luglio 2019 sono ampiamente al di fuori dell’intervallo di variabilità pluviometrica locale di ognuna delle aree esaminate (eccessivamente piovoso).

Questo significa che, per stazioni come Santa Maria di Leuca, anche se non si tratta di accumuli record, siamo comunque dinanzi a valori eccezionali per il periodo, al giro di boa della stagione estiva.

Eccessi pluviometrici moderati per il resto della provincia di Lecce (ovunque, SPI superiore a +1), esclusa la zona di Lecce città, per la quale gli accumuli risultano vicini alla norma, anche se superiori alla media.

Situazione nella normale variabilità pluviometrica locale anche per gran parte del Tarantino, soprattutto per i settori nord-occidentali, meno coinvolti dagli effetti instabili del minimo depressionario di martedì 16.

Figura 8. Indice di Precipitazione Standardizzato in Salento nel mese di luglio 2019. Fonte: stazioni della rete della Protezione Civile Puglia, rielaborazione SuperMeteo.

Analisi termometrica

Concludiamo questa analisi con un veloce cenno alle temperature.

L’Indice di Temperatura Standardizzato giornaliero, ossia lo scarto dalla media riferito alla variabilità climatica locale (giornaliera), calcolato per le stazioni di Galatina e Leuca dell’Aeronautica Militare, mette in luce il drastico cambio circolatorio con il passaggio, nel corso della seconda decade, da condizioni di caldo anomalo ad un freddo fortemente anomalo, il cui picco è stato raggiunto proprio martedì 16.

Figura 8. Indice di Temperatura Standardizzato calcolato per le stazioni di Leuca e Galatina dell’Aeronautica Militare.

Anche in questo caso, tuttavia, si tratta di dati assoluto rilievo ma non record: ancora una volta, infatti, analizzando le serie storiche emergono dati del passato eccezionali. Ad esempio, per la stazione di Galatina AM la temperatura massima registrata il 16 luglio 2019 (22°) risulta la terza più bassa di sempre, dopo il 2 luglio 1975 (19.4°) e il 1 luglio 1971 (19.6). Molto più lontani dai rispettivi record, invece, i valori massimi delle altre stazioni della rete A.M.

Conclusioni

Dopo maggio 2019, stiamo assistendo ad un periodo caratterizzato da un susseguirsi di anomalie termometriche e pluviometriche, ora in un senso, ora nell’altro. Dopo il freddo e piovoso mese di maggio, infatti, il lungo periodo di caldo nord-africano, spesso anomalo, che ha caratterizzato questa prima parte dell’estate 2019 salentina è stato bruscamente interrotto da una nuova fase fresca e decisamente instabile, in cui le correnti nord-atlantiche si sono incuneate fin nel cuore del Mediterraneo.

Insomma, sembra lontano il periodo delle classiche estati mediterranee, mentre gli eventi estremi, sia di caldo che di freddo, diventano sempre più protagonisti della nostra storia climatica.
Tuttavia, è pur vero che, ingannati dalla memoria e dalle nostre sensazioni, o sull’onda emotiva dell’estremizzazione climatica in atto, tendiamo a sopravvalutare gli eventi meteorologici del presente, conferendo sistematicamente quella nota di eccezionalità anche quando, dati alla mano, ci troviamo dinanzi ad episodi minori o comunque paragonabili ad altri accaduti in un passato più o meno lontano.

Fabrizio Congedo