Dopo due mesi di assoluto anonimato, con l’avvio del mese di novembre, l’autunno meteorologico 2019 è tornato improvvisamente e prepotentemente alla ribalta: siamo così passati dal dominio incontrastato dell’anticiclone ad una serie di ondate di maltempo che, a fasi alterne, hanno colpito duramente il nostro territorio con piogge, temporali e mareggiate talvolta distruttive.

La posizione defilata degli anticicloni subtropicali (l’oceanico Anticiclone delle Azzorre e il continentale Anticiclone Africano), complice la persistenza di figure altopressorie anche sull’Europa orientale e sul Mar di Norvegia, ha “spalancato” la famigerata porta atlantica, garantendo l’ingresso franco e ripetitivo, fin verso il cuore del Bacino del Mediterraneo, di un vero e proprio treno di perturbazioni.

Analizzando l’intensità e la direzione media della corrente a getto polare (polar jet stream), ossia quel fiume impetuoso di aria che scorre a latitudini elevatissime (tra i 200 e i 300 hPa, circa 10 km di quota) e che è intimamente legato alla dislocazione dei campi di alta e bassa pressione al suolo, notiamo come l’Italia, nel corso del mese di novembre 2019, si sia idealmente trovata sul lato destro di un’Onda di Rossby semi-stazionaria: si tratta del ramo ascendente e caldo dell’ondulazione planetaria del fronte polare, lungo la quale si ha la genesi delle circolazioni depressionarie (cicloni extra-tropicali).

Appare dunque estremamente chiaro come questo schema barico “cristallizzato” abbia determinato anche sul nostro territorio, da un lato, condizioni di insistente maltempo, dall’altro temperature decisamente al di sopra delle medie del periodo.

Analisi temperature

Il mese di novembre 2019 salentino, dominato in lungo e in largo dalle perturbate correnti meridionali, è quindi trascorso con temperature costantemente al di sopra delle medie di riferimento e spesso ben al di fuori dell’intervallo di variabilità climatica locale (caldo anomalo, come dimostra l’Indice di Temperatura Standardizzato riferito alle stazioni di Galatina e Leuca dell’Aeronautica Militare e riportato nella figura seguente).

In generale, si osserva una situazione di caldo fortemente anomalo su tutto il territorio salentino (e non), come dimostrano i valori di Indice di Temperatura Standardizzato di gran lunga superiori a +2 (in parole povere, significa temperature non solo sopra media, ma oltre due volte al di fuori del range di variabilità climatica locale tipico di ognuna delle stazioni esaminate).

Pensate che, per le stazioni di Brindisi e Leuca dell’Aeronautica Militare siamo di fronte ad un nuovo record assoluto: per le stazioni in esame, infatti, novembre 2019 risulta il più caldo di sempre, dal 1951 ad oggi.

Analisi precipitazioni

Novembre 2019 mite ma anche perturbato: gli effetti della persistenza delle correnti meridionali si è tradotta in precipitazioni abbondanti e diffuse su tutte e tre le province, dove gli accumuli sono generalmente a tre cifre.
Particolarmente colpiti gli estremi settori sud-orientali salentini, dove spiccano i 300mm della stazione di Vignacastrisi della rete di monitoraggio della Protezione Civile Puglia: si tratta di un valore di poco inferiore al record assoluto, pari a 355mm e risalente al 1949.
Continua il trend meno generoso, invece, lungo i settori adriatici, dove si registrano i cumulati di precipitazioni minori, ma comunque considerevoli, di tutto il territorio.

Nel complesso, quindi, tramite l’Indice di Precipitazione Standardizzato, si osserva una situazione di surplus pluviometrico (rispetto ai rispettivi range di variabilità pluviometrica locale) per Galatina A.M. e Marina di Ginosa A.M.; nella norma, invece, la situazione delle restanti stazioni di Leuca A.M. e soprattutto Brindisi A.M.

 

Fabrizio Congedo
Collaboratore SuperMeteo