Neve tonda, grandine piccola, gragnola o graupel?
C’è veramente grande confusione sulla terminologia utilizzata, nel vocabolario italiano, per identificare le precipitazioni a carattere nevoso. Tuttavia, a tal proposito, ci viene in aiuto la lingua inglese, spesso molto meno ambigua e più diretta di quella italiana.
Cerchiamo quindi di fare brevemente chiarezza sulle principali tipologie di precipitazioni che si presentano in forma solida (ghiacciata), soffermandoci più sulla descrizione dell’aspetto esteriore che sulla spiegazione dei complessi processi microfisici che portano alla formazione delle idrometeore atmosferiche.
In particolare:

  • Hail o grandine: i chicchi di grandine sono costituiti da “un insieme di pezzi di ghiaccio puro”, quindi con aspetto trasparente e traslucido, con densità generalmente compresa tra 0.85 g/cm3 e 0.92 g/cm3 e che non si sbriciolano al contatto col suolo, né risultano malleabili. Di diametro generalmente compreso tra 5 mm e 15 cm (esclusi i casi di giant hail o grandine gigante), la grandine è un tipo di precipitazione solida associata a nubi ad elevato sviluppo verticale (temporali).
  • Snow pellets o graupel o gragnola: come dice la parola stessa, si tratta di “palline di neve” a bassa densità, generalmente inferiore a 0.8 g/cm3, di diametro superiore a 5mm e generalmente di forma opaca, più simile alla neve che al ghiaccio. La gragnola è il risultato di un processo di riming e aggregation, ossia della collisione di piccole gocce sopraffuse (acqua che rimane liquida a temperature inferiori a 0° e generalmente superiori a -10°) con un piccolo nucleo ghiacciato (fiocco di neve, cristallo di ghiaccio o chicco di grandine): le gocce sopraffuse ghiacciano a contatto con il nucleo conferendogli quell’aspetto tipico del ghiaccio opaco. Quando il graupel raggiunge il suolo prende il nome di snow pellet, pallina di neve.
    Questo tipo di precipitazione viene anche detta tapioca snow, in quanto i chicchi di gragnola sono molto simili ai grani della farina di tapioca, un amido derivato dal tubero della manioca, una pianta originaria dell’America del Sud.
Farina di tapioca
  • Ice pellets o neve tonda (sleet in americano): anche in questo caso, come dice il termine stesso, si tratta di “palline di ghiaccio”, più o meno tonde, leggere, trasparenti o traslucide, con diametro inferiore o uguale a 5 mm e densità paragonabile a quella del ghiaccio (0.92 g/cm3). Spesso questo tipo di precipitazione viene confusa con il graupel (gragnola), ma in realtà il profilo termico verticale necessario alla genesi della neve tonda presuppone uno strato di aria più calda (superiore a 0°) a quote medie, intermedio tra due più freddi (al di sotto della soglia di 0°) che è praticamente impossibile trovare in un lembo di terra come il Salento. Quando un fiocco di neve incontra questo sottile strato intermedio al di sopra degli 0° tende a fondere per poi congelare nuovamente quando attraversa lo strato freddo in corrispondenza del suolo, trasformandosi così in piccole sferette di ghiaccio più o meno trasparenti.
    • Small hail o grandine piccola: è una sorta di stadio intermedio tra la gragnola e la grandine e si presenta come chicchi di gragnola “incaspulati” totalmente o parzialmente in uno strato esterno di ghiaccio. I chicchi di grandine piccola, solitamente di densità elevata compresa tra 0.8 g/cm3 e 0.99 g/cm3), differiscono dalla grandine per la dimensione più piccola (intorno ai 5 mm) e dalla gragnola per la superficie più liscia e la più elevata densità.
  • Freezing rain o pioggia gelata: come per la neve tonda, è necessario uno strato più caldo intermedio dove il fiocco di neve subisce il processo di fusione. Tuttavia, in questo caso, trattandosi di uno strato caldo più spesso del caso precedente, cioè esteso fino a quote medio-basse, i fiocchi di neve ormai fusi, non fanno in tempo a solidificare attraversando il sottile strato con temperature negative, ragion per cui precipitano al suolo sotto forma di gocce di pioggia che ghiacciano istantaneamente al contatto col suolo.
  • Snow o neve: caso a sé stante il fiocco di neve, conseguenza di complessi processi microfisici che portano all’aggregazione attorno ad una nucleo centrale di cristalli di ghiaccio, risultato della sublimazione (passaggio diretto dallo stato gassoso a quello solido) di piccole molecole di vapore acqueo.

INFOGRAFICA

 

Quindi, in definitiva, GRAGNOLA e GRAUPEL sono LA STESSA COSA, mentre un caso a sé è la NEVE TONDA.

Bibliografia e sitografia.

  1. International Cloud Atlas
  2. Infographic: Why Do Sleet & Freezing Rain Fall Instead of Snow?
  3. G. Bertoni, F. Galbiati, M. Giuliacci, “La neve – Cos’è e come si prevede,” Milano, Alpha Test, 2010, pp. 94-96.
  4. Ahrens, C. Donald, “Meteorology Today : an Introduction to Weather, Climate, and the Environment. Belmont,” CA :Thomson/Brooks/Cole.

 

Fabrizio Congedo 
Collaboratore SuperMeteo