Partenza sottotono per l’estate 2020

Temperature sotto media, localmente al limite del freddo anomalo

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Avvio decisamente sottotono per l’estate salentina 2020, tanto che si tratta del mese di giugno più freddo in provincia di Lecce della nostra mini-serie storica, una finestra temporale di oltre 13 anni che parte dall’ormai lontano ottobre 2007.
Un mese di giugno completamente diverso da quello dello scorso anno che, invece, con una temperatura media sull’intera provincia di 25.21°, è stato il più caldo dell’intera serie.

L’Indice di Temperatura Standardizzato (Standardised Temperature Index – STI, in inglese) giornaliero, calcolato per le stazioni di Galatina e Santa Maria di Leuca della rete di monitoraggio dell’Aeronautica Militare, mostra infatti come gran parte del primo mese estivo sia trascorso con temperature sotto media (STI inferiore a 0), sfociando più volte in episodi di vero e proprio freddo anomalo (STI inferiore a -1). Solo gli ultimissimi giorni del mese vedono un’impennata delle temperature che, ben presto, dalla normalità climatica locale, si portano ad una situazione di caldo anomalo (STI superiore a +1).
Ricordiamo che l’STI è un indice molto più accurato della “semplice” anomalia (o scarto dalla media) poiché, rapportando gli scarti dalla media rispetto alla variabilità climatica locale, ci permette di capire quali sono stati i reali episodi di caldo o freddo anomalo.

Allargando l’analisi sulle tre province e facendo riferimento alle stazioni e ai relativi archivi storici delle stazioni della rete di monitoraggio della Protezione Civile Puglia (il periodo di riferimento è sempre il trentennio 1981-2010), notiamo la presenza di diffuse anomalie negative, particolarmente pronunciate sui settori occidentali del Tarantino e al confine col sud-est Barese. Leggero sopra media, invece, per una stretta fascia che va da Ostuni, nel Brindisino, sino a Manduria, nel Tarantino.

Tuttavia, rapportando tali anomalie alla deviazione standard relativa al trentennio 1981-2010, facendo quindi riferimento all’indice STI, notiamo che in realtà il mese di giugno 2020, seppur sotto media, chiude nella perfetta variabilità climatica locale di quasi tutte le stazioni in esame. Questo significa che, analizzando le serie storiche, è normale (non anomalo) avere, di tanto in tanto, un mese di giugno con temperature anche di diversi decimi di grado al di sotto delle medie.
Gli unici casi al limite del freddo anomalo sono rappresentati dalle stazioni di Taviano, Talsano e Brindisi.

Per quanto riguarda le precipitazioni, notiamo una situazione di deficit pluviometrico lungo tutto il tratto di costa adriatica tra Brindisi e Santa Cesarea, oltre che in una stretta fascia che va da Gallipoli ad Otranto. Per il resto, invece, le precipitazioni sono state maggiori rispetto alle medie, con scarti percentuali che addirittura toccano il +400% sul Tarantino occidentale, fino a toccare il +600% presso la stazione di Altamura (Bari).

Anche in questo caso, come per le temperature, ricorriamo alle anomalie standardizzate rispetto alla deviazione standard, quindi all’Indice di Precipitazione Standardizzato (Standardised Precipitation Index – SPI, in inglese) per capire quali siano le reali situazioni di anormalità pluviometrica rispetto al trentennio 1981-2010. Ecco che, per gran parte del territorio, la maggior parte dei lievi surplus/deficit della figura precedente rientrano nella perfetta variabilità pluviometrica locale di ogni stazione esaminata.
Solo per parte della Valle d’Itria e soprattutto per il Tarantino occidentale siamo in presenza di un mese di giugno estremamente piovoso. Pensate che per la stazione di Ginosa l’indice SPI supera soglia +7: questo vuol dire che la pioggia caduta è fin oltre 7 volte al di fuori del range di oscillazione attorno al valore pluviometrico medio mensile.
Al contrario, infine, siamo in presenza di una situazione al limite della siccità moderata solo per l’area centrale-adriatica del Leccese e per una ristretta zona attorno a Brindisi.

Fabrizio Congedo
Collaboratore SuperMeteo