A due anni di distanza dallo storico episodio di gelo e neve del mese di gennaio 2017, l’inverno meteorologico 2018-2019 ha nuovamente concretizzato i “sogni nevosi” dei numerosi meteo-appassionati e nivofili salentini.
Proprio come due anni fa, infatti, il periodo più freddo del trimestre invernale è stato il mese di gennaio, in particolare la prima decade, mentre è apparso sotto tono il mese di febbraio, caratterizzato da una maggiore stabilità atmosferica.
Ma procediamo con ordine.

Scenario europeo

Innanzitutto, lo studio delle mappe di rianalisi fornite dal NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration – Amministrazione Nazionale Oceanica ed Atmosferica) evidenzia, da un lato, l’anomala persistenza delle alte pressioni un po’ su tutto il territorio europeo, in particolare sui settori occidentali, tra Vicino Atlantico ed Europa occidentale, dall’altro, invece, l’insistenza delle basse pressioni tra Penisola balcanica e settori centro-orientali del bacino del Mediterraneo (Figura 1).
Come noto, tale disposizione dell’anticiclone sullo scacchiere barico europeo è stata quindi determinante per garantire il reiterato ingresso sul Salento di fredde correnti artiche, spesso di estrazione marittima, ma talvolta anche continentale.

Figura 1. Inverno 2018 – 2019 su scala europea: rianalisi delle anomalie del geopotenziale a quota 500 hPa (circa 5000 metri). Fonte: NOAA Earth System Research Laboratory, rielaborazione grafica SuperMeteo.

Scenario salentino

Sul nostro territorio la stagione invernale 2018-2019 termina con temperature complessivamente inferiori ai valori medi del periodo (-0.26°), relativi al trentennio 1981-2010. Con un’anomalia (scarto dalla media) di quasi -2°, il mese più freddo del trimestre invernale è stato gennaio, mentre il più caldo risulta essere febbraio, con uno scarto positivo di poco superiore a 1 (Figura 2).

Figura 2. Inverno 2018-2019 salentino: scarto giornaliero dalla media 1981-2010.

Come consuetudine, l’utilizzo di un parametro sintetico quale l’Indice di Temperature Standardizzato (STI), rapportando gli scarti dalla media rispetto alla variabilità climatica locale, ci permette di capire quali sono stati i reali episodi di caldo o freddo anomalo.

Dallo studio dell’indice STI calcolato complessivamente per le stazioni di Galatina e Leuca dell’Aeronautica Militare (AM) e riportato in Figura 3 emerge il periodo di freddo anomalo che ha caratterizzato la prima metà del mese di gennaio con il ritorno della Dama Bianca nel Salento, oltre ad una brevissima parentesi fredda alla fine dell’inverno, tra il 24 e il 25 febbraio (Figura 3).

L’unico vero periodo di caldo anomalo lo si riscontra invece all’inizio del mese di febbraio, mentre il resto del trimestre invernale è trascorso con temperature complessivamente nell’intervallo di normalità climatica locale, anche se “fisiologicamente” al di sopra o al di sotto dei valori medi trentennali.

Figura 3. Inverno 2018/2019: indice di anomalia standardizzato per Galatina AM e Leuca AM. Fonti: dati 2018-2019 a cura del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare; storico dal 1981 a cura di SCIA – Ispra.

Analizzando nel dettaglio i valori dell’indice STI per le 4 stazioni dell’Aeronautica Militare prese abitualmente in esame notiamo che, se per le stazioni di S. M. di Leuca e Brindisi le temperature invernali sono state sotto media ma complessivamente nel range di variabilità climatica locale, la situazione invece è leggermente diversa per le stazioni di Galatina e  Marina di Ginosa (Figura 4).
Infatti, presso la stazione di Galatina, caratterizzata da clima certamente più “continentale” delle altre tre, esposte all’effetto mitigatore del mare, l’inverno 2018-2019 è stato globalmente caratterizzato da condizioni di freddo lievemente anomalo (valore di STI leggermente inferiore a -1).
Fuori dal coro, invece, la stazione di Marina di Ginosa, per la quale l’inverno meteorologico 2018-2019 si è chiuso con temperature mediamente sopra norma, anche se nella normalità climatica locale tipica del luogo.

Figura 4. Inverno 2018-2019: indice di temperatura standardizzato per le stazioni di S.M. di Leuca, Galatina, Brindisi e Marina di Ginosa dell’Aeronautica Militare. Fonti: dati 2018-2019 dalla rete del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare; storico 1981-2010 a cura di SCIA – Ispra.

A livello precipitativo, si osserva un generale deficit idrico su tutto il territorio, con scarti rispetto ai valori medi trentennali compresi tra il -10% di Galatina e il -45% di Leuca e Brindisi.
Tuttavia, analizzando l’Indice di Precipitazione Standardizzato (SPI), ossia rapportando le anomalie alla variabilità delle rispettive serie storiche (1981-2010), possiamo concludere che tali deficit idrici, anche se localmente rilevanti, rientrano nella variabilità precipitativa locale tipica delle stazioni esaminate e sono quindi lontani da una reale situazione di siccità.

Figura 5. Inverno 2018-2019: indice di precipitazione standardizzato per le stazioni di S.M. di Leuca, Galatina, Brindisi e Marina di Ginosa dell’Aeronautica Militare. Fonti: dati 2018-2019 dalla rete del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare; storico 1981-2010 a cura di SCIA – Ispra.

Fabrizio Congedo
Staff SuperMeteo