Verso un Natale anticiclonico e mite? La tendenza (da confermare)

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I giorni della settimana che precede il Natale saranno caratterizzati da un susseguirsi di impulsi di aria fredda dai quadranti nord-orientali alternati a fasi più miti per l’ingresso di aria più calda da ovest.

L’altalena termica è ben visibile nella figura seguente, nella quale è illustrato l’andamento della quota dello zero termico (metri) su Lecce secondo il modello americano GFS. Nello specifico, si tratta dei cosiddetti spaghetti Ensemble, ossia del riassunto delle diverse possibili evoluzioni del tempo (diverse linee colorate) calcolate dal modello numerico (in questo caso, GFS) a partire da differenti condizioni atmosferiche iniziali. La linea rossa rappresenta lo scenario mediamente più probabile.
La tendenza prospettata presenta un’elevata affidabilità lì dove le diverse linee sono sovrapposte tra di loro e attorno al valor medio (linea rossa), mentre l’affidabilità diminuisce all’aumentare del range previsionale, quando le diverse linee cominciano a divergere, presentando un andamento piuttosto caotico.
Il grafico, quindi, mette in luce che, almeno a livello termico, le maggiori incertezze, vista la distanza temporale, emergono proprio in corrispondenza del giorno di Natale.

D’altro canto, val la pena sottolineare che, dall’analisi delle emissioni serali dei più importanti modelli numerici, nello specifico GFS, ECMWF e GEM, emerge una generale tendenza media verso un Natale 2018 caratterizzato dalla protezione di una vasta cupola altopressoria di matrice subtropicale, la quale garantirebbe tempo stabile e forse anche mite su gran parte dell’Europa meridionale, soprattutto settori occidentali.

A tal proposito, oltre alla mappa multimodello dell’altezza del geopotenziale alla quota di riferimento di 500 hPa, riportiamo anche, sempre per la giornata di Natale, la mappa della deviazione standard, ossia una misura di quanto tutti i possibili scenari futuri previsti dai tre modelli si discostano dalla media: le aree con colorazioni giallo-arancioni tendenti al fucsia rappresentano aree di forte “discordanza” e, dunque, di forte impredicibilità. Appare evidente che, nonostante la distanza temporale, in sede mediterranea emerge una certa concordanza tra i modelli analizzati, ben evidente dalla colorazione celeste e blu, indice di bassi valori di deviazione standard.

In ogni caso, siamo ancora nel range delle tendenze e ben lontani da un possibile previsione. Per questo, vi invitiamo a seguire costantemente gli aggiornamenti.

 

Fabrizio Congedo
Staff SuperMeteo