Con la fine del mese di novembre si è concluso l’anno meteorologico 2018-2019 che, per convenzione internazionale, si estende dal mese di dicembre dell’anno precedente fino al mese di novembre dell’anno in corso,  abbracciando così tutte e quattro le quattro stagioni meteorologiche.
L’anno meteorologico salentino 2018-2019 è l’ennesimo molto più caldo rispetto alle medie di riferimento, mentre risultano complessivamente vicino alla norma i valori di precipitazione caduti nelle tre province.

Analisi annuale e stagionale

Nel complesso, l’anno meteorologico 2018-2019 in provincia di Lecce chiude con un’anomalia di +1.1° rispetto ai valori di riferimento relativi al trentennio 1981-2010. Tranne l’inverno, tutte le stagioni dell’anno in esame chiudono con anomalie positive, le quali assumono valori consistenti soprattutto in estate e in autunno (Figura 1).

Nello specifico, l’inverno meteorologico è stato più freddo della media, in particolare il mese di gennaio che, come ben noto ai nivofili salentini, ha regalato, a distanza di soli due anni dal grande evento del 2017, il ritorno della Dama Bianca in Salento.

Temperature sopra media, ma globalmente nella normalità climatica locale, per la primavera salentina, una stagione caratterizzata da un lato, dalle forti anomalie positive del mese di marzo, dall’altro, invece, dalle “bizzarrie climatiche” del freddo e piovoso mese di maggio.

Dopo maggio 2019, la serie delle temperature mensili in provincia di Lecce è caratterizzata solo ed esclusivamente dal colore rosso delle anomalie positive: molto calde, infatti, sia la stagione estiva che, dati alla mano, può considerarsi una tra le peggiori degli ultimi anni sia e soprattutto quella autunnale, dominata dalla mitezza incontrastata delle correnti meridionali.

Figura 1. Scarti delle temperature medie in provincia di Lecce dell’anno meteorologico 2018-2019 dalle medie 1981-2010.

Ecco che, quindi, come illustrato in Figura 2, quasi il 70% dei giorni dell’anno meteorologico è trascorso con anomalie positive, con picchi di anche +5° sopra media.
Tra le anomalie negative val la pena tuttavia segnalare la presenza di isolati picchi compresi tra -6° e -7° o, addirittura, inferiori a -7°.

Figura 2. Distribuzione delle anomalie delle temperature in provincia di Lecce durante l’anno meteorologico 2018-2019.

Analisi decadale e giornaliera

Col grafico di Figura 3, dove è riportato l’andamento della temperatura a livello decadale, entriamo ancora più nel dettaglio dell’analisi termometrica: anche in questo caso, notiamo una lunga e ininterrotta fase sopra media a partire dalla terza decade di luglio, dopo l’intensa ondata di maltempo, dalle caratteristiche prettamente autunnali, del 16 luglio 2019, nel cuore dell’estate mediterranea.
La decade più calda rispetto alla media è stata seconda decade di giugno (anomalia pari a +3.97°), mentre, con un’anomalia di -3.62°, è la prima decade di gennaio quella più fredda di tutto l’anno meteorologico rispetto alla media di riferimento (è la decade che ha visto il ritorno della neve in Salento).

Figura 3. Andamento decadale degli scarti dell’anno meteorologico 2018-2019 in provincia di Lecce dalle medie 1981-2010.

Il giorno più freddo dell’anno meteorologico 2018-2019 in provincia di Lecce è stato il 4 gennaio 2019, giorno dell’ondata di gelo e neve, per il quale risulta:

  • temperatura massima media: +3.03°
  • temperatura minima media: -0.12°
  • temperatura media: +1.45°.

Il giorno più caldo dell’anno, invece, è stato il 12 agosto 2019, per il quale risulta:

  • temperatura massima media: +36°
  • temperatura minima media: +24°
  • temperatura media: +30°.

Analisi Indice di Temperatura Standardizzato

Come di consueto, l’analisi dello Standardised Temperature Index (calcolato per le stazioni di Galatina e Leuca dell’Aeronautica Militare) ci permette di quantificare l’anomalia definendola:

  • caldo anomalo, se l’indice è maggiore di 1;
  • freddo anomalo, se è minore di -1;
  • normalità climatica, se l’indice è compreso tra -1 e 1.

Il valore di STI annuale pari a +1.36 conferma il caldo anomalo che ha caratterizzato l’interno anno meteorologico 2018-2019 salentino. In particolare, le stagioni con caldo anomalo sono l’estate e l’autunno, mentre le temperature invernali e primaverili rientrano nella normalità climatica delle stazioni in esame (Figura 4).

A livello mensile, spiccano 5 mesi con caldo anomalo: in primis novembre, seguito da giugno, settembre, ottobre e agosto. Gli unici due mesi caratterizzati da freddo anomalo sono gennaio e maggio. Per i restanti mesi, nonostante i valori sopra o sotto media, siamo invece nel range di variabilità climatica locale.

Figura 4. Indice STI annuale per Galatina AM e Leuca AM.

Il grafico in Figura 5, sempre mediante l’analisi dei dati delle stazioni dell’Aeronautica Militare, offre una visione dettagliata sull’intero territorio salentino. Nello specifico, analizzando il grafico, possiamo notare una diffusa situazione di caldo anomalo, in particolare per le stazioni di Santa Maria di Leuca e soprattutto per Marina di Ginosa, dove l’indice STI è addirittura superiore a +2.

Figura 5. Anno meteorologico 2018-2019: indice di temperatura standardizzato per le stazioni di S.M. di Leuca, Galatina, Brindisi e Marina di Ginosa dell’Aeronautica Militare. Fonti: dati 2018-2019 dalla rete del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare; storico 1981-2010 a cura di SCIA – Ispra.

Analisi Indice di Precipitazione Standardizzato

Concludiamo la nostra analisi climatologica dell’anno meteorologico 2018-2019 sul territorio salentino dando un rapido sguardo agli accumuli pluviometrici registrati presso le nostre stazioni di riferimento della rete dell’Aeronautica Militare.
Come per le temperature, anche per le precipitazioni condurremo l’analisi utilizzando un indice statistico, lo Standardized Precipitation Index (SPI), o indice di precipitazione standardizzato, il quale, elaborato sulla base delle serie storiche di ogni singola stazione, ci permette di quantificare in maniera sintetica l’abbondanza o il deficit di precipitazioni di una determinata località salentina.

L’analisi del grafico in Figura 6 mostra una situazione caratterizzata da cumulati di precipitazione annui generalmente vicini alla variabilità precipitativa locale di ogni singola stazione esaminata. Nello specifico, tuttavia, va segnalato un generale deficit per la costa adriatica centro settentrionale, in continua “sofferenza” per quasi tutto l’anno meteorologico. Al deficit della stazione di Brindisi si contrappone invece il lieve surplus della stazione di Marina di Ginosa, il cui cumulato di precipitazione annuo è quasi del 30% superiore a quello relativo al trentennio 1981-2010.

Figura 6. Anno meteorologico 2018-2019: indice di precipitazione standardizzato per le stazioni di S.M. di Leuca, Galatina, Brindisi e Marina di Ginosa dell’Aeronautica Militare. Fonti: dati 2018-2019 dalla rete del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare; storico 1981-2010 a cura di SCIA – Ispra.

Nel complesso, quindi, l’anno meteorologico 2018-2019 termina tra le tre province con un’anomalia termica di circa +0.91° e un lieve surplus pluviometrico, pari a circa il 5%.

Fabrizio Congedo
Collaboratore SuperMeteo