Primavera del lockdown nella normalità climatica locale

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La primavera meteorologica 2020, funestata dall’emergenza sanitaria da COVID-19, termina in Salento con temperature complessivamente comprese nella variabilità climatica locale e che, quindi, possono ritenersi nella norma.
Nella norma anche i cumulati di precipitazione, nonostante la distribuzione eterogenea tra le tre province.

Situazione europea

Lo studio delle mappe di rianalisi fornite dal NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration – Amministrazione Nazionale Oceanica ed Atmosferica) evidenzia un quadro sinottico stagionale sull’intero territorio europeo caratterizzato da un’anomala presenza dell’alta pressione, in modo particolare tra Regno Unito, Francia e Paesi Bassi.
Forti anomalie negative del geopotenziale e, quindi, un’anomala presenza di figure di bassa pressione, caratterizzano invece gli estremi settori nord-orientali europei, al confine con la Russia (Figura 1).

Figura 1. Primavera 2020 su scala europea: rianalisi delle anomalie del geopotenziale alla quota di riferimento di 500 hPa (circa 5000 m). Fonte: NOAA Earth System Research Laboratory, rielaborazione grafica SuperMeteo.

 

Per quanto riguarda le temperature alla quota di riferimento di 850 hPa (circa 1500 m), si notano diffusi quanto pronunciati valori al di sopra delle medie di riferimento su tutti i settori occidentali europei, con picchi pari o superiori a +2.0° nelle zone maggiormente interessate dall’ingerenza dell’anticiclone (Figura 2). Temperature sotto media, invece, tra Penisola scandinava ed Europa orientale, settori maggiormente esposti alle discese di aria fredda dall’Artico.

Figura 2. Primavera 2020 su scala europea: rianalisi delle anomalie delle temperature a 850 hPa. Fonte: NOAA Earth System Research Laboratory, rielaborazione grafica SuperMeteo.

Scenario salentino

Analisi termometrica

La stagione primaverile 2020 in Salento è stata più calda della media di riferimento, chiudendo con uno scarto complessivo dai valori CLINO 1981-2010 pari a circa +0.85° (Figura 3): veramente poche ed isolate le fasi con temperature più basse della media e riconducibili principalmente al periodo compreso tra fine marzo e l’avvio del mese di aprile.

Figura 3. Primavera 2020 salentina: scarto giornaliero dalla media 1981-2010.

Come consuetudine, l’utilizzo di un parametro sintetico quale l’Indice di Temperature Standardizzato (Standardised Temperature IndexSTI), rapportando gli scarti dalla media rispetto alla variabilità climatica locale, ci permette di capire quali sono stati i reali episodi di caldo o freddo anomalo.
Nello specifico, lo studio dell’indice STI calcolato complessivamente per le stazioni di Galatina e Leuca dell’Aeronautica Militare (AM) e riportato in Figura 4 mette in luce una situazione mediamente compresa nell’intervallo di normalità climatica delle stazioni prese in esame: si osserva un periodo di consistente freddo anomalo tra la fine di marzo e l’inizio di aprile, mentre il caldo anomalo ha caratterizzato soprattutto la seconda decade del mese di maggio.

Figura 4. Primavera 2020: indice di temperatura standardizzato giornaliero, mensile e stagionale per Galatina AM e Leuca AM. Fonti: dati 2020 a cura del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare; storico 1981-2010 a cura di SCIA – Ispra.

Analizzando nel dettaglio i valori dell’indice STI per le 4 stazioni dell’Aeronautica Militare prese abitualmente in esame notiamo che la primavera 2020 si è chiusa complessivamente con temperature sopra media, anche se nella normalità climatica locale tipica del luogo (STI compreso tra -1 e 1). Fuori dal coro, invece, la stazione di Marina di Ginosa, per la quale si osserva ancora una volta una situazione di caldo anomalo (STI superiore a +1).

Figura 5. Primavera 2020: indice di temperatura standardizzato per le stazioni di S.M. di Leuca, Galatina, Brindisi e Marina di Ginosa dell’Aeronautica Militare. Fonti: dati 2020 dalla rete del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare; storico 1981-2010 a cura di SCIA – Ispra.
Analisi precipitazioni

A livello precipitativo, si osserva una situazione piuttosto eterogenea, caratterizzata dal surplus della stazione di Galatina AM, a cui si contrappone il deficit della stazione di Brindisi. In ogni caso, tuttavia, si tratta di variazioni che rientrano nella variabilità pluviometrica locale, come dimostrano i valori dell’Indice di Precipitazione Standardizzato (SPI, Standardised Precipitation Index) compresi tra -1 e +1.

Figura 6. Primavera 2020: indice di precipitazione standardizzato per le stazioni di S.M. di Leuca, Galatina, Brindisi e Marina di Ginosa dell’Aeronautica Militare. Fonti: dati 2020 dalla rete del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare; storico 1981-2010 a cura di SCIA – Ispra.

Il deficit pluviometrico della stazione di Brindisi è ben evidente anche nella mappa del cumulato trimestrale di precipitazione riportato in Figura 7. Oltre a Brindisi, emergono altre due zone (poco più a sud di Otranto e nei pressi della Piana di Ugento) con precipitazioni di poco superiori alla soglia dei 100mm.
Migliore la situazione, invece, lungo la dorsale interna con picchi a tra 180mm e 190mm nei pressi di Soleto, Nardò, San Pietro Vernotico, Ostuni e sul Basso Salento, tra Alessano e Presicce.

Figura 7. Distribuzione precipitazioni in Salento durante la primavera meteorologica 2020. Fonte: stazioni delle reti SuperMeteo e della Protezione Civile Puglia, rielaborazione SuperMeteo.

 

Fabrizio Congedo
Staff SuperMeteo