Violento ritorno dell’instabilità con vento, grandine e un tornado!

 

L’ultimo giorno di agosto ha chiuso un mese che ha dato risalto alla caratteristica più cruenta della stagione estiva, in quanto caratterizzato da circa 20 giorni di dominio anticiclonico sub-tropicale, dopo una lunga fase di normalità termica tra giugno e luglio. In pochi hanno notato movimenti atmosferici modesti ma sufficienti a dare uno scossone significativo al foto-finish dell’estate meteorlogica.

Il Salento, come buona parte del Mediterraneo, stava ancora provando a scrollarsi di dosso la gravosa cappa di umidità accumulatasi nelle ultime settimane, quando un piccolo cedimento dei geopotenziali in quota ha favorito l’affluire di aria meno stabile dentro un contesto caldo-umido carico di energia convettiva.

 

I primi segnali dei contrasti accentuati si sono registrati il giorno 30, quando lo scontro delle brezze marine adriatiche e ioniche ha favorito la genesi di nubi cumuliformi sulla fascia mediana nel cuore del territorio, dando vita ad un’affascinante struttura temporalesca di moderata intensità che ha colpito il territorio compreso tra Maglie e Lecce, concentrando i fenomeni più consistenti a Nord di Galatina (15,4mm presso l’Aeroporto dell’Aeronautica Militare).

Temporale verso l’interno leccese. 30 agosto 2011

 

Nel corso della mattinata di mercoledì 31, l’attività cumuliforme ha cominciato a prendere corpo sempre sulla fascia mediana interna, accentuata dal convergere delle brezze marine circostanti; inizialmente le nubi più minacciose si sono concentrate sui settori settentrionali interessando con precipitazioni temporalesche l’area della Valle d’Itria compresa tra Martina Franca (TA) e Ceglie Messapica (BR), dove sono stati registrati accumuli modesti inferiori ai 10mm. Rapidamente l’instabilità si è estesa verso sud-est, generando veloci rovesci sulle aree più interne del brindisino e del basso tarantino per poi rinvigorirsi esponenzialmente oltre il confine provinciale leccese. Una serie di nubi torreggianti ha cominciato a bersagliare con frequenti fulminazioni dapprima le campagne tra Salice S. e Veglie e successivamente l’area a sud di Novoli sino a Copertino.

Un autentico nubifragio lampo ha scaricato enormi quantità d’acqua pochi km a sud-ovest di Lecce, allagando le strade di buona parte di Monteroni e della provinciale Lecce - Porto Cesareo all’altezza del Velodromo degli Ulivi, dove la circolazione automobilistica ha risentito pesantemente delle strade rese impraticabili dalle acque meteoriche cadute in meno di 15 minuti.

La stessa cella ha proseguito la sua corsa verso sud-est accennando un cedimento sino alle porte di Galatina dove ha ripreso vigore raggiungendo la sua massima potenza. Violenti rovesci grandinigeni hanno colpito il comune di Soleto e dintorni, il cuore del leccese si è improvvisamente ritrovato sotto forti precipitazioni ed elevata attività elettrica con impetuose raffiche di vento generate dalla turbolenza delle nubi (downburst = vento di caduta). Il bordo orientale della cella temporalesca ha poi offerto un fenomeno apparentemente raro nel nostro Salento, che invece ha  riempito più volte i nostri annali storici: un Tornado! I cittadini di Martano, Calimera, Caprarica, Zollino, Sternatia, Melpignano e dintorni hanno potuto assistere al cono vorticoso che dalla base nera delle nubi si è allungato sino al suolo, sollevando una grande quantità di terra e danneggiando alcune strutture rurali, fortunatamente senza ferire nessuno.

Fonte: Michele Bonatesta

Fonte: Lecceprima.it

 

Fonte: supermeteo.com/forum

 

Fonte: Lecceprima.it

 

L’instabilità si è poi spenta progressivamente col calare dell’energia solare, trovando la forza per un colpo di coda nel basso brindisino a sud di Mesagne, dove un piccolo nucleo temporalesco ha dato origine a brevi rovesci.

 

La natura di questi fenomeni è una caratteristica peculiare del territorio salentino, un’area prevalentemente pianeggiante posta tra due mari le cui brezze risultano una costante nelle stagioni calde ed in assenza di vento. In condizioni particolari (quali pressione non troppo alta, geopotenziali medio-bassi, umidità accentuata al suolo e in quota e indici temporaleschi medio-alti) lo scontro di queste correnti marittime dà vita a formazioni nuvolose più o meno complesse che tendono a formarsi nella fascia di territorio all’interno della quale i venti adriatici e ionici vanno ad interagire, ragion per cui la genesi dei cumuli tenderà ad assecondare l’andamento del territorio, con prevalente asse nord-ovest/sud-est, orientativamente dal confine provinciale tarantino-brindisino sino alla “spina dorsale” leccese, per poi raggiungere le coste a sud di Otranto, là dove la brezza adriatica tende ad esaurirsi.

 

Le nubi, assecondando la geografia del territorio, tendono ad assumere uno sviluppo in lunghezza in quanto hanno difficoltà ad estendersi verso le aree costiere in virtù dell’azione delle brezze di cui sopra. L’instabilità, grazie all’umidità in costante arrivo dal mare ed alla grande energia fornita dal sole (rovente alle nostre latitudini) ha per se una grande disponibilità di carburante ma poca estensione territoriale presso cui darne sfogo e per tale ragione i fenomeni annessi tendono ad essere poco estesi ma di inaudita violenza.

Cella temporalesca vista da Sud: in evidenza la sua evoluzione in lunghezza, ai lati più sole per le brezze marittime.

 

Basti pensare al nubifragio del 31 agosto: mentre Monteroni prima e Soleto dopo erano alle prese con gli allagementi lampo, a pochi km di distanza (tanto verso levante quanto verso occidente) le strade non sono state toccate da nemmeno una goccia di pioggia.

 

In conclusione forniamo in elenco alcuni dati pluviometrici relativi al fenomeno in questione, partendo dall’amaro presupposto che molte aree interessate dai fenomeni più intense sono sprovviste di strumenti di monitoraggio ufficiali.

Soleto (LE) 46,2mm

Copertino (LE) 26,2mm

Corigliano (LE) 21mm

Cutrofiano (LE) 13mm

Collepasso (LE) 11,4mm

Monteruga-Veglie (LE) 7,2mm

San Pancrazio S. (BR) 6,8mm

Salice S. (LE) 6,2mm

Martina Franca (TA) 6mm

Manduria (TA) 4,2mm

Maglie (LE) 4mmCastrignano dei Greci (LE) 3,2mm

Ceglie Messapica (BR) 3mm

 

Video rispettivamente da Arnesano (LE), bordo orientale della cella, e Monteroni (LE) sotto il diluvio ormai in esaurimento

http://www.youtube.com/watch?v=mJDqcBX25gE

http://www.youtube.com/watch?v=CIX5r-ovenU

Video del tornado pomeridiano, erroneamente definito “uragano” dagli autori.

http://www.youtube.com/watch?v=NdCFHYjHO2w&feature=player_embedded

http://www.youtube.com/user/LuConte90#p/a/u/0/SJonMOM-I80

 

Foto da Soleto (LE) a cura di Fabrizio Congedo, alcune ore dopo il nubifragio

 

 

Francesco Marasco
Staff SuperMeteo

data pubblicazione: giovedì 1 Settembre 2011 - ore 09.30

 

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