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Tendenza Medio Lungo Termine per il Salento, la Puglia e l'Italia

a cura di Stefano Bernardi

 

archivio previsioni meteo 2007

archivio previsioni meteo 2006

MAGGIO ADAGIO… ADAGIO

Aggiornamento: Martedì 6 Maggio 2008 - ore 08.30

Ben ritrovati con il nuovo editoriale sul ‘’long range’’, che oggi vuole focalizzare l’attenzione su una seconda decade di maggio complessa da individuare e con una ipotesi che vale la pena spiegare. A partire dal 10 del mese con molta probabilità l’Anticiclone delle Azzorre confermerà la sua posizione barica sviluppata per meridiani, con una direttrice sud-nord che dal nord-Africa passerà per la nostra penisola fin verso i paesi Scandinavi.

L’ipotesi seguita, che viene fuori analizzando nel dettaglio tutte le simulazioni modellistiche nelle loro differenze, similitudini e frequentazioni, è quella di un taglio della radice dell’Anticiclone delle Azzorre attorno all’11, a causa di una depressione in scivolamento dal nord-Atlantico verso la penisola Iberica e le coste del nord-Africa in spostamento verso est. Questo teorico taglio della radice dell’Anticiclone, potrebbe portare lo stesso ad assumere una nuova posizione all’interno dello scacchiere europeo, con direttrice sud-ovest – nord-est, partendo dal largo dell’Oceano Atlantico, passando per il centro-nord, per arrivare fin sull’estremo nord-est russo. Se questa nuova posizione dell’Azzorriano diventasse la realtà, avremmo davanti un periodo caratterizzato dallo scivolamento di nuclei di aria fredda sul bordo orientale dello stesso, con la nostra penisola che potrebbe trovarsi sulla loro strada o addirittura esserne la meta. Cosa vorrebbe dire a livello atmosferico per il nostro stivale: una seconda decade spesso sotto media termica principalmente per il versante Adriatico ed instabilità accentuata sparsa, con la possibilità anche di formazioni depressionarie. Insomma, come detto ad inizio editoriale, la situazione è molto complessa da analizzare per il ‘’lungo termine’’, ma ho ritenuto opportuno mettervi davanti ad una ipotesi certamente non idilliaca per il periodo, ma che con il passare dei giorni potrebbe anche assumere connotati di un’evoluzione decisa. Il consiglio è quello di seguire tutti gli aggiornamenti sulla tendenza presa in esame, per capire cosa effettivamente ci riserverà la seconda decade dell’ultimo mese meteorologico della Primavera 2008.


Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com
LUCOLI METEO

SULLA SPALLA ORIENTALE DELL’ANTICICLONE

Aggiornamento: Lunedì 21 Aprile 2008 - ore 14.50

Mentre stiamo facendo i conti con l’ennesima perturbazione proveniente da occidente con il suo carico d’umidità ed instabilità atmosferica con interessamento maggiore per le nostre regioni centro-settentrionali, il nostro sguardo si sposta sul prosieguo della nuova settimana appena entrata. L’intera struttura depressionaria formatasi nel corso dei giorni scorsi a ridosso del Golfo di Biscaglia e della Penisola Iberica, si muoverà nettamente e velocemente verso oriente, passando come sta facendo sull’Italia ed andando poi a finire sul nord-est europeo.

Grazie a questo movimento, si libererà la vecchia zona depressa nell’ovest del Vecchio Continente, da permettere così una rimonta Anticiclonica di matrice Azzorriana – Sub-Tropicale, che si estenderà dal largo dell’oceano Atlantico fin verso il nostro stivale, per poi piegare per meridiani andando a raggiungere i paesi scandinavi. La prevalenza della matrice Azzorriana unita al fatto che la nostra penisola si troverà sulla spalla orientale dell’Anticiclone, ci farà vivere sì in una situazione di relativa stabilità atmosferica, ma il tutto contornato da valori termici nella norma o addirittura sotto per il medio e basso adriatico, dove le correnti da nord-est sia nei bassi sia negli alti strati faranno sentire il loro effetto. Correnti che nel corso di mercoledì 23 e giovedì 24 durante le ore più calde pomeridiane, potrebbero comportare la formazione di nuvole imponenti in stato verticale lungo tutta la dorsale Appenninica, con il rischio di temporali tipici della stagione primaverile ormai avanzata. Durante il corso del prossimo weekend, tutta la struttura Anticiclonica piegherà verso sud-est, così da permettere uno spostamento della spalla orientale verso oriente e l’allontanamento delle correnti di ricaduta da nord-est. Quest’ultimo movimento barico, ci porterà a vivere con molta probabilità un nuovo fine settimana stabile ed in piena media termica su tutta l’Italia, così da farci godere di un bel sole primaverile accompagnato dalla tipica e non eccessiva mitezza del periodo in essere.


Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com

CONTINUA IL CLASSICO CAMMINO D’APRILE

Aggiornamento: Martedì 15 Aprile 2008 - ore 19.50

La settimana appena entrata ci ha riportato a vivere una fase d’aprile dal fresco-freddo sapore di Primavera. Dopo il periodo caratterizzato da correnti tese e miti sud-occidentali che hanno portato delle perturbazioni ad impattare nelle nostre regioni centro-settentrionali ed alcuni pre-frontali molto caldi al centro-sud, tra sabato 13 e domenica 14 è iniziata una parentesi di totale inversione di tendenza, come avevamo preannunciato nell’ultimo editoriale.

Una saccatura nord-atlantica si è impossessata anche della nostra penisola, spazzando così l’aria mite ed umida degli ultimi giorni. Come da consuetudine in questi casi, si sono accesi dei contrasti termici in quota che hanno portato dei rovesci e temporali su alcune zone italiche, come ad esempio in quelle appenniniche. Da segnalare i rovesci della notte appena trascorsa che sono risultati persino nevosi fino ai 1200m sull’Appennino centrale. Da domani, mercoledì 16, avremo di nuovo un cambio netto della circolazione, con le correnti miti ed umide da sud-ovest che tenderanno di nuovo a prendere il sopravvento. Se pur avremo una giornata sostanzialmente stabile, in quota gia si sentirà il nuovo cambio di rotta, con le termiche ad 850 hPa che saranno in risalita di circa 4°C. Tra giovedì 17 e venerdì 18 arriveranno nel letto delle correnti da sud-ovest, due perturbazioni atlantiche, le quali andranno a condizionare l’atmosfera principalmente al centro ed al nord, mentre rimarrà fuori quasi del tutto il sud. I valori termici saranno nel complesso nella media, mentre al meridione saremo leggermente al di sopra. Il weekend vedrà un movimento brusco della depressione che si formerà nei prossimi giorni a ridosso del Golfo di Biscaglia e la Penisola Iberica verso sud, puntando nettamente e solamente sulla penisola citata. Movimento classico da forte scaldata dal nord-Africa per la nostra penisola, principalmente nella parte centro-meridionale. Il mix sarà quello tra termiche elevate ad 850 hPa (1500m nella libera atmosfera) e pre-frontali caldi dovuti a degli impulsi instabili in movimento da sud-ovest verso nord-est. In poche parole il fine settimana italiano sarà caratterizzato da una relativa instabilità al nord e parte del centro con valori termici nella norma o leggermente al di sopra, mentre al centro-sud le condizioni atmosferiche si presenteranno nel complesso stabili e nettamente sopra-media termica, con temperature estive sulle regioni meridionali ed in qualche zona di quelle centrali, come tra Marche meridionali, Lazio, Umbria ed Abruzzo.


Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com

CONTRASTI DI META’ MESE

Aggiornamento: Martedì 8 Aprile 2008 - ore 13.50

Nell’ultimo editoriale parlammo di come nella settimana in corso si sarebbero instaurate forti correnti umide e miti da sud-ovest, da portare sul nostro stivale una serie di perturbazioni con direttrice sud-ovest – nord-est, con il nord e parte del centro obbiettivi principali ed il sud, centro-sud interessato da alcuni pre-frontali molto caldi per il periodo sia per i valori termici in quota, che per il vento di ricaduta dall’Appennino verso le coste adriatiche.

Non possiamo fare altro che confermare quanto detto e costatare che il tutto è entrato ormai nell’arco temporale del presente e del breve termine. Ora però vediamo quello che accadrà attorno alla metà del mese, quando l’intera struttura depressionaria formatasi nei pressi della Penisola Iberica, si sposterà verso nord-est fino ad arrivare addirittura sull’Europa nord-orientale. Movimento questo che lascerà spazio e strada alle correnti più fresche nord-atlantiche di entrare nel Mediterraneo occidentale e sulla nostra penisola. Tra domenica 13 e martedì 15, in quota ad 850 hPa si avrà un sensibile calo termico, principalmente sulle regioni centrali e meridionali. Prendiamo ad esempio quello che accadrà in quota sul parallelo di Roma: nel corso dei prossimi giorni si toccherà un valore termico nella libera atmosfera a circa 1500m di altitudine di +13°C, mentre attorno al 15 si scenderà su valori di +3°C, un calo di circa 10°C. Se poi prendiamo ad esempio il parallelo delle regioni meridionali, il calo sarà ancora più sensibile e netto, con i +20°C dei prossimi giorni ed i +4°C che si raggiungeranno sempre attorno al 15, qui il calo sarà mediamente di 15°C. Tutto questo sconquasso termico in quota, non potrà portare altro che a forti contrasti atmosferici, con la formazione d’ instabilità per via della nascita di nuvole imponenti in stato verticale e colonne d’aria. Tra domenica 13 e martedì 15, a causa di quest’evoluzione principalmente legata come detto al cambio termico in quota, si verificheranno numerosi temporali e precipitazioni sotto forma di rovescio, principalmente sulla dorsale Appenninica, zone interne del centro e parte del nord. Va sottolineato come l’instabilità sarà relegata comunque all’interno di una relativa situazione depressionaria, quindi non sono da escludere episodi precipitativi su altre aree italiche. Possiamo quindi concludere nell’ affermare che aprile continua il suo cammino nella più classica evoluzione stagionale.


Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com

IL VOLTO CALDO ED UMIDO DI APRILE

Aggiornamento: Venerdì 4 Aprile 2008 - ore 13.30

Mentre sto iniziando a scrivere questo editoriale, fuori dalla mia finestra si nota il volto freddo di aprile, con nevicata in atto ed una temperatura di circa +2°C. Paradossalmente oggi mi trovo a parlare del prossimo ‘’long range’’ dell’esatto opposto. Gia avrete capito che a livello termico si sta per passare da una situazione simil-invernale ad una simil-estiva.

Quando ci si trova nelle stagioni intermedie e principalmente nei mesi pieni come aprile-maggio o ottobre-novembre, si è soggetti spesso a colpi di coda di quella appena passata o ad anticipi della nuova: quello che in sostanza sta succedendo e succederà nell’ aprile 2008. In queste ore siamo soggetti ad un corridoio di correnti fredde nord-orientali dove stanno scorrendo da circa 48 ore alcuni impulsi freddi artici, con l’ultimo che in queste ore sta regalando, forse, l’ultima neve di Primavera a quote basse su alcune regioni del versante adriatico; ma da domenica 6 e per la prossima settimana si cambia musica. Un nucleo di aria artica in discesa verso l’Europa centro-settentrionale, si sposterà in moto retrogrado e si andrà a collegare con una depressione presente al largo della penisola Iberica, movimento e disposizione delle figure bariche che instaurerà verso il Mediterraneo occidentale e la nostra penisola, un corridoio intenso di correnti miti da sud-ovest, con annesse perturbazioni che punteranno principalmente le nostre regioni settentrionali e parte delle centrali. Tra martedì 8 e giovedì 10, avremo sulle regioni centro-meridionali dei prefrontali molto caldi legati alle perturbazioni citate prima. In quota ad 850 hPa si potrebbero toccare dei valori molto interessanti per il periodo, tra i +15°C del centro, fino ai +20/+22°C del sud. Proviamo ad individuare, se tale tendenza diventasse realtà, quali picchi termici al suolo si potrebbero raggiungere sulle regioni centrali e meridionali tra martedì 8 e giovedì 10. Per le coste del versante adriatico, le temperature potrebbero diventare molto calde per il periodo, per via del vento da sud-ovest in ricaduta dall’Appennino verso il mare. Le coste dell’Abruzzo, Molise e Puglia, potrebbero far schizzare i loro picchi massimi attorno ai +30°C, proprio per il contributo del vento di ricaduta. Picchi attorno ai +30°C anche per la Sicilia, mentre saranno più attutiti, ma sempre elevati, nelle altre regioni. Speriamo che tutto questo possa almeno riportare le piogge su alcune zone del nord dove ormai da tempo si soffre un certo deficit pluviometrico e parlo principalmente per il nord-ovest, Piemonte in primis. In chiusura non posso fare altro che ribadirvi il passaggio a livello termico da un periodo simil-invernale di aprile ad uno simil-estivo, il tutto nell’arco di 48 ore. Buon Weekend.


Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com

UN FRESCO SOFFIO D’APRILE

Aggiornamento: Lunedì 31 Marzo 2008 - ore 15.30

Nell’ultimo editoriale abbiamo parlato di come il mese d’aprile sia soggetto a veri colpi di coda dell’Inverno soprattutto nelle prime due decadi. Per il momento non ci sono serie preoccupazioni in tal senso, ma attorno al 4 un soffio fresco da nord-est, ci farà pensare molto, appunto, all’ultimo editoriale.

Il versante adriatico italiano e principalmente il centro-sud, sarà sotto il tiro di correnti fredde nord-orientali legate ad un nucleo di aria artica che si staccherà tra Norvegia-Svezia-Olanda, per dirigersi verso sud, fino ad entrare in maniera più attenuata sulle nostre regioni meridionali del versante adriatico.

Su tutto lo stivale si avrà un calo termico, che risulterà sensibile al centro-sud e lungo le coste orientali. Tra giovedì 3 e sabato 5, avremo una spiccata instabilità atmosferica sul medio-basso versante adriatico, zone interne del centro e l’intero meridione, con la possibilità di precipitazioni sotto forma di rovescio o temporale. La diminuzione delle temperature sarà sensibile su queste zone, fino ad arrivare a 5/6 gradi sotto la media. Questo aspetto, unito ormai al sole ben alto e ad un gradiente di valori termici in quota ormai primaverili, favorirà forti contrasti atmosferici da creare delle colonne d’aria imponenti nelle zone interessate dai maggiori contrasti ed ecco perché avremo anche delle nevicate sulla dorsale Appenninica centro-meridionale fino a quote relativamente basse per il periodo, con fiocchi che potrebbero fare la sua comparsa su Abruzzo, zone interne del Lazio, Marche e gran parte del sud fin dai 700/800m. Attenzione, non stiamo parlando di maltempo, ma il tutto in veste di spiccata instabilità atmosferica. Difficile o impossibile oggi tentare di andare oltre con lo sguardo, la situazione evolutiva per il Long Range è del tutto indecifrabile per via di un assetto barico molto complesso da individuare gia nel medio termine. Per rendervi partecipi di questa situazione evolutiva e farvi capire meglio le possibilità del ‘’lungo termine’’, possiamo dire che le strade che la primavera d’aprile potrebbe prendere dopo la rinfrescata prossima sono ad oggi tre: 1) colate artiche al largo della penisola Iberica e risalita dell’Anticiclone Sub-Tropicale su gran parte dell’Europa centrale con l’Italia che potrebbe vivere anche degli anticipi precoci d’Estate; 2) la formazione di una vasta depressione tra penisola Iberica, Francia e Mediterraneo occidentale da poter inviare perturbazioni miti ma piovose per gran parte del territorio, principalmente centro-settentrionale e versante tirrenico; 3) forte meridianizzazione ed ingressi artici diretti sull’Europa centrale e Mediterraneo da creare le condizioni per la nostra penisola di una versione fredda della stagione. Con queste tre possibilità evolutive, vi ho voluto far capire come sia impossibile oggi inquadrare la tendenza del Long Range e che potremmo ritrovarci in situazioni molto differenti a seconda dei movimenti futuri delle più importanti figure bariche. Buona Settimana.


Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com

APRILE NON TI SCOPRIRE

Aggiornamento: Mercoledì 26 Marzo 2008 - ore 17.50

Passato il lungo ponte pasquale, che per molte zone d’Italia è stato caratterizzato da tempo perturbato ed invernale, ora ci avviamo verso il mese centrale della Primavera, ovvero ‘’aprile’’. Se questo mese ha incollato a se il detto ‘’aprile non ti scoprire’’ è perché soprattutto le prime due decadi sono a rischio di veri e propri blitz invernali fuori stagione.

Di esempi del passato ce ne sono tanti, con forti scambi meridiani o retrogressioni artiche che hanno provocato sensibili cali termici e nevicate fino a quote molto basse per il periodo. Se mi permettete faccio un esempio del tutto personale ad una situazione atmosferica verificatasi nel mio paese d’origine dove ancora vivevo. A San Demetrio Ne’ Vestini provincia dell’Aquila a circa 672 m di altitudine, tra il venerdì Santo 14 ed il sabato 15, caddero ben 70 cm di neve a causa di una piccola goccia retrograda artica in ingresso da nord-est. Ma l’ aprile 2008 come potrebbe comportarsi? Sinceramente non vedo all’orizzonte momenti stabili duraturi almeno dentro i primi 15 giorni di esso, con una grande circolazione meteo-climatica legata alle figure bariche molto dinamica in senso meridiano. Il vortice polare dopo un temporaneo ricompattamento nel corso degli ultimi giorni di Marzo che ci porterà a vivere un weekend nel complesso di vera Primavera, proseguirà il suo sfaldamento dovuto all’avanzata della stagione in essere e dell’avvicinamento dell’Estate. Questo sfaldamento, se accompagnato da risalite dell’Anticiclone delle Azzorre verso nord, sarebbe causa di scivolamento di nuclei freddi verso sud, ossia sui bordi dello stesso Anticiclone. I primi segnali per il nuovo mese sono proprio questi, con una tendenza dell’Azzorriano a salire su di latitudine. Se questi nel corso dei prossimi giorni diventassero una vera e propria tendenza o evoluzione, prepariamoci a vivere parte di aprile con l’ombrello pronto, ma con guanti e sciarpe da non rimettere negli armadi, perché il ‘’colpo gobbo del Generale’’, potrebbe essere dietro l’angolo. Insomma, ‘’Aprile non ti scoprire?’’, oggi direi proprio di si!


Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com

SETTIMANA SANTA MOVIMENTATA, PASQUA E PASQUETTA DI PASSIONE METEOROLOGICA

Aggiornamento: Lunedì 17 Marzo 2008 - ore 20.00

Ferie d’Agosto, vacanze di Natale e ponte Pasquale. Questi sono i tre periodi dell’anno nei quali i meteorologi hanno la responsabilità più grande verso gli italiani. Mai come in questi giorni, la meteorologia viene seguita come un’ossessione. La gente si domanda se sarà il caso di passare le festività fuori porta, se uscire solamente a Pasquetta, se restare a casa in famiglia;

ma tutte queste domande vengono fatte, secondo un recente sondaggio, non per una questione economica o altro, ma bensì per le condizioni atmosferiche, se consentiranno o no le idee delle vacanze. …..e Stefano Bernardi che ci dirà?.....meglio a casa con la famiglia! Non è certamente incoraggiante la tendenza da me elaborata questa mattina per l’intera settimana, con un epilogo ancor peggiore per la Santa Pasqua ed il lunedì dell’Angelo. Ovviamente non serve ricordare che parliamo di medio-lungo termine, quindi il tutto deve essere preso come una tendenza che avrà tempo man mano che i giorni passeranno di confermarsi o modificarsi. Primo assaggio di cambiamento tra martedì 18 e mercoledì 19, quando un impulso di aria fredda proveniente dal nord-Europa, andrà ad impattare con altra aria più umida e mite oceanica. Il risultato per lo stivale sarà di un calo sensibile delle temperature, accompagnato da una forte, se pur veloce, instabilità atmosferica che scorrerà da nord-est verso sud. Non mancheranno rovesci, temporali e nevicate in quota, che nella parte finale degli episodi potranno raggiungere quote relativamente basse sulla dorsale Appenninica. Giovedì 20 sarà la giornata del freddo, con termiche che in tutto il territorio italico risulteranno tipicamente invernali, che ad 850 hPa (1500 m circa), saranno comprese tra i -4°C del nord, -4°/-3°C del centro ed i +3/-2°C del sud. Non sono da escludere sempre in questa giornata, alcune situazioni d’instabilità per l’Appennino centrale. Arriviamo a venerdì 21, quando dopo un’imponente risalita verso nord dell’Anticiclone delle Azzorre, un nucleo di aria artica scivolerà sul bordo orientale di esso, all’interno di una saccatura o conca depressionaria a carattere freddo molto ampia. In questo venerdì avremo i primi assaggi di questa nuova fase atmosferica della settimana, che sarà poi il preludio al tempo di Pasqua e Pasquetta. Venerdì assisteremo ad un marcato peggioramento, con precipitazioni che si estenderanno su gran parte dello stivale e principalmente il lato tirrenico. Avremo delle nevicate, che sulle Alpi risulteranno a quote relativamente basse e sull’Appennino mediamente attorno ai 1000 m. Temperature nel complesso sotto la norma. Sabato 22 tutta l’Europa sarà dentro una vasta conca depressionaria dal carattere freddo, con la nostra penisola situata nella parte centro-meridionale di essa. Avremo instabilità diffusa, soprattutto sulle regioni centrali e meridionali, con precipitazioni irregolari e dal carattere di rovescio o temporale. Temporaneo richiamo più mite sulle stesse regioni, dove le precipitazioni risulteranno nevose al di sopra dei 1300/1500 m, mentre sui crinali Alpini fino ai 400/500m. PASQUA: la giornata vedrà una vasta struttura depressionaria che coinvolgerà tutto lo stivale, con nuovo ingresso di aria fredda ed accentuazione dell’instabilità, soprattutto su gran parte del centro-sud e delle regioni settentrionali orientali. Le nevicate al nord saranno a quote relativamente basse, mentre sull’Appennino centrale si partirà dai 1500m per scendere in serata fin sui 900/1000m. PASQUETTA: giornata fredda e d’instabilità diffusa con precipitazioni sparse su tutte le regioni. Nevicate a quote molto basse al nord, attorno ai 500 m al centro e sopra i 1200m al sud, con quota in calo. Ci fermiamo qui, ricordando che questa è una tendenza per la settimana Santa appena entrata, con un tentativo previsionale anche per i giorni di Pasqua e del Lunedì dell’Angelo. Vi invito a seguire tutti gli aggiornamenti, perché come ripeto da più giorni, l’evoluzione è di difficile lettura e potrebbe essere soggetta a modifiche poco rilevanti come a cambiamenti anche significativi.


Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com

UNA SETTIMANA SANTA MOVIMENTATA

Aggiornamento: Mercoledì 12 Marzo 2008 - ore 09.30

Nell’ultimo editoriale ci siamo lasciati parlando di un marzo che sta facendo e che vorrà continuare a fare il marzo, con periodi piovosi, stabili, miti e con qualche colpo di coda dell’Inverno com’ è avvenuto attorno al 5. Se scrivessi ora che il mese proseguirà su questa lunghezza d’onda, potrei anche finire questo editoriale, perché se pur coinciso, questa è e sarà la realtà della seconda e terza decade.

Arriva di gran carriera la settimana santa insieme alla Pasqua e non possiamo esimerci nel cercare di fare una prima tendenza riguardante un periodo importante sia a livello religioso che vacanziero per molti italiani. Partiamo subito nel dire che la saccatura nord-atlantica o artica che poteva portare ad un altro colpo invernale sulla penisola attorno al 16/18 del mese, sarà meno incisiva rispetto alla tendenza che avevamo fatto qualche giorno fa, ma che tuttavia si presenterà sullo stivale in veste di perturbazione nord-atlantica che condizionerà il tempo principalmente al centro-nord con prima un moderato aumento termico dovuto al più classico dei pre-frontali e poi ad un calo di esso con precipitazioni, che saranno più attive al nord ed a macchia di leopardo sulle regioni centrali. Poi entriamo nel periodo caldo, ossia quello che va dal giovedì santo (20) al lunedì di pasquetta (24). Premettiamo subito che ora parliamo di ‘’long range’’ nel vero senso della parola, oltretutto in un contesto atmosferico legato alle figure bariche molto complesso ed evolutivo ogni giorno, quindi prendiamo la prossima tendenza come un primo accenno di quello che potrà essere. Tra il 20 ed il 22 l’Alta Pressione delle Azzorre potrebbe avere una posizione centrata al largo della penisola Iberica, con sviluppo meridiano da sud verso nord. Questa posizione e sviluppo della figura Azzorriana, potrebbe portare alla formazione di una vera e propria conca depressionaria a carattere freddo su gran parte dell’Europa, partendo addirittura da oltre i paesi scandinavi, passando per l’Inghilterra fin per giungere con la sua parte meridionale a toccare il nord-Africa. L’Italia si troverebbe nella parte medio-bassa della conca, che ci porta a pensare ad un tipo di circolazione in ingresso da nord-ovest, ovest o sud-ovest. Questo tipo di circolazione lascerebbe pensare ad un periodo certamente non stabile, con le condizioni atmosferiche che si potrebbero presentare spesso perturbate su gran parte dello stivale. Il fattore termico sarà determinato dall’effettiva entrata delle correnti. Oggi, e ci mancherebbe altro, non è chiara l’entrata di esse, che se fossero da classico libeccio avremo un clima nel complesso mite, ma se entrassero da nord-ovest o da nord, nord-est, ecco che il tutto prenderebbe dei connotati relativamente freddi o freddi, da lasciare le porte aperte ad una possibile Pasqua non soltanto perturbata, ma anche dai connotati invernali. Ci sarà tanto da analizzare nei prossimi giorni e quindi non posso fare altro che invitarvi costantemente a seguire tutti gli aggiornamenti.
Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com

MARZO ED IL SECONDO COLPO DI CODA DEL GENERALE INVERNO

Aggiornamento: Lunedì 10 Marzo 2008 - ore 05.30

Da Mercoledì 5 a venerdì 7 marzo la penisola italiana ha vissuto a tutti gli effetti un vero colpo di coda dell’Inverno. Ora marzo ci riserverà altre tre gradite sorprese:

 

1)      tra il 10 ed il 18 del mese, con una bella perturbazione atlantica che in questo inizio di settimana regalerà alla penisola altra pioggia e neve in montagna,

2)      tra mercoledì 12 e sabato 14 una parentesi interlocutoria tipicamente primaverile con correnti occidentali miti e di relativa stabilità soprattutto al centro-sud ed un nuovo colpo gobbo del Generale,

3)      che tra il 16 ed il 18 ci farà immediatamente di nuovo indossare abiti pesanti tipici della stagione.

Mi verrebbe da dire nuovamente ‘’Rewind’: il giorno 15 l’Anticiclone delle Azzorre troverà nuovamente spazio ed energia per ergersi verso nord, con direttrice inizialmente sud-nord che poi piegherà da sud-ovest verso nord-est, con posizionamento dal largo della penisola Iberica fin verso l’Islanda per toccare la Groenlandia sud-orientale. Movimenti barici e posizioni, che non faranno altro che creare una nuova saccatura artica che si andrà a formare sul bordo orientale dell’Alta Pressione, all’interno della quale scivoleranno nuclei di aria molto fredda di origine, appunto, artica. A questo punto, se tutto venisse confermato nei prossimi giorni, - e ricordando che parliamo sempre di Long Range - il giorno 16 si avrà una classica irruzione di aria artica sulla penisola italiana, con ingresso dalle due porte più propizie per lo stivale, ossia dalla valle del Rodano e dalla porta della Bora. Inutile soffermarci oggi sugli effettivi eventi e cercare di dare loro una giusta collocazione geografica, ma certamente la penisola andrà incontro tra il 16 ed il 18 ad un nuovo brusco calo termico ed al ritorno delle precipitazioni nevose a quote basse o molto basse per il periodo, che presumibilmente potrebbero concentrarsi maggiormente sulle regioni centro-settentrionali orientali e centro-meridionali in generale… ma per dirlo con più sicurezza dobbiamo aspettare ancora… Insomma, un marzo che vuole fare marzo a tutti gli effetti, con freddo e mitezza, piogge e nevicate, nuvole e sole.


Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com

REWIND

Aggiornamento: Lunedì 3 Marzo 2008 - ore 05.30

Domenica 2 marzo 2008 temperature e clima tardo-primaverili. Mercoledì 5 marzo 2007 temperature e clima invernale. L’editoriale potrebbe finire qui, con in sintesi quello che è stato e che è ancora e quello che sarà fra circa 48 ore. La tendenza seguita sin dal 19 febbraio riguardante il prossimo periodo, diventerà realtà, una realtà che porterà con se il più classico dei colpi di coda dell’inverno.

Tra martedì 4 e mercoledì 5, l’Alta Pressione delle Azzorre troverà spazio per salire verso nord, con direttrice nord-sud che dal largo della penisola Iberica si spingerà fin sulla Groenlandia. Una saccatura inizialmente di origine nord-atlantica, ma che prenderà corpo con netta componente artica, si formerà per scivolare sul fianco orientale dell’Alta Pressione e sfociare nella notte tra martedì e mercoledì dalla porta del Rodano nel nostro Mediterraneo, con una componente più fredda entrante anche dalla porta della Bora. Mercoledì avremo una tipica depressione italica dal carattere freddo, che dal nord della Sardegna si sposterà dapprima verso sud, per poi piegare verso sud-est ed in fine est. Movimento questo che permetterà all’intera penisola di vivere momenti di tempo perturbato, con le precipitazioni che interesseranno gran parte del territorio. L’aria fredda in ingresso dal Rodano ed in parte dalla Bora, unita al conseguente calo termico in quota ed alle alte temperature attuali, permetteranno la formazione di numerosi moti convettivi, i quali saranno responsabili di diffusi temporali e nevicate fino a quote molto basse al nord e collinari al centro. A causa di risposte circolatorie, il sud vivrà la parentesi più mite di questa fase, almeno per il suo estremo, ma non rimarrà esentato dalle precipitazioni, anche se nel finire degli episodi con lo spostamento verso oriente del minimo, qualche fiocco a quote collinari potrebbe presentarsi anche su alcune zone di esso. Difficile dire almeno fino alle 24 ore dall’evento, dove si verificheranno gli episodi più rilevanti… possiamo però provarci: Emilia Romagna, Lombardia orientale, Liguria, Toscana, Lazio, Umbria, Marche, Abruzzo, Sardegna ed il sud occidentale potrebbero avere l’apporto precipitativo maggiore, con i temporali, le grandinate e le nevicate alle quote prima citate che potrebbero farla da padrona. La depressione tra il 6 ed il 7 si sposterà verso oriente e se da un lato libererà gran parte del centro-nord, il centro-sud avrà ancora a che fare con alcune ritornanti instabili legate alla stessa, con la possibilità di precipitazioni, nevose a quote relativamente basse. Il giorno 8 la depressione dovrebbe aver lasciato la penisola, portando così fine a questa invernata marzolina. Uso il condizionale perché ho alcuni dubbi sull’effettiva durata della fase depressionaria, che potrebbe avere un rallentamento nei suoi movimenti a seconda della reale e precisa entrata della saccatura, che scopriremo solamente a 24 ore dal suo ingresso, anche se a larga scala ormai è decisa.


Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com

NON STUZZICAR L’INVERN CHE DORME

Aggiornamento: Lunedì 25 Febbraio 2008 - ore 22.30

Nell’ultimo editoriale del 19 febbraio ci siamo lasciati parlando di un futuro weekend (quello del 24) che ci avrebbe fatto vivere un primo vero assaggio di Primavera. Weekend che ha rispecchiato alla perfezione la tendenza prospettata che nella chiusa recitava così:’’tener d’occhio il periodo 5/15 Marzo’’.

Se per il weekend del 24 il tutto è stato compiuto (e lasciatemelo dire con nostra soddisfazione!) per il periodo 5/15 marzo ci sono sia delle conferme che delle nuove indicazioni.

Ricordando sempre che parliamo di Lungo Termine e che quindi il tutto deve essere preso come tendenza e non previsione, partiamo da quello che potrebbe accadere tra il 3 ed il 6 del nuovo mese. Il 3 una parziale rimonta dell’Anticiclone delle Azzorre verso nord, con asse sud-nord e parziale rotazione verso est, permetterà ad una saccatura nord-atlantica con componente di circolazione polare, di penetrare incisivamente verso l’Europa centrale fin sulla Francia. Il giorno 4 avremo la saccatura ormai in ingresso anche sulla nostra penisola, con entrata parzialmente dalla valle del Rodano e principalmente dalla porta della Bora. A questo punto si potrebbe ipotizzare una fase depressionaria in movimento da nord a sud tra il 4 ed il 6, con ingresso di aria fredda nord-atlantica in successiva rotazione ciclonica. Se cosi fosse, dopo un ulteriore weekend mite e grazie alla successiva aria fredda in ingresso, si innescherebbero condizioni ideali per contrasti termici, i quali porterebbero il territorio italico a vivere situazioni precipitative e temporalesche, con il ritorno delle nevicate a quote basse per il periodo sia sulle Alpi che principalmente sull’Appennino. Difficile oggi dire dove sarebbero relegate le principali precipitazioni e le possibili nevicate. Essendo una tendenza long range, per il momento fermiamoci nella semplice analisi dei movimenti barici con teoriche conseguenze atmosferiche generalizzate ad ampia scala. Il periodo successivo, quello che ci proietterà almeno fino alla metà del mese, potrebbe vedere una posizione dell’Anticiclone delle Azzorre a ridosso della penisola Iberica, con piegamento parziale sud-est, nord-ovest. Posizione questa che potrebbe aprire in maniera netta e per un lungo periodo la porta alle correnti nord-atlantiche, le quali ci metterebbero dentro ad una di circolazione di tipo ‘’dinamico’’, che ci farebbe vivere a fasi alterne situazioni di ingresso di nuclei atlantici dal carattere freddo, con momenti instabili o perturbati a tratti anche tipicamente invernali. Per concludere mi verrebbe da dire che abbiamo di fronte un mese di marzo molto movimentato, il quale potrebbe regalarci momenti atmosferici che ci sono mancati sia in gennaio che in febbraio e non parlo esclusivamente di freddo e neve tardiva, ma anche, più in generale, di precipitazioni, che sono il pane della salute della nostra penisola in vista della prossima bella stagione: l’Estate.


Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com

ASSAGGIO DI PRIMAVERA

Aggiornamento: Martedì 19 Febbraio 2008 - ore 10.00

L’Inverno meteorologico volge al termine e la nuova stagione ormai bussa alle porte.

Non dimentichiamoci però che le stagioni a livello astronomico e quindi dettate da madre natura, finiscono ed iniziano con i solstizi ed equinozi.

Vale la pena ricordare che il vero ingresso primaverile avverrà solamente al suo equinozio e precisamente quest’anno il 20 marzo alle ore 05:48.

Nel finire delle stagioni, anche con le date meteorologiche, è più che norma che la nuova si presenti con dei classici assaggi più o meno intensi.

Basti pensare a maggio quando i primi ruggiti dell’Estate iniziano a farsi sentire, o a Novembre quando le sferzate fredde ci avvisano dell’arrivo del Generale Inverno.

Anche con le stagioni intermedie accade la stessa cosa, come nel finire dell’Estate i primi cenni autunnali invadono gli ultimi scampoli di essa e nel finire dell’Inverno i primi tepori primaverili si inseriscono nei paesaggi ancora dipinti di bianco.

Nel prossimo fine settimana ecco palesarsi puntualmente il discorso fatto, con l’ultimo weekend di febbraio condizionato da una vera parentesi di Primavera.

Tra sabato 23 e domenica 24 avremo sul nostro stivale la più classica rimonta di un promontorio anticiclonico di matrice Sub-Tropicale, aiutata anche da una debole depressione che si insinuerà al largo dello stretto di Gibilterra.

Nel corso dello stesso weekend, la rimonta anticiclonica prenderà la forma della più classica Alta Pressione, con i suoi massimi valori pressori ed il suo baricentro sulle nostre regioni centro-settentrionali.

Mentre sabato avremo valori in quota ad 850 hPa attorno ai +5°C al centro-nord e +3°C al sud, nella giornata di domenica gran parte dello stivale sarà dentro i +6°/+7°C.

La stabilità garantita su tutto il territorio, che con l’irraggiamento ormai più alto del sole, unito ai valori termici in quota, regalerà all’Italia intera temperature massime oltre la media del periodo, da fare esclamare a molte persone:’’ è arrivata la Primavera’’.

Tra la fine del mese in corso e l’inizio di marzo, l’Alta Pressione inizierà a subire delle pressioni da parte di alcune semi-ondulazioni atlantiche perturbate, che potrebbero portare ad un periodo più movimentato e forse piovoso.

Il freddo per il momento non sarà cosa nostra, ma come l’esperienza ci insegna è impossibile cambiare gli abiti nel mese di marzo, vuoi per l’ancora presenza dell’Inverno astronomico, vuoi per la dinamicità del mese che molte volte negli anni ci ha portato a vivere dei veri e propri periodi invernali.

Non voglio andare oltre con l’analisi, ma vi lascio con un ‘’tener d’occhio’’  il periodo 5/15 marzo, quando dei movimenti in stratosfera potrebbero condizionare l’intera evoluzione del periodo citato.


Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com

SETTIMANA ANTICICLONICA MA IN MEDIA TERMICA

Aggiornamento: Lunedì 11 Febbraio 2008 - ore 10.30

Il freddo è tornato è ce ne siamo accorti tutti, principalmente gli abitanti del centro e del sud Italia, dovuto ad un collegamento dell’Anticiclone delle Azzorre con quello Russo con asse obliquo sud-ovest, nord-est, il quale ha permesso a dell’aria fredda continentale di scorrere sul suo bordo orientale e di entrare nel nostro mare dalla porta dell’Adriatico.

Freddo sì, ma sterile nel complesso, con il centro sud a vivere della relativa instabilità dovuta ad una goccia retrograda vasta, seppur blanda, che dalla Turchia si è estesa fin verso le coste orientali della Sardegna ed il centro-nord sotto stabilità atmosferica. Centro-sud appunto che ha visto alcune piogge e nevicate, che sono risultate anche intense soprattutto sulla Sila. Un contentino per una seconda parte dell’Inverno certamente non esaltante, con le speranze di un ritorno veemente di esso che questa mattina si azzerano almeno per questa settimana. L’Alta Pressione delle Azzorre con un ulteriore matrice Sub-Tropicale, troverà finalmente la forza e lo spazio per ergersi molto a nord, ma con il suo baricentro tra l’Europa occidentale e quella centrale. Una poderosa irruzione di aria artica, scivolerà sul suo bordo orientale andando ad interessare tutta la Russia e gran parte dell’est europeo, tant’è che nei prossimi giorni sentiremo parlare i notiziari del gelo e della neve che starà attanagliando queste zone. Noi per fortuna o per sfortuna, saremo semplici spettatori e ci prenderemo le briciole di tale evento. A partire da mercoledì 13 e per tutta la settimana saremo protetti dal promontorio e dall’impennata dell’Alta Pressione descritta prima, che seppur ci terrà fuori dalla irruzione artica garantendoci una relativa ma diffusa stabilità atmosferica, non ci esenterà dal prenderci uno sbuffo freddo, che potremmo definire la ‘’lisciata dell’evento gelido dei paesi dell’est’’. Dopo un temporaneo aumento dei valori termici attorno alla metà della settimana, avremo un nuovo moderato calo tra la fine di essa e l’inizio della nuova. In conclusione possiamo affermare che l’inverno sta passando e si avvia verso la sua conclusione meteorologica nella sua mediocrità, senza una vera irruzione di aria fredda dalla prima e l’ultima verificatasi nella metà del dicembre scorso.


Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com

''RETROGRESSIONE TRA IL 10 E L’11 DEL MESE….MA DOVE?''

Aggiornamento: Lunedì 4 Febbraio 2008 - ore 16.30

Certamente non possiamo negarlo, le attese di questo Inverno non sono state rispettate e la delusione per molti appassionati e non di questa stagione ha ben ragione d’essere. Bisogna anche riconoscere che alcuni centri di calcolo meteo-climatici, hanno inquadrato esattamente la tendenza di questa stagione, dando ad essa un buon potenziale a dicembre e meno nei mesi successivi, come effettivamente sta andando.

Dicembre aveva fatto crescere molto le speranze di una discreta o esaltante stagione, con una retrogressione da manuale delle meteo, con freddo e nevicate fino al piano su gran parte del centro-sud del versante adriatico. Poi il black-out a gennaio ed in questa prima parte di febbraio, dove certamente non sono mancate delle precipitazioni e nevicate sulle Alpi ed in alta quota sull’Appennino, ma l’aspetto freddo dell’Inverno non si è mai presentato, facendo schizzare il valore medio termico degli ultimi 30 giorni in Italia a circa +1°/+2°C, con alcune zone anche a +3°C. Ora la natura tenderà di riportare le cose al suo posto, ma non sarà facile per via degli indici meteo-climatici in versione dispettosa verso di essa, con una MJO (Madden-Julian Oscillation, indice di teleconnesione tropicale) passata velocemente in fase 4 ed un Vortice Polare che non vuole saperne di mollare la presa. Tra mille difficoltà rimane la speranza di un’azione retrograda attorno al 10/11 del mese, quando la rotazione verso nord-est del promontorio anticiclonico di matrice Sub-Tropicale, permetterà ad un nucleo di aria fredda di staccarsi dal nord-est della Russia e scivolare sul suo bordo orientale, con direzione sud-ovest. A questo punto giungono le incognite legate alle retrogressioni, in altre parole le loro traiettorie, il loro valore termico in quota una volta giunte a destinazione e le reazioni con l’impatto sul nostro mare. Ad oggi sembrerebbe che la retrogressione possa arrivare ed impattare sulle nostre regioni centro-meridionali, con un sensibile calo termico su tutta la penisola e forte instabilità principalmente al centro-sud, con il ritorno della neve a quote basse. Seguiamo e cerchiamo di capire nei prossimi giorni come andrà a finire questa tendenza, visto la difficoltà di lettura che in questi casi hanno i modelli fisico-matematici. Non voglio andare oltre con la tendenza per febbraio, per il semplice fatto che la nostra penisola si troverà in una sorta di sparti-acque tra il freddo che potrebbe prediligere l’Europa dell’Est rispetto a quella occidentale, dato dalla forte Nina che predispone questo tipo di posizione dell’Alta Pressione per meridiani tra Europa occidentale e centrale. Basterebbe un leggero suo spostamento verso ovest che il territorio italico si troverebbe coinvolto d’azioni prettamente Invernali, o viceversa se questo non accadesse sotto protezione anticiclonica. Fermiamoci qui e vi invito a seguire tutti gli aggiornamenti legati all’evoluzione sul Long Range per il periodo 10/11 febbraio.


Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com

PRIMA DECADE DI FEBBRAIO COMPROMESSA

Aggiornamento: Lunedì 28 Gennaio 2008 - ore 09.50

Zoppica, ora possiamo dirlo, l'Inverno 2007/2008 cammina e va avanti a fatica dopo un inizio spumeggiante nel  mese di dicembre. Gennaio sta passando senza nessun sussulto e con una media termica nel complesso italico di circa +1°C.

Come scritto nel precedente editoriale, le speranze per un ritorno al più classico stile invernale sono riposte nel mese di febbraio, quando tra indici, Vortice Polare, figure bariche e statistiche alla mano, il Generale potrebbe tornare a fare la voce grossa. Purtroppo questa mattina non ci sono buoni segnali, almeno riguardante la prima decade o gran parte di essa, con un Vortice Canadese di nuovo in salute da sparare verso il vecchio continente una zonalità media-alta neanche produttiva a livello precipitativo. Zonalità o Vortice Canadese che rovineranno e azzereranno il tentativo d'innalzamento dell'Anticiclone delle Azzorre verso nord in modo da poter meridianizzare la circolazione e riportare il nostro Mediterraneo sotto il tiro delle irruzioni polari o artiche. A questo punto non possiamo fare altro che sperare in due cose: una è legata all'indice meteo-climatico della MJO (Madden-Julian Oscillation, indice di teleconnessione tropicale), il quale tra una settimana circa dovrebbe trovarsi nelle fasi 2 e 3, così da permettere un’erezione dell'Anticiclone delle Azzorre ed il blocco del vortice canadese; blocco che avverrebbe sull'Europa occidentale grazie alla Nina forte.  La seconda  è legata ai vari riscaldamenti previsti nel corso del prossimo mese all'interno del Vortice Polare, il quale con un conseguente rilassamento o una sua divisione, aumenterebbe le possibilità di discese
fredde sulle medie-basse latitudini. In conclusione possiamo dire tranquillamente che la prima decade o gran parte di essa del nuovo mese pare ad oggi compromessa, mentre rimangono buone possibilità, ma possibilità, per un ritorno del vero Inverno tra la  seconda e la terza, ma affermarlo ora sarebbe alquanto azzardato.


Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com

VERSO UN FEBBRAIO INVERNALE

Aggiornamento: Giovedì 24 Gennaio 2008 - ore 11.30

Ovviamente i tifosi del gelo e neve nel leggere questo titolo staranno saltando di gioia, ma potete tranquillamente rimettervi seduti, perché non sto per annunciare questo. Cerchiamo tutti almeno per una volta di ricordare dove viviamo, perché spesso mi rendo conto che lo dimentichiamo presi dalla smania di freddo e neve a tutti costi. Non siamo in Siberia e non abitiamo a Mosca, ne tanto meno nel nord del Canada.

Noi viviamo nella penisola italiana, nel bel mezzo del Mar Mediterraneo. Qualche notte fa ho deciso di non dormire per fare una ricerca sulle irruzioni fredde in Italia negli ultimi 60 anni. Ebbene il risultato è stato quello di una media di 2,5 irruzioni ad Inverno. Mi domando: quest’anno ne abbiamo avuta una a metà dicembre e ci sono ancora una cinquantina di giorni a disposizione dell’Inverno astronomico ed allora posso definire questa stagione sotto media a tal riguardo?.......mi sembra proprio di no! Fatta questa premessa, che non vuole sminuire l’amarezza di un gennaio certamente non esaltante, passiamo all’analisi del long range e cerchiamo oggi di capire quello che potrebbe accadere in linea generale per il prossimo mese. L’analisi fatta questa mattina, mi porta a pensare ad un periodo molto movimentato e di stampo invernale. Finalmente il flusso atlantico sparato inviatoci dalla grande corrente del Vortice Canadese sarà bloccato e rallentato dalla presa di posizione dell’Anticiclone delle Azzorre più ad ovest e in stato verticale. Questa nuova posizione dell’Anticiclone, riporterà finalmente i noccioli depressionari e freddi del Vortice Polare sulla testa dell’Europa ed a questo punto, presumibilmente attorno al 2/4 febbraio, la nostra penisola tornerà in gioco per gli scambi meridiani. Questo vuol dire, detto in parole povere, che l’Italia potrà vivere un mese molto movimentato, dove vari episodi potrebbero caratterizzare il mese, freddi e meno freddi, dove la neve potrebbe rifare la sua comparsa non solo sui monti ma anche alle quote più basse e non mancherebbero ovviamente le piogge. Inutile ora cercare di avventurarci nei dettagli delle possibili evoluzioni atmosferiche, perché con gli scambi meridiani tutto dipenderà dai movimenti, anche piccoli, che l’Anticiclone farà. Esempio: se uno scambio meridiano avvenisse con Hp posizionato tra Francia e Spagna, avverrebbe un’irruzione polare in ingresso dalla valle del Rodano, con freddo e neve a quote molto basse al centro ed al nord, mentre il sud sarebbe sotto precipitazioni ma con termiche più alte e neve solamente in quota; se un altro avvenisse più ad ovest con obbiettivo Francia e Spagna, risposta mite per l’Italia e piovosa al nord; se ce ne fosse uno con Hp posizionato in pieno sulla Francia fino a toccare l’Italia, si avrebbe un irruzione dalla porta della Bora con freddo e neve al centro-sud e secco nella parte centro-settentrionale del versante tirrenico. In conclusione possiamo parlare di un possibile mese di febbraio movimentato e dal sapore invernale, che potrebbe regalare allo stesso tempo ‘’gioie e dolori’’ a seconda della parte d’Italia dove si vive.


Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com

UN CALDO WEEKEND DI GENNAIO

Aggiornamento: Giovedì 17 Gennaio 2008 - ore 16.30

Nell’ultimo editoriale del 10 gennaio, cercammo di individuare tre steps di tendenza che ci proiettavano fino all’inizio di febbraio. Il primo parlava delle correnti atlantiche che già ci interessavano e analizzammo il fatto che la loro entrata sulla nostra penisola poteva essere più pronunciata, così da regalarci precipitazioni ed un clima più fresco, da permettere almeno il ritorno della neve sull’Appennino a quote più interessanti.

 Primo step che è poi diventato realtà. Il secondo era quello che ci poteva permettere di fermare l’Atlantico, con un dazio da pagare. Ovvero una rimonta dell’Anticiclone Sub-Tropicale sulla nostra penisola, causa di un arricciamento del Vortice Canadese. Anche questa seconda fase si conferma: il bacino del Mediterraneo nel corso dei prossimi giorni si troverà sotto una rimonta del Sub-Tropicale, il quale grazie ad una saccatura nord-atlantica nel mezzo dell’Oceano Atlantico, troverà forza e linfa per innalzarsi verso l’Europa centro-occidentale. La sua parte più forte si troverà tra la Penisola Iberica, Baleari e Francia pirenaica, con valori pressori che toccheranno i 1030hPa. Sull’Italia non saranno così forti, ma si faranno sentire quelli a 500hPa (circa 5000m) con un valore termico di -15°C ed a 850hPa (circa 1400m) con +7°C. Una situazione simil-primaverile, che fa in ogni modo parte degli eventi che possono caratterizzare la stagione fredda. Weekend quindi da passare in montagna, con clima spettacolare per chi ama fare escursioni, per le tintarelle invernali e gli sport sulla neve. In fin dei conti il dazio potrebbe essere speso senza troppe sofferenze, anche perché l’Inverno è ancora lungo e le occasioni per nuove nevicate o irruzioni fredde non mancheranno (…speriamo!) Torniamo ora al terzo degli ormai famosi steps dell’ultimo articolo. Prevedeva la possibilità di proiettarci attorno alla fine del mese e l’inizio del nuovo verso situazioni di matrice marcatamente invernale. Le carte sono troppo confusionarie al momento per cercare di dare una lettura a questa tendenza, vuoi per il solito limite del lungo termine, vuoi per una lotta assidua tra il Vortice Canadese che comunque non demorde ed un Anticiclone Russo sempre presente ad oriente. Un primo tentativo di erezione dell’Anticiclone delle Azzorre con matrice Sub-Tropicale, potrebbe esserci attorno al 22, quando un secondo arricciamento del canadese, potrebbe permettere un temporaneo collegamento anticiclonico, da poter così mandare verso sud-est un impulso d’ aria artica, che se pur non particolarmente forte, potrebbe creare 24/48 ore di condizioni atmosferiche invernali soprattutto al centro-sud. Situazione che va monitorata e che necessita di ulteriori approfondimenti all’uscita dei vari modelli. Questa fase potrebbe poi essere seguita da una temporanea rotazione dell’anticiclone sul nostro territorio, ma sempre con correnti orientali o nord-orientali. A questo punto arriviamo all’incirca tra gli ultimi giorni di gennaio ed i primi di febbraio… e l’Inverno si giocherà l’evento o tutto il convento. Il Vortice Polare, il Vortice Canadese, l’Anticiclone delle Azzorre, quello Russo e gli indici saranno gli attori principali di questo periodo, perché i loro indebolimenti, le loro rotazioni, erezioni, direzioni ecc…, potranno darci o no un febbraio come ai vecchi tempi, perché: ‘’FEBBARIO E’ IL PIU’CORTO ED IL PIU’ BRUTTO’’, così dicevano e dicono i vecchi saggi!


Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com

ANCORA ATLANTICO

Aggiornamento: Giovedì 10 Gennaio 2008 - ore 12.30

Continua come una macchina da guerra il Vortice Canadese! Si, continua nella sua sparata verso est, inviandoci quelle miti correnti atlantiche ed uggiose che fanno parte più della stagione autunnale che di quella attuale.

La natura è così, noi qui ad affaticarci nel cercare d’individuare le possibili strade del lungo termine e lei senza porsi problemi di sorta agisce incontrastata e come le pare.

D’altronde la Natura ‘’è’’! Verso la metà del mese di dicembre, mentre si viveva la retrogressione continentale con freddo e neve al centro-sud, nelle analisi e proiezioni per la prima parte di gennaio, tutto sembrava tranne che il flusso atlantico prendesse il sopravvento. Poi è arrivato un movimento inaspettato della depressione atlantica che ai primi di gennaio, scontrandosi con aria continentale, è andata in cut-off sul nord-Africa, sprofondando addirittura nell’entroterra. A questo punto sono cambiate tutte le carte in tavola, con una zona ibrida tra la penisola Iberica, Francia, Italia ed il Vortice Canadese che ha trovato la porta aperta per iniziare ad inviare nuclei miti verso l’Europa. Senza tornare al presente, cerchiamo di trovare una possibile via d’uscita da questa situazione, cercando di individuare da qui in avanti tre ‘’step’’ fino alla fine di Gennaio, inizio Febbraio. PRIMO STEP: la spalla dell’Anticiclone delle Azzorre sarà più pronunciata e questo porterà le onde Atlantiche nella seconda decade del mese ad entrare leggermente più pronunciate nella nostra penisola, con la possibilità di avere passaggi perturbati o instabili più freschi rispetto a quelli passati, da poter portare non sola la neve sulle Alpi, ma anche sugli Appennini almeno alle quote impianti. La prima l’avremo in questo weekend, con un passaggio perturbato su tutto il territorio italico e la neve che sull’Appennino potrebbe rifare la sua comparsa fino alle giuste quote, partendo dai 1700 m ad inizio episodi, per poi scendere fino ad arrivare domenica anche sotto i 1000 m. Un altro cavo d’onda si avrebbe attorno al 17, con effetti ancora da valutare. SECONDO STEP: fine prima decade, inizio seconda. Il Vortice Canadese inizia a faticare nell’inviare i suoi impulsi verso est ed ha un primo movimento di arricciamento. A questo punto potremmo anche essere interessati da un promontorio del tutto transitorio di Alta Pressione Sub-Tropicale, ma sarebbe l’inizio di una nuova circolazione. Se cosi fosse, il Vortice Canadese rientrerebbe nella sua sede, con l’Anticiclone delle Azzorre con matrice Sub-Tropicale, pronto a salire finalmente verso nord. Il passaggio sarebbe quello verso la fine del mese a scambi meridiani, che con la giusta dose di fortuna ma anche aiutati dagli indici che ritorneranno favorevoli oltre che ai buoni movimenti in stratosfera, vedrebbero la nostra penisola favorita. TERZO STEP: fine mese, inizio febbraio. In tutti questi movimenti e cambiamenti, l’Anticiclone Russo non sembra mutare ne la sua forza che la posizione. In tal senso sarebbe lecito pensare ad un nuovo mese che potrebbe vedere l’aggancio d’aria continentale da possibili situazioni depressionarie a carattere freddo sul comparto italico. Prima di chiudere vale la pena sottolineare come i tre ‘’step’’ hanno valore di riuscita molto differenti l’uno dall’altro per il semplice motivo riguardante lo spazio temporale. Il primo attendibilità del 60%, il secondo del 20% ed il terzo del 10%. Partiamo dal primo e seguiamo la sua evoluzione, perché gli altri dipenderanno molto da come evolverà la sua situazione a scala europea e globale.


Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com

GENNAIO ATLANTICO

Aggiornamento: Sabato 5 Gennaio 2008 - ore 11.30

Immagino gia le vostre espressioni nel commentare il titolo e probabilmente i vari gesti di scongiuri contro questa apertura d’editoriale. L’Atlantico non è il vero Inverno, però se preso in un certo modo potrebbe essere anche non così penalizzante.

Il titolo poi parla di Gennaio nel suo complesso, però qualcosa potrebbe cambiare a partire dall’ultima decade. Sinceramente mi aspettavo una prima parte del mese più consona alla stagione, ma poi con la non perfetta riuscita dello scontro delle masse d’aria di origine opposta che si è creata in questi giorni la famigerata porta dell’Atlantico si è aperta. La depressione creata dalle due masse d’aria se ne andrà in cut-off nell’entroterra africano, si creerà una zona ibrida tra la penisola Iberica e la Francia e merito del Vortice Canadese in buona forma, le correnti atlantiche prenderanno il sopravvento. All’inizio saranno molto miti e aspettiamoci nel corso dei prossimi giorni un sensibile aumento termico, con valori che in quota ad 850 hPa toccheranno anche i +6°C. Se poi ci mettiamo l’umidità di tali correnti ed il clima piuttosto uggioso, ecco che l’Autunno verrà a fare visita all’Inverno. Tra il 12 ed il 15 del mese, la spalla dell’Anticiclone delle Azzorre potrebbe risultare più energica al largo della penisola Iberica, dando facoltà alle perturbazioni di piegare da nord-ovest verso sud-est, da permettere ad una di esse nel periodo indicato, di entrare dalla porta del Rodano. A questo punto l’Atlantico diverrebbe certamente bene accetto, perché si caricherebbe di freddo, ci sarebbero le condizioni per una ciclogenesi mediterranea in scorrimento da nord a sud su tutta la penisola e si verificherebbero delle nevicate sia sulle Alpi e soprattutto sull’Appennino a quote che da relativamente basse arriverebbero ad essere basse sia per l’invorticamento dell’aria che per la rotazione delle correnti (da Libeccio freddo ad est , nord-est). Questa per il momento è una ipotesi che ha basi concrete e se vogliamo di speranza per cercare di digerire meglio questa situazione venutasi a creare che comunque, nel bene e nel male, fa sempre parte della grande circolazione del semestre freddo. Evoluzione questa del 12/15 gennaio che necessita di molte analisi e soggetta anche a sensibili aggiustamenti per via di molti elementi d’incertezza (ci torneremo).

Mentre accadrà tutto questo avremo sempre presente, ad est - nord-est del vecchio continente, un bella struttura di Anticiclone Russo che riesce a tenere un certo collegamento con il collega Siberiano. A questo punto le sorti della seconda parte della stagione Invernale sono relegate alla forza ed alla attività del Vortice Canadese. Se il vortice rallentasse o si ritirasse verso la sua sede, si aprirebbero scenari diametralmente opposti a questi, con la strada aperta che troverebbe l’Anticiclone Russo-Siberiano verso ovest e quella verso l’Artico dell’Azzorriano. Le conseguenze porterebbero ad un periodo anche lungo di situazioni prettamente invernali, con irruzioni artiche o retrogressioni continentali come quella di metà dicembre. A mio avviso ci sono le basi perché ciò avvenga, soprattutto per il fisiologico indebolimento del Vortice Canadese ed i tipici movimenti in pieno Inverno nella stratosfera del Vortice Polare. Insomma, dopo un dicembre leggermente sotto media termica ed una retrogressione continentale che ha regalato la neve in molte zone del centro-sud, un inizio anno freddo e nevoso al nord, il Generale molla un po’ gli ormeggi, per poi riprenderli nella seconda parte della stagione.

Seconda parte della stagione che, se si verificassero le cose dette prima, sarebbe nel più classico stile dei vecchi inverni italici. BUONA EPIFANIA!


Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com

FREDDO, PIOGGIA, NEVE E SCIROCCO

Aggiornamento: Lunedì 31 Dicembre 2008 - ore 12.00

Il 2007 sta finendo e con lui arriva l’ultimo editoriale dell’anno, carico di freddo, pioggia, neve ed il ritorno del vento di Scirocco. Analizziamo un evoluzione molto particolare, che rientra nelle leggi della circolazione invernale, che per il nostro stivale per via della sua conformazione geografica, difficilmente riuscirà a premiare l’intero territorio.

Ricordiamo quello che è successo attorno alla metà di dicembre, quando il centro-sud, principalmente il lato Adriatico, era sotto neve, freddo, pioggia e l’Appennino sorrideva ed il nord si trovava all’asciutto con le Alpi ancora una volta a soffrire la mancanza della ‘’Dama Bianca’’. Ora è la volta del nord e non posso che essere contento, perchè l’egoismo meteorologico non può far parte di questa meravigliosa, difficile ed appassionante materia. Tendenza dal 01 al 04 gennaio 2008. Il primo giorno dell’anno vedrà un vasto nucleo di aria fredda di origine artico-continentale che si posizionerà, scorrendo sul bordo orientale del temporaneo ponte alto-pressorio Azzorriano-Russo-Scandinavo, tra il nostro sud Adriatico fin verso la Germania orientale. Questa situazione porterà gran freddo sulla penisola, con le temperature che andranno nettamente sotto la norma. Ad 850hPa, (circa a 1400m), si avranno valori di -4°C su tutto il versante Tirrenico, mentre su quello Adriatico si toccheranno valori alla stessa quota di circa -7°C. Sarà un primo dell’anno molto freddo ma secco, con qualche fiocco di neve che potrebbe presentarsi sulla Puglia fino a quote molto basse. Il giorno 2 se pur in un contesto ancora di freddo per via del nucleo di aria artico-continentale citato prima, si inizierà a far sentire l’ingerenza atlantica, dovuta all’avvicinamento di una vasta depressione che dal largo del Golfo di Biscaglia si muoverà verso sud-est. Il campo termico inizierà timidamente a risalire, anche se al nord-est paradossalmente ad 850hPa si sfiorerà il valore di -10°C. Inizierà a coprirsi il cielo al centro-nord con le prime precipitazioni nevose fino in pianura al settentrione, con qualche fiocco bianco a quote molto basse sull’Appennino centro-settentrionale. Il 3 la copertura nuvolosa legata ai fronti perturbati della vasta circolazione ciclonica atlantica, attanaglierà tutta la penisola e si attiveranno forti correnti sciroccali che faranno aumentare gradualmente ma sensibilmente le temperature. Il centro ed il nord saranno sotto precipitazioni, che saranno nevose in pianura al nord, con città come Milano e soprattutto Torino che potrebbero vedere anche discreti accumuli. Cadrà la neve anche sull’Appennino, che ad inizio episodi sarà a quote relativamente basse, ma che con il passare delle ore vedrà l’innalzarsi di essa fino a raggiungere in serata quota 1300m su quello settentrionale e 1100/1200m su quello centrale. Il 4 gennaio aumenterà il vento di Scirocco e con se le temperature, che andranno su gran parte della penisola oltre la media. Il sud e parte del centro saranno al secco di precipitazioni, mentre il centro-nord sarà ancora sotto piogge e nevicate. L’Appennino vedrà la sua quota schizzare relativamente alta, attorno ai 1400/1600m, mentre sul nord Italia sarà a quote relativamente basse al nord-est, collinari al centro ed ancora pianeggianti o molto basse al nord-ovest, con il capoluogo piemontese e le maggiori città della regione sotto notevoli accumuli. Per questo editoriale fermiamoci qui, perché l’incertezza sulla seconda metà della prima decade di Gennaio regna sovrana, anche se s’intravede la possibilità di una nuova ondulazione atlantica, questa volta con piegamento accentuato nord-ovest, sud-est da poter portare un nuovo peggioramento delle condizioni atmosferiche con calo termico ed il ritorno della neve a quote più basse sull’Appennino; ma questa è solamente una delle tante ipotesi o soluzione del nuovo Long Range. Non mi rimane altro che augurare a tutti voi uno SPLENDIDO 2008.


Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com

Allerta MeteoSalento

Nulla da Segnalare

 

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