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Archivio previsioni del tempo anno 2007
a cura di Stefano Bernardi
Per consultare le
previsioni dell'anno in corso 2007 clicca qui
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INIZIO ANNO CON READING
Aggiornamento: Venerdì 28 Dicembre
2007 - ore 10.00 |
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Che caos il lungo termine! Tutti i modelli
fisico-matematici emettono tendenze l’una differente
dall’altra, e se dovessi creare un multimodel
virtuale per cercare d’individuarla, non riuscirei a
cavare il ragno dal buco… Non mi rimane altro a
questo punto che affidare la mia analisi al modello
inglese Reading, al quale sono molto legato per via
della fiducia che ha saputo conquistarsi. |
Va detto in
ogni modo che, in ragione della descritta complessità del quadro
d’insieme, l’evoluzione è estremamente difficile da individuare,
per cui il tutto dovrà essere preso con le giuste cautele del
caso e vi esorto a seguire tutti gli aggiornamenti futuri.
Cosa accadrà. Il 1 gennaio 2008 vedrà l’Anticiclone delle
Azzorre trovare spazio verso nord, per via di una parziale
separazione del Vortice Canadese ed una mano tesa dal collega
Russo-Scandinavo. Questo movimento permetterà ad un nucleo di
aria artica di scivolare sul suo bordo orientale con direzione
nord, nord-est verso sud-ovest. Il 2 gennaio mentre
l’Anticiclone delle Azzorre ed il Russo-Scandinavo avranno
creato un temporaneo ponte alto-pressorio, il nucleo di aria
artica avrà raggiunto il medio-versante adriatico, da creare
così un minimo depressionario dal carattere freddo proprio su
queste zone. Il giorno 03 gennaio, mentre il nucleo di aria
fredda sarà posizionato ancora sul medio Adriatico, il ponte
alto-pressorio vedrà spezzarsi la sua radice Sub-Tropicale, così
da permettere la sua separazione e da far isolare sul
centro-nord europeo l’Anticiclone Russo-Scandinavo. A questo
punto il risultato sarà quello di forti infiltrazioni
atlantiche, con una vasta depressione che potrebbe abbracciare
gran parte del territorio italico, centro-settentrionale in
primis. Ma quale sarebbero i risultati in termini atmosferici
sulla nostra Italia? Tra l’1 ed il 2 del mese si attiverebbero
condizioni di tempo perturbato su gran parte delle regioni del
versante Adriatico da nord a sud, con nevicate fino a quote
molto basse e localmente in pianura sul nord-est, EmiliaRomagna,
Umbria, Marche, Abruzzo e Lazio occidentale, mentre
risulterebbero a quote medio-basse su quelle meridionali. Il
tutto accompagnato da un sensibile calo termico, avvertibile
soprattutto al centro-nord lato Adriatico. Il giorno 03 con
l’impatto che si avrebbe tra correnti miti atlantiche e quelle
presenti artiche, si creerebbero le condizioni ideali per
precipitazioni nevose fino a quote molto basse sulle regioni
centrali e fino in pianura su quelle settentrionali, mentre si
alzerebbe la quota al sud per via dell’ingerenza atlantica.
Quest’ultima poi, potrebbe prendere temporaneamente il
sopravvento nei giorni a seguire, ma qui si entra nel vero e
proprio azzardo. Prima di chiudere l’editoriale, vale la pena
ricordare l’enorme discordanza tra i vari modelli
fisico-matematici nell’individuare la strada del lungo-termine,
da non permettere un analisi decisa ed essenzialmente
affidabile. La necessità di elaborare una previsione di massima,
seppure dentro mille difficoltà, ha imposto di individuare una
delle tante ipotesi emesse dai vari modelli; si è deciso di
seguire il solco tracciato da Reading, poiché il sottoscritto ha
intrapreso con questo modello, da molto tempo a questa parte,
una sorta di collaborazione virtuale.
Stefano Bernardi
Previsore medio-lungo
termine SuperMeteo.com
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UNA
CALMA APPARENTE
Aggiornamento: Sabato 22
Dicembre
2007 - ore 22.40 |
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Ben tornato Generale, alle 07:08 sei entrato,
trovando una porta aperta da tutti noi amanti e non
della meteorologia, perché dopo la tua assenza dello
scorso anno, la voglia di rivederti è stata ed è
enorme. Dopo l’antipasto delizioso di metà dicembre,
ora regalaci altre emozioni, emozioni che non devono
solamente allietare il palato di noi amanti, ma
anche di quelli che della tua stagione ne fanno la
loro vita. |
Ben tornato Generale.
In questi giorni stiamo vivendo una delle più classiche pause
dicembrine, con un Alta Pressione di matrice Europea dal
carattere freddo con i suoi massimi pressori attorno all’Europa
centro-orientale. Qualcuno gia ha storto il muso, facendo
riaffiorare i fantasmi del passato, ma possiamo tranquillamente
affermare che l’Inverno 2007/2008 non ha e non avrà
assolutamente niente a che fare con quello desolante dello
scorso anno. A livello meteorologico è iniziato il 1
dicembre e gia ci ha regalato una retrogressione dal nord
della Russia da manuale della meteorologia, spargendo gelo e
neve un po’ su tutta la nostra penisola, con le regioni del
versante adriatico e del centro-sud a farla da padrone. Anche in
questi giorni tutti gli indici meteo-climatici, ci indicano un
proseguo di stagione dalle alte potenzialità, a partire gia
dalla prima decade del prossimo mese. Andiamo per ordine e diamo
uno sguardo alle condizioni atmosferiche che ci attendono tra il
24 ed il 26 di dicembre. Nella vasta struttura anticiclonica che
ci circonda, due insidie si stanno facendo avanti: la prima è
una vasta circolazione ciclonica che sta gia toccando il
nostro centro-nord tirrenico, la seconda è un piccolo nucleo
di aria fredda che vaga senza meta oltre le nostre Alpi
centro-orientali. Possiamo tranquillamente affermare che non
avremo giorni stabili, anzi, ad una certa variabilità si potrà
accostare anche una relativa instabilità in alcune zone, con il
campo termico che comunque resterà in perfetta norma. 24
dicembre Vigilia di Natale. Avremo una diffusa nuvolosità su
tutto lo stivale, con associate delle precipitazioni sparse o a
macchia di leopardo su gran parte delle regioni centrali e
meridionali, con parte del nord coinvolto. Il sud nella seconda
parte della giornata, potrebbe avere anche qualche
precipitazione di moderata o forte intensità. Le precipitazioni
assumeranno carattere nevoso sulla dorsale Appenninica a partire
dai 1400m. Il campo termico sarà in norma o leggermente al di
sopra. 25 dicembre 2007 Natale. Un Natale nel complesso
variabile, con squarci di sereno accompagnati da altri con cielo
nuvoloso. Saranno presenti all’estremo sud ancora delle residue
precipitazioni. Il campo termico si presenterà nella norma o
leggermente al di sopra, ma dal pomeriggio sarà previsto in
diminuzione a partire dal nord. 26 dicembre Santo Stefano.
Stesso copione del Natale, con un corpo nuvoloso che potrebbe
nuovamente toccare il nostro centro-nord tirrenico. Fin qui, con
tutte le precauzioni del caso per la difficile lettura del
piccolo nucleo di aria fredda a nord delle Alpi, possiamo dire
che ci siamo, senza grossi eventi e senza strutture Alto
Pressorie governanti: insomma, ‘’senza infamia e senza lode’’.
Come dicevo nel titolo di questo editoriale, mi sembra una calma
apparente. Mentre noi vivremo questi giorni in compagnia di tali
condizioni atmosferiche, inizieranno le grandi manovre in
stratosfera, che pian piano porterà il Vortice Polare ad
avere sempre più disturbi fino a subire degli split, compresa la
possibilità di averne uno totale e di grossa rilevanza. Con gli
attuali e futuri indici, che ci porterebbero ad un nuovo blocco
delle correnti atlantiche ed una situazione nel Vortice Polare
come prima descritta, a partire dall’inizio del nuovo anno o
meglio nel nuovo mese, si potrebbero aprire delle vere e proprie
autostrade verso l’Europa centro-meridionale ed orientale alle
discese di aria artica o continentali, con la possibilità di
avere degli eventi di notevole intensità sul nostro stivale. In
conclusione possiamo affermare che i grandi movimenti tipici dei
migliori inverni a livello stratosferico e delle varie figure
bariche, inizieranno dal Natale, i quali potrebbero farci vivere
una tra le più belle stagioni fredde degli ultimi anni.
Seguiremo come sempre il tutto e vedremo se la natura vorrà
seguire questa strada.
Stefano Bernardi
Previsore medio-lungo
termine SuperMeteo.com
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DOPO I BOTTI DI INIZIO INVERNO, I BOTTI DI CAPODANNO?
Aggiornamento: Giovedì 13 Dicembre
2007 - ore 14.20 |
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…ora torniamo a parlare del futuro, con il Natale
alle porte ed un Capodanno da analizzar con le
molle, questo editoriale mi entusiasma vuoi per
l’euforia dovuta agli effetti di un inizio Inverno
pirotecnico dalle bianche sorprese, vuoi per lo
studio della tendenza futura che sembra proprio non
essere statica. |
Dopo
l’azione retrograda del nucleo di aria artica-continentale
proveniente dal nord-est della Russia che ha sparso gelo e neve
in gran parte dell’Italia, ora ci attende un periodo di relativa
calma, tipica delle pause invernali dicembrine, che quasi sempre
avvengono a ridosso del Natale. Tale pausa, però, non durerà a
lungo, perché nel pentolone Inverno, qualcosa bolle di nuovo.
Partiamo dal fatto che l’Alta Pressione Scandinava si adagerà
sul suo fianco orientale, a tal modo da interessare dal 19 al 23
del mese tutta la nostra penisola, regalandoci giornate spesso
soleggiate, in norma termica diurna e nebbie nelle pianure del
nord e vallate del centro-sud. L’escursione termica la farà da
padrona, con valori minimi spesso sotto lo zero al centro-nord e
localmente al sud. Va sottolineato come alcune alture
dell’Appennino centrale, ad esempio Campo Imperatore e Campo
Felice, potrebbero far registrare valori gelidi, per via di un
forte effetto ‘’albedo’’, con punte che potrebbero andare
tranquillamente sotto i -20°C. Nei giorni del 24 e 25
dicembre, l’Alta Pressione presente sui nostri paralleli,
inizierà a dare dei primi cenni di cedimenti, o meglio dei segni
di cambiamento. Tra qualche piccolo nucleo freddo sul centro
Europa ed una spinta occidentale, l’intera struttura inizierà a
traballare, con un Natale che potrebbe essere relativamente
instabile al nord-ovest e zone centro-settentrionali tirreniche,
le quali sembrano preannunciarsi alcune precipitazioni che
potrebbero essere nevose fino a bassa quota sulle Alpi
occidentali e localmente fin sulle zone pianeggianti Piemontesi.
Sul resto della penisola il Natale sembrerebbe scorrere sotto
cieli per lo più da parzialmente ad irregolarmente nuvolosi, con
un campo termico nella norma. Dal 27 in poi le cose
inizieranno a farsi serie per due motivi: il primo nasce dal
fatto che il nostro Mediterraneo sarà in una sorta di laguna
barica a mo’ di falla, con valori di pressioni ibridi; il
secondo è la possibile nuova risalita dell’Anticiclone delle
Azzorre verso nord. Sia l’Alta Pressione che la falla
Mediterranea, a questo punto non potranno fare altro che
concorrere verso un nuovo esito sul territorio italico, che
potrebbe risultare ancora dalle caratteristiche pienamente
invernali. A questo punto prima di elaborare una teorica e
possibile tendenza , vale la pena ricordare che parliamo di
lunghissimo raggio e che il tutto va preso con le dovute cautele
senza farsi illusioni o peggio ancora considerare il tutto una
previsione.
Cosa potrebbe accadere.
Attorno alla fine dell’Anno o inizio del nuovo, la nuova
impennata dell’anticiclone delle Azzorre, andrebbe a sganciare
un nucleo di aria polare, il quale inizierebbe un percorso verso
il centro-sud europeo. Tale nucleo potrebbe essere attratto
dalla laguna barica mediterranea, che con i suoi valori di
pressione non elevati, lo farebbe penetrare nel suo cuore. Se
questa tendenza si trasformasse in realtà, saranno fondamentali
i piccoli movimenti dell’Anticiclone delle Azzorre, i quali
decideranno in che modo e forza il nucleo entrerebbe sul nostro
mare e da quale porta lo farebbe, se da quella del Rodano o
dalla Bora. In conclusione, tra gli scenari possibili per il
periodo preso in esame, ho voluto mostrare quello che oltre ad
essere senza dubbio a noi più caro, sembra avere anche, a mio
parere, più elementi a suo favore. La pausa pre-natalizia e
parzialmente natalizia ci sarà senz’altro, ma le cose già si
rimuovono!
Stefano Bernardi
Previsore medio-lungo
termine SuperMeteo.com
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GELO E NEVE IN ARRIVO SUL BINARIO ITALIA
Aggiornamento: Giovedì 13 Dicembre
2007 - ore 14.20 |
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Una situazione che seguivamo da molto tempo, tant’è
che i modelli non ne vedevano traccia, a parte il
solito maestro Reading. Dalla fine del mese di
novembre, il sottoscritto si è immerso in un vero e
proprio studio del Long Range ai limiti
dell’esasperazione, per capire se l’intuito che i
vari indici fisico-matematici mi davano, avesse
avuto un serio fondamento su una possibile
evoluzione che avevo in mente. |
I giorni
passavano e con loro cresceva la consapevolezza che tale intuito
stava diventando un vera e propria tendenza, confermata poi con
la visione dei vari modelli. L’Alta Pressione delle Azzorre va
su, sale in maniera decisa come non la vedevo da anni, con asse
sud-ovest nord-est, si collega con l’Alta Pressione
Russa-Scandinava, formando il famoso, classico e meraviglioso
Ponte di Wejikoff ed ecco che sul suo bordo orientale si sgancia
e scende un nucleo retrogrado di aria continentale con
obbiettivo ‘’Italia’’. Il nucleo in queste ore si trova tra
Russia, BieloRussia ed Ucraina, con movimento nord-est verso
sud-ovest. Tra venerdì e sabato il nucleo impatterà ed entrerà
sulla nostra penisola tra la Puglia ed il Molise per poi piegare
il suo asse da est verso ovest nord-ovest. Il suo ingresso sarà
accompagnato da un valore termico in quota a circa 1400m, di ben
-10/-12°C, con l’altro valore a circa 5000m di ben -40°C. Un
irruzione per il periodo in essere, permettetemi il termine, ‘’TOSTA’’.
Sabato il nocciolo gelido lo ritroveremo con il suo baricentro a
ridosso del centro-sud, tra Abruzzo meridionale, Molise, Puglia
garganica, Basilicata, Campania e basso Lazio, con valori in
quota tra -8/-10°C ed a 5000m attorno ai -40°C. Domenica la
posizione rimarrà pressoché invariata, con uno leggero
spostamento verso nord-ovest ed un primo ridimensionamento dei
valori termici. Il risultato a livello atmosferico sarà quello
del gran freddo o gelo per tutto lo stivale e precipitazioni
nevose soprattutto al centro-sud fino a quote molto basse e
persino lungo le coste per Marche, Abruzzo, Molise e Puglia.
Attenzione, non saranno solamente a rischio neve queste zone, ma
visto la vorticità del nucleo, l’impatto con il nostro mare ed
il richiamo umido da sud-ovest nei bassi strati, anche le
regioni centrali tirreniche potrebbero avere delle sorprese
bianche, come per il nord centro-occidentale in seguito.
Interessante sarà seguire l’evoluzione che tale nucleo prenderà
sulle regioni centrali, come tra Abruzzo e Lazio, perché se è
pur vero che la prima vedrà senz’altro neve anche nelle zone
interne, non escludo la magica possibilità di vedere fiocchi
bianchi su Roma (vedremo…). Attorno a martedì e mercoledì della
nuova settimana, il nucleo abbandonerà la nostra penisola,
ponendo così fine alla prima vera parentesi invernale della
nuova stagione. Entreremo in una fase più stabile per
l’abbassamento dell’Alta Pressione Scandinava, la quale anche se
ci regalerà stabilità ed un relativo aumento delle temperature
durante il giorno, ci farà vivere notevoli escursioni termiche,
con i valori minimi che spesso andranno sotto lo zero in molte
zone del centro e del nord. Occhio alle alture dell’Appennino
centrale, come la zona di Campo Felice o di Campo Imperatore, le
quali potrebbero regalarci dei valori molto negativi simil
Siberia! Dopo questa fase, c’è qualcos’altro che bolle in
pentola, una pentola che potrebbe avere una ricetta dalle
altissime potenzialità, da farmi rimanere di stucco al solo
pensiero!..................!
Stefano Bernardi
Previsore medio-lungo
termine SuperMeteo.com
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SIGNORE E SIGNORI…’’IL GENERALE INVERNO’’.
Aggiornamento: Lunedì 10 Dicembre
2007 - ore 7.30 |
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Si è appena aperta una settimana di alta emotività
meteorologica sia per gli addetti ai lavori che per
i semplici appassionati o amanti della stagione
invernale. Lo scorso anno la stagione fredda è stata
latitante nel vero senso della parola, tant’è che
l’Inverno 2006/2007 è stato archiviato come “l’anno
senza Inverno”. |
(Attenzione
però, ricordiamoci sempre che prima di quella stagione, la
nostra penisola veniva da ben cinque invernate in norma, con
svariati episodi freddi e nevosi in varie zone italiche; una
stagione sotto tono, quindi, che poteva starci anche se il sotto
tono si è trasformato in vera e propria mancanza!).
Il 1
dicembre è entrato il nuovo Inverno, quello 2007/2008, e da
parte di tutti, soprattutto di chi del turismo invernale fa pane
economico quotidiano, c’è la grossa paura di ripetere un remake
dell’anno precedente. ‘’Via i cattivi pensieri ed il
pessimismo…..e buona lettura di editoriale!’’ Partiamo dalla
prima metà della settimana, quando tra martedì 11 e mercoledì 12
avremo un primo impulso di aria polare che scorrerà sul bordo
orientale dell’Anticiclone delle Azzorre, che avrà già iniziato
la sua impennata verso le alte latitudini. In Italia si avrà un
primo moderato calo termico e molta instabilità atmosferica, al
centro prima ed al sud poi, con le precipitazioni che
assumeranno carattere nevoso sull’Appennino centrale dai 1100 m
iniziali per arrivare attorno ai 700m. Nel frattempo l’Alta
Pressione delle Azzorre farà un movimento straordinario verso
nord, partendo dal largo della Penisola Iberica fin sul nord di
quella Scandinava e della Russia. Movimento questo che
permetterà due cose: 1) la formazione del ‘’Ponte di Wejikoff”,
2) la partenza di un nucleo depressionario gelido dai confini
Russi-Siberiani verso sud-ovest. Venerdì 14 questo nocciolo
gelido si ritroverà quasi a ridosso del nostro Adriatico…e qui
finisce la tendenza certa. Apriamo i possibili scenari dal 14 al
19 dicembre. Il primo sarebbe quello di un’entrata franca del
nocciolo al centro-sud, con cruento calo termico in tutta la
penisola e Marche, Umbria, zone interne del Lazio, Abruzzo,
Puglia, Basilicata e Calabria sotto precipitazioni nevose fin a
bassa quota per toccare anche le zone pianeggianti. Il secondo
vedrebbe un entrata centrale con formazione di minimo
depressionario sul medio-basso tirreno con conseguenze nevose
fino a quote basse o pianeggianti per il centro-nord e medie per
il sud, con la seria possibilità di vedere la neve anche sulle
zone pianeggianti tirreniche… sogniamo: neve a Roma. Il terzo
con un primo nucleo fermarsi a ridosso del medio-basso Adriatico
e neve fino al piano sulle regioni centro-meridionali e con un
successivo nucleo che andrebbe a spingere il primo e per poi
finire nel bel mezzo del nostro paese, formando una depressione
sul centro-nord italico a carattere gelido foriero di nevicate
su molte zone della penisola anche in pianura. Il quarto simile
al terzo, con infiltrazioni basso atlantiche, quota neve più
alta al sud, ma abbondanti nevicate al centro a bassa quota ed
al nord fino al piano. Il quinto è il più brutto e se pur con
poche possibilità di riuscita è molto importante parlarne:
potrebbe abbassarsi troppo il ponte di Wejikoff e far sfuggire
il tutto e velocemente verso la Grecia e Turchia e lasciarci
completamente fuori dai giochi. Conclusione: avremo dei
movimenti delle varie figure bariche tipici dei migliori Inverni
passati, con inneschi retrogradi da nord-est verso sud-ovest che
ci mettono in seria possibilità nell’avere eventi di rilievo
sulla nostra Italia. Avete visto che dei cinque scenari
possibili, ben quattro sono da eventi molto freddi e nevosi in
dislocazioni ovviamente diverse per l’Italia. Risultano quindi
alte le possibilità per una vigorosa irruzione di aria
continentale. Bisogna a questo punto attendere i vari run
modellistici man mano che ci avvicineremo al 14 dicembre, per
capire l’evoluzione finale, che potrebbe riservare scossoni
emotivi. BUONA ED APPASIONANTE SETTIMANA METEO!
Stefano Bernardi
Previsore medio-lungo
termine SuperMeteo.com
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L’INVERNO ACCENDE I MOTORI
Aggiornamento: Venerdì 6 Dicembre
2007 - ore 15.50 |
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Quello meteorologico è entrato il primo dicembre,
quello astronomico entrerà il 22. Nel bel mezzo
degli inizi della nuova stagione, il Generale ha
deciso di accendere i motori ed iniziare la sua
marcia fino alla Primavera 2008. |
Senza
tornare sul discorso indici, nina e di quant’altro a livello
meteo-climatico, cerchiamo di capire l’evoluzione e la tendenza
futura di questo dicembre che è iniziato in maniera movimentata
e che certamente non si fermerà più, vuoi a livello
precipitativo, vuoi a livello termico.In uno degli ultimi
editoriali, parlammo di tre ondulazioni nord-Atlantiche per
questa prima decade del mese e puntualmente non siamo e non
saremo smentiti, perché dopo la prima di qualche giorno fa,
arriveranno le altre due tra l’Immacolata e l’inizio della nuova
settimana. La prima attraverserà la nostra penisola soprattutto
nella giornata di sabato 8, quando le correnti in quota si
butteranno nel Mediterraneo dalla porta del Rodano, causando
così la formazione di una ciclogenesi o depressione con un
valore che raggiungerà i 995hPa. Il suo passaggio da nord a sud
sarà veloce, ma il riversamento dell’aria dall’alto verso il
basso, il richiamo di aria più fredda ed appunto l’approfondirsi
del minimo barico, darà luogo al più classico del maltempo,
principalmente sulle regioni centrali, con precipitazioni sotto
forma di rovescio o temporale e nevicate sulla dorsale
Appenninica che dai 1400m di quota iniziali, scenderanno fin
sugli 800/900m, con sconfinamenti nel finire degli episodi
attorno ai 700m. La seconda ondulazione seguirà a ruota la prima
e già domenica le sue correnti inizieranno ad entrare ancora una
volta dalla porta del Rodano, anche se il posizionamento
dell’Anticiclone delle Azzorre più occidentale, non permetterà
la formazione di una vera depressione italica e si presenterà
nelle vesti d’instabilità a modo di fronti nuvolosi.
Compariranno di nuovo delle precipitazioni sempre dal carattere
di rovescio o temporale tra la domenica ed il lunedì, che
saranno più accentuate al centro e zone interne, con la neve che
dapprima sarà relegata sopra i 1500m, che scenderà fin sui 1000m
nel finire degli episodi. A questo punto finisce lo spazio
temporale della previsione, vuoi perché oltre tale limite non è
accettabile ed accettato, vuoi perché si entra in una vera e
propria partita a scacchi. Parliamoci chiaro: la media degli
spaghi GFS 00 va sotto e non di poco dal 15 in poi, Reading
continua nel vedere una possibile formazione di un Alta
Pressione nelle alte latitudini europee, il Vortice Canadese
ancora ben presente parrebbe rientrare verso ovest e l’Alta
delle Azzorre se pur troppo invadente, non sembra conquistarci
del tutto. A questo punto mi viene da pensare ad una possibile e
teorica tendenza che non ho timore nel proporvi. Dopo queste due
ondulazioni nord-Atlantiche, potremmo avere una fase di stasi
con calma meteorologica per l’invadenza Azzorriana, ma
caratterizzata da correnti orientali da farci stare
tranquillamente in media termica o al di sotto. Attorno alla
metà o fine della seconda decade, non escludo affatto l’ipotesi
di azioni retrograde da est con infiltrazioni basso-atlantiche,
da poter innescare situazioni depressionarie sullo stivale con
precipitazioni anche nevose alle basse quote. Questa mia ipotesi
ha delle serie basi dovuta a calcoli degli indici, delle varie
emissioni modellistiche creando una sorta di media, dagli spaghi
Gfs e nella pura statistica vedendo altre configurazioni simili
del passato. Descritta questa, non posso però che accettare e
mettere in conto anche le altre che escono fuori, come la troppa
invadenza dell’Hp delle Azzorre che non permetterebbe lo
scenario prima descritto e che ci darebbe un andamento sì sotto
media termica per le correnti orientali, ma certamente non
depressionario per l’Italia. In conclusione possiamo affermare
che si tratterà di una vera e propria partita a scacchi
meteo-climatica, con il risultato finale tutt’altro che
definito.
Stefano Bernardi
Previsore medio-lungo
termine SuperMeteo.com
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PROSSIMO
WEEKEND IN COMPAGNIA DI UNA CICLOGENESI MEDITERRANEA
Aggiornamento: Lunedì 3 Dicembre
2007 - ore 13.30 |
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Chi si aspettava da me un editoriale sulla seconda
decade o metà di dicembre rimarrà sicuramente
deluso, perché con tutta sincerità oggi non mi sento
di tracciare una linea di tendenza così lunga, per
via della delicata situazione in ogni suo dato,
indice, modello e zone geografiche. |
Cosa voglio
dire con questo: abbiamo ormai da giorni un Alta Pressione sul
Polo Nord, gli indici meteo-climatici sono in un'unica
direzione, dopo 11 anni si rivede in gran forma l’Anticiclone
Russo-Siberiano ed il Vortice Canadese dopo il dieci è visto in
relativa ritirata verso la sua sede più naturale. A questo punto
gran parte dei modelli sul lungo raggio non intravedono nulla di
“interessante” e questa cosa mi lascia assai perplesso. Il
motivo della mia perplessità deriva dal fatto che mi sembra
molto strano che con quel ben di dio citato prima, ancora non si
individui una tendenza votata al freddo. Però ecco che qui viene
tesa una mano, quella del modello fisico-matematico Reading, che
vede degli scenari futuri più consoni alle figure bariche
presenti nello scacchiere globale, …mi avete senz’altro capito!
Non voglio aggiungere altro, altrimenti sarei incoerente verso
il primo pensiero che ha aperto questo editoriale.
Mentre
sullo stivale sono in atto le conseguenze della prima
ondulazione nord-Atlantica che attraverserà velocemente il
territorio, cerchiamo di capire l’evoluzione e che tipo di tempo
ci aspetta per il prossimo weekend, che darà inizio alle
festività Natalizie. Ormai la linea è tracciata e tranne grossi
scossoni, un’altra ondulazione nord-Atlantica interesserà la il
territorio italico. Sabato 8 delle correnti tese provenienti dal
nord-ovest europeo, tenderanno a piegare verso il bacino del
Mediterraneo occidentale, grazie ad una timida risalita verso
nord dell’Anticiclone delle Azzorre. Con molta probabilità
l’ingresso di queste correnti avverrà dalla porta del Rodano,
permettendo così la formazione di una ciclogenesi o depressione
italica, la quale avrà il suo minimo all’inizio del sabato
posizionato sulle nostre regioni centro-settentrionali. Domenica
9 la nuova struttura depressionaria si sposterà verso il nostro
centro-sud e richiamerà anche una circolazione relativamente
fredda dai quadranti nord-orientali che interesserà
principalmente il medio-alto Adriatico. Quali saranno le
conseguenze di tale situazione in termini atmosferici? Saremo
sotto una diffusa instabilità accompagnata da venti sostenuti,
con le precipitazioni che saranno più presenti e cospicue sulle
regioni centrali e poi meridionali. Attenzione, non farà freddo,
ma le temperature saranno in media con il periodo e questo
comporterà buone nevicate specialmente sulla dorsale
Appenninica, con una quota mediamente attorno ai 1400m. La quota
neve visto la formazione della ciclogenesi e di conseguenza
dell’alta vorticità in quota, potrebbe risultare in calo,
soprattutto nelle zone interne. Insomma, un classico ponte
dell’Immacolata, con tempo nel complesso instabile e perturbato
che potrebbe poi proiettarci verso il vero Inverno nei giorni a
seguire. BUONA SETTIMANA.
Stefano Bernardi
Previsore medio-lungo
termine SuperMeteo.com
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FINO AL PONTE DELL’IMMACOLATA NIENTE FREDDO, MA BUONE
ONDULAZIONI NORD-ATLANTICHE
Aggiornamento: Venerdì 30 Novembre
2007 - ore 12.00 |
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L’Inverno meteorologico sta per iniziare e se
proprio vogliamo essere cattivi e schietti: non
inizierà con il freddo e la neve! Peccato….ma non
tanto, perché se vogliamo essere arrabbiati o
pessimisti verso una stagione che sta per emettere
il primo vagito, facciamo e ci facciamo del male.
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Nulla di
grave e niente di compromesso! Le manovre per una buona e degna
stagione continuano ad esserci e mi vien da esclamare, come un
segnale che spesso troviamo sulle nostre strade, ’’Lavori in
Corso’’! In attesa quindi della prima vera ondata di freddo
dentro la stagione invernale, cerchiamo di capire l’evoluzione e
la tendenza per i primi otto giorni del nuovo mese. Non sarà poi
così negativa l’evoluzione, anche se gli amanti del freddo non
salteranno di gioia. Per capire questa tendenza, oggi faremo una
sorta di multimodel personalizzato, unendo i due modelli a me
più cari: Reading e Gfs. Dopo un weekend sostanzialmente stabile
per il temporaneo allungamento dell’Anticiclone delle Azzorre,
una ondulazione nord-Atlantica legata ad una debole risalita
dell’Anticiclone stesso verso nord, si muoverà da nord-ovest
verso sud-est andando a scivolare tra il 3 ed il 5 lungo il
versante Adriatico. Il risultato sarà un moderato calo termico
sullo stesso versante con un rinforzo dei venti dai quadranti
nord-occidentali accompagnato da una fase seppur temporanea
d’instabilità. Nella fase d’instabilità, la quota neve risulterà
sull’Appennino attorno ai 1500m, per scendere di quota nel
finire degli episodi. Dopo una breve pausa dovuta ad un onda
stabilizzante anticiclonica temporanea, tra il 6 e l’8 due nuove
ondulazioni una dietro l’altra attraverseranno la nostra
penisola, con la seconda che potrebbe rivelarsi più fredda per
via del richiamo di correnti orientali al suo passaggio. Le
conseguenze saranno simili alla prima, con un passaggio
instabile principalmente al centro-sud e versante adriatico, con
la neve che farà la sua comparsa sull’Appennino attorno ai 1500m
con quota in calo nel finire degli episodi, quota che potrebbe
risultare relativamente bassa nella terza ondulazione, quella
dell’Immacolata. Fermiamoci qui per adesso, perché andare oltre
sarebbe una follia per via della totale incertezza modellistica
sul Long Range. C’è un’Alta Pressione sul Polo Nord, il Vortice
Canadese potrebbe dopo una temporanea ripresa verso est tornare
nelle sue zone, dopo anni si rivede una bell’Alta Pressione
Russo-Siberiana, quindi tutto può accadere, basterebbe un minimo
movimento in qualche senso che gli scenari cambierebbero in un
verso o nell’altro, con una scintilla pronta ad innescare una
discesa fredda di rilievo sulla nostra Italia. L’Inverno è al
suo primo vagito ed ha molte vitamine a disposizione per
crescere in fretta, forte e robusto: QBO negativa, AMO positiva,
NINA moderatamente forte, ALTE PRESSIONI nel Polo, ANTICICLONE
RUSSO SIBERIANO ben messo. L’ottimismo c’è, poi vedremo i fatti,
perché nella meteorologia tutto è possibile e nulla è certo!
BUON WEEKEND.
Stefano Bernardi
Previsore medio-lungo
termine SuperMeteo.com
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VORTICE CANADESE….ORA TOCCA A TE!
Aggiornamento: Lunedì 26 Novembre
2007 - ore 16.00 |
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Ci siamo, l’Inverno meteorologico è alle porte e
farà il suo ingresso ufficiale sabato 01 dicembre.
Nell’ultimo editoriale ‘’Adelante! Adelante!’’
parlammo di come la nuova stagione potesse iniziare
già con la pancia piena, per uno split del Vortice
Polare che poteva portare un irruzione fredda e
decisa sul nostro stivale. |
Ma quando
si parla di scambi meridiani il discorso sull’effettiva meta
finale delle fredde saccature diventa sempre molto arduo, con
scenari finali a più opzioni. Tra le varie che dicemmo in quell’occasione
c’era anche l’obbiettivo Balcani o Europa dell’est con a noi
semplici refoli freddi; proprio questa è diventata la realtà
finale, con un po’ di rammarico per noi per le effettive
potenzialità della discesa Artica. Consoliamoci
dicendo:’’…meglio ora che in Inverno avviato…’’. Torniamo a
parlare del futuro, sulla possibile evoluzione e tendenza del
prossimo inizio Inverno. Gli indici ci sono, sono andati e
stanno andando nella giusta direzione, con valori che ci fanno
intravedere movimenti ottimali delle figure bariche per gran
parte dello scomparto Europeo ed Italico; la Nina è in stato
negativo ottimale per aiutare appunto i movimenti barici ed in
più abbiamo un Mediterraneo a modo di falla o laguna barica.
Insomma il cocktail Inverno è pronto, ma manca ancora qualcosa
per finirlo per poi essere servito: il Vortice Canadese. Il V.
Canadese gira come una trottola dal Canada fin sulla Groenlandia
e arriva come spesso accade in Islanda, nel luogo dove poi
prende il nome locale di Depressione d’Islanda. Questo vortice
fin quando sarà allungato molto con puntate sull’Europa
settentrionale, non permetterà all’Anticiclone delle Azzorre di
ergersi verso nord con decisione, ma di abbassarsi ed
ingrassarsi in tal modo da non permettere ai noccioli del
Vortice Polare o saccature artiche di dirigersi verso sud e nel
nostro Mediterraneo. Ora dipende e dipenderà tutto da lui,
perché basterà una sua semplice ritirata verso ovest o un suo
arricciamento ad azione retrograda che il nostro Anticiclone
delle Azzorre punterà veemente verso nord. Ci sono le basi
perché ciò possa accadere, ma per il momento rimangono basi e
siamo lontani da certezze. Come propone il modello
fisico-matematico Reading nel run 00 di oggi, questa possibilità
ci sarebbe attorno al 03 dicembre, con un arricciamento classico
del canadese ed una conseguente virata verso nord dell’Azzorriano.
Se così fosse gli scenari che si aprirebbero dal 3/5 dicembre
sarebbero prettamente invernali con la strada Artica aperta su
gran parte dell’Europa compresa la nostra Italia. Se così non
fosse ed il Canadese continuerebbe a girare ancora troppo ad
est, allora l’appuntamento con il vero Inverno sarà rimandato a
data da destinarsi, comunque sempre legato a questa figura.
Importantissime saranno le prossime emissioni di Reading, che
ritengo il miglior modello nell’individuare i movimenti barici a
lungo raggio. Nel frattempo prepariamoci a vivere una classica
settimana di fine Autunno, con valori termici in media ed un
ritorno delle piogge anche di rilievo per il nostro meridione,
in attesa che il Generale 2007/2008 faccia il suo ingresso
Sabato 01 dicembre.
Stefano Bernardi
Previsore medio-lungo
termine SuperMeteo.com
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Aggiornamento: Martedì 20 Novembre
2007 - ore 08.00 |
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… “avanti! avanti!’’… diciamocelo pure: non vediamo
l’ora che inizi questo benedetto Inverno con la
speranza che ci faccia dimenticare l’ultimo
trascorso, vissuto con delusione da tante persone,
più di quante se ne possano immaginare. |
La
tristezza dei semplici amanti del freddo e della neve, degli
appassionati della meteorologia, dei meteorologi professionisti
si è aggiunta al dramma economico vissuto dalle attività
commerciali e sportive delle nostre montagne. Ora però ci siamo:
l’Autunno meteorologico ha gli ultimi dieci giorni a
disposizione, mentre il nuovo Inverno scalpita alle porte. Ecco
allora che i modelli fisico-matematici, l’anno scorso i nostri
peggior nemici, mostrano oggi un ‘’long range’’ da brividi,
emozionante, quasi a volersi far perdonare… Inutile tornare
anche questa volta sugli indici meteo-climatici e sulla Niña,
troppe volte ne abbiamo parlato negli ultimi editoriali ed
allora buttiamoci, senza cadere nell’errore di pensare a
previsioni o sicure evoluzioni, sulla tendenza che potrebbe
farci vivere un finale di questo mese e l’inizio del prossimo,
dai classici sapori invernali tanto amati. Dopo una settimana,
la prossima, che pare ben delineata con un affondo Artico
diretto sul Golfo di Biscaglia, dove prenderà vita un’ampia
circolazione ciclonica estesa fin verso la penisola Iberica che
condizionerà il tempo anche da noi con un sensibile rialzo
termico, salutari piogge al nord e nevicate in quota sulle Alpi.
Attorno al 25, grazie allo spostamento della citata
circolazione ciclonica diretta sul Mediterraneo, l’Alta
Pressione delle Azzorre troverà nuovamente lo spazio e la forza
per andare verso nord, bloccando così, decisamente, (se mai ce
ne fosse bisogno) il flusso zonale Atlantico. Questa volta, però
la spinta pare essere ancora più forte, al punto di creare una
sorta di semi-split del Vortice Polare, che potrebbe dirigere
verso l’Europa centrale un nucleo di aria Artica poderoso come
non ne abbiamo mai visti lo scorso anno. Fermandoci all’analisi
delle 144 ore, ovvero al 25, notiamo come sembra quasi certo lo
scivolamento verso sud del nucleo Artico, che per quella data
dovrebbe trovarsi a ridosso dell’Inghilterra, Paesi Bassi e
Germania. A questo punto diventa difficilissimo capire la
collocazione finale di tale nucleo, che molti fattori vedono
piombare sul Mediterraneo violentemente con ingresso Rodano,
mentre altri lo dirigono verso i Balcani con serie interferenze
per noi entranti dalla porta della Bora. Ci sarebbe una terza
ipotesi finale, ancora più affascinante, ovvero quella di un
ingresso dal Rodano, formazione di minimo depressionario freddo
sulla nostra penisola e conseguente ponte Alto-Pressorio sulle
alte latitudini, da poter tener così alimentata la circolazione
ciclonica da correnti molto fredde con successivi nuovi agganci.
Non si può escludere nemmeno l’ipotesi di inclinazione
dell’Anticiclone delle Azzorre verso nord-est e freddo gelido in
ingresso dall’Adriatico. Consideriamole tutte allora queste
ipotesi con il nuovo schema che si va profilando, anche quelle
per noi meno redditizie e deludenti. Il tutto potrebbe andare a
finire sulla penisola Iberica, con conseguenze tutt’altro che
fredde, mi sembra tuttavia la conclusione meno probabile, mentre
una virata decisa verso est con semplici refoli da noi, ha
qualche punto in più per realizzarsi. Le abbiamo esaminate
tutte, ma la cosa fondamentale è che alle 144 ore il disegno
generale è stato tracciato e se siamo un pochino fortunati, la
stagione invernale 2007/2008 potrebbe iniziare già con la pancia
piena.
Stefano Bernardi
Previsore medio-lungo
termine SuperMeteo.com
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Aggiornamento: Venerdì 16 Novembre
2007 - ore 08.00 |
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Che Autunno! Mi vien proprio da esclamarlo! Alla
faccia dei catastrofismi e di tutti quelli che ci
imbottigliano dentro un clima impazzito che non
esiste! L’Autunno che il nostro paese sta vivendo
entra nella piena normalità climatica, ma visto che
è così….nessuno lo dice: perché tranquillizzare la
gente che tutto è normale? |
Certamente
manca l’Atlantico classico delle vecchie stagioni autunnali, ma
la sua latitanza è da collegare semplicemente ai nuovi movimenti
di figure bariche ed indici meteo-climatici di puro carattere
fisiologico e ciclico. Manca l’Atlantico e la natura si sta
trovando, anzi si è trovata la sua nuova strada, quella delle
ondulazioni nord-atlantiche – polari ed artiche. Ed allora ecco
che ne esce una stagione piovosa e sotto-media termica per molte
zone italiche, tranne delle eccezioni legate al fatto che il
nostro paese è sviluppato in verticale per molti chilometri e
quindi è quasi impossibile avere la stessa situazione
atmosferica. L’esempio è quello per gli amici del nord-ovest,
che se pur in una condizione migliore rispetto ad un anno fa,
sono ancora sotto un deficit pluviometrico importante. Mentre
sto scrivendo, la penisola si trova ad affrontare una nuova
irruzione artica, entrata dalla valle del Rodano e dalla porta
della Bora, la quale ha formato dapprima un minimo
depressionario che è scivolato verso sud-est ed ora ne ha creato
un altro che dalla Sardegna si sta spostando verso est, sud-est,
andando a condizionare l’atmosfera su tutto il centro-sud,
richiamando aria fredda che impatterà prepotentemente sul
medio-Adriatico. Evidenziamo come nella giornata odierna ci
siano possibilità per nevicate fino a quote basse(400/500m) per
Lazio, Umbria, Marche ed Abruzzo, mentre sarà relativamente più
alta la quota sulle restanti regioni meridionali. Sabato occhio
a tutte le regioni del medio-Adriatico, le quali saranno sotto
il costante rischio di episodi nevosi a quote molto basse
(200-400m), e non sono da escludere episodi di groupel o acqua
mista a neve, su alcune zone di pianura. MA POI COSA ACCADRA’
A LIVELLO CIRCOLATORIO SUL LUNGO TERMINE? La natura tenderà
a far riposare per qualche giorno il nostro mare, andando a far
piombare le nuove saccature dal nord-Europa sulle zone più
occidentali del vecchio continente (Francia e penisola Iberica).
Direi che fino al 24/25 del mese la nuova e temporanea
circolazione sarà improntata sempre da una meridianizzazione
della figura AltoPressoria azzorriana, che tenderà a puntare le
alte latitudini se pur con meno veemenza grazie ad un relativo e
sempre temporaneo rinvigorimento della depressione d’Islanda e
dell’intero Vortice Polare, ma l’inclinazione delle saccature
fredde sarà quella da nord verso sud-ovest, con la nostra
penisola protetta da un onda semi-stazionaria di Alta Pressione
di matrice Sub-Tropicale. L’eccezione potrebbe venire per il
nord-ovest e non sarebbe male, con refoli umidi in rotazione da
sud verso nord-ovest che potrebbero andare ad impattare su
alcune zone e far scaturire qualche salutare pioggia o nevicata
Alpina. Per le altre zone italiche si apre così un periodo di
alcuni giorni caratterizzati da un clima gradevole diurno e
forti escursioni termiche notturne, con il ritorno di nebbie
nelle vallate, pianure ed alcuni litorali. Ma qualcosa
d’importante bolle di nuovo in pentola. Calcolando che parliamo
di lunghissimo termine, prendiamo quello che sto per scrivere
come tale e che entriamo in una sorta di proiezione
sperimentale. Attorno ai giorni che ci porteranno a finire il
mese in corso e l’inizio di dicembre che sancirà l’ingresso
dell’Inverno meteorologico, l’Alta Pressione delle Azzorre
potrebbe approfittare di un nuovo rilassamento delle zone
depresse nord-Europee e del Vortice Polare, puntando nuovamente
verso nord con l’intento di cercare una totale scissione del
Vortice Polare stesso. Se questo progetto troverà possibilità di
riuscita, si verrebbero a creare le condizioni per lo
scivolamento di un vero e proprio blocco artico verso le basse
latitudini europee e la nostra penisola, con un possibile inizio
di una fase molto fredda e perturbata per l’Italia e gran parte
dell’Europa. Situazione che poi andrebbe a condizionare gran
parte del primo mese invernale. Fermiamoci qui ed è
assolutamente vietato viaggiare con la mente! Ho voluto
solamente rendervi partecipi di una possibile soluzione
circolatoria che potrebbe verificarsi più avanti, che per ora
rimane un ipotesi o un progetto in fase embrionale. BUON
WEEKEND.
Stefano Bernardi
Previsore medio-lungo
termine SuperMeteo.com
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Aggiornamento: Lunedì 12 Novembre
2007 - ore 16.00 |
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Siamo entrati nel periodo dell’anno nel quale tutti
ci prepariamo ad affrontare la nuova imminente
stagione, l’Inverno. Ci si prepara con il caldo
domestico, il nuovo abbigliamento, gomme termiche
alle autovetture ed altro. La preparazione viene
anche dal punto di vista meteorologico, soprattutto
a livello previsionale. |
Se prima eravamo abituati a vedere ed analizzare movimenti
circolatori, indici e figure bariche attinenti al semestre
caldo, ora l’analisi prende una piega tutta diversa, con tutti i
parametri meteo-climatici che iniziano a girare in stile
invernale. Sì, quest’anno possiamo proprio dire stile invernale,
perché gli indici con valori in piena norma stagionale, fanno e
faranno girare la ruota meteo-climatica nella giusta direzione.
La nuova stagione avanza, si avvicina e questo è normalmente il
periodo che mostra i primi veri segnali del suo carattere,
aiutata da un campo termico generale ormai quasi come lei
desidera. Ecco allora che questa settimana si formerà sulla
nostra penisola la prima depressione dal carattere freddo tipica
della stagione invernale. Cosa accade e cosa accadrà.
Mercoledì 14 una saccatura Artica, grazie ad una nuova impennata
dell’Anticiclone delle Azzorre verso il nord-Europa, si verrà a
formare sul suo bordo orientale. In tale saccatura scorrerà un
nucleo freddo e perturbato, il quale si butterà sul nostro
Mediterraneo in parte dalla valle del Rodano ed in parte dalla
porta della Bora. Evoluzione questa ottima per la formazione di
un minimo depressionario dal carattere freddo per la nostra
penisola, foriero di precipitazioni per tutto il paese. Da
mercoledì e con molta probabilità per tutto il resto della
settimana, l’Italia verrà interessata da una circolazione
depressionaria che girerà come una trottola sulle nostre
latitudini, spargendo instabilità e perturbabilità qua e là per
il territorio. Il campo termico subirà un deciso e brusco
calo, principalmente sulle regioni del centro-nord e
medio-alto Adriatico, dove la circolazione dei venti sarà
contrassegnata da un Libeccio freddo per le zone tirreniche
centrali e da venti da est su quelle adriatiche. Meno coinvolto
dal calo termico probabilmente il sud tirrenico. Cerchiamo a
questo punto di individuare una previsione per la nostra
penisola nei giorni di mercoledì e giovedì 16, visto che per i
successivi la prognosi rimane riservata per via del movimento
del minimo depressionario ancora non individuabile per il
seguito della settimana. Mercoledì 14: in un contesto di
copertura nuvolosa su tutto il territorio italico, il tempo
perturbato lo ritroveremo principalmente a partire dalla
Romagna, Toscana fino a scendere sul nostro meridione. Più
accentuato ai limiti del maltempo, lo ritroveremo sulla fascia
centrale e zone interne dove gli episodi potrebbero risultare
anche di forte intensità. Le precipitazioni assumeranno
carattere nevoso attorno agli 800/1000m sull’Appennino
centro-settentrionale, con quota in calo fin sui 700m nel corso
della giornata. La quota neve sarà alta per quello meridionale,
anche se durante la serata subirà un calo, fino a portarsi sui
900/1000m sui monti molisani. Giovedì 15: giornata nel
complesso variabile a tratti instabile per gran parte del paese,
tranne che per la Sardegna, dove le condizioni si presenteranno
perturbate. Avremo delle precipitazioni a macchia di leopardo di
difficile collocazione ad oggi, che risulteranno nevose fino a
quote basse sulle regioni del centro-nord. Si tratterà comunque
di precipitazioni irregolari. In conclusione possiamo dire che
ci attende una settimana molto movimentata, con la prima vera
depressione dal carattere freddo accostabile all’Inverno che
spargerà in gran parte della penisola precipitazioni, vento e
freddo, con la neve ben presente soprattutto sui rilievi
appenninici a quote interessanti. Buona settimana.
Stefano Bernardi
Previsore medio-lungo
termine SuperMeteo.com
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DILEMMA NOVEMBRINO: RITORNO AL CLASSICO AUTUNNO O ANTICIPO
D’INVERNO?
Aggiornamento: Giovedì 8 Novembre
2007 - ore 10.30 |
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Iniziamo questo editoriale confermando l’andamento
evolutivo del mese di novembre individuato tempo fa.
Questa prima decade è caratterizzata nell’intero
scomparto Europeo da forti scambi meridiani, con le
saccature Artiche che stanno interessando
principalmente la parte centro-orientale |
La nostra
penisola in questo momento si trova in una sorta di sparti-acque
e viene solamente lambita o parzialmente interessata da tali
saccature o irruzioni, come accadrà nella giornata di venerdì 9.
La seconda decade del mese, dopo un temporaneo e fisiologico
rinforzo Anticiclonico sulle nostre latitudini, inizierà di
nuovo la danza della circolazione meridiana, con nuove saccature
pronte a scendere di latitudine. Due le possibili novità
di tale tendenza. La prima potrebbe essere quella della matrice
delle Irruzioni o saccature, che diverrebbe non più Artica ma
Polare, la seconda sarebbe l’intero spostamento verso ovest
delle strutture bariche e di conseguenza dei movimenti legati
agli scambi meridiani. QUI INIZIA IL DILEMMA! Attorno o
dopo il 15 del mese, l’Azzorriano di nuovo andrà su verso nord a
far visita alle zone Groenlandesi ed una nuova saccatura con
annesso nucleo questa volta Polare, inizierà il suo percorso
verso le basse latitudini Europee. A questo punto entriamo in un
vero e proprio dilemma o rebus meteorologico. Non si
capisce affatto la strada della nuova saccatura, anche se le
sensazioni sono quelle di un ovest-shift rispetto a quelle della
prima decade. Allora facciamo il giochino dei se…! Se andasse a
sfogare tra la Francia Pirenaica e la Spagna centro-occidentale,
ecco che per la nostra Italia si aprirebbe la porta delle piogge
autunnali, soprattutto per il nord e regioni centrali
tirreniche, con un carico di neve per le nostre alpi rilevante.
Se invece l’ondulazione fosse più verticale e quindi con
direttrice nord-sud o nord-sud-est, la situazione diverrebbe non
autunnale ma invernale, con il nostro paese ad avere tempo
perturbato con valori termici inferiori alla norma, e la neve
che cadrebbe copiosa sull’Appennino anche a quote basse. Ma c’è
anche una terza strada! La terza strada o ipotesi, sarebbe
quella che accontenterebbe tutti; ossia quella di una saccatura
Franco-Spagnola all’inizio con piogge abbondanti per il nord,
regioni tirreniche e neve sulle Alpi, poi lo spostamento
dell’intera struttura verso est con un abbassamento sensibile
del campo termico per l’instaurarsi di correnti direttamente
polari e le piogge e le nevicate che andrebbero ad interessare
il centro ed il sud, con l’appennino sotto la neve fino alle
quote basse. Ipotesi questa della terza strada che sinceramente
valuterei molto attentamente, come d’altronde anche quella
dell’ondulazione più verticale. Insomma, un ‘’Lungo Termine’’
difficilissimo da individuare oggi, quindi non ci rimane altro
che seguire attentamente l’evoluzione senza fare proclami.
Stefano Bernardi
Previsore medio-lungo
termine SuperMeteo.com
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L’INVERNO BUSSA ALLA PORTA
Aggiornamento: Lunedì 5 Novembre
2007 - ore 07.00 |
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Il mese di novembre come tutti gli ultimi delle
stagioni, mostra sempre più i connotati della nuova,
anche se il suo aspetto rimane quello dell’Autunno.
Intendiamoci, non è che novembre faccia l’Inverno,
ma certamente, con gli indici in norma, la nuova
stagione inizia a bussare alla porta ed è quello che
accadrà da qui in poi. |
Oggi
cercheremo di individuare tutti i possibili movimenti
meteo-climatici fino alla metà del mese, per cercare di dare una
lettura sul lungo termine che ci accompagnerà. Partiamo da
questa settimana, che ci farà arrivare fino all’inizio della
seconda decade. Iniziano seriamente quei movimenti dettati o
causati dagli indici più volte nominati nei recenti editoriali,
con una novità riguardante quello della QBO: dopo un arresto, ma
sempre in fase negativa, di nuovo è ripreso a scendere e questo
ci porta a pensare ancora con più certezza che il flusso
Atlantico rimarrà ben bloccato e che le rimonte dell’Alta
Pressione oceanica verso nord saranno sempre pronte nel
manifestarsi. A questo punto, visto che siamo entrati nel
periodo legato ai movimenti causati dagli indici spesso citati,
è lecito attenderci i primi attacchi invernali gia a partire da
questa settimana, almeno per quanto riguarda lo scomparto
Europeo centro-orientale.
Come si porrà la nostra penisola a questi primi attacchi?
Innanzitutto diciamo che durante questa settimana gli attacchi
di aria fredda Artica saranno tre, con i primi due che
punteranno direttamente l’est Europeo con riflessi circolatori e
termici anche in Italia. Avremo per tanto una rotazione dei
venti dai quadranti orientali e nord-orientali e le temperature
subiranno un calo moderato, che in alcuni casi nella fascia
adriatica sarà sensibile. Pochi gli effetti atmosferici, salvo
eccezione per una relativa e veloce instabilità sulle regioni
del medio-basso Adriatico. Questa fase sarà a cavallo tra lunedì
5 e giovedì 8. Arriviamo alla fine della settimana, quando un
nuovo affondo Artico dovuto alla posizione dell’Anticiclone
oceanico, irromperà nuovamente verso il centro-est Europeo, ma
con il rischio di avere risvolti più incisivi sulla nostra
penisola. Se la discesa corrodesse di più il bordo orientale
dell’Anticiclone, ecco che la nostra Italia non verrebbe
interessata solamente da un calo termico, ma anche da
un’accentuata instabilità di difficile lettura oggi. Cosa voglio
dire con questo: se andasse così, non sarebbero da escludere
episodi nevosi sulle classiche quote basse del periodo
invernale. Rimane aperta anche un’altra soluzione per questa
tendenza che non è affatto da escludere, ovvero lo spostamento
di tutto l’affondo verso ovest (chiamato ovest-shift). Con
questa ipotesi cambierebbero tutti gli scenari atmosferici, con
un interessamento più diretto ed incisivo per il territorio
italico. Come avrete senz’altro capito, il discorso weekend che
ci proietterà all’inizio della seconda decade rimane molto
incerto e di difficile lettura. Come avrete compreso, sono
iniziati i classici movimenti dell’Inverno 2007/08!
Sul
discorso weekend ci torneremo nel prossimo editoriale, quando
impronteremo tutto il discorso su questa tendenza. Passata la
terza sferzata invernale, con obbiettivi principali non
italici almeno per le prime due come spiegato, i giorni attorno
alla metà del mese potrebbero essere contrassegnati da un
ritorno Anticiclonico fisiologico se pur transitorio. La
temporanea e forte ripresa della Depressione d’Islanda, potrebbe
comportare su parte dell’Europa centrale e meridionale una fase
tardo-Autunnale stabile, con alcuni giorni di calma
meteorologica sul nostro paese. Perché ho usato la parola
transitoria? Nell’ultima decade del mese, dovrebbe iniziare un
rallentamento del Vortice Polare, che quest’anno non sarà mai in
forma per via della lunga attività svolta nello scorso semestre
freddo. Se così fosse, grazie alle figure bariche principali
condizionate dagli indici AMO – QBO e la fase negativa della
NINA, si potrebbero aprire le possibilità per nuovi, ma più
incisivi, scambi meridiani per ondulazioni Artiche con
noccioli o nuclei freddi pronti a scendere giù alle basse
latitudini europee, con la nostra penisola pronta nell’
aggiudicarsene qualcuno. In conclusione, quello che ho voluto
far capire con questo editoriale, è che gia nel mese appena
iniziato la circolazione generale per il Vecchio continente e
l’Italia ha assunto caratteristiche invernali, cosa del tutto
normale quando ci si trova nell’ultimo mese della stagione
autunnale.
Stefano Bernardi
Previsore medio-lungo
termine SuperMeteo.com
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SEMESTRE FREDDO…..SI APRONO LE DANZE
Aggiornamento: Lunedì 29 Ottobre
2007 - ore 15.00 |
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La meteorologia è una materia che appassiona molte
più persone di quante se ne possono immaginare. Ecco
che tra appassionati, amanti delle varie stagioni,
degli eventi atmosferici ed altro, la meteorologia
intesa come materia ad ampio raggio che comprende
anche la semplice curiosità, diventa di enorme
interesse, con ascolti televisivi e radiofonici
rilevanti ed un bacino di accessi via web nei vari
siti elevatissimi. |
Se andiamo
a sondare a questo punto quale periodo dell’anno amano di più
tutte le persone citate ad inizio editoriale, ecco che una
grandissima maggioranza predilige l’Inverno e l’intero semestre
freddo Novembre-Aprile. I motivi sono semplici: la magia dei
paesaggi innevati, il periodo natalizio, il fascino di una
nevicata e gli sport sulla neve. Se vogliamo andare più affondo
nel sondaggio, vediamo che la maggior parte degli amanti del
semestre freddo e dell’Inverno, sono bambini e ragazzi. Del
resto dove c’è magia, non possono mancare i bambini. Giovedì
01 novembre, si da inizio al SEMESTRE FREDDO 2007/2008.
Cosa ci attende dentro la prima decade di questo semestre e
mese? Da tempo ripetiamo come i più importanti indici
meteo-climatici ci indicano una strada molto interessante gia a
partire dal prossimo mese. La QBO, AMO E LA NINA, ormai ci
dicono che se la loro valenza sulla circolazione sarà
importante, i prossimi tre mesi saranno caratterizzati da Alta
Pressione posizionata spesso tra la Penisola Iberica e la
Francia occidentale, con sortite nord-Europee oltre che a
inclinazioni nord-orientali. A questo punto, dopo l’Irruzione
fredda del 20 ottobre scorso molto anomala, pare che un’altra
stia bollendo in pentola , confermando il trend della proiezione
trimestrale fatta qualche giorno fa. Cosa potrebbe accadere
tra la metà e la fine della prima decade di novembre? Nella
consapevolezza che parliamo di Long Range e di una possibile
evoluzione circolatoria e non di previsione, tra il 5 ed il 6
del nuovo mese, l’Anticiclone delle Azzorre posizionato tra
Penisola Iberica ed Oceano Atlantico, potrebbe trovare nuovo
spazio per una rimonta verso le alte latitudini Europee, andando
così a spaccare nuovamente le uova nel Vortice Polare ed a
permettere ad un nucleo Polare o Artico, di scivolare verso sud.
A questo punto in un arco temporale che potremmo definire tra il
7 ed il 10 del mese, il nucleo potrebbe irrompere nel nostro
Mediterraneo, andando così a creare i presupposti, visto il
periodo di tardo Autunno, per la prima vera Irruzione Fredda
assimilabile all’Inverno. Vedremo, per ora è un ipotesi, che
seppur ha delle serie basi di analisi, rimane tale. In un
vecchio editoriale, parlammo anche della fine della falla
Iberica e della seria possibilità che tale figura si venisse a
formare nel Mediterraneo. Dopo molti giorni posso confermare
tale possibilità; grazie alla nuova circolazione che va
creandosi, si sta per aprire un lungo periodo con la presenza di
una relativa falla mediterranea, che non potrà fare altro che
giovarci per le future Irruzioni fredde sulle basse latitudini
Europee. In che modo direte voi? Calamita: queste figure non
fanno altro che calamitare verso di loro le varie perturbazioni
o irruzioni che siano e se la circolazione sarà come penso ormai
da tempo, fatta da scambi meridiani e continentali, ecco che il
nostro mare potrebbe diventare ‘’ meta preferita’’. BUONA
SETTIMANA.
Stefano Bernardi
Previsore medio-lungo
termine SuperMeteo.com
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Aggiornamento: Venerdì 26 Ottobre
2007 - ore 24.00 |
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Il titolo non è un auto complimento, ma spiega bene
in due parole quello che è accaduto, che sta
accadendo e che accadrà. Nell’editoriale del 12
ottobre parlammo di un’evoluzione possibile
spettacolare del mese in corso, con un titolo così:
L’autunno 2007 potrebbe dare spettacolo. |
In sintesi
dicemmo: Prima fase fredda per la stagione con precipitazioni
concentrate principalmente al centro-sud con delle nevicate che
imbiancherebbero l’Appennino a quote basse per il periodo.
Seconda fase più mite ma con il ritorno veemente delle piogge su
buona parte d’Italia e principalmente al centro-nord e zone
tirreniche. Se così fosse, si aprirebbero almeno 6/8 giorni di
“spettacolo autunnale”, dove non mancherebbe veramente niente.
La prima fase ha rispettato quelle che erano le nostre idee
sulla futura evoluzione, con il risultato che tutti sappiamo.
Ora siamo alle soglie temporali della seconda fase, che è
entrata nella tendenza del medio termine. Dopo la prima
tipicamente invernale che ha interessato la nostra penisola
nello scorso weekend e per i primi giorni della settimana, il
Mediterraneo è rimasto sede depressionaria. Ancora ieri, seppur
in un contesto termico più autunnale, si registravano e si
registreranno precipitazioni su gran parte del centro-nord. Nel
prossimo fine settimana, anche se l’Anticiclone delle Azzorre si
allungherà temporaneamente su gran parte d’Europa e sulla nostra
penisola, il nostro mare rimarrà in una sorta di zona ibrida,
dove la pressione non sarà particolarmente elevata, tant’è che
tra il nord-Africa e la penisola Iberica ci sarà una blanda
circolazione ciclonica in quota. Prima di proseguire, vale la
pena segnalare il sensibile rialzo termico che si avrà nel
prossimo weekend nel nostro centro-sud, dovuto al ritorno del
vento di Scirocco, oltre che ad un piccolo contributo
Sub-Tropicale dell’azione stabilizzante Azzorriana. Nel corso
dell’inizio della prossima settimana, l’azione ciclonica prima
descritta, aggancerà delle correnti nord-Atlantiche, le quali
andranno ad approfondire tale struttura, trasformandola in vera
Depressione Mediterranea. Tale struttura, si muoverà da ovest
verso est, andando così ad impattare sulla nostra Italia. I
risultati saranno quelli di tempo perturbato tipicamente
autunnale, con piogge diffuse ed abbondanti un po su tutto il
nostro paese. Dove pioverà. Prendiamo come giornata cruciale,
quella di martedì 30 ottobre. Come detto un po' tutta l’Italia
sarà colpita dalle precipitazioni, anche se il sud attualmente
sembra il meno coinvolto, ma non sarà esente da fenomeni. Le
regioni più colpite saranno quelle centrali, le nord centrali ed
orientali. Il lato tirrenico potrebbe vedere lo sviluppo di
molte cellule temporalesche, le quali potrebbero dare alle
precipitazioni il rischio di diventare abbondanti o violente. Le
Alpi, soprattutto quelle centro-orientali in quota, potrebbero
avere degli accumuli nevosi rilevanti in prospettiva ‘’stagione
sciistica’’. Ovviamente essendo questa appena fatta una
previsione a medio-lungo termine, necessita di ulteriori
conferme. Da seguire. Vogliamo buttare lo sguardo ancora più in
là? Per non forzare questo editoriale con il rischio che diventi
pesante, diciamo semplicemente che ci sono segali e presupposti
per una prima decade di novembre sotto attacchi Polari ed
Artici… ci torneremo! BUON WEEKEND.
Stefano Bernardi
Previsore medio-lungo
termine SuperMeteo.com
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NOVEMBRE – DICEMBRE – GENNAIO
Aggiornamento: Martedì 23 Ottobre
2007 - ore 24.00 |
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Quello che voglio provare a fare oggi, non è una
proiezione stagionale, ma una possibile tendenza
trimestrale. Chiamiamola tendenza, ma come spesso
scrivo, è un esperimento nel cercare di individuare
la circolazione generale sull’Europa e sulla nostra
Italia in un periodo temporale molto lungo. |
Ricapitoliamo: Indice n°1 ‘’AMO’’: indica in poche
parole, se il flusso atlantico è attivo sulla nostra Europa e
principalmente sul quella centro-meridioanle. In questo momento
siamo in una fase positiva (+) , cosa che comporta e comporterà
anche in futuro un blocco di tali correnti, salvo episodi
temporanei. Indice n°2 ‘’QBO’’: indica la direzione dei
venti stratosferici nelle zone equatoriali. Se in una fase
negativa (-), indica la possibile formazione di forti
Anticicloni che bloccano il flusso atlantico e catapultano aria
molto fredda creata dalla divisone e dallo sfaldamento del ‘’vortice
polare’’ verso l’Europa centro-meridionale ed orientale. In
questo momento è in una forte fase negativa (-), fase che ha
toccato il record di negatività. La Nina: sta risultando molto
forte rispetto a quanto si potesse prevedere. Li Nina così forte
è sintomo per l’Europa di un forte Anticiclone sviluppato per
meridiani tra l’Atlantico e penisola Iberica, causa questa di
continui scivolamenti di nuclei artici sul suo bordo orientale.
Mentre sto scrivendo questo editoriale, il valore di essa
risulta in debole risalita e nel complesso moderatamente
negativa. Per quale motivo ho voluto riprendere questi indici
con i loro valori e la Nina? Ve lo spiego subito! In questo
weekend, grazie all’Irruzione Artica che tranquillamente
possiamo definire come Evento Storico per vari motivi
(record di freddo in alcune zone e precipitazioni nevose a quote
molto basse), sono stato al calduccio in famiglia e mentre dalla
finestra assistevo alle prime precipitazioni nevose, con il PC
navigando, navigando, mi sono fatto una ricerca meteo-climatica
del passato. Sono andato a spulciare tutti gli anni con simili
valori in questi indici ed ecco che statisticamente, sbuca fuori
che quasi tutti hanno avuto una stagione Invernale degna di
nota, con eventi anche storici. Il dato che mi premeva di più,
quello che mi ha fatto in un certo senso lavorare parecchio
nella ricerca, era quello sui tempi di condizionamento della
circolazione, ovvero a quando si hanno i primi effetti e la loro
minima durata. Ebbene, dopo un’intera giornata, tra uno sguardo
alla finestra ed un sorso di buon vino abruzzese, sono
arrivato alla conclusione che i primi effetti si hanno tra i 30
ed i 90 giorni e che la durata della circolazione condizionata
da tali indici, si aggira attorno ad un minimo di 90 giorni (3
mesi). A questo punto del discorso, possiamo avere un primo
confortante ed apprezzabile dato, quello dell’inizio di tale
circolazione o evoluzione. Calcolando che gli indici
meteo-climatici prima descritti hanno iniziato a girare su quei
valori attorno alla fine dell’Estate 2007, ecco che sull’inizio
del condizionamento circolatorio abbiamo delle conferme in tal
senso. La prima vera Irruzione Fredda, dovuta al blocco
Atlantico e all’innalzamento dell’Anticiclone delle Azzorre, è
avvenuta attorno al 20 di questo mese, a circa 40-50 giorni dai
primi dati degli indici. A questo punto non è uno sbaglio
pensare che con buone possibilità, i mesi di novembre, dicembre
e gennaio prossimi, vengano seriamente condizionati da frequenti
scambi meridiani con Irruzioni Artiche o Polari sullo scomparto
Europeo centrale, meridionale ed orientale, con il nostro
Mediterraneo spesso interessato. Se vogliamo proprio dirla
tutta, non è nemmeno da scartare l’ipotesi di un ritorno nel
vecchio continente dell’Anticiclone Russo Siberiano nel
trimestre invernale ormai latitante da ben 12 anni. Tornando al
trimestre in questione, se tutto venisse almeno in parte
confermato, potremmo avere un Autunno che finirebbe a livello
termico bene al di sotto della norma, con episodi di stampo
Invernale (vedi l’ultimo) ed i primi due mesi della stagione
fredda che potrebbero farci vivere fasi meteorologiche l’esatto
opposto di quelle dello scorso anno. Perché non sognare un
periodo Natalizio con freddo e qualche bianca sorpresa?....sognare
non fa male! Nello sperare che questo editoriale sia stato
di vostro gradimento e soprattutto trasparente e comprensivo, vi
auguro una buona e serena settimana.
Stefano Bernardi
Previsore medio-lungo
termine SuperMeteo.com
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''L’AUTUNNO SI VESTE D’INVERNO''
Aggiornamento: Mercoledì 17 Ottobre
2007 - ore 15.0 |
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Ebbene sì, lasciando perdere i discorsi sulle
tendenze a lungo termine o quelle delle proiezioni
stagionali, concentriamoci su una fase meteorologica
che ci sta per colpire assai anomala ed eccezionale
per il periodo. |
Ricordando
quanto detto nell’ultimo editoriale, del discorso fatto con il
collega Giuseppe De Vitis a fine settembre, su una prima
possibile fase invernale gia nel finire di Ottobre, tutto mi
sarei aspettato tranne l’anticipo di tale evoluzione e l’entità
della stessa. Iniziamo a precisare che il mio sguardo non è
tanto puntato sulle possibili precipitazioni, ma nel campo
termico, dove le basse temperature potrebbero far
vacillare i record di questo mese. Prima di entrare
nel dettaglio dell’evoluzione per il weekend, vale la pena
sottolineare come da qualche giorno sia iniziato il ‘’toto
Inverno 2007/’08’’ da parte di tutti gli esponenti della
climatologia e meteorologia, soprattutto quelli che sono
presenti nel campo mediatico. Noto che c’è molta paura nel
parlare di una possibile tendenza dal classico sapore
invernale, nonostante gli indici meteo-climatici siano
improntati verso questa direzione. Questa cosa non mi piace a
fatto, perché se si ha paura di parlare del Long Range, è meglio
stare zitti e non apparire perché fa comodo. Il sottoscritto a
novembre scorso fece una proiezione stagionale risultata poi
l’esatto opposto. Con la consapevolezza di aver fatto un
esperimento, mi sono preso tutte le mie responsabilità e
quest’anno non mi sono tirato indietro nel riproporla senza
mascherare quella che è la mia sensazione futura. Molto
probabilmente sono aiutato dal fatto che i miei lettori sanno
benissimo quello che vuol dire ‘’Lungo Termine e Proiezione’’ ed
allora non ho problemi nell’espormi tranquillamente su quelli
che sono due tra i più rognosi ed affascinanti campi della
meteorologia.
WEEKEND:
Nella notte tra venerdì 19 e sabato 20, una saccatura di
aria Artica scivolerà sul bordo orientale dell’Anticiclone delle
Azzorre, impennatosi maestosamente dalla penisola Iberica fin
oltre il nord della penisola Scandinava. Sabato tale scaccatura,
farà irrompere un nucleo di aria molto fredda dalla porta
della Bora per tuffarsi nel nostro mare Adriatico. Domenica
21 avremo la formazione di un nucleo depressionario centrato
al centro-sud versante adriatico, il quale oltre a convogliare
ulteriore aria fredda sulla nostra penisola, attiverà una forte
instabilità sulle regioni centro-meridionali e del medio-basso
Adriatico.
FREDDO:
su quasi tutta l’Italia avremo una diminuzione generale delle
temperature di 10/13°C e si andrà di 6/8°C al di sotto delle
medie del periodo. Per farvi capire ancora meglio, prendiamo
come esempio la temperatura ad 850 hpa (1500m) sui cieli di
Roma; oggi abbiamo un valore di circa +10°C, mentre tra sabato
20 e domenica 21 si avranno valori attorno ai -2°C.
PRECIPITAZIONI:
saranno concentrate al centro-sud ed il medio-basso adriatico,
con i fiocchi di neve che faranno la loro comparsa su tutta la
dorsale Appenninica, principalmente quella esposta ad est, per
effetto dello ‘’stau’’ (addossamento delle nuvole sui monti più
elevati). La quota sarà molto bassa per il periodo (600/700m tra
Marche-Umbria-Lazio orientale-Abruzzo, 1100/1400m tra
Molise-Campania-nord della Puglia). TENDENZA FUTURA:
tanto per essere incoerenti nell’editoriale stesso, parliamo
brevemente di quello che potrebbe accadere nella prossima
settimana. Tra l’inizio e la metà della settimana, la
depressione formatasi grazie alla saccatuta Artica, potrebbe
richiamare un flusso perturbato nord-Atlantico. Fatto questo che
porterebbe ad un aumento relativo delle temperature, ma ad un
passaggio carico di precipitazioni per tutte le nostre regioni,
con piogge da nord a sud e nevicate abbondanti sulle Alpi ed in
quota sull’Appennino (da seguire). Dopo tanto detto,…mi fermo
qui…..per ora!
Stefano Bernardi
Previsore medio-lungo
termine SuperMeteo.com
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PRIMI
EFFETTI DEGLI INDICI METEO-CLIMATICI: ‘’NATALE
D’OTTOBRE’’
Aggiornamento: Lunedì 15 Ottobre
2007 - ore 16.30 |
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Un saluto a tutti cari lettori, da tempo vado
ripetendo che gli indici meteo-climatici quest’anno
sono nelle fasi spesso spiegate, molto accentuate
con addirittura in fase record per quanto riguarda
la QBO.
Tutto questo fa presupporre ad un semestre freddo
Novembre-Aprile sotto correnti meridiane e
continentali nel nostro scomparto Europeo, |
tranne le
classiche pause anticicloniche che stando sempre agli
indici, dovrebbero essere di matrice Sub-Tropicale. Quello che
cerco di far capire da tempo, è che siamo in piena possibilità
di vivere un semestre freddo ed un Inverno degno dei loro nomi.
Mi verrebbe da dire scherzando: fuori i maglioni, piumoni,
guanti e tutti a fare la legna. Con un mio carissimo
collega, Giuseppe De Vitis, verso la fine di settembre, parlai
di una possibile irruzione artica di puro stampo invernale gia
nel finire di questo mese, per poi averne delle altre tra
novembre e dicembre, tant’è che scherzosamente ho
iniziato a cantare ‘’Bianco Natale’’. Ecco che quasi nel
prendermi in giro, la natura propone una vera INVERNATA
attorno al 20 del mese in concomitanza del prossimo weekend, dai
connotati impressionanti per il periodo. Visto la situazione
dalle grosse potenzialità ed il periodo di pieno Autunno, mi
sembra opportuno usare il condizionale sperando nella vostra
comprensione.
Cosa potreb | |