Menu del Tempo

Home

Previsioni Meteo Medio Lungo Termine

Previsioni Meteo Mare

Articoli Meteo

FORUM Foto Meteo del Salento

Agro Meteo Puglia

CLIMA del Salento

- Medie Piogge

- Neve Salento

Piogge Mensili

Temperature Medie ed Estremi

Rete Monitoraggio Stazioni Meteo Salento

Mappe Meteo Real Time

Modello Meteo Puglia Basilicata

 

Previsioni Comunali

Meteo Puglia

Meteo Foggia

Meteo Bari

Meteo Lecce

Meteo Brindisi

Meteo Taranto

 

Osservatorio Meteorologico  di Supersano (Le)

Stazione Meteo Supersano

Archivio Storico Meteo

Cam Botrugno - Lecce

 

 Osservatorio Meteo Parma

webcam parma

webcam Parma

 

Sponsor

Casino online

questi offrono giochi in stile Las Vegas, protezione e sicurezza, con molte possibilità in più di vittoria!

 

Giochi Casino
Vuoi provare a giocare e vincere ai casino online? Entra nella guida numero uno.

 

Affitti Salento

 

Archivio previsioni del tempo anno 2007

a cura di Stefano Bernardi

 

Per consultare le previsioni dell'anno in corso 2007 clicca qui

 

INIZIO ANNO CON READING

Aggiornamento: Venerdì 28 Dicembre 2007 - ore 10.00

Che caos il lungo termine! Tutti i modelli fisico-matematici emettono tendenze l’una differente dall’altra, e se dovessi creare un multimodel virtuale per cercare d’individuarla, non riuscirei a cavare il ragno dal buco… Non mi rimane altro a questo punto che affidare la mia analisi al modello inglese Reading, al quale sono molto legato per via della fiducia che ha saputo conquistarsi.

Va detto in ogni modo che, in ragione della descritta complessità del quadro d’insieme, l’evoluzione è estremamente difficile da individuare, per cui il tutto dovrà essere preso con le giuste cautele del caso e vi esorto a seguire tutti gli aggiornamenti futuri. Cosa accadrà. Il 1 gennaio 2008 vedrà l’Anticiclone delle Azzorre trovare spazio verso nord, per via di una parziale separazione del Vortice Canadese ed una mano tesa dal collega Russo-Scandinavo. Questo movimento permetterà ad un nucleo di aria artica di scivolare sul suo bordo orientale con direzione nord, nord-est verso sud-ovest. Il 2 gennaio mentre l’Anticiclone delle Azzorre ed il Russo-Scandinavo avranno creato un temporaneo ponte alto-pressorio, il nucleo di aria artica avrà raggiunto il medio-versante adriatico, da creare così un minimo depressionario dal carattere freddo proprio su queste zone. Il giorno 03 gennaio, mentre il nucleo di aria fredda sarà posizionato ancora sul medio Adriatico, il ponte alto-pressorio vedrà spezzarsi la sua radice Sub-Tropicale, così da permettere la sua separazione e da far isolare sul centro-nord europeo l’Anticiclone Russo-Scandinavo. A questo punto il risultato sarà quello di forti infiltrazioni atlantiche, con una vasta depressione che potrebbe abbracciare gran parte del territorio italico, centro-settentrionale in primis. Ma quale sarebbero i risultati in termini atmosferici sulla nostra Italia? Tra l’1 ed il 2 del mese si attiverebbero condizioni di tempo perturbato su gran parte delle regioni del versante Adriatico da nord a sud, con nevicate fino a quote molto basse e localmente in pianura sul nord-est, EmiliaRomagna, Umbria, Marche, Abruzzo e Lazio occidentale, mentre risulterebbero a quote medio-basse su quelle meridionali. Il tutto accompagnato da un sensibile calo termico, avvertibile soprattutto al centro-nord lato Adriatico. Il giorno 03 con l’impatto che si avrebbe tra correnti miti atlantiche e quelle presenti artiche, si creerebbero le condizioni ideali per precipitazioni nevose fino a quote molto basse sulle regioni centrali e fino in pianura su quelle settentrionali, mentre si alzerebbe la quota al sud per via dell’ingerenza atlantica. Quest’ultima poi, potrebbe prendere temporaneamente il sopravvento nei giorni a seguire, ma qui si entra nel vero e proprio azzardo. Prima di chiudere l’editoriale, vale la pena ricordare l’enorme discordanza tra i vari modelli fisico-matematici nell’individuare la strada del lungo-termine, da non permettere un analisi decisa ed essenzialmente affidabile. La necessità di elaborare una previsione di massima, seppure dentro mille difficoltà, ha imposto di individuare una delle tante ipotesi emesse dai vari modelli; si è deciso di seguire il solco tracciato da Reading, poiché il sottoscritto ha intrapreso con questo modello, da molto tempo a questa parte, una sorta di collaborazione virtuale.


Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com

UNA CALMA APPARENTE

Aggiornamento: Sabato 22  Dicembre 2007 - ore 22.40

Ben tornato Generale, alle 07:08 sei entrato, trovando una porta aperta da tutti noi amanti e non della meteorologia, perché dopo la tua assenza dello scorso anno, la voglia di rivederti è stata ed è enorme. Dopo l’antipasto delizioso di metà dicembre, ora regalaci altre emozioni, emozioni che non devono solamente allietare il palato di noi amanti, ma anche di quelli che della tua stagione ne fanno la loro vita.

Ben tornato Generale. In questi giorni stiamo vivendo una delle più classiche pause dicembrine, con un Alta Pressione di matrice Europea dal carattere freddo con i suoi massimi pressori attorno all’Europa centro-orientale. Qualcuno gia ha storto il muso, facendo riaffiorare i fantasmi del passato, ma possiamo tranquillamente affermare che l’Inverno 2007/2008 non ha e non avrà assolutamente niente a che fare con quello desolante dello scorso anno. A livello meteorologico è iniziato il 1 dicembre e gia ci ha regalato una retrogressione dal nord della Russia da manuale della meteorologia, spargendo gelo e neve un po’ su tutta la nostra penisola, con le regioni del versante adriatico e del centro-sud a farla da padrone. Anche in questi giorni tutti gli indici meteo-climatici, ci indicano un proseguo di stagione dalle alte potenzialità, a partire gia dalla prima decade del prossimo mese. Andiamo per ordine e diamo uno sguardo alle condizioni atmosferiche che ci attendono tra il 24 ed il 26 di dicembre. Nella vasta struttura anticiclonica che ci circonda, due insidie si stanno facendo avanti: la prima è una vasta circolazione ciclonica che sta gia toccando il nostro centro-nord tirrenico, la seconda è un piccolo nucleo di aria fredda che vaga senza meta oltre le nostre Alpi centro-orientali. Possiamo tranquillamente affermare che non avremo giorni stabili, anzi, ad una certa variabilità si potrà accostare anche una relativa instabilità in alcune zone, con il campo termico che comunque resterà in perfetta norma. 24 dicembre Vigilia di Natale. Avremo una diffusa nuvolosità su tutto lo stivale, con associate delle precipitazioni sparse o a macchia di leopardo su gran parte delle regioni centrali e meridionali, con parte del nord coinvolto. Il sud nella seconda parte della giornata, potrebbe avere anche qualche precipitazione di moderata o forte intensità. Le precipitazioni assumeranno carattere nevoso sulla dorsale Appenninica a partire dai 1400m. Il campo termico sarà in norma o leggermente al di sopra. 25 dicembre 2007 Natale. Un Natale nel complesso variabile, con squarci di sereno accompagnati da altri con cielo nuvoloso. Saranno presenti all’estremo sud ancora delle residue precipitazioni. Il campo termico si presenterà nella norma o leggermente al di sopra, ma dal pomeriggio sarà previsto in diminuzione a partire dal nord. 26 dicembre Santo Stefano. Stesso copione del Natale, con un corpo nuvoloso che potrebbe nuovamente toccare il nostro centro-nord tirrenico. Fin qui, con tutte le precauzioni del caso per la difficile lettura del piccolo nucleo di aria fredda a nord delle Alpi, possiamo dire che ci siamo, senza grossi eventi e senza strutture Alto Pressorie governanti: insomma, ‘’senza infamia e senza lode’’. Come dicevo nel titolo di questo editoriale, mi sembra una calma apparente. Mentre noi vivremo questi giorni in compagnia di tali condizioni atmosferiche, inizieranno le grandi manovre in stratosfera, che pian piano porterà il Vortice Polare ad avere sempre più disturbi fino a subire degli split, compresa la possibilità di averne uno totale e di grossa rilevanza. Con gli attuali e futuri indici, che ci porterebbero ad un nuovo blocco delle correnti atlantiche ed una situazione nel Vortice Polare come prima descritta, a partire dall’inizio del nuovo anno o meglio nel nuovo mese, si potrebbero aprire delle vere e proprie autostrade verso l’Europa centro-meridionale ed orientale alle discese di aria artica o continentali, con la possibilità di avere degli eventi di notevole intensità sul nostro stivale. In conclusione possiamo affermare che i grandi movimenti tipici dei migliori inverni a livello stratosferico e delle varie figure bariche, inizieranno dal Natale, i quali potrebbero farci vivere una tra le più belle stagioni fredde degli ultimi anni. Seguiremo come sempre il tutto e vedremo se la natura vorrà seguire questa strada.


Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com

DOPO I BOTTI DI INIZIO INVERNO, I BOTTI DI CAPODANNO?

Aggiornamento: Giovedì 13 Dicembre 2007 - ore 14.20

…ora torniamo a parlare del futuro, con il Natale alle porte ed un Capodanno da analizzar con le molle, questo editoriale mi entusiasma vuoi per l’euforia dovuta agli effetti di un inizio Inverno pirotecnico dalle bianche sorprese, vuoi per lo studio della tendenza futura che sembra proprio non essere statica.

Dopo l’azione retrograda del nucleo di aria artica-continentale proveniente dal nord-est della Russia che ha sparso gelo e neve in gran parte dell’Italia, ora ci attende un periodo di relativa calma, tipica delle pause invernali dicembrine, che quasi sempre avvengono a ridosso del Natale. Tale pausa, però, non durerà a lungo, perché nel pentolone Inverno, qualcosa bolle di nuovo. Partiamo dal fatto che l’Alta Pressione Scandinava si adagerà sul suo fianco orientale, a tal modo da interessare dal 19 al 23 del mese tutta la nostra penisola, regalandoci giornate spesso soleggiate, in norma termica diurna e nebbie nelle pianure del nord e vallate del centro-sud. L’escursione termica la farà da padrona, con valori minimi spesso sotto lo zero al centro-nord e localmente al sud. Va sottolineato come alcune alture dell’Appennino centrale, ad esempio Campo Imperatore e Campo Felice, potrebbero far registrare valori gelidi, per via di un forte effetto ‘’albedo’’, con punte che potrebbero andare tranquillamente sotto i -20°C. Nei giorni del 24 e 25 dicembre, l’Alta Pressione presente sui nostri paralleli, inizierà a dare dei primi cenni di cedimenti, o meglio dei segni di cambiamento. Tra qualche piccolo nucleo freddo sul centro Europa ed una spinta occidentale, l’intera struttura inizierà a traballare, con un Natale che potrebbe essere relativamente instabile al nord-ovest e zone centro-settentrionali tirreniche, le quali sembrano preannunciarsi alcune precipitazioni che potrebbero essere nevose fino a bassa quota sulle Alpi occidentali e localmente fin sulle zone pianeggianti Piemontesi. Sul resto della penisola il Natale sembrerebbe scorrere sotto cieli per lo più da parzialmente ad irregolarmente nuvolosi, con un campo termico nella norma. Dal 27 in poi le cose inizieranno a farsi serie per due motivi: il primo nasce dal fatto che il nostro Mediterraneo sarà in una sorta di laguna barica a mo’ di falla, con valori di pressioni ibridi; il secondo è la possibile nuova risalita dell’Anticiclone delle Azzorre verso nord. Sia l’Alta Pressione che la falla Mediterranea, a questo punto non potranno fare altro che concorrere verso un nuovo esito sul territorio italico, che potrebbe risultare ancora dalle caratteristiche pienamente invernali. A questo punto prima di elaborare una teorica e possibile tendenza , vale la pena ricordare che parliamo di lunghissimo raggio e che il tutto va preso con le dovute cautele senza farsi illusioni o peggio ancora considerare il tutto una previsione.

Cosa potrebbe accadere. Attorno alla fine dell’Anno o inizio del nuovo, la nuova impennata dell’anticiclone delle Azzorre, andrebbe a sganciare un nucleo di aria polare, il quale inizierebbe un percorso verso il centro-sud europeo. Tale nucleo potrebbe essere attratto dalla laguna barica mediterranea, che con i suoi valori di pressione non elevati, lo farebbe penetrare nel suo cuore. Se questa tendenza si trasformasse in realtà, saranno fondamentali i piccoli movimenti dell’Anticiclone delle Azzorre, i quali decideranno in che modo e forza il nucleo entrerebbe sul nostro mare e da quale porta lo farebbe, se da quella del Rodano o dalla Bora. In conclusione, tra gli scenari possibili per il periodo preso in esame, ho voluto mostrare quello che oltre ad essere senza dubbio a noi più caro, sembra avere anche, a mio parere, più elementi a suo favore. La pausa pre-natalizia e parzialmente natalizia ci sarà senz’altro, ma le cose già si rimuovono!


Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com

GELO E NEVE IN ARRIVO SUL BINARIO ITALIA

Aggiornamento: Giovedì 13 Dicembre 2007 - ore 14.20

Una situazione che seguivamo da molto tempo, tant’è che i modelli non ne vedevano traccia, a parte il solito maestro Reading. Dalla fine del mese di novembre, il sottoscritto si è immerso in un vero e proprio studio del Long Range ai limiti dell’esasperazione, per capire se l’intuito che i vari indici fisico-matematici mi davano, avesse avuto un serio fondamento su una possibile evoluzione che avevo in mente.

I giorni passavano e con loro cresceva la consapevolezza che tale intuito stava diventando un vera e propria tendenza, confermata poi con la visione dei vari modelli. L’Alta Pressione delle Azzorre va su, sale in maniera decisa come non la vedevo da anni, con asse sud-ovest nord-est, si collega con l’Alta Pressione Russa-Scandinava, formando il famoso, classico e meraviglioso Ponte di Wejikoff ed ecco che sul suo bordo orientale si sgancia e scende un nucleo retrogrado di aria continentale con obbiettivo ‘’Italia’’. Il nucleo in queste ore si trova tra Russia, BieloRussia ed Ucraina, con movimento nord-est verso sud-ovest. Tra venerdì e sabato il nucleo impatterà ed entrerà sulla nostra penisola tra la Puglia ed il Molise per poi piegare il suo asse da est verso ovest nord-ovest. Il suo ingresso sarà accompagnato da un valore termico in quota a circa 1400m, di ben -10/-12°C, con l’altro valore a circa 5000m di ben -40°C. Un irruzione per il periodo in essere, permettetemi il termine, ‘’TOSTA’’. Sabato il nocciolo gelido lo ritroveremo con il suo baricentro a ridosso del centro-sud, tra Abruzzo meridionale, Molise, Puglia garganica, Basilicata, Campania e basso Lazio, con valori in quota tra -8/-10°C ed a 5000m attorno ai -40°C. Domenica la posizione rimarrà pressoché invariata, con uno leggero spostamento verso nord-ovest ed un primo ridimensionamento dei valori termici. Il risultato a livello atmosferico sarà quello del gran freddo o gelo per tutto lo stivale e precipitazioni nevose soprattutto al centro-sud fino a quote molto basse e persino lungo le coste per Marche, Abruzzo, Molise e Puglia. Attenzione, non saranno solamente a rischio neve queste zone, ma visto la vorticità del nucleo, l’impatto con il nostro mare ed il richiamo umido da sud-ovest nei bassi strati, anche le regioni centrali tirreniche potrebbero avere delle sorprese bianche, come per il nord centro-occidentale in seguito. Interessante sarà seguire l’evoluzione che tale nucleo prenderà sulle regioni centrali, come tra Abruzzo e Lazio, perché se è pur vero che la prima vedrà senz’altro neve anche nelle zone interne, non escludo la magica possibilità di vedere fiocchi bianchi su Roma (vedremo…). Attorno a martedì e mercoledì della nuova settimana, il nucleo abbandonerà la nostra penisola, ponendo così fine alla prima vera parentesi invernale della nuova stagione. Entreremo in una fase più stabile per l’abbassamento dell’Alta Pressione Scandinava, la quale anche se ci regalerà stabilità ed un relativo aumento delle temperature durante il giorno, ci farà vivere notevoli escursioni termiche, con i valori minimi che spesso andranno sotto lo zero in molte zone del centro e del nord. Occhio alle alture dell’Appennino centrale, come la zona di Campo Felice o di Campo Imperatore, le quali potrebbero regalarci dei valori molto negativi simil Siberia! Dopo questa fase, c’è qualcos’altro che bolle in pentola, una pentola che potrebbe avere una ricetta dalle altissime potenzialità, da farmi rimanere di stucco al solo pensiero!..................!


Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com

SIGNORE E SIGNORI…’’IL GENERALE INVERNO’’.

Aggiornamento: Lunedì 10 Dicembre 2007 - ore 7.30

Si è appena aperta una settimana di alta emotività meteorologica sia per gli addetti ai lavori che per i semplici appassionati o amanti della stagione invernale. Lo scorso anno la stagione fredda è stata latitante nel vero senso della parola, tant’è che l’Inverno 2006/2007 è stato archiviato come “l’anno senza Inverno”.

(Attenzione però, ricordiamoci sempre che prima di quella stagione, la nostra penisola veniva da ben cinque invernate in norma, con svariati episodi freddi e nevosi in varie zone italiche; una stagione sotto tono, quindi, che poteva starci anche se il sotto tono si è trasformato in vera e propria mancanza!).

Il 1 dicembre è entrato il nuovo Inverno, quello 2007/2008, e da parte di tutti, soprattutto di chi del turismo invernale fa pane economico quotidiano, c’è la grossa paura di ripetere un remake dell’anno precedente. ‘’Via i cattivi pensieri ed il pessimismo…..e buona lettura di editoriale!’’ Partiamo dalla prima metà della settimana, quando tra martedì 11 e mercoledì 12 avremo un primo impulso di aria polare che scorrerà sul bordo orientale dell’Anticiclone delle Azzorre, che avrà già iniziato la sua impennata verso le alte latitudini. In Italia si avrà un primo moderato calo termico e molta instabilità atmosferica, al centro prima ed al sud poi, con le precipitazioni che assumeranno carattere nevoso sull’Appennino centrale dai 1100 m iniziali per arrivare attorno ai 700m. Nel frattempo l’Alta Pressione delle Azzorre farà un movimento straordinario verso nord, partendo dal largo della Penisola Iberica fin sul nord di quella Scandinava e della Russia. Movimento questo che permetterà due cose: 1) la formazione del ‘’Ponte di Wejikoff”, 2) la partenza di un nucleo depressionario gelido dai confini Russi-Siberiani verso sud-ovest. Venerdì 14 questo nocciolo gelido si ritroverà quasi a ridosso del nostro Adriatico…e qui finisce la tendenza certa. Apriamo i possibili scenari dal 14 al 19 dicembre. Il primo sarebbe quello di un’entrata franca del nocciolo al centro-sud, con cruento calo termico in tutta la penisola e Marche, Umbria, zone interne del Lazio, Abruzzo, Puglia, Basilicata e Calabria sotto precipitazioni nevose fin a bassa quota per toccare anche le zone pianeggianti. Il secondo vedrebbe un entrata centrale con formazione di minimo depressionario sul medio-basso tirreno con conseguenze nevose fino a quote basse o pianeggianti per il centro-nord e medie per il sud, con la seria possibilità di vedere la neve anche sulle zone pianeggianti tirreniche… sogniamo: neve a Roma. Il terzo con un primo nucleo fermarsi a ridosso del medio-basso Adriatico e neve fino al piano sulle regioni centro-meridionali e con un successivo nucleo che andrebbe a spingere il primo e per poi finire nel bel mezzo del nostro paese, formando una depressione sul centro-nord italico a carattere gelido foriero di nevicate su molte zone della penisola anche in pianura. Il quarto simile al terzo, con infiltrazioni basso atlantiche, quota neve più alta al sud, ma abbondanti nevicate al centro a bassa quota ed al nord fino al piano. Il quinto è il più brutto e se pur con poche possibilità di riuscita è molto importante parlarne: potrebbe abbassarsi troppo il ponte di Wejikoff e far sfuggire il tutto e velocemente verso la Grecia e Turchia e lasciarci completamente fuori dai giochi. Conclusione: avremo dei movimenti delle varie figure bariche tipici dei migliori Inverni passati, con inneschi retrogradi da nord-est verso sud-ovest che ci mettono in seria possibilità nell’avere eventi di rilievo sulla nostra Italia. Avete visto che dei cinque scenari possibili, ben quattro sono da eventi molto freddi e nevosi in dislocazioni ovviamente diverse per l’Italia. Risultano quindi alte le possibilità per una vigorosa irruzione di aria continentale. Bisogna a questo punto attendere i vari run modellistici man mano che ci avvicineremo al 14 dicembre, per capire l’evoluzione finale, che potrebbe riservare scossoni emotivi. BUONA ED APPASIONANTE SETTIMANA METEO!


Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com

L’INVERNO ACCENDE I MOTORI

Aggiornamento: Venerdì 6 Dicembre 2007 - ore 15.50

Quello meteorologico è entrato il primo dicembre, quello astronomico entrerà il 22. Nel bel mezzo degli inizi della nuova stagione, il Generale ha deciso di accendere i motori ed iniziare la sua marcia fino alla Primavera 2008.

Senza tornare sul discorso indici, nina e di quant’altro a livello meteo-climatico, cerchiamo di capire l’evoluzione e la tendenza futura di questo dicembre che è iniziato in maniera movimentata e che certamente non si fermerà più, vuoi a livello precipitativo, vuoi a livello termico.In uno degli ultimi editoriali, parlammo di tre ondulazioni nord-Atlantiche per questa prima decade del mese e puntualmente non siamo e non saremo smentiti, perché dopo la prima di qualche giorno fa, arriveranno le altre due tra l’Immacolata e l’inizio della nuova settimana. La prima attraverserà la nostra penisola soprattutto nella giornata di sabato 8, quando le correnti in quota si butteranno nel Mediterraneo dalla porta del Rodano, causando così la formazione di una ciclogenesi o depressione con un valore che raggiungerà i 995hPa. Il suo passaggio da nord a sud sarà veloce, ma il riversamento dell’aria dall’alto verso il basso, il richiamo di aria più fredda ed appunto l’approfondirsi del minimo barico, darà luogo al più classico del maltempo, principalmente sulle regioni centrali, con precipitazioni sotto forma di rovescio o temporale e nevicate sulla dorsale Appenninica che dai 1400m di quota iniziali, scenderanno fin sugli 800/900m, con sconfinamenti nel finire degli episodi attorno ai 700m. La seconda ondulazione seguirà a ruota la prima e già domenica le sue correnti inizieranno ad entrare ancora una volta dalla porta del Rodano, anche se il posizionamento dell’Anticiclone delle Azzorre più occidentale, non permetterà la formazione di una vera depressione italica e si presenterà nelle vesti d’instabilità a modo di fronti nuvolosi. Compariranno di nuovo delle precipitazioni sempre dal carattere di rovescio o temporale tra la domenica ed il lunedì, che saranno più accentuate al centro e zone interne, con la neve che dapprima sarà relegata sopra i 1500m, che scenderà fin sui 1000m nel finire degli episodi. A questo punto finisce lo spazio temporale della previsione, vuoi perché oltre tale limite non è accettabile ed accettato, vuoi perché si entra in una vera e propria partita a scacchi. Parliamoci chiaro: la media degli spaghi GFS 00 va sotto e non di poco dal 15 in poi, Reading continua nel vedere una possibile formazione di un Alta Pressione nelle alte latitudini europee, il Vortice Canadese ancora ben presente parrebbe rientrare verso ovest e l’Alta delle Azzorre se pur troppo invadente, non sembra conquistarci del tutto. A questo punto mi viene da pensare ad una possibile e teorica tendenza che non ho timore nel proporvi. Dopo queste due ondulazioni nord-Atlantiche, potremmo avere una fase di stasi con calma meteorologica per l’invadenza Azzorriana, ma caratterizzata da correnti orientali da farci stare tranquillamente in media termica o al di sotto. Attorno alla metà o fine della seconda decade, non escludo affatto l’ipotesi di azioni retrograde da est con infiltrazioni basso-atlantiche, da poter innescare situazioni depressionarie sullo stivale con precipitazioni anche nevose alle basse quote. Questa mia ipotesi ha delle serie basi dovuta a calcoli degli indici, delle varie emissioni modellistiche creando una sorta di media, dagli spaghi Gfs e nella pura statistica vedendo altre configurazioni simili del passato. Descritta questa, non posso però che accettare e mettere in conto anche le altre che escono fuori, come la troppa invadenza dell’Hp delle Azzorre che non permetterebbe lo scenario prima descritto e che ci darebbe un andamento sì sotto media termica per le correnti orientali, ma certamente non depressionario per l’Italia. In conclusione possiamo affermare che si tratterà di una vera e propria partita a scacchi meteo-climatica, con il risultato finale tutt’altro che definito.


Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com

PROSSIMO WEEKEND IN COMPAGNIA DI UNA CICLOGENESI MEDITERRANEA

Aggiornamento: Lunedì 3 Dicembre 2007 - ore 13.30

Chi si aspettava da me un editoriale sulla seconda decade o metà di dicembre rimarrà sicuramente deluso, perché con tutta sincerità oggi non mi sento di tracciare una linea di tendenza così lunga, per via della delicata situazione in ogni suo dato, indice, modello e zone geografiche.

Cosa voglio dire con questo: abbiamo ormai da giorni un Alta Pressione sul Polo Nord, gli indici meteo-climatici sono in un'unica direzione, dopo 11 anni si rivede in gran forma l’Anticiclone Russo-Siberiano ed il Vortice Canadese dopo il dieci è visto in relativa ritirata verso la sua sede più naturale. A questo punto gran parte dei modelli sul lungo raggio non intravedono nulla di “interessante” e questa cosa mi lascia assai perplesso. Il motivo della mia perplessità deriva dal fatto che mi sembra molto strano che con quel ben di dio citato prima, ancora non si individui una tendenza votata al freddo. Però ecco che qui viene tesa una mano, quella del modello fisico-matematico Reading, che vede degli scenari futuri più consoni alle figure bariche presenti nello scacchiere globale, …mi avete senz’altro capito! Non voglio aggiungere altro, altrimenti sarei incoerente verso il primo pensiero che ha aperto questo editoriale.

Mentre sullo stivale sono in atto le conseguenze della prima ondulazione nord-Atlantica che attraverserà velocemente il territorio, cerchiamo di capire l’evoluzione e che tipo di tempo ci aspetta per il prossimo weekend, che darà inizio alle festività Natalizie. Ormai la linea è tracciata e tranne grossi scossoni, un’altra ondulazione nord-Atlantica interesserà la il territorio italico. Sabato 8 delle correnti tese provenienti dal nord-ovest europeo, tenderanno a piegare verso il bacino del Mediterraneo occidentale, grazie ad una timida risalita verso nord dell’Anticiclone delle Azzorre. Con molta probabilità l’ingresso di queste correnti avverrà dalla porta del Rodano, permettendo così la formazione di una ciclogenesi o depressione italica, la quale avrà il suo minimo all’inizio del sabato posizionato sulle nostre regioni centro-settentrionali. Domenica 9 la nuova struttura depressionaria si sposterà verso il nostro centro-sud e richiamerà anche una circolazione relativamente fredda dai quadranti nord-orientali che interesserà principalmente il medio-alto Adriatico. Quali saranno le conseguenze di tale situazione in termini atmosferici? Saremo sotto una diffusa instabilità accompagnata da venti sostenuti, con le precipitazioni che saranno più presenti e cospicue sulle regioni centrali e poi meridionali. Attenzione, non farà freddo, ma le temperature saranno in media con il periodo e questo comporterà buone nevicate specialmente sulla dorsale Appenninica, con una quota mediamente attorno ai 1400m. La quota neve visto la formazione della ciclogenesi e di conseguenza dell’alta vorticità in quota, potrebbe risultare in calo, soprattutto nelle zone interne. Insomma, un classico ponte dell’Immacolata, con tempo nel complesso instabile e perturbato che potrebbe poi proiettarci verso il vero Inverno nei giorni a seguire. BUONA SETTIMANA.


Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com

FINO AL PONTE DELL’IMMACOLATA NIENTE FREDDO, MA BUONE ONDULAZIONI NORD-ATLANTICHE

Aggiornamento: Venerdì 30 Novembre 2007 - ore 12.00

L’Inverno meteorologico sta per iniziare e se proprio vogliamo essere cattivi e schietti: non inizierà con il freddo e la neve! Peccato….ma non tanto, perché se vogliamo essere arrabbiati o pessimisti verso una stagione che sta per emettere il primo vagito, facciamo e ci facciamo del male.

Nulla di grave e niente di compromesso! Le manovre per una buona e degna stagione continuano ad esserci e mi vien da esclamare, come un segnale che spesso troviamo sulle nostre strade, ’’Lavori in Corso’’! In attesa quindi della prima vera ondata di freddo dentro la stagione invernale, cerchiamo di capire l’evoluzione e la tendenza per i primi otto giorni del nuovo mese. Non sarà poi così negativa l’evoluzione, anche se gli amanti del freddo non salteranno di gioia. Per capire questa tendenza, oggi faremo una sorta di multimodel personalizzato, unendo i due modelli a me più cari: Reading e Gfs. Dopo un weekend sostanzialmente stabile per il temporaneo allungamento dell’Anticiclone delle Azzorre, una ondulazione nord-Atlantica legata ad una debole risalita dell’Anticiclone stesso verso nord, si muoverà da nord-ovest verso sud-est andando a scivolare tra il 3 ed il 5 lungo il versante Adriatico. Il risultato sarà un moderato calo termico sullo stesso versante con un rinforzo dei venti dai quadranti nord-occidentali accompagnato da una fase seppur temporanea d’instabilità. Nella fase d’instabilità, la quota neve risulterà sull’Appennino attorno ai 1500m, per scendere di quota nel finire degli episodi. Dopo una breve pausa dovuta ad un onda stabilizzante anticiclonica temporanea, tra il 6 e l’8 due nuove ondulazioni una dietro l’altra attraverseranno la nostra penisola, con la seconda che potrebbe rivelarsi più fredda per via del richiamo di correnti orientali al suo passaggio. Le conseguenze saranno simili alla prima, con un passaggio instabile principalmente al centro-sud e versante adriatico, con la neve che farà la sua comparsa sull’Appennino attorno ai 1500m con quota in calo nel finire degli episodi, quota che potrebbe risultare relativamente bassa nella terza ondulazione, quella dell’Immacolata. Fermiamoci qui per adesso, perché andare oltre sarebbe una follia per via della totale incertezza modellistica sul Long Range. C’è un’Alta Pressione sul Polo Nord, il Vortice Canadese potrebbe dopo una temporanea ripresa verso est tornare nelle sue zone, dopo anni si rivede una bell’Alta Pressione Russo-Siberiana, quindi tutto può accadere, basterebbe un minimo movimento in qualche senso che gli scenari cambierebbero in un verso o nell’altro, con una scintilla pronta ad innescare una discesa fredda di rilievo sulla nostra Italia. L’Inverno è al suo primo vagito ed ha molte vitamine a disposizione per crescere in fretta, forte e robusto: QBO negativa, AMO positiva, NINA moderatamente forte, ALTE PRESSIONI nel Polo, ANTICICLONE RUSSO SIBERIANO ben messo. L’ottimismo c’è, poi vedremo i fatti, perché nella meteorologia tutto è possibile e nulla è certo! BUON WEEKEND.


Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com

VORTICE CANADESE….ORA TOCCA A TE!

Aggiornamento: Lunedì 26 Novembre 2007 - ore 16.00

Ci siamo, l’Inverno meteorologico è alle porte e farà il suo ingresso ufficiale sabato 01 dicembre. Nell’ultimo editoriale ‘’Adelante! Adelante!’’ parlammo di come la nuova stagione potesse iniziare già con la pancia piena, per uno split del Vortice Polare che poteva portare un irruzione fredda e decisa sul nostro stivale.

Ma quando si parla di scambi meridiani il discorso sull’effettiva meta finale delle fredde saccature diventa sempre molto arduo, con scenari finali a più opzioni. Tra le varie che dicemmo in quell’occasione c’era anche l’obbiettivo Balcani o Europa dell’est con a noi semplici refoli freddi; proprio questa è diventata la realtà finale, con un po’ di rammarico per noi per le effettive potenzialità della discesa Artica. Consoliamoci dicendo:’’…meglio ora che in Inverno avviato…’’. Torniamo a parlare del futuro, sulla possibile evoluzione e tendenza del prossimo inizio Inverno. Gli indici ci sono, sono andati e stanno andando nella giusta direzione, con valori che ci fanno intravedere movimenti ottimali delle figure bariche per gran parte dello scomparto Europeo ed Italico; la Nina è in stato negativo ottimale per aiutare appunto i movimenti barici ed in più abbiamo un Mediterraneo a modo di falla o laguna barica. Insomma il cocktail Inverno è pronto, ma manca ancora qualcosa per finirlo per poi essere servito: il Vortice Canadese. Il V. Canadese gira come una trottola dal Canada fin sulla Groenlandia e arriva come spesso accade in Islanda, nel luogo dove poi prende il nome locale di Depressione d’Islanda. Questo vortice fin quando sarà allungato molto con puntate sull’Europa settentrionale, non permetterà all’Anticiclone delle Azzorre di ergersi verso nord con decisione, ma di abbassarsi ed ingrassarsi in tal modo da non permettere ai noccioli del Vortice Polare o saccature artiche di dirigersi verso sud e nel nostro Mediterraneo. Ora dipende e dipenderà tutto da lui, perché basterà una sua semplice ritirata verso ovest o un suo arricciamento ad azione retrograda che il nostro Anticiclone delle Azzorre punterà veemente verso nord. Ci sono le basi perché ciò possa accadere, ma per il momento rimangono basi e siamo lontani da certezze. Come propone il modello fisico-matematico Reading nel run 00 di oggi, questa possibilità ci sarebbe attorno al 03 dicembre, con un arricciamento classico del canadese ed una conseguente virata verso nord dell’Azzorriano. Se così fosse gli scenari che si aprirebbero dal 3/5 dicembre sarebbero prettamente invernali con la strada Artica aperta su gran parte dell’Europa compresa la nostra Italia. Se così non fosse ed il Canadese continuerebbe a girare ancora troppo ad est, allora l’appuntamento con il vero Inverno sarà rimandato a data da destinarsi, comunque sempre legato a questa figura. Importantissime saranno le prossime emissioni di Reading, che ritengo il miglior modello nell’individuare i movimenti barici a lungo raggio. Nel frattempo prepariamoci a vivere una classica settimana di fine Autunno, con valori termici in media ed un ritorno delle piogge anche di rilievo per il nostro meridione, in attesa che il Generale 2007/2008 faccia il suo ingresso Sabato 01 dicembre.


Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com

ADELANTE! ADELANTE!

Aggiornamento: Martedì 20 Novembre 2007 - ore 08.00

… “avanti! avanti!’’… diciamocelo pure: non vediamo l’ora che inizi questo benedetto Inverno con la speranza che ci faccia dimenticare l’ultimo trascorso, vissuto con delusione da tante persone, più di quante se ne possano immaginare.

La tristezza dei semplici amanti del freddo e della neve, degli appassionati della meteorologia, dei meteorologi professionisti si è aggiunta al dramma economico vissuto dalle attività commerciali e sportive delle nostre montagne. Ora però ci siamo: l’Autunno meteorologico ha gli ultimi dieci giorni a disposizione, mentre il nuovo Inverno scalpita alle porte. Ecco allora che i modelli fisico-matematici, l’anno scorso i nostri peggior nemici, mostrano oggi un ‘’long range’’ da brividi, emozionante, quasi a volersi far perdonare… Inutile tornare anche questa volta sugli indici meteo-climatici e sulla Niña, troppe volte ne abbiamo parlato negli ultimi editoriali ed allora buttiamoci, senza cadere nell’errore di pensare a previsioni o sicure evoluzioni, sulla tendenza che potrebbe farci vivere un finale di questo mese e l’inizio del prossimo, dai classici sapori invernali tanto amati. Dopo una settimana, la prossima, che pare ben delineata con un affondo Artico diretto sul Golfo di Biscaglia, dove prenderà vita un’ampia circolazione ciclonica estesa fin verso la penisola Iberica che condizionerà il tempo anche da noi con un sensibile rialzo termico, salutari piogge al nord e nevicate in quota sulle Alpi. Attorno al 25, grazie allo spostamento della citata circolazione ciclonica diretta sul Mediterraneo, l’Alta Pressione delle Azzorre troverà nuovamente lo spazio e la forza per andare verso nord, bloccando così, decisamente, (se mai ce ne fosse bisogno) il flusso zonale Atlantico. Questa volta, però la spinta pare essere ancora più forte, al punto di creare una sorta di semi-split del Vortice Polare, che potrebbe dirigere verso l’Europa centrale un nucleo di aria Artica poderoso come non ne abbiamo mai visti lo scorso anno. Fermandoci all’analisi delle 144 ore, ovvero al 25, notiamo come sembra quasi certo lo scivolamento verso sud del nucleo Artico, che per quella data dovrebbe trovarsi a ridosso dell’Inghilterra, Paesi Bassi e Germania. A questo punto diventa difficilissimo capire la collocazione finale di tale nucleo, che molti fattori vedono piombare sul Mediterraneo violentemente con ingresso Rodano, mentre altri lo dirigono verso i Balcani con serie interferenze per noi entranti dalla porta della Bora. Ci sarebbe una terza ipotesi finale, ancora più affascinante, ovvero quella di un ingresso dal Rodano, formazione di minimo depressionario freddo sulla nostra penisola e conseguente ponte Alto-Pressorio sulle alte latitudini, da poter tener così alimentata la circolazione ciclonica da correnti molto fredde con successivi nuovi agganci. Non si può escludere nemmeno l’ipotesi di inclinazione dell’Anticiclone delle Azzorre verso nord-est e freddo gelido in ingresso dall’Adriatico. Consideriamole tutte allora queste ipotesi con il nuovo schema che si va profilando, anche quelle per noi meno redditizie e deludenti. Il tutto potrebbe andare a finire sulla penisola Iberica, con conseguenze tutt’altro che fredde, mi sembra tuttavia la conclusione meno probabile, mentre una virata decisa verso est con semplici refoli da noi, ha qualche punto in più per realizzarsi. Le abbiamo esaminate tutte, ma la cosa fondamentale è che alle 144 ore il disegno generale è stato tracciato e se siamo un pochino fortunati, la stagione invernale 2007/2008 potrebbe iniziare già con la pancia piena.


Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com

PAUSA……E POI L’INVERNO

Aggiornamento: Venerdì 16 Novembre 2007 - ore 08.00

Che Autunno! Mi vien proprio da esclamarlo! Alla faccia dei catastrofismi e di tutti quelli che ci imbottigliano dentro un clima impazzito che non esiste! L’Autunno che il nostro paese sta vivendo entra nella piena normalità climatica, ma visto che è così….nessuno lo dice: perché tranquillizzare la gente che tutto è normale?

Certamente manca l’Atlantico classico delle vecchie stagioni autunnali, ma la sua latitanza è da collegare semplicemente ai nuovi movimenti di figure bariche ed indici meteo-climatici di puro carattere fisiologico e ciclico. Manca l’Atlantico e la natura si sta trovando, anzi si è trovata la sua nuova strada, quella delle ondulazioni nord-atlantiche – polari ed artiche. Ed allora ecco che ne esce una stagione piovosa e sotto-media termica per molte zone italiche, tranne delle eccezioni legate al fatto che il nostro paese è sviluppato in verticale per molti chilometri e quindi è quasi impossibile avere la stessa situazione atmosferica. L’esempio è quello per gli amici del nord-ovest, che se pur in una condizione migliore rispetto ad un anno fa, sono ancora sotto un deficit pluviometrico importante. Mentre sto scrivendo, la penisola si trova ad affrontare una nuova irruzione artica, entrata dalla valle del Rodano e dalla porta della Bora, la quale ha formato dapprima un minimo depressionario che è scivolato verso sud-est ed ora ne ha creato un altro che dalla Sardegna si sta spostando verso est, sud-est, andando a condizionare l’atmosfera su tutto il centro-sud, richiamando aria fredda che impatterà prepotentemente sul medio-Adriatico. Evidenziamo come nella giornata odierna ci siano possibilità per nevicate fino a quote basse(400/500m) per Lazio, Umbria, Marche ed Abruzzo, mentre sarà relativamente più alta la quota sulle restanti regioni meridionali. Sabato occhio a tutte le regioni del medio-Adriatico, le quali saranno sotto il costante rischio di episodi nevosi a quote molto basse (200-400m), e non sono da escludere episodi di groupel o acqua mista a neve, su alcune zone di pianura. MA POI COSA ACCADRA’ A LIVELLO CIRCOLATORIO SUL LUNGO TERMINE? La natura tenderà a far riposare per qualche giorno il nostro mare, andando a far piombare le nuove saccature dal nord-Europa sulle zone più occidentali del vecchio continente (Francia e penisola Iberica). Direi che fino al 24/25 del mese la nuova e temporanea circolazione sarà improntata sempre da una meridianizzazione della figura AltoPressoria azzorriana, che tenderà a puntare le alte latitudini se pur con meno veemenza grazie ad un relativo e sempre temporaneo rinvigorimento della depressione d’Islanda e dell’intero Vortice Polare, ma l’inclinazione delle saccature fredde sarà quella da nord verso sud-ovest, con la nostra penisola protetta da un onda semi-stazionaria di Alta Pressione di matrice Sub-Tropicale. L’eccezione potrebbe venire per il nord-ovest e non sarebbe male, con refoli umidi in rotazione da sud verso nord-ovest che potrebbero andare ad impattare su alcune zone e far scaturire qualche salutare pioggia o nevicata Alpina. Per le altre zone italiche si apre così un periodo di alcuni giorni caratterizzati da un clima gradevole diurno e forti escursioni termiche notturne, con il ritorno di nebbie nelle vallate, pianure ed alcuni litorali. Ma qualcosa d’importante bolle di nuovo in pentola. Calcolando che parliamo di lunghissimo termine, prendiamo quello che sto per scrivere come tale e che entriamo in una sorta di proiezione sperimentale. Attorno ai giorni che ci porteranno a finire il mese in corso e l’inizio di dicembre che sancirà l’ingresso dell’Inverno meteorologico, l’Alta Pressione delle Azzorre potrebbe approfittare di un nuovo rilassamento delle zone depresse nord-Europee e del Vortice Polare, puntando nuovamente verso nord con l’intento di cercare una totale scissione del Vortice Polare stesso. Se questo progetto troverà possibilità di riuscita, si verrebbero a creare le condizioni per lo scivolamento di un vero e proprio blocco artico verso le basse latitudini europee e la nostra penisola, con un possibile inizio di una fase molto fredda e perturbata per l’Italia e gran parte dell’Europa. Situazione che poi andrebbe a condizionare gran parte del primo mese invernale. Fermiamoci qui ed è assolutamente vietato viaggiare con la mente! Ho voluto solamente rendervi partecipi di una possibile soluzione circolatoria che potrebbe verificarsi più avanti, che per ora rimane un ipotesi o un progetto in fase embrionale. BUON WEEKEND.


Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com

L’ INVERNO CI CHIAMA

Aggiornamento: Lunedì 12 Novembre 2007 - ore 16.00

Siamo entrati nel periodo dell’anno nel quale tutti ci prepariamo ad affrontare la nuova imminente stagione, l’Inverno. Ci si prepara con il caldo domestico, il nuovo abbigliamento, gomme termiche alle autovetture ed altro. La preparazione viene anche dal punto di vista meteorologico, soprattutto a livello previsionale.

Se prima eravamo abituati a vedere ed analizzare movimenti circolatori, indici e figure bariche attinenti al semestre caldo, ora l’analisi prende una piega tutta diversa, con tutti i parametri meteo-climatici che iniziano a girare in stile invernale. Sì, quest’anno possiamo proprio dire stile invernale, perché gli indici con valori in piena norma stagionale, fanno e faranno girare la ruota meteo-climatica nella giusta direzione. La nuova stagione avanza, si avvicina e questo è normalmente il periodo che mostra i primi veri segnali del suo carattere, aiutata da un campo termico generale ormai quasi come lei desidera. Ecco allora che questa settimana si formerà sulla nostra penisola la prima depressione dal carattere freddo tipica della stagione invernale. Cosa accade e cosa accadrà.

Mercoledì 14 una saccatura Artica, grazie ad una nuova impennata dell’Anticiclone delle Azzorre verso il nord-Europa, si verrà a formare sul suo bordo orientale. In tale saccatura scorrerà un nucleo freddo e perturbato, il quale si butterà sul nostro Mediterraneo in parte dalla valle del Rodano ed in parte dalla porta della Bora. Evoluzione questa ottima per la formazione di un minimo depressionario dal carattere freddo per la nostra penisola, foriero di precipitazioni per tutto il paese. Da mercoledì e con molta probabilità per tutto il resto della settimana, l’Italia verrà interessata da una circolazione depressionaria che girerà come una trottola sulle nostre latitudini, spargendo instabilità e perturbabilità qua e là per il territorio. Il campo termico subirà un deciso e brusco calo, principalmente sulle regioni del centro-nord e medio-alto Adriatico, dove la circolazione dei venti sarà contrassegnata da un Libeccio freddo per le zone tirreniche centrali e da venti da est su quelle adriatiche. Meno coinvolto dal calo termico probabilmente il sud tirrenico. Cerchiamo a questo punto di individuare una previsione per la nostra penisola nei giorni di mercoledì e giovedì 16, visto che per i successivi la prognosi rimane riservata per via del movimento del minimo depressionario ancora non individuabile per il seguito della settimana. Mercoledì 14: in un contesto di copertura nuvolosa su tutto il territorio italico, il tempo perturbato lo ritroveremo principalmente a partire dalla Romagna, Toscana fino a scendere sul nostro meridione. Più accentuato ai limiti del maltempo, lo ritroveremo sulla fascia centrale e zone interne dove gli episodi potrebbero risultare anche di forte intensità. Le precipitazioni assumeranno carattere nevoso attorno agli 800/1000m sull’Appennino centro-settentrionale, con quota in calo fin sui 700m nel corso della giornata. La quota neve sarà alta per quello meridionale, anche se durante la serata subirà un calo, fino a portarsi sui 900/1000m sui monti molisani. Giovedì 15: giornata nel complesso variabile a tratti instabile per gran parte del paese, tranne che per la Sardegna, dove le condizioni si presenteranno perturbate. Avremo delle precipitazioni a macchia di leopardo di difficile collocazione ad oggi, che risulteranno nevose fino a quote basse sulle regioni del centro-nord. Si tratterà comunque di precipitazioni irregolari. In conclusione possiamo dire che ci attende una settimana molto movimentata, con la prima vera depressione dal carattere freddo accostabile all’Inverno che spargerà in gran parte della penisola precipitazioni, vento e freddo, con la neve ben presente soprattutto sui rilievi appenninici a quote interessanti. Buona settimana.


Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com

DILEMMA NOVEMBRINO: RITORNO AL CLASSICO AUTUNNO O ANTICIPO D’INVERNO?

Aggiornamento: Giovedì 8 Novembre 2007 - ore 10.30

Iniziamo questo editoriale confermando l’andamento evolutivo del mese di novembre individuato tempo fa. Questa prima decade è caratterizzata nell’intero scomparto Europeo da forti scambi meridiani, con le saccature Artiche che stanno interessando principalmente la parte centro-orientale

La nostra penisola in questo momento si trova in una sorta di sparti-acque e viene solamente lambita o parzialmente interessata da tali saccature o irruzioni, come accadrà nella giornata di venerdì 9. La seconda decade del mese, dopo un temporaneo e fisiologico rinforzo Anticiclonico sulle nostre latitudini, inizierà di nuovo la danza della circolazione meridiana, con nuove saccature pronte a scendere di latitudine. Due le possibili novità di tale tendenza. La prima potrebbe essere quella della matrice delle Irruzioni o saccature, che diverrebbe non più Artica ma Polare, la seconda sarebbe l’intero spostamento verso ovest delle strutture bariche e di conseguenza dei movimenti legati agli scambi meridiani. QUI INIZIA IL DILEMMA! Attorno o dopo il 15 del mese, l’Azzorriano di nuovo andrà su verso nord a far visita alle zone Groenlandesi ed una nuova saccatura con annesso nucleo questa volta Polare, inizierà il suo percorso verso le basse latitudini Europee. A questo punto entriamo in un vero e proprio dilemma o rebus meteorologico. Non si capisce affatto la strada della nuova saccatura, anche se le sensazioni sono quelle di un ovest-shift rispetto a quelle della prima decade. Allora facciamo il giochino dei se…! Se andasse a sfogare tra la Francia Pirenaica e la Spagna centro-occidentale, ecco che per la nostra Italia si aprirebbe la porta delle piogge autunnali, soprattutto per il nord e regioni centrali tirreniche, con un carico di neve per le nostre alpi rilevante. Se invece l’ondulazione fosse più verticale e quindi con direttrice nord-sud o nord-sud-est, la situazione diverrebbe non autunnale ma invernale, con il nostro paese ad avere tempo perturbato con valori termici inferiori alla norma, e la neve che cadrebbe copiosa sull’Appennino anche a quote basse. Ma c’è anche una terza strada! La terza strada o ipotesi, sarebbe quella che accontenterebbe tutti; ossia quella di una saccatura Franco-Spagnola all’inizio con piogge abbondanti per il nord, regioni tirreniche e neve sulle Alpi, poi lo spostamento dell’intera struttura verso est con un abbassamento sensibile del campo termico per l’instaurarsi di correnti direttamente polari e le piogge e le nevicate che andrebbero ad interessare il centro ed il sud, con l’appennino sotto la neve fino alle quote basse. Ipotesi questa della terza strada che sinceramente valuterei molto attentamente, come d’altronde anche quella dell’ondulazione più verticale. Insomma, un ‘’Lungo Termine’’ difficilissimo da individuare oggi, quindi non ci rimane altro che seguire attentamente l’evoluzione senza fare proclami.


Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com

L’INVERNO BUSSA ALLA PORTA

Aggiornamento: Lunedì 5 Novembre 2007 - ore 07.00

Il mese di novembre come tutti gli ultimi delle stagioni, mostra sempre più i connotati della nuova, anche se il suo aspetto rimane quello dell’Autunno. Intendiamoci, non è che novembre faccia l’Inverno, ma certamente, con gli indici in norma, la nuova stagione inizia a bussare alla porta ed è quello che accadrà da qui in poi.

Oggi cercheremo di individuare tutti i possibili movimenti meteo-climatici fino alla metà del mese, per cercare di dare una lettura sul lungo termine che ci accompagnerà. Partiamo da questa settimana, che ci farà arrivare fino all’inizio della seconda decade. Iniziano seriamente quei movimenti dettati o causati dagli indici più volte nominati nei recenti editoriali, con una novità riguardante quello della QBO: dopo un arresto, ma sempre in fase negativa, di nuovo è ripreso a scendere e questo ci porta a pensare ancora con più certezza che il flusso Atlantico rimarrà ben bloccato e che le rimonte dell’Alta Pressione oceanica verso nord saranno sempre pronte nel manifestarsi. A questo punto, visto che siamo entrati nel periodo legato ai movimenti causati dagli indici spesso citati, è lecito attenderci i primi attacchi invernali gia a partire da questa settimana, almeno per quanto riguarda lo scomparto Europeo centro-orientale.

Come si porrà la nostra penisola a questi primi attacchi? Innanzitutto diciamo che durante questa settimana gli attacchi di aria fredda Artica saranno tre, con i primi due che punteranno direttamente l’est Europeo con riflessi circolatori e termici anche in Italia. Avremo per tanto una rotazione dei venti dai quadranti orientali e nord-orientali e le temperature subiranno un calo moderato, che in alcuni casi nella fascia adriatica sarà sensibile. Pochi gli effetti atmosferici, salvo eccezione per una relativa e veloce instabilità sulle regioni del medio-basso Adriatico. Questa fase sarà a cavallo tra lunedì 5 e giovedì 8. Arriviamo alla fine della settimana, quando un nuovo affondo Artico dovuto alla posizione dell’Anticiclone oceanico, irromperà nuovamente verso il centro-est Europeo, ma con il rischio di avere risvolti più incisivi sulla nostra penisola. Se la discesa corrodesse di più il bordo orientale dell’Anticiclone, ecco che la nostra Italia non verrebbe interessata solamente da un calo termico, ma anche da un’accentuata instabilità di difficile lettura oggi. Cosa voglio dire con questo: se andasse così, non sarebbero da escludere episodi nevosi sulle classiche quote basse del periodo invernale. Rimane aperta anche un’altra soluzione per questa tendenza che non è affatto da escludere, ovvero lo spostamento di tutto l’affondo verso ovest (chiamato ovest-shift). Con questa ipotesi cambierebbero tutti gli scenari atmosferici, con un interessamento più diretto ed incisivo per il territorio italico. Come avrete senz’altro capito, il discorso weekend che ci proietterà all’inizio della seconda decade rimane molto incerto e di difficile lettura. Come avrete compreso, sono iniziati i classici movimenti dell’Inverno 2007/08!

Sul discorso weekend ci torneremo nel prossimo editoriale, quando impronteremo tutto il discorso su questa tendenza. Passata la terza sferzata invernale, con obbiettivi principali non italici almeno per le prime due come spiegato, i giorni attorno alla metà del mese potrebbero essere contrassegnati da un ritorno Anticiclonico fisiologico se pur transitorio. La temporanea e forte ripresa della Depressione d’Islanda, potrebbe comportare su parte dell’Europa centrale e meridionale una fase tardo-Autunnale stabile, con alcuni giorni di calma meteorologica sul nostro paese. Perché ho usato la parola transitoria? Nell’ultima decade del mese, dovrebbe iniziare un rallentamento del Vortice Polare, che quest’anno non sarà mai in forma per via della lunga attività svolta nello scorso semestre freddo. Se così fosse, grazie alle figure bariche principali condizionate dagli indici AMO – QBO e la fase negativa della NINA, si potrebbero aprire le possibilità per nuovi, ma più incisivi, scambi meridiani per ondulazioni Artiche con noccioli o nuclei freddi pronti a scendere giù alle basse latitudini europee, con la nostra penisola pronta nell’ aggiudicarsene qualcuno. In conclusione, quello che ho voluto far capire con questo editoriale, è che gia nel mese appena iniziato la circolazione generale per il Vecchio continente e l’Italia ha assunto caratteristiche invernali, cosa del tutto normale quando ci si trova nell’ultimo mese della stagione autunnale.


Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com

SEMESTRE FREDDO…..SI APRONO LE DANZE

Aggiornamento: Lunedì 29 Ottobre 2007 - ore 15.00

La meteorologia è una materia che appassiona molte più persone di quante se ne possono immaginare. Ecco che tra appassionati, amanti delle varie stagioni, degli eventi atmosferici ed altro, la meteorologia intesa come materia ad ampio raggio che comprende anche la semplice curiosità, diventa di enorme interesse, con ascolti televisivi e radiofonici rilevanti ed un bacino di accessi via web nei vari siti elevatissimi.

Se andiamo a sondare a questo punto quale periodo dell’anno amano di più tutte le persone citate ad inizio editoriale, ecco che una grandissima maggioranza predilige l’Inverno e l’intero semestre freddo Novembre-Aprile. I motivi sono semplici: la magia dei paesaggi innevati, il periodo natalizio, il fascino di una nevicata e gli sport sulla neve. Se vogliamo andare più affondo nel sondaggio, vediamo che la maggior parte degli amanti del semestre freddo e dell’Inverno, sono bambini e ragazzi. Del resto dove c’è magia, non possono mancare i bambini. Giovedì 01 novembre, si da inizio al SEMESTRE FREDDO 2007/2008. Cosa ci attende dentro la prima decade di questo semestre e mese? Da tempo ripetiamo come i più importanti indici meteo-climatici ci indicano una strada molto interessante gia a partire dal prossimo mese. La QBO, AMO E LA NINA, ormai ci dicono che se la loro valenza sulla circolazione sarà importante, i prossimi tre mesi saranno caratterizzati da Alta Pressione posizionata spesso tra la Penisola Iberica e la Francia occidentale, con sortite nord-Europee oltre che a inclinazioni nord-orientali. A questo punto, dopo l’Irruzione fredda del 20 ottobre scorso molto anomala, pare che un’altra stia bollendo in pentola , confermando il trend della proiezione trimestrale fatta qualche giorno fa. Cosa potrebbe accadere tra la metà e la fine della prima decade di novembre? Nella consapevolezza che parliamo di Long Range e di una possibile evoluzione circolatoria e non di previsione, tra il 5 ed il 6 del nuovo mese, l’Anticiclone delle Azzorre posizionato tra Penisola Iberica ed Oceano Atlantico, potrebbe trovare nuovo spazio per una rimonta verso le alte latitudini Europee, andando così a spaccare nuovamente le uova nel Vortice Polare ed a permettere ad un nucleo Polare o Artico, di scivolare verso sud. A questo punto in un arco temporale che potremmo definire tra il 7 ed il 10 del mese, il nucleo potrebbe irrompere nel nostro Mediterraneo, andando così a creare i presupposti, visto il periodo di tardo Autunno, per la prima vera Irruzione Fredda assimilabile all’Inverno. Vedremo, per ora è un ipotesi, che seppur ha delle serie basi di analisi, rimane tale. In un vecchio editoriale, parlammo anche della fine della falla Iberica e della seria possibilità che tale figura si venisse a formare nel Mediterraneo. Dopo molti giorni posso confermare tale possibilità; grazie alla nuova circolazione che va creandosi, si sta per aprire un lungo periodo con la presenza di una relativa falla mediterranea, che non potrà fare altro che giovarci per le future Irruzioni fredde sulle basse latitudini Europee. In che modo direte voi? Calamita: queste figure non fanno altro che calamitare verso di loro le varie perturbazioni o irruzioni che siano e se la circolazione sarà come penso ormai da tempo, fatta da scambi meridiani e continentali, ecco che il nostro mare potrebbe diventare ‘’ meta preferita’’. BUONA SETTIMANA.


Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com

L’AVEVAMO DETTO

Aggiornamento: Venerdì 26 Ottobre 2007 - ore 24.00

Il titolo non è un auto complimento, ma spiega bene in due parole quello che è accaduto, che sta accadendo e che accadrà. Nell’editoriale del 12 ottobre parlammo di un’evoluzione possibile spettacolare del mese in corso, con un titolo così: L’autunno 2007 potrebbe dare spettacolo.

In sintesi dicemmo: Prima fase fredda per la stagione con precipitazioni concentrate principalmente al centro-sud con delle nevicate che imbiancherebbero l’Appennino a quote basse per il periodo. Seconda fase più mite ma con il ritorno veemente delle piogge su buona parte d’Italia e principalmente al centro-nord e zone tirreniche. Se così fosse, si aprirebbero almeno 6/8 giorni di “spettacolo autunnale”, dove non mancherebbe veramente niente. La prima fase ha rispettato quelle che erano le nostre idee sulla futura evoluzione, con il risultato che tutti sappiamo. Ora siamo alle soglie temporali della seconda fase, che è entrata nella tendenza del medio termine. Dopo la prima tipicamente invernale che ha interessato la nostra penisola nello scorso weekend e per i primi giorni della settimana, il Mediterraneo è rimasto sede depressionaria. Ancora ieri, seppur in un contesto termico più autunnale, si registravano e si registreranno precipitazioni su gran parte del centro-nord. Nel prossimo fine settimana, anche se l’Anticiclone delle Azzorre si allungherà temporaneamente su gran parte d’Europa e sulla nostra penisola, il nostro mare rimarrà in una sorta di zona ibrida, dove la pressione non sarà particolarmente elevata, tant’è che tra il nord-Africa e la penisola Iberica ci sarà una blanda circolazione ciclonica in quota. Prima di proseguire, vale la pena segnalare il sensibile rialzo termico che si avrà nel prossimo weekend nel nostro centro-sud, dovuto al ritorno del vento di Scirocco, oltre che ad un piccolo contributo Sub-Tropicale dell’azione stabilizzante Azzorriana. Nel corso dell’inizio della prossima settimana, l’azione ciclonica prima descritta, aggancerà delle correnti nord-Atlantiche, le quali andranno ad approfondire tale struttura, trasformandola in vera Depressione Mediterranea. Tale struttura, si muoverà da ovest verso est, andando così ad impattare sulla nostra Italia. I risultati saranno quelli di tempo perturbato tipicamente autunnale, con piogge diffuse ed abbondanti un po su tutto il nostro paese. Dove pioverà. Prendiamo come giornata cruciale, quella di martedì 30 ottobre. Come detto un po' tutta l’Italia sarà colpita dalle precipitazioni, anche se il sud attualmente sembra il meno coinvolto, ma non sarà esente da fenomeni. Le regioni più colpite saranno quelle centrali, le nord centrali ed orientali. Il lato tirrenico potrebbe vedere lo sviluppo di molte cellule temporalesche, le quali potrebbero dare alle precipitazioni il rischio di diventare abbondanti o violente. Le Alpi, soprattutto quelle centro-orientali in quota, potrebbero avere degli accumuli nevosi rilevanti in prospettiva ‘’stagione sciistica’’. Ovviamente essendo questa appena fatta una previsione a medio-lungo termine, necessita di ulteriori conferme. Da seguire. Vogliamo buttare lo sguardo ancora più in là? Per non forzare questo editoriale con il rischio che diventi pesante, diciamo semplicemente che ci sono segali e presupposti per una prima decade di novembre sotto attacchi Polari ed Artici… ci torneremo! BUON WEEKEND.


Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com

NOVEMBRE – DICEMBRE – GENNAIO

Aggiornamento: Martedì 23 Ottobre 2007 - ore 24.00

Quello che voglio provare a fare oggi, non è una proiezione stagionale, ma una possibile tendenza trimestrale. Chiamiamola tendenza, ma come spesso scrivo, è un esperimento nel cercare di individuare la circolazione generale sull’Europa e sulla nostra Italia in un periodo temporale molto lungo.

Ricapitoliamo: Indice n°1 ‘’AMO’’: indica in poche parole, se il flusso atlantico è attivo sulla nostra Europa e principalmente sul quella centro-meridioanle. In questo momento siamo in una fase positiva (+) , cosa che comporta e comporterà anche in futuro un blocco di tali correnti, salvo episodi temporanei. Indice n°2 ‘’QBO’’: indica la direzione dei venti stratosferici nelle zone equatoriali. Se in una fase negativa (-), indica la possibile formazione di forti Anticicloni che bloccano il flusso atlantico e catapultano aria molto fredda creata dalla divisone e dallo sfaldamento del ‘’vortice polare’’ verso l’Europa centro-meridionale ed orientale. In questo momento è in una forte fase negativa (-), fase che ha toccato il record di negatività. La Nina: sta risultando molto forte rispetto a quanto si potesse prevedere. Li Nina così forte è sintomo per l’Europa di un forte Anticiclone sviluppato per meridiani tra l’Atlantico e penisola Iberica, causa questa di continui scivolamenti di nuclei artici sul suo bordo orientale. Mentre sto scrivendo questo editoriale, il valore di essa risulta in debole risalita e nel complesso moderatamente negativa. Per quale motivo ho voluto riprendere questi indici con i loro valori e la Nina? Ve lo spiego subito! In questo weekend, grazie all’Irruzione Artica che tranquillamente possiamo definire come Evento Storico per vari motivi (record di freddo in alcune zone e precipitazioni nevose a quote molto basse), sono stato al calduccio in famiglia e mentre dalla finestra assistevo alle prime precipitazioni nevose, con il PC navigando, navigando, mi sono fatto una ricerca meteo-climatica del passato. Sono andato a spulciare tutti gli anni con simili valori in questi indici ed ecco che statisticamente, sbuca fuori che quasi tutti hanno avuto una stagione Invernale degna di nota, con eventi anche storici. Il dato che mi premeva di più, quello che mi ha fatto in un certo senso lavorare parecchio nella ricerca, era quello sui tempi di condizionamento della circolazione, ovvero a quando si hanno i primi effetti e la loro minima durata. Ebbene, dopo un’intera giornata, tra uno sguardo alla finestra ed un sorso di buon vino abruzzese, sono arrivato alla conclusione che i primi effetti si hanno tra i 30 ed i 90 giorni e che la durata della circolazione condizionata da tali indici, si aggira attorno ad un minimo di 90 giorni (3 mesi). A questo punto del discorso, possiamo avere un primo confortante ed apprezzabile dato, quello dell’inizio di tale circolazione o evoluzione. Calcolando che gli indici meteo-climatici prima descritti hanno iniziato a girare su quei valori attorno alla fine dell’Estate 2007, ecco che sull’inizio del condizionamento circolatorio abbiamo delle conferme in tal senso. La prima vera Irruzione Fredda, dovuta al blocco Atlantico e all’innalzamento dell’Anticiclone delle Azzorre, è avvenuta attorno al 20 di questo mese, a circa 40-50 giorni dai primi dati degli indici. A questo punto non è uno sbaglio pensare che con buone possibilità, i mesi di novembre, dicembre e gennaio prossimi, vengano seriamente condizionati da frequenti scambi meridiani con Irruzioni Artiche o Polari sullo scomparto Europeo centrale, meridionale ed orientale, con il nostro Mediterraneo spesso interessato. Se vogliamo proprio dirla tutta, non è nemmeno da scartare l’ipotesi di un ritorno nel vecchio continente dell’Anticiclone Russo Siberiano nel trimestre invernale ormai latitante da ben 12 anni. Tornando al trimestre in questione, se tutto venisse almeno in parte confermato, potremmo avere un Autunno che finirebbe a livello termico bene al di sotto della norma, con episodi di stampo Invernale (vedi l’ultimo) ed i primi due mesi della stagione fredda che potrebbero farci vivere fasi meteorologiche l’esatto opposto di quelle dello scorso anno. Perché non sognare un periodo Natalizio con freddo e qualche bianca sorpresa?....sognare non fa male! Nello sperare che questo editoriale sia stato di vostro gradimento e soprattutto trasparente e comprensivo, vi auguro una buona e serena settimana.


Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com

''L’AUTUNNO SI VESTE D’INVERNO''

Aggiornamento: Mercoledì 17 Ottobre 2007 - ore 15.0

Ebbene sì, lasciando perdere i discorsi sulle tendenze a lungo termine o quelle delle proiezioni stagionali, concentriamoci su una fase meteorologica che ci sta per colpire assai anomala ed eccezionale per il periodo.

Ricordando quanto detto nell’ultimo editoriale, del discorso fatto con il collega Giuseppe De Vitis a fine settembre, su una prima possibile fase invernale gia nel finire di Ottobre, tutto mi sarei aspettato tranne l’anticipo di tale evoluzione e l’entità della stessa. Iniziamo a precisare che il mio sguardo non è tanto puntato sulle possibili precipitazioni, ma nel campo termico, dove le basse temperature potrebbero far vacillare i record di questo mese. Prima di entrare nel dettaglio dell’evoluzione per il weekend, vale la pena sottolineare come da qualche giorno sia iniziato il ‘’toto Inverno 2007/’08’’ da parte di tutti gli esponenti della climatologia e meteorologia, soprattutto quelli che sono presenti nel campo mediatico. Noto che c’è molta paura nel parlare di una possibile tendenza dal classico sapore invernale, nonostante gli indici meteo-climatici siano improntati verso questa direzione. Questa cosa non mi piace a fatto, perché se si ha paura di parlare del Long Range, è meglio stare zitti e non apparire perché fa comodo. Il sottoscritto a novembre scorso fece una proiezione stagionale risultata poi l’esatto opposto. Con la consapevolezza di aver fatto un esperimento, mi sono preso tutte le mie responsabilità e quest’anno non mi sono tirato indietro nel riproporla senza mascherare quella che è la mia sensazione futura. Molto probabilmente sono aiutato dal fatto che i miei lettori sanno benissimo quello che vuol dire ‘’Lungo Termine e Proiezione’’ ed allora non ho problemi nell’espormi tranquillamente su quelli che sono due tra i più rognosi ed affascinanti campi della meteorologia.

WEEKEND: Nella notte tra venerdì 19 e sabato 20, una saccatura di aria Artica scivolerà sul bordo orientale dell’Anticiclone delle Azzorre, impennatosi maestosamente dalla penisola Iberica fin oltre il nord della penisola Scandinava. Sabato tale scaccatura, farà irrompere un nucleo di aria molto fredda dalla porta della Bora per tuffarsi nel nostro mare Adriatico. Domenica 21 avremo la formazione di un nucleo depressionario centrato al centro-sud versante adriatico, il quale oltre a convogliare ulteriore aria fredda sulla nostra penisola, attiverà una forte instabilità sulle regioni centro-meridionali e del medio-basso Adriatico.

FREDDO: su quasi tutta l’Italia avremo una diminuzione generale delle temperature di 10/13°C e si andrà di 6/8°C al di sotto delle medie del periodo. Per farvi capire ancora meglio, prendiamo come esempio la temperatura ad 850 hpa (1500m) sui cieli di Roma; oggi abbiamo un valore di circa +10°C, mentre tra sabato 20 e domenica 21 si avranno valori attorno ai -2°C.

PRECIPITAZIONI: saranno concentrate al centro-sud ed il medio-basso adriatico, con i fiocchi di neve che faranno la loro comparsa su tutta la dorsale Appenninica, principalmente quella esposta ad est, per effetto dello ‘’stau’’ (addossamento delle nuvole sui monti più elevati). La quota sarà molto bassa per il periodo (600/700m tra Marche-Umbria-Lazio orientale-Abruzzo, 1100/1400m tra Molise-Campania-nord della Puglia). TENDENZA FUTURA: tanto per essere incoerenti nell’editoriale stesso, parliamo brevemente di quello che potrebbe accadere nella prossima settimana. Tra l’inizio e la metà della settimana, la depressione formatasi grazie alla saccatuta Artica, potrebbe richiamare un flusso perturbato nord-Atlantico. Fatto questo che porterebbe ad un aumento relativo delle temperature, ma ad un passaggio carico di precipitazioni per tutte le nostre regioni, con piogge da nord a sud e nevicate abbondanti sulle Alpi ed in quota sull’Appennino (da seguire). Dopo tanto detto,…mi fermo qui…..per ora!


Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com

PRIMI EFFETTI DEGLI INDICI METEO-CLIMATICI: ‘’NATALE D’OTTOBRE’’

Aggiornamento: Lunedì 15 Ottobre 2007 - ore 16.30

Un saluto a tutti cari lettori, da tempo vado ripetendo che gli indici meteo-climatici quest’anno sono nelle fasi spesso spiegate, molto accentuate con addirittura in fase record per quanto riguarda la QBO.

Tutto questo fa presupporre ad un semestre freddo Novembre-Aprile sotto correnti meridiane e continentali nel nostro scomparto Europeo,

tranne le classiche pause anticicloniche che stando sempre agli indici, dovrebbero essere di matrice Sub-Tropicale. Quello che cerco di far capire da tempo, è che siamo in piena possibilità di vivere un semestre freddo ed un Inverno degno dei loro nomi. Mi verrebbe da dire scherzando: fuori i maglioni, piumoni, guanti e tutti a fare la legna. Con un mio carissimo collega, Giuseppe De Vitis, verso la fine di settembre, parlai di una possibile irruzione artica di puro stampo invernale gia nel finire di questo mese, per poi averne delle altre tra novembre e dicembre, tant’è che scherzosamente ho iniziato a cantare ‘’Bianco Natale’’. Ecco che quasi nel prendermi in giro, la natura propone una vera INVERNATA attorno al 20 del mese in concomitanza del prossimo weekend, dai connotati impressionanti per il periodo. Visto la situazione dalle grosse potenzialità ed il periodo di pieno Autunno, mi sembra opportuno usare il condizionale sperando nella vostra comprensione.

Cosa potreb