Archivio previsioni del tempo anno 2009
a cura di Stefano Bernardi 

Clicca per consultare le previsioni dell'anno in corso

PONTE DEL 1 MAGGIO TRA L’ALTA PRESSIONE E QUALCHE INSIDIA

Aggiornamento: Martedì 30 Aprile 2009 - ore 10.30

Tutto sommato non possiamo lamentarci nell’analisi barica-atmosferica riguardante il prossimo ponte festivo del 1 maggio, specialmente dopo il lunghissimo periodo piovoso che il nostro stivale ha vissuto e tutt’ora sta vivendo.

Venerdì 1 maggio, la spinta dell’Anticiclone delle Azzorre si farà finalmente più decisa verso est, dovuta ad un forte arricciamento di una profonda depressione a sud della Groenlandia ed al polo attrattore che farà il campo anticiclonico Europeo presente con il suo baricentro sui paesi Scandinavi.

Tutto questo permetterà nel corso del prossimo WeeKend, la formazione di un ponte Anticiclonico tra quello Azzorriano e quello Europeo, così da inserire tutta la fascia dell’Europa centrale da ovest verso est, all’interno di un’unica figura di pressione alta e livellata.

L’Italia si troverà nella parte meridionale ed orientale di tale struttura barica ed ecco perché nel titolo dell’editoriale compare “…qualche insidia…’’.

L’intero ponte del 1 maggio per la nostra penisola, sarà caratterizzato da tempo nel complesso Anticiclonico, ma con aria fredda in scorrimento da nord-est verso sud-ovest sul bordo orientale dell’Alta Pressione, con interessamento principale del nostro versante Adriatico centrale e meridionale.

Cerchiamo ora di capire cosa ci aspetterà a livello atmosferico.

 

Venerdì 1 maggio: giornata nel complesso stabile al nord e variabile sulle altre zone, con qualche nuvolaglia in più al sud. Nelle ore pomeridiane e serali si accenderà della relativa instabilità, con il rischio di qualche acquazzone o temporale sulla dorsale Appenninica e Alpi centro-orientali. Al sud, lato Adriatico, il rischio sarà presente anche sulle zone costiere. Circolazione dei venti orientale, mari nel complesso da poco mossi a mossi e temperature nella norma al nord e al di sotto di qualche grado al centro-sud.

 

Sabato 2 maggio: sostanziale stabilità atmosferica sull’intero stivale, salvo il rischio di una relativa instabilità sulla dorsale Appenninica, sud e Sardegna, principalmente nelle ore pomeridiane. Circolazione dei venti orientale, mari da poco mossi a mossi e temperature nella norma.

 

Domenica 3 maggio: quadro generale simile ai giorni precedenti, salvo la possibilità d’instabilità più accentuata sul medio e basso versante Adriatico e zone interne del centro, dove potrebbero presentarsi degli episodi più convincenti a sfondo temporalesco. Circolazione dei venti sempre orientale, con il moto ondoso del mare Adriatico in aumento e temperature in diminuzioni al centro ed al sud. Sull’Appennino centrale non si escludono episodi nevosi fino a toccare i 1600/1700m.

 

In conclusione possiamo affermare che il ponte del 1 maggio sull’Italia sarà caratterizzato dalla variabilità atmosferica, con l’insidia dell’instabilità dietro l’angolo soprattutto sulla dorsale Appenninica e regioni centro-meridionali, in primis quelle del versante Adriatico


Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com

Il mio racconto di quella terribile, indelebile notte...

Aggiornamento: Martedì 21 Aprile 2009 - ore 16.00

Dal 16 dicembre 2008, come molte famiglie aquilane, anche i miei cari ed io cominciamo a convivere con la paura del terremoto, paura che diventa angoscia e poi ossessione dalla metà di gennaio, quando le scosse cominciano a presentarsi ripetutamente nel corso delle giornate.

Dagli inizi di marzo, mia moglie ed io maturiamo la decisione di far dormire le bambine nel nostro letto matrimoniale, e di tenere in camera da letto, una bottiglia di vetro rovesciata, che cadendo avrebbe dovuto svegliarci ai primi tremoli e gli scuri della finestra aperti per consentire,
all’occorrenza, una rapida fuga dal giardino.
Domenica 5 aprile, dopo un paio di giorni trascorsi senza avvertire scosse, decidiamo, quasi per esorcizzare la paura, di riportare le bambine a dormire nella loro camera, che si trova al secondo piano della casa.
Attorno alle 22:45 vado nella stanza delle piccole per dare loro il classico bacio della buona notte e scendo nella camera matrimoniale, ma prima di mettermi a letto sussurro a mia moglie che non mi sento tranquillo.
Passa solo qualche minuto ed un boato fortissimo ci piomba addosso come un macigno, la casa trema, la paura sale alle stelle…
Corro dalle bambine le prendo e le riporto nel nostro letto.
Un paio di ore più tardi una nuova violenta scossa, un nuovo rombo, di nuovo il sangue ghiacciato nelle vene.
Rimango sveglio, seduto sul letto a guardare fuori dalla finestra, mentre mia moglie e le bambine riescono a prendere sonno.
Attorno alle 2 e mezzo ho la sensazione che un mostro sia lì fuori, nascosto chissà dove e decido di non dormire rimanendo seduto ancora sul bordo del letto con lo sguardo fisso alla finestra.
Alle 3 i miei occhi si appesantiscono, la tensione si alleggerisce e rannicchiato mi stendo sul ciglio del letto.
Alle 3.32 il mostro viene fuori: un boato assordante, continuo, crescente, la mia camera la mia casa, tutto, sembrava essere stato improvvisamente scaraventato dentro una centrifuga in pieno movimento, mobili e oggetti che cadevano, ante dell’armadio che si aprivano e chiudevano in una frazione di secondo, il frastuono, il frastuono, il frastuono, la luce che non c’era, il buio più totale.
Abbracciamo le bambine e cerchiamo di arrivare alla finestra, quel mostro impedisce i nostri movimenti: due passi avanti e subito due indietro, riesco ad arrivare alla finestra, aprirla e con una gamba già fuori, sento nel frastuono le tegole cadere e mi blocco con la famiglia tra le braccia aspettando che passi….non finiva mai… non finiva mai….. ...  ...poi finalmente, dopo 21 interminabili secondi, l’inferno si placa.
Metto al sicuro la mia famiglia fuori, io rientro e, durante una seconda scossa, riesco a prendere il cane e via verso la macchina.
Mentre il paese è nel panico più totale, riesco a raggiungere una zona tra Lucoli e Roio tranquilla, lontano dall’abitato, fermo la macchina che balla in continuazione per le numerosissime ulteriori scosse.
I miei occhi, quelli di mia moglie, delle bambine e persino quelli del cane, sembrano specchi vuoti in cui si riflette solo il terrore…
Il resto lo sapete… la mia famiglia ed io ci sentiamo dei miracolati.
Bisogna ricominciare, rialzarsi e ripartire, come ancora non lo sappiamo, ma lo faremo!...
L’Aquila IMMOTA MANET.

Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com

MISTERO DI PASQUA (Prima parte)

Aggiornamento: Venerdì 3 Aprile 2009 - ore 11.20

Il tormentone è iniziato: che tempo farà per Pasqua?

 

Partiamo subito col dire che ad oggi, con tutta la buona volontà possibile, è impossibile tracciare una tendenza decisa per il lungo ponte pasquale.

Studiando ed analizzando le forze meteo-climatiche in gioco, con i movimenti delle figure bariche fino alle 144 ore, si nota come la tendenza pasquale è in mano ad un nucleo perturbato freddo nord-Atlantico, alla presenza di un vasto campo Anticiclonico Russo-Scandinavo ed una goccia depressionaria in pieno Oceano Atlantico.

Se vogliamo provare a formulare delle ipotesi di tendenza, oggi mi sentirei di dividerla in tre possibili soluzioni:

1) Un nucleo di aria nord-Atlantica si butta sulla nostra penisola dalla porta del Rodano e della Bora con formazione depressionaria che sarebbe in grado di attirare anche correnti fredde dalla figura anticiclonica Russo-Scandinava, con conseguenze atmosferiche perturbate e fredde per lo stivale.

2) Il nucleo nord-Atlantico entra nel Mediterraneo occidentale con richiamo mite ed umido sulla nostra penisola, con conseguenze atmosferiche miti ma piovose per molte regioni.

3) Il nucleo punta la penisola Iberica e l’Italia sarà interessata da una classica rimonta anticiclonica Sub-Tropicale con clima stabile e temperature sopra la media.

 

Mi sembra opportuno a questo punto fermarsi qui con questo editoriale, per riprendere il discorso la prossima settimana, quando sicuramente il Mistero Pasquale potrà essere risolto e svelato (…continua…).


Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com

FINE MESE CON LA PIOGGIA

Aggiornamento: Mercoledì 25 Marzo 2009 - ore 15.00

Dopo la parentesi invernale attorno all’Equinozio con un secondo impulso freddo che ha attraversato l’Italia nella giornata del 24, marzo ci regalerà una parentesi piovosa, classica del Mediterraneo occidentale e della stessa stagione primaverile.

Grazie a dell’aria artica che si muoverà da nord-est verso sud-ovest a occidente del Vecchio Continente, con meta finale la Francia e penisola Iberica, si attiverà nel Mediterraneo occidentale a ridosso delle isole Baleari, una vasta depressione carica di energia che si verrà a creare con il contrasto dell’aria fredda e il respiro mite del nord-Africa.

La nuova struttura depressionaria di pura matrice mediterranea, durante gli ultimi giorni del mese, si muoverà da ovest verso est, andando a interessare l’intera penisola italiana, con gli effetti maggiori soprattutto sulle regioni centro-settentrionali e il versante tirrenico.

Oltre alle piogge che saranno in alcuni casi insistenti e localmente dal carattere temporalesco, assisteremo a un consistente aumento delle temperature, soprattutto al centro-sud, a causa del forte richiamo meridionale da Libeccio e Scirocco che la depressione mediterranea andrà ad attivare.

Aumento termico che farà salire sensibilmente la quota neve, principalmente sulla dorsale Appenninica.

In conclusione prepariamoci a vivere da sabato 28 e fino alla conclusione del mese, il lato piovoso della Primavera, con un clima nel complesso tipico della stagione mediterranea intermedia, che si alterna a brevi fasi stabili, come a colpi di coda invernali.


Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com

…EQUINOZIO BIRICHINO…

Aggiornamento: Martedì 17 Marzo 2009 - ore 08.30

L’Ultimo editoriale, scritto l’8 marzo, s’intitolava così:‘’Dalla Primavera di metà mese, al colpo di coda dell’Inverno?’’.
Con il nuovo possiamo in sostanza confermare quanto il nostro occhio lungo ci diceva più di una settimana fa.
Il tutto condito con la simpatica coincidenza dell’Equinozio di Primavera, che avverrà venerdì 20 alle ore 11:44.

Si cari lettori, l’Italia sta per vivere il più classico dei ‘’Colpi di coda dell’Inverno’’, proprio in concomitanza dell’Equinozio primaverile.
Da venerdì 20 e per tutto il prossimo WeeKend, lo stivale sarà interessato da un nucleo di aria artica retrogrado che dalla Scandinavia si muoverà da nord-est verso sud-ovest, sfociando sulla nostra penisola dalla porta della Bora.
La causa di questa evoluzione barica, sarà l’imperiosa struttura anticiclonica di matrice Azzorriana e nord-Africana che si disporrà per meridiani dalla penisola Iberica fino all’Islanda, per poi ruotare con la sua punta verso i paesi Scandinavi.
Le prime disgregazioni del Vortice Polare dovute alla nuova stagione ormai alle porte, permetteranno a un nucleo di aria artica figlio dello stesso V.P di scivolare sul bordo orientale della struttura anticiclonica, con obbiettivo appunto, la nostra Italia.
Trattandosi di un’irruzione di aria fredda rilevante in un contesto di clima ormai primaverile, le conseguenze atmosferiche saranno molto incerte ed imprevedibili fino all’ultimo, per i forti contrasti termici che si verranno a creare nelle basse, medie ed alte quote.
Assodato che ci saranno con molta probabilità svariati episodi temporaleschi, legati a un sensibile calo delle temperature, la protagonista in assoluto sarà la neve, che scenderà fino a quote molto basse per il periodo, toccando addirittura con molta probabilità alcune zone di pianura.
Proviamo a individuare dove e a che quote potrebbe nevicare tra venerdì 20 e domenica 22.

Venerdì: Trentino, Friuli, Veneto, EmiliaRomagna, Toscana, Umbria, Marche e Abruzzo la quota neve sarà tra la media e bassa collina, con il rischio di episodi anche in pianura, soprattutto nella serata e notte successiva. Molise, Puglia garganica, Lazio meridionale attorno ai 400/600m. Basilicata, il restante della Puglia e la Calabria centro-settentrionale mediamente attorno ai 700m.

Sabato: Marche, Umbria, Abruzzo, zone interne del Lazio e Molise quota attorno ai 100/200m, con sconfinamenti anche sulle coste. Campania, nord della Puglia e della Basilicata attorno ai 200/300m. Le restanti zone del sud attorno ai 400m.

Domenica: fenomeni nevosi legati all’instabilità sulle Marche, Umbria, Abruzzo, Molise e nord della Puglia attorno ai 300m, sulle restanti zone meridionali a partire dai 600/700m.

Il consiglio, in un contesto evolutivo molto delicato di una irruzione di aria artica ad inizio Primavera, è quello di seguire tutti gli aggiornamenti prima dell’evento, per poi vivere il classico now casting, perché l’imprevedibilità atmosferica è figlia di tale situazione barico-atmosferica.


Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com

DALLA PRIMAVERA DI META’ MESE, AL COLPO DI CODA DELL’INVERNO?

Aggiornamento: Lunedì 9 Marzo 2009 - ore 09.30

Marzo continua con il suo normale e classico decorso caratterizzato dalla dinamicità.
Dopo la vasta e profonda depressione creata dall’aria artico-polare marittima che è sfociata nel Mediterraneo occidentale tra giovedì 5 e sabato 6, la seconda domenica del nuovo mese è stata caratterizzata per gran parte dello stivale dalla stabilità atmosferica e da un generale aumento termico.

Tralasciando quello che accadrà nel corso dei prossimi ed immediati giorni, che seguiremo con le previsioni a breve e medio termine, cerchiamo di capire la nuova tendenza sul long range.
Continueremo nella dinamicità barica ed atmosferica, con la Primavera che si farà sentire attorno alla metà del mese e l’inverno che potrebbe ripresentarsi a ridosso della fine della seconda decade.
Nella parte finale della nuova settimana, il temporaneo ricompattamento del Vortice Polare, permetterà all’Anticiclone delle Azzorre il distendersi sui paralleli oceanici ed europei, con la sua parte orientale che abbraccerà interamente la nostra penisola, supportato a tutte le quote da una debole matrice nord-africana.
Le conseguenze atmosferiche per lo stivale, saranno quelle di un fine settimana tipicamente primaverile, con stabilità su tutte le regioni ed un aumento sensibile delle temperature da garantire, soprattutto durante le ore diurne, un clima molto gradevole, da riprendere negli armadi i primi veri abiti leggeri tipici del prossimo semestre caldo.
L’Inverno che uscirà definitivamente di scena il prossimo 20 marzo alle ore 11:44, sembrerebbe non rimanere indifferente, con un sussulto degno del suo nome che potrebbe caratterizzare il Mediterraneo occidentale e la nostra penisola a ridosso della fine della seconda decade del mese.
Attorno a quei giorni il Vortice Polare subirà la classica disgregazione dovuto alla stagione primaverile ormai alle porte, lasciando spazio così alle spinte meridiane dell’Anticiclone delle Azzorre di spingersi verso nord.
Seguendo tutti i vari indici meteo-climatici, uniti a qualche uscita modellistica, pensare ad un’irruzione di aria artica o continentale verso la nostra Italia, non è un’ipotesi remota, quindi dopo la bella parentesi primaverile del prossimo week-end, successivamente potremmo avere quello che il mese di marzo nel corso degli anni ci ha spesso servito, ossia “Il Colpo di coda dell’Inverno”.


Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com

ASSAGGIO DI PRIMAVERA… ASSAGGIO!

Aggiornamento: Martedì 24 Febbraio 2009 - ore 15.00

La persistenza della circolazione fredda da nord - nord-est che sta interessando la penisola italiana dall’11 febbraio, uscirà di scena a partire dal prossimo giovedì 26.
In questa lunga fase barica-atmosferica tipicamente invernale, sull’Italia non è mancato proprio nulla, con il freddo che si è fatto sentire in maniera anche cruda, le precipitazioni nevose che hanno interessato principalmente le regioni del versante adriatico con accumuli di rilievo per alcune città costiere, venti forti e mari molto mossi o agitati.

Tutto questo, come scritto prima, ce lo lasceremo alle spalle fra 48 ore, con una parentesi che ci farà sentire i primi tepori primaverili, ma che non ci dovrà fare illudere che l’Inverno sarà fuori dai giochi nel corso del prossimo mese.
Cerchiamo di capire quello che accadrà nel prossimo WeeKend, con uno sguardo anche oltre.
Tra venerdì 27 e sabato 28, l’intera vecchia saccatura artica si sposterà sull’estremo est europeo, mentre un’ondulazione nord-atlantica piegherà al largo della penisola Iberica.
Tra queste due figure si innalzerà un temporaneo promontorio anticiclonico, con una radice non particolarmente forte, ma di matrice nord-Africana.
La giornata di sabato 28, ultimo giorno del mese in corso e dell’Inverno meteorologico, sarà caratterizzata da una diffusa stabilità atmosferica accompagnata da un campo termico decisamente gradevole soprattutto nei valori massimi, con punte che potranno toccare o aggirarsi attorno ai +15/+17°C soprattutto nelle pianure del nord, parte del centro e la Sardegna ed in zone del sud, principalmente sulla Sicilia.
Domenica 1 marzo, inizio della Primavera meteorologica, la stabilità atmosferica inizierà ad essere scalfita da alcune correnti occidentali alle quali saranno legati dei sistemi nuvolosi che porteranno alcune precipitazioni al nord-ovest e zone tirreniche, in estensione poi anche su molte delle regioni centrali.
Il campo termico tuttavia, se pur in un contesto di debole diminuzione, rimarrà su valori gradevoli, con l’assaggio di Primavera che ancora si farà sentire su gran parte dello stivale.
Il titolo di questo editoriale, deve farci intendere come il mese di marzo ha ed avrà frecce nel suo arco per portarci a vivere episodi invernali tipici del periodo, comunemente chiamati ‘’Colpi di coda dell’inverno’’.
Se buttiamo lo sguardo molto in avanti, ci sono segnali a tal proposito, con una possibile discesa del Vortice Polare verso le basse latitudini europee attorno al 6-8 marzo, dovuto al posizionamento dell’Anticiclone delle Azzorre in pieno Oceano Atlantico, al suo rigonfiamento ed allo sviluppo in un contesto di meridianità.
Se a questo ci uniamo il fisiologico cedimento dello stesso Vortice Polare a causa della nuova stagione ed il rallentamento probabile della grande circolazione depressionaria canadese, ecco che l’ipotesi 6-8 marzo prende punti sulla sua realizzazione.
Ovviamente ora non serve a nulla cercare di capire gli eventuali effetti atmosferici per le nostre lande, ma certamente il consiglio è quello di tenere sempre a portata di mano: ombrelli, giacche, guanti, sciarpe e cappelli, perché marzo è e sarà sempre ''Amico dell’Inverno''.


Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com

CIRCOLAZIONE INVERNALE ANCORA A LUNGO

Aggiornamento: Martedì 17 Febbraio 2009 - ore 09.00

La circolazione invernale, tipica del territorio italiano, iniziata l’11 di febbraio scorso con una saccatura artica che ha abbracciato l’intera penisola, non ci lascerà ancora durante questa settimana e con molta probabilità neanche nell’ultima decade di febbraio.

Cerchiamo di capire ed analizzare l’evoluzione barica-atmosferica sulla nostra penisola e l’intera Europa nei prossimi giorni, cercando di spingerci fino ai primi giorni della terza decade del mese in corso.
Tra mercoledì 18 e giovedì 19 un nucleo di aria artico-continentale in moto retrogrado, entrerà sulla penisola italiana direttamente dalla porta della Bora, scorrendo in seguito da nord verso sud lungo tutto il versante adriatico, con un raggio d’azione che interesserà gran parte delle regioni centrali e meridionali.
Le conseguenze atmosferiche saranno quelle di un sensibile calo termico su tutto lo stivale (principalmente sul versante adriatico) e di tempo perturbato su gran parte delle regioni centrali e meridionali, con nevicate anche di forte intensità fino a quote basse e localmente di pianura, soprattutto per Marche, Abruzzo, Molise e parte della Puglia.
Tra venerdì 20 e domenica 22, le condizioni atmosferiche sull’Italia saranno caratterizzate dalla variabilità, per una temporanea ripresa alto-pressoria, che tuttavia manterrà correnti orientali verso il nostro territorio, tanto da non permettere un deciso rialzo termico se non di debole o quasi moderata entità.
Spingendoci con lo sguardo attorno al 23-24 del mese, l’Inverno sembra voler di nuovo fare la voce grossa, questa volta ritornando su una direttrice meridiana da nord verso sud.
I primi segnali verso questa nuova tendenza, ci mostrano come l’Alta Pressione delle Azzorre possa avere un’impennata verso il nord-Europa, con il suo cuore tra la penisola Iberica e l’Oceano Atlantico.
La conseguenza sarebbe quella dello scivolamento di un nucleo di aria polare-marittima verso sud, con ancora una volta il Mediterraneo a fare da meta, probabilmente con interessamento più centrale.
Se questa nuova tendenza prendesse piede e venisse confermata nel corso dei prossimi giorni, l’ultima decade del mese potrebbe essere caratterizzata ancora da una circolazione tipicamente invernale, con l’Italia che avrebbe ancora a che fare con episodi perturbati dal carattere freddo.
Come sempre seguiremo il tutto con la massima attenzione, aggiornandovi sistematicamente con le nuove tendenze del ’’Long Range’’.


Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com

IL GENERALE INVERNO FARA’ LA VOCE GROSSA ANCHE NELLA PROSSIMA SETTIMANA

Aggiornamento: Mercoledì 11 Febbraio 2009 - ore 09.30

L’inverno, quello vero delle irruzioni fredde nel Mediterraneo, non ci lascerà facilmente e nella prossima settimana  ci terrà ancora compagnia con sviluppi tutti da seguire e valutare.

Diciamo subito che ogni modello fisico matematico negli ultimi aggiornamenti sta dando una versione diversa della tendenza, con scenari nel loro complesso invernali, ma con risvolti italici diversi a seconda delle zone.

Il mio compito quest’oggi è molto difficile e non nascondo il fatto che ero ad un passo dal rinunciare a questo editoriale e rimandare l’elaborazione in un altro momento di uniformità modellistica.

Ma proviamoci ugualmente:

A partire da lunedì 16 un nuovo impulso di aria artica all’interno della saccatura già esistente sull’Europa centro-orientale, si muoverà in moto retrogrado dalla Scandinavia verso sud, sud-ovest.

Tra lunedì 16 e martedì 17, il nucleo si troverà a ridosso della nostra penisola e sarà pronto per irrompere nel Mediterraneo, apportando un nuovo calo termico e possibile condizioni perturbate sullo stivale.

Qui nasce il dilemma: come e da dove entrerà sulla penisola? In che modo instabilizzerà il nostro mare? Sarà possibile la formazione di una depressione?

Come scritto precedentemente i modelli danno ognuno una lettura e non esiste minimamente uniformità di veduta.

L’ipotesi che mi viene in mente in questo momento, è quella di un ingresso o di un passaggio relativamente più occidentale, con correnti entranti dalla Bora in primo momento, ma con piegamento dal Rodano subito dopo, per un relativo cedimento dell’Alta Pressione di blocco e per la presenza della barriera Alpina.

Se così fosse si assisterebbe alla formazione di un minimo depressionario sul Tirreno, con la possibilità di vedere nevicate più o meno a basse quote su molte regioni.

A questo punto gran parte della nuova settimana potrebbe essere caratterizzata ancora da freddo ed ulteriori precipitazioni nevose, che potrebbero verificarsi anche sulle zone tirreniche del nostro paese oltre che su i versanti adriatici.

Fermiamoci qui per il momento  con questa ipotesi del tutto personale, con la consapevolezza che la nuova evoluzione potrà avere dei cambiamenti più o meno significativi rispetto a quanto scritto.


Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com

DALL’11 FEBBRAIO SI CAMBIA… ARRIVA IL FREDDO

Aggiornamento: Venerdì 6 Febbraio 2009 - ore 09.30

La lunga fase atmosferica legata all’ampia depressione posizionata sull’ovest del vecchio continente sta per finire, con la penisola italiana che probabilmente a partire dall’11 febbraio vivrà una lunga fase atmosferica e barica tipica della seconda metà dell’Inverno, con freddo e nevicate fino alle quote basse.

A partire da mercoledì 11 febbraio, il rallentamento o arricciamento del Vortice Canadese, permetterà all’Anticiclone delle Azzorre di muoversi in maniera meridiana verso nord, con una radice Sub-Tropicale che si posizionerà tra il nord-Africa e la penisola Iberica.
Questa nuova posizione dell’Anticiclone delle Azzorre, non farà altro che andare a “prendere” i vari nuclei depressionari artici, figli di una disgregazione del Vortice Polare avvenuta per un forte riscaldamento in stratosfera che si è portato fino alla troposfera, per farli scorrere sul suo bordo orientale.
Con molta probabilità questa nuova posizione dell’Anticiclone delle Azzorre prenderà il carattere di persistenza, per via di alcuni indici meteo-climatici che la vedono posizionata, come scritto precedentemente, con la sua radice Sub-Tropicale a ridosso del nord-Africa e penisola Iberica, con direttrice sud-nord o sud-ovest – nord-est.
Il carattere di persistenza che si potrebbe andare ad instaurare insieme alla situazione di disgregazione del Vortice Polare, andrebbe ad aprire un lungo periodo per la nostra penisola caratterizzato da più episodi dal carattere freddo, per il susseguirsi di nuclei artici in movimento verso l’Europa centrale e meridionale, con il Mediterraneo spesso meta finale.
Il primo sfocerà sul mare nostro e quindi sull’Italia tra l’ 11 ed il 12 del mese, con probabile ingresso dalla porta del Rodano con conseguente formazione di una depressione dal carattere freddo.
Il risultato sarebbe quello di tempo perturbato su gran parte delle regioni ed un sensibile calo termico, più accentuato al nord ed al centro, con la neve che cadrebbe nuovamente fino in pianura al nord, ma questa volta raggiungerebbe le basse quote anche sulle regioni centrali, soprattutto attorno al 13-14.
Mi piacerebbe ora continuare l’analisi ancora più a lungo nell’arco temporale, ma la situazione che si sta per delineare è e sarà molto particolare per i motivi prima descritti.
Certamente possiamo affermare che la penisola italiana dall’11 febbraio entrerà in un lungo periodo prettamente invernale, caratterizzato da discese di aria artica e formazione di depressioni dal carattere freddo, che potrebbero vedere coinvolte tutte le nostre regioni in maniera differente a seconda delle traiettorie dei nuclei e del posizionamento dei vari centri di bassa pressione.
Il consiglio è quello di seguire tutti gli aggiornamenti dei prossimi giorni, per quello che potrebbe essere il periodo più interessante a livello barico-atmosferico dell’Inverno 2008-2009.


Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com

PRIMI GIORNI DI FEBBRAIO CON LO SCIROCCO

Aggiornamento: Venerdì 30 Gennaio 2009 - ore 14.00

Nell’ultimo editoriale del 20 gennaio parlammo della possibilità di un inizio di azioni artiche che potevano prendere il sopravvento dopo la lunga parentesi atlantica.
A livello europeo possiamo confermare la nuova evoluzione, con una forte azione di anti-zonalità che caratterizzerà il vecchio continente.

I risvolti per l’Italia sulla nuova circolazione europea, saranno di segno opposto rispetto al centro-nord per la legge ferrea delle dinamiche bariche-circolatorie.
Nei primi giorni di febbraio una forte azione gelida retrograda di componente artica, scorrerà sul bordo orientale di un campo di Alta Pressione posizionato a ridosso dei paesi scandinavi.
Il nucleo camminerà da est verso ovest attraversando l’Europa centro-settentrionale con meta finale l’Inghilterra.
Mentre la massa gelida procederà in maniera retrograda, un’altra di origine opposta scorrerà con il classico movimento da ovest verso est dall’Oceano Atlantico verso l’Europa, con meta finale la penisola Iberica.
A questo punto è facile immaginare che le due azioni avranno modo di dialogare tra loro o addirittura unirsi nella parte meridionale, cosi da creare attorno al 3 febbraio un unico vasto e profondo nucleo depressionario dal carattere freddo che abbraccerà tutta l’Europa occidentale da nord a sud.
L’Italia si troverà in tutto questo complesso sistema nella parte meridionale, quindi la conseguenza sarà quella di una circolazione proveniente da sud sull’intera penisola, con lo Scirocco protagonista ed il ritorno, se di ritorno possiamo parlare, delle piogge su molte regioni, mentre sarà ancora la volta della neve al nord, che in un primo momento cadrà anche nelle zone di pianura.
Il campo termico sarà, come facilmente immaginabile, in sensibile aumento per via della circolazione sciroccale, che porterà le temperature ad 850 hPa nella libera atmosfera da un attuale sotto-media ad un sopra-media, con valori che dai -2°C dell’Italia centrale si porteranno ai +4°C.
Ricordiamo che quando parliamo di 850 hPa stiamo calcolando valori termici attorno ai 1500 m di altitudine nella libera atmosfera.
Fermiamoci qui per il momento e non andiamo oltre con la distanza, perché quello che potrebbe accadere dal 5-6 del nuovo mese in poi è impossibile capirlo oggi, proprio per la complessità del sistema barico-circolatorio prima descritto.


Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com

ARRIVA L’ATLANTICO… POI L’ARTICO?

Aggiornamento: Martedì 20 Gennaio 2009 - ore 09.00

Nell’ultimo editoriale di una settimana fa parlammo di come la vecchia circolazione atlantica, nord-atlantica, potesse prendere il sopravvento nel corso della settimana appena entrata.
In linea generale possiamo confermare quanto detto, con ovviamente aggiustamenti del caso in fase previsionale.

Arriveranno piogge, vento e nevicate copiose sulle Alpi, mentre a differenza di quando potesse sembrare alcuni giorni fa, le nevicate saranno relegate a quote elevate sull’Appennino almeno in un primo momento, per l’entrata troppo occidentale delle stesse correnti.
La prima azione perturbata atlantica è ormai imminente, che sarà in azione sulla penisola oggi martedì 20 e fino a giovedì 22 con le conseguenze prima descritte.
La seconda passerà sulle lande italiane nel corso del prossimo fine settimana, con azioni atmosferiche simili, anche se andranno analizzate bene per possibili aggiustamenti, ma probabilmente più produttive al centro-nord.
In conclusione possiamo tranquillamente affermare che la settimana appena entrata vedrà come protagonista assoluto dello scenario europeo ed italico il vecchio e tante volte cercato Atlantico.
La stagione invernale giunta nella sua seconda parte a livello meteorologico, ma attenzione non a quello astronomico perché è quella che conta con i tempi dettati dalla natura, mostrerà ancora il suo volto freddo?...Ci saranno occasioni per assaporare il vero gusto delle irruzioni del Generale?
Il titolo di questo editoriale lascia spazio a queste speranze ovviamente per chi ha gusti in tal senso.
Cosa potrebbe accadere tra fine mese ma ancora di più ad inizio Febbraio.
Nell’alta stratosfera del Vortice Polare siamo di fronte ad uno forte riscaldamento che splitterà in maniera completa tale figura.
Il riscaldamento eccezionale in stratosfera, sarà conseguenza anche di uno sconquasso nella più bassa troposfera con conseguenze tutte da valutare.
L’ipotesi che oggi verrebbe fuori sarebbe quella di una separazione o semi-separazione del Vortice Polare anche in troposfera, con le figure bariche che a quel punto si comporterebbero in tal senso:
Alta Pressione delle Azzorre che si spingerebbe verso nord posizionandosi per meridiani, e uno o più nuclei di aria artica legati al Vortice polare che scenderebbero verso sud sul bordo orientale della stessa Alta Pressione.
A quel punto se le posizioni delle figure bariche fossero posizionate come da consuetudine soprattutto nella seconda parte della stagione, che vede il perno dell’Alta Pressione sulla penisola Iberica, l’Italia si potrebbe trovare sotto il tiro delle correnti o nuclei artici.
Vedremo e seguiremo il tutto, perché il discorso e l’evoluzione stessa è di enorme complessità e la distanza temporale non indifferente.


Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com

ARRIVA L’ATLANTICO DEL GENERALE

Aggiornamento: Mercoledì 14 Gennaio 2009 - ore 09.00

Spesso ci si dimentica di come la stagione invernale possa avere svariate frecce al suo arco per quanto riguarda la circolazione ad ampia scala globale ed europea.
L’Inverno vero non è solamente l’Anticiclone Russo-Siberiano o Irruzioni Artiche, ma anche una circolazione predisposta da ovest, nord-ovest verso est, sud-est.

Il grande Andrea Baroni (che ancora oggi ricordo con vivissima ammirazione), già negli anni ‘70-‘90, parlava nella trasmissione ‘’Che tempo fa’’ di freddo e neve a quote basse in arrivo dal Canada, indicando sulla carta sinottica europea del tempo del giorno dopo, la traiettoria delle correnti da nord-ovest verso sud-est.
Ebbene l’Inverno 2008-2009 pare volerci regalare anche questa circolazione “di vecchio stampo”.
A partire dal 19/20 del mese in corso, un’azione nord-atlantica legata al Vortice Polare e partita dal Canada nord-orientale, entrerà sulla penisola italiana dalla porta del Rodano, approfittando della posizione dell’Anticiclone delle Azzorre molto occidentale ma ben disteso e ad ampio raggio.
Gli effetti atmosferici sarebbero quelli di un calo termico generale e precipitazioni su tutto lo stivale, con quota neve molto bassa al nord ed a quote collinari sulla dorsale appenninica.
Da tale momento in avanti, la predisposizione delle più importanti figure bariche, lascia pensare ad un proseguimento addirittura accentuato della circolazione atlantica, che possiamo definire “Atlantico Freddo“.
Tra il 21 ed il 24 del mese, la posizione dell’Anticiclone delle Azzorre - in pieno atlantico ma ben gonfio - e quella del collega Russo-Siberiano - bene esteso fin sulla Russia ed i paesi Scandinavi - permetterebbero alle correnti nord-atlantiche di crearsi un canale circolatorio da nord-ovest verso sud-est, con interessamento pieno dell’Europa settentrionale centrale e mediterranea e l’Italia sotto il tiro delle perturbazioni o fronti perturbati dal carattere freddo.
Insomma, l’Inverno 2008-2009 continuerà certamente il suo decorso che possiamo definire perturbato, con nuove precipitazioni, nuovo freddo ed altra neve, questa volta tutto legato alla vecchia ed affascinante circolazione dell’ “Atlantico Freddo’’.


Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com

6-8 GENNAIO…SARA’ ANCORA INVERNO

Aggiornamento: Domenica 4 Gennaio 2009 - ore 13.00

Confermata, seppur con le inevitabili differenze dovute all’ampio anticipo della precedente tendenza, la nuova fase di tempo invernale sulla penisola italiana, con il nord e parte del centro direttamente coinvolti, meno il sud, soprattutto a livello termico.
Un nucleo di aria artica, scorrendo sul bordo orientale dell’Alta Pressione,

posizionata per meridiani con asse sud-ovest - nord-est tra il largo della penisola Iberica e la Groenlandia, si staccherà in modo retrogrado tra il 5 ed il 6 gennaio a ridosso dell’arco Alpino.

Una volta distaccato inizierà il suo cammino verso sud-ovest, andando a posizionarsi, tra martedì 6 e mercoledì 7 con il suo ampio baricentro, tra il Golfo del Leone, Golfo Ligure, Corsica e nord della Sardegna.
E’ bene fare una precisazione, l’effettivo posizionamento del minimo depressionario retrogrado è di difficilissima lettura modellistica anche se a 48/72 ore dall’evento, a causa dell’effettiva forza pressoria del bordo orientale dell’Alta Pressione e della presenza della barriera Alpina.
La descrizione della posizione del minimo depressionario, non è altro che una personale elaborazione, quindi la responsabilità delle eventuali differenze evolutive del caso, saranno d’attribuire al sottoscritto.
Passiamo ora ad analizzare le conseguenze atmosferiche per la penisola italiana della situazione sopra descritta.
Martedì 6 gennaio: tempo perturbato concentrato al nord, con nevicate fino in pianura ed un sensibile calo termico, variabilità al centro con un quadro termico sotto la media, parziale stabilità al sud con temperature nella media soprattutto nei valori massimi.
Mercoledì 7 gennaio: giornata perturbata su gran parte della penisola, con precipitazioni principalmente sulle regioni centrali. Nevicate tra le quote basse – collinari - alto collinari sulla dorsale Appenninica. Quadro termico nel complesso sotto la norma salvo sulla Sicilia e Calabria.
Giovedì 8 gennaio: sostanziale variabilità atmosferica che sulla dorsale appenninica potrebbe rivelarsi ancora instabile, con la possibilità ancora di qualche precipitazione, nevosa a quote collinari. Quadro termico sotto la media salvo al sud.
Concludiamo questo editoriale consigliando a tutti i lettori di seguire gli aggiornamenti, a causa della delicata evoluzione del posizionamento del minimo depressionario retrogrado prima descritta.


Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com

PRIMA DECADE DI GENNAIO, L’INVERNO CONTINUA

Aggiornamento: Lunedì 29 Dicembre 2008 - ore 18.30

L’inverno 2008/09, iniziato meteorologicamente il 1 dicembre e astronomicamente il 21, sta facendo benissimo la sua parte, con l’Italia spesso sotto situazioni atmosferiche e bariche tipiche della stagione.

Basti pensare all’ultima evoluzione barica-atmosferica, con due retrogressioni da est che hanno attraversato lo stivale passando con il

loro fulcro al centro-nord, con risultati di gelo e neve fino in pianura sulle regioni settentrionali, molto freddo e neve fino a quote basse al centro e molta pioggia con neve tra le quote relativamente basse e montane al sud.

Ora il nostro sguardo, come da consuetudine, va nuovamente verso il vero long range, per cercare di capire ed intuire i futuri movimenti barici e le possibili situazioni atmosferiche per l’Europa in generale ma soprattutto per la nostra penisola.

Il 2 gennaio una forte risalita anticiclonica, partirà dalla penisola Iberica per arrivare fin sulla Groenlandia, facendo distaccare e spostare un lobo del Vortice Polare sullo scomparto settentrionale euro-asiatico.

Nel frattempo un’azione depressionaria, che non è altro che la vecchia retrogressione, entrerà nuovamente sull’Italia, questa volta da nord-ovest verso sud-est, andando a creare così una zona depressa italica.

Tra il 2 ed il 3 del nuovo mese, sullo stivale si attiveranno delle precipitazioni che attraverseranno con molta probabilità tutte le regioni, nevose a quote basse al nord e montane sull’Appennino, con prima un rialzo termico a causa dei venti di Libeccio e poi nuova discesa per la rotazione degli stessi.

Tra il 5 ed il 7 gennaio, i movimenti barici studiati ed analizzati nella visione emisferica, fanno pensare alla formazione di un Anticiclone a ridosso della Groenlandia, con il nostro Mediterraneo a far da meta sia per le correnti ed azioni perturbate nord-atlantiche, che per infiltrazioni molto più fredde nord-orientali.

A questo punto a ridosso dell’Epifania (6-8 gennaio), non si può escludere la possibilità della formazione di una depressione sull’Italia dal carattere freddo, in grado con il suo movimento verso sud-est di convogliare ulteriore aria gelida da nord-est.

Se questa visione venisse o diventasse una realtà, il territorio italico vivrebbe a partire dall’Epifania, un periodo perturbato con una costante diminuzione termica, che porterebbe prima la neve a quote pianeggianti o basse al nord, poi al centro e forse in un’ultima fase al sud.

In conclusione possiamo certamente affermare che l’Inverno continuerà a fare il suo lavoro, con tutti i movimenti barici ed atmosferici che gli competono.

Calcolando che abbiamo parlato di lungo termine e quindi di una pura tendenza, il consiglio è quello di seguire tutti gli aggiornamenti, perché come si dice in questi casi gli elementi d’incertezza sono tanti, come le varianti che potrebbero e che usciranno nel corso dei prossimi giorni.


Stefano Bernardi

Previsore medio-lungo termine SuperMeteo.com