Allarme Processionaria del Pino!!!
7 Giugno 2006
Nel territorio salentino si sta verificando da
un po’ di tempo, un aumento preoccupante della popolazione di un
particolare lepidottero defogliatore: una farfallina, il cui bruco,
è molto ghiotto di aghi di pino…e non solo!
Il suddetto lepidottero, il cui nome scientifico
è: Thaumetopoea pityocampa, è comunemente chiamato
“processionaria del pino”, nome che deriva dal tipico muoversi
in processione delle larve.
Tale insetto è un defogliatore di notevole
importanza per la selvicoltura dei paesi del bacino del
Mediterraneo, soprattutto laddove sono stati realizzati
rimboschimenti di pino per scopi di produzione legnosa, di difesa
del suolo o di valorizzazione turistica; l'impiego di questa specie
arborea, anche al di fuori di quello che è il suo areale, ha
comportato un parallelo espandersi dell'areale della processionaria
che ha sempre seguito il suo ospite.
Si tratta quindi, di un lepidottero che popola normalmente le
pinete, ma può succedere che vi sia un incremento eccessivo della
popolazione del suddetto, con conseguente rottura degli equilibri
ecologici.
L’aumernto della temperatura osservato
negli ultimi decenni nell’areale della processionaria, può aver
promosso un ulteriore diffusione dell’insetto, poichè la sua
sopravvivenza invernale dipende soprattutto dalla temperatura.
In questi ultimi anni molti alberi di pino della
nostra provincia sono stati e sono tutt’oggi oggetto di attacco da
parte della processionaria, subendo defogliazioni affiancate da un
indebolimento generale che nel tempo ha portato molte piante
irreparabilmente alla morte. La problematica è più seria di quello
che appare perché la presenza eccessiva dell’insetto insidia anche
la salute dell’uomo e degli animali. Il bruco di
processionaria presenta sul dorso dei peli urticanti di colore rosso
o arancione, con funzione difensiva (vengono liberati se l’insetto
viene disturbato), che possono essere causa di danni diretti alle
persone e agli animali. Questi peli si diffondono facilmente e dal
contatto con essi possono derivare spiacevoli irritazioni cutanee,
alle mucose, agli occhi, febbre, ma anche pericolose crisi
respiratorie sino a veri e propri attacchi d’asma in soggetti
predisposti.
Ciclo
biologico
La processionaria compie una generazione l’anno
(cioè un unico ciclo)dove ciò è favorito da condizioni climatiche
ottimali (inverni miti), ma in certi casi può diventare di 2-4 anni,
dove l’elevata altitudine e i climi più freddi non ne favoriscono lo
sviluppo.
Il ciclo biologico della processionaria è un po’
complicato, ma cercherò di schematizzarlo affinché possa essere
utile e indicativo:
INVERNO:
la processionaria supera l’inverno come larva di terza e quarta
età nel caratteristico nido invernale, piriforme, molto
compatto, costruito nelle zone più soleggiate della pianta per
esplicare l’indispensabile funzione di accumulatore di calore.
Tale struttura è in grado di assorbire calore durante il giorno e
inoltre di trattenere quello prodotto dalle larve, permettendo al
suo interno il perdurare di temperature anche sensibilmente
superiori a quelle esterne. Durante la stagione invernale le larve
escono dal nido per nutrirsi raramente e soltanto nelle giornate più
calde e soleggiate.


PRIMAVERA:
nel mese di marzo si ha una completa ripresa dell’attività delle
larve, che verso sera escono dal nido e si dirigono in fila
indiana alla ricerca di cibo. Trovata una parte di chioma
provvista di foglie, si disperdono per tornare poi al nido
nuovamente in fila, seguendo un filo di seta emesso nell’andata
dalla larva capofila. Verso maggio-giugno le larve che hanno ormai
raggiunto l’ultima età, vale a dire il quinto stadio larvale,
cessano di nutrirsi e si riuniscono alla base del tronco per cercare
un luogo adatto per incrisalidarsi. Il tragitto anche in questo caso
è compiuto in fila indiana dando origine alle tipiche
“processioni”. Raggiunto il luogo adeguato, le larve si
raggruppano e si interrano, raggiungendo profondità maggiori quanto
più la temperatura esterna è calda. Successivamente tessono un
bozzolo nel quale si trasformano in crisalide. In questo
stato la processionaria subisce una interruzione di sviluppo che
generalmente dura da uno a tre mesi (in alcuni casi, può prolungarsi
da uno fino a tre anni o più).

ESTATE: nei mesi di luglio-agosto avviene lo sfarfallamento
cioè la fuoriuscita degli adulti dal terreno (lo farfallamento
diventa più tardivo se l’estate è particolarmente calda). Le
farfalle hanno abitudini crepuscolari e notturne e non dispongono di
organi atti ad alimentarsi, la loro vita pertanto è molto breve e
varia da 1 a 2 giorni. Il maschio è miglior volatore della femmina,
la quale comunque può raggiungere piante distanti più chilometri dal
punto di farfallamento. Dopo l’accoppiamento la femmina si dirige
verso una pianta per deporre le uova sugli aghi di pino. La
schiusura si ha tra la fine di agosto e l’inizio di settembre
dopo 30-40 giorni dalla deposizione. Le larve hanno abitudini
notturne e gregarie. Appena sgusciate iniziano a nutrirsi degli aghi
e a formare intorno ad essi una sottile ragnatela di fili sericei
il nido estivo che risulta essere meno compatto e quindi più
lasso di quelli invernali ed è facilmente visibile all’estremità dei
rami. In questa fase l’insetto è poco individuabile e viene rivelato
soprattutto dagli escrementi che rimangono sul nido. Man mano che
gli aghi vengono erosi le larve in fila si spostano su altri rami e,
divenute più grandi, divorano l’intera foglia.
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AUTUNNO:
verso ottobre le larve costruiscono i prenidi che si
evolveranno successivamente nei compatti nidi invernali.

Precauzioni da adottare
Da
fine autunno all'inizio della primavera non avvicinarsi alle larve o
ai
nidi ed
evitare di sostare sotto le piante infestate, dove possono esserci
peli sul terreno o nell’aria. All'inizio della primavera si possono
osservare con particolare frequenza le processioni di larve lungo i
tronchi o sul terreno; anche in questo caso evitare di avvicinarsi o
cercare di raccogliere e uccidere i bruchi con mezzi inadeguati.
In
caso di contatto con i peli urticanti occorre mantenere la calma,
seguendo alcune elementari regole di pronto soccorso: 1)riccorrere a
pomate antistaminiche oppure ad impacchi freddi per alleviare il
dolore e diminuire il gonfiore; 2)andare dal medico nel caso il
dolore persista oltre le 24 ore; 3)consultare immediatamente un
medico nel caso si evidenzino sintomi di shock anafilattico
(difficoltà respiratorie nausea e vomito, stato di incoscienza ),
oppure se si è colpiti in gola, in bocca, nel naso, negli occhi.

Interventi di difesa fitosanitaria
Il Ministero delle Politiche Agricole e
Forestali, per le patologie delle piante di particolare gravità,
impone precisi provvedimenti. Con il D.M. 17 aprile 1998
(Gazzetta Ufficiale n. 125 del 01-06-1998), sono state definite le
"Disposizioni sulla lotta obbligatoria contro la processionaria
del pino - Thaumetopoea pityocampa".
Gli interventi messi in atto contro la
processionaria non possono tuttavia evitare il ripresentarsi in
futuro di nuove infestazioni, pertanto non sono in grado di
abbattere completamente la popolazione del’insetto. Al contrario,
devono perseguire l’obiettivo di contenerne per quanto possibile la
diffusione e, di conseguenza, l’azione dannosa.
INVERNO-PRIMAVERA:
(indicativamente tra dicembre e l´inizio di febbraio): è il periodo
in cui ci si accorge della presenza dell’insetto, quando sono ben
visibili sulla chioma, soprattutto nelle porzioni esterne, i nidi
formati dalle larve. Altrettanto ben visibili sono le "processioni"
che si osservano sui tronchi, sull’erba, sul selciato nel periodo
primaverile che precede il loro interramento nel suolo. Attenzione
però: la massima pericolosità dell´insetto coincide con il periodo
immediatamente precedente all´apertura del nido. In questa fase
occorre accuratamente evitare ogni contatto con le larve, pertanto,
è di fondamentale importanza effettuare Interventi meccanici
di taglio ed abbruciamento dei nidi da parte di personale
munito di idonea attrezzatura protettiva per evitare inconvenienti
medico-sanitari. Questo tipo di intervento è realizzabile
soprattutto su pini giovani e nelle aree verdi periurbane.
L'intervento di asportazione dei nidi è l'unica strategia possibile
per gli interventi invernali
Laddove non si arrivi neanche con le cesoie si
interviene cercando di distruggere il nido con una fucilata
favorendo, con ciò, l’azione letale provocata dal freddo, questa
consuetudine di sparare è risultata però inefficace oltrechè
pericolosa.
Quando si attuano queste due tecniche di lotta
meccanica bisogna aver cura di rispettare il cimale delle
piante per evitare di danneggiarlo provocando l’interruzione della
crescita dell’albero.
Interventi di controllo microbiologico (insetticidi microbiologici)
o con prodotti di sintesi (insetticidi chimici) sono utilizzabili a
fine inverno sulle larve adulte, prima che queste abbandonino il
nido; il ciclo vitale delle larve è però legato all'andamento
climatico e questo rende difficile pianificare gli interventi
ESTATE:
Interventi meccanici sui vecchi nidi vuoti che contengono
peli urticanti, pertanto in aree urbane è consigliabile la loro
asportazione con le usuali precauzioni.
Intorno alla seconda metà di settembre è il momento di effettuare 1
– 2 trattamenti alla chioma con preparati microbiologici a base di
Bacillus thringiensis var.kurstaki. Dosi di 100-150 grammi di
prodotto diluiti in 100 litri di acqua forniscono ottimi risultati
nei confronti delle larve di prima e seconda età. Dosi superiori
(fino a 300-350 g/hl di acqua) sono indispensabili nel caso di
trattamenti su larve più grosse. Gli interventi vanno eseguiti nelle
ore serali e in assenza di vento, avendo cura di bagnare la chioma
in maniera uniforme. Trattandosi di un prodotto biologico, ha una
limitata azione nel tempo ed è facilmente dilavabile; pertanto, in
caso di forte infestazioni o di piogge successive al trattamento, è
bene eseguirlo nuovamente dopo 4-5 giorni. Si ricorda che Bacillus
thuringiensis è del tutto innocuo per l´uomo, i vertebrati e gli
insetti utili in genere. Risulta quindi particolarmente interessante
per l´impiego in ambiente urbano.
Mezzi complementari di lotta sono inoltre costituiti dalle
trappole a feromoni sessuali per la confusione sessuale e
la cattura massale dei maschi adulti. In parchi e giardini pubblici
si consigliano 6-8 trappole/ettaro, distanti tra loro 40-50 metri,
posizionandole nei punti più soleggiati; nelle pinete vanno
collocate ogni 100 metri lungo il perimetro e le strade di accesso.
L´installazione deve precedere di poco lo sfarfallamento degli
adulti quindi, a seconda delle condizioni ambientali, va effettuata
a partire dalla metà di giugno. Vanno fissate ad un ramo in
posizione medio-alta e sul lato sud-ovest delle piante.

trappola
AUTUNNO: Larve giovani prive di peli urticanti.
Interventi meccanici: asportazione e bruciatura dei prenidi
Interventi con bioinsetticidi: trattamento delle piante con prodotti
a base di Bacillus thuringiensis varietà kurstaki
Interventi con insetticidi chimici: trattamento delle piante
infestate, nei luoghi dove è possibile, da parte di personale
specializzato ed autorizzato, mediante l'uso di regolatori di
crescita (IGR) come il Diflubenzuron impiegato contro le
larve di prima e seconda età. Tra i mezzi chimici disponibili è
senz’altro da evitare l’uso di sostanze insetticide a largo spettro
d’azione, quali esteri fosforici o carbammati, per i loro deleteri
effetti sugli equilibri biologici.
Sono da evitare gli interventi “fai da te” soprattutto se
effettuati senza le adeguate protezioni!!
I proprietari o i conduttori dei terreni in cui si trovano
piante infestate o chiunque avvisti focolai di infezione è
obbligato a comunicarlo immediatamente al comune di appartenenza,
all’Ufficio Provinciale Agricoltura di Lecce, alla forestale o al
servizio fitosanitario regionale.
Bibliografia
· Pollini
A., 2002 – Manuale di entomologia applicata. Edizioni
Edagricole, Bologna.
· Baronio P., Baldassari N., 1997 - Insetti dannosi ai
boschi di conifere. Edizioni edagricole Bologna.
· Stergule F., Frigimelica G., - Insetti e funghi
dannosi ai boschi nel Friuli-Venezia Giulia. Direzione Regionale
delle Foreste e dei Parchi Servizio Selvicoltura.
www.arpat.toscana.it/.../fi_processionaria.html
www.parks.it/riserva.monte.alpe/par.html
www.parks.it/.../emergenza.processiona.html
http://www.comune.parabita.le.it/servizialcittadino/notizia.php?id=155