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14 Febbraio 2006

ANCHE
LE PIANTE SI STRESSANO!!!
Ebbene sì, cari amici!
I nostri amici vegetali sono esseri
viventi estremamente sensibili! Uno dei principali fattori di stress
è proprio l’ambiente che li circonda.
Le alterazioni delle condizioni
atmosferico-ambientali sono in grado di indurre cambiamenti nella
normale fisiologia delle piante causandone modificazioni a volte
letali, non dimentichiamo però che le piante sono comunque in grado
di affrontare gli stress attraverso meccanismi di resistenza e di
adattamento.
Fra i fattori di stress che dipendono
principalmente dagli andamenti climatici, si possono elencare:
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gli stress termici,
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quelli idrici,
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da salinità;
-
fra quelli che dipendono dalla
presenza dell’uomo:
le sostanze chimiche inquinanti a
livello del suolo, delle acque e dell’atmosfera.
Tralasciando gli altri tipi di stress,
mi soffermerò a parlare dello stress termico da basse temperature
e in particolare dei danni da gelate, visto e considerato che la
primavera è alle porte e con lei si avvicina anche il pericolo delle
temibili gelate primaverili.
Gli stress termici, in generale, sono
tra i fattori ambientali che determinano le perdite maggiori nelle
coltivazioni. I danni da basse temperature vengono distinti in danni
da freddo dovuti a temperature più o meno prolungate al di sotto
della temperatura ottimale della specie, e danni da gelate, dovuti a
temperature al di sotto di 0°C .
A livello di pianta intera, i danni
da freddo riguardano la germinazione dei semi, l’emergenza, la
fotosintesi e la respirazione, lo sviluppo, la morfologia e l’allegagione
dei frutti.
A livello cellulare e subcellulare
essi interessano modificazioni strutturali a carico dei mitocondri e
della membrana cellulare, la pianta ha acquisito la capacita di
sopravvivere alle basse temperature in pieno campo, mettendo in atto
il fenomeno dell’“indurimento” oppure innescando alcuni meccanismi
di resistenza che consistono nel mantenere le funzioni vitali ad un
livello minimo entrando in “dormienza” quando è freddo.
Per quanto riguarda i danni da
gelate, si ha un vero e proprio “congelamento”, determinando la
solidificazione dell’acqua e quindi la formazione di cristalli di
ghiaccio inter- ed intracellulari. Vi sono inoltre meccanismi di
prevenzione nei confronti dello stress che riguardano la capacità
della pianta di sopportare o di evitare la formazione di cristalli
di ghiaccio a temperature inferiori a 0°C. Se i cristalli infatti si
formano all’interno della cellula essa muore, ma se si formano negli
spazi intercellulari si possono avere esempi di genotipi resistenti
al congelamento almeno di alcuni gradi.
Questo fenomeno è agevolato dalla
presenza in alcune piante di meccanismi che facilitano la
fuoriuscita di acqua dai vacuoli verso gli spazi intercellulari
(ambiente esterno ipertonico), favorendo così la formazione di
ghiaccio extracellulare. Questo processo comporta in ogni caso una
disidratazione della cellula ed una sua contrazione che però è
solitamente reversibile e cessa con il cessare dello stimolo di
stress. Anche l’aumento della concentrazione dei soluti nel
citoplasma che segue la fuoriuscita di acqua, può proteggere la
cellula dalla eccessiva disidratazione e viene riportato come un
meccanismo di tolleranza ai danni da gelo

I suddetti danni da gelata possono
verificarsi in inverno, per l'avvento di perturbazioni (spesso
accompagnate da neve, vento, ecc.),
oppure in autunno o primavera. Le gelate invernali, avvenendo in un
periodo di stasi della vegetazione, non procurano danni alle colture
agrarie, invece le gelate primaverili per irraggiamento notturno
a cielo sereno sono quelle di maggiore interesse per le
ripercussioni sulle colture agrarie in quanto provocano i ben noti
danni alle piante, il cui effetto è diverso in base alla temperatura
raggiunta al di sotto di 0°C ed in base alla suscettibilità
varietale delle colture al fenomeno, generalmente le fasi
fenologiche di fioritura o di frutti appena allegati sono quelle più
suscettibili ai maggiori danni alla produzione.
Concludo quindi con un consiglio:
OCCHIO ALLA PRIMAVERA!!!
Sara Nutricato
Collaboratore SuperMeteo.Com
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