Primavera sopramedia ma la meno calda degli ultimi anni

analisi termometrica della stagione primaverile 2011 per la provincia di Lecce

 

Secondo l’ISAC-CNR Ia Primavera 2011, con un’anomalia complessiva pari a +1.43° a livello nazionale, risulta la quinta primavera più calda dal 1800 ad oggi [1]. Sulla temperatura media nazionale relativa al trimestre Marzo-Maggio 2011 hanno certamente pesato in maniera significativa le forti anomalie positive registrate durante la prima decade di Aprile in tutto il Nord Italia [2].  Durante il clou di tale ondata di caldo anomalo, infatti, si sono registrati picchi di persino +15° al di sopra dei valori medi di riferimento.

Ecco che, quindi, l’anomalia complessiva si aggira tra +2/+2.5° per le regioni del Nord, scende progressivamente a +1/+1.5°C al Centro, mentre si riduce considerevolmente al Meridione (figura 1).

Nello specifico, lo scarto dal valore medio stagionale per la Puglia ed in particolare per il Salento è compreso tra 0.5° e 1°, perfettamente in linea con l’anomalia complessiva emersa dall’elaborazione dei nostri dati relativi ad una trentina di stazioni disseminate in tutta la provincia di Lecce.

La stagione primaverile 2011 nel Salento, infatti, si è conclusa con una temperatura complessiva pari a 15.04°, ossia 0.62° al di sopra della media trentennale (figura 2). Considerando il caso specifico dei valori massimi, l’anomalia sale a +0.86°, mentre scende a +0.38° per i valori minimi (figura 3).

 

Figura 1. Anomalia termica complessiva nella Primavera 2011 a livello nazionale [1]

 

Figura 2. Scarti dalle temperature medie trentennali (1971-2000) a confronto

 

Osservando il grafico in figura 3, dove è illustrato un confronto tra gli scarti dalle medie dal 2008 ad oggi, risulta evidente il continuo trend sopra media che caratterizza ormai da quattro anni la stagione primaverile. Comunque, è pur vero che, come dimostrano le linee di tendenza, c’è un generale calo delle temperature medie, soprattutto quelle massime, con un picco minimo toccato proprio in corrispondenza della Primavera 2011 che, dunque, risulta la più "fresca" dal 2008 ad oggi.

Nelle tabelle di figura 4 è riportato un riepilogo per mesi delle temperature massime, minime e medie dal 2008 ad oggi con le relative deviazioni dai valori medi 1971-2000. L’analisi di tali tabelle e dei grafici in figura 5 mette in luce alcuni interessanti aspetti:

·         innanzitutto, le uniche anomalie negative del trimestre primaverile si osservano nel mese di Marzo (2009 e 2010), solo per le temperature minime;

·         il mese con maggiori anomalie positive è il mese di Aprile;

·         gli scarti positivi più elevati si osservano nel mese di Maggio 2009 (notevolissimi i +3.15° relativi alle temperature massime).

·     Maggio 2011 ha chiuso in perfetta media.

Figura 3. Confronto tra gli scarti dalla media dal 2008 al 2011 per le temperature massime, minime e medie e relative linee di tendenza. Le linee di tendenza sono state ottenute mediante approssimazioni polinomiali del secondo ordine.

 

Figura 4.  Temperature medie (massime, minime, medie) (a.) e relativi scarti dalla media 1971-2000 (b.) a confronto

 

Figura 5. Confronto tra gli scarti dalla media dal 2008 al 2011 per le temperature massime, minime e medie e relative linee di tendenza per i tre mesi primaverili

 

In sostanza, quindi, mediando le anomalie di ogni singolo mese sull’intervallo temporale 2008-2011, risulta che il mese con l’anomalia media più elevata e pari a +1.10° è il mese di Aprile. Inoltre, prolungando la serie con i dati relativi alla stagione invernale, possiamo in generale osservare quanto già analizzato nell’articolo relativo all’analisi termica del 2010 [4]. La media degli scarti riportata in figura 6, infatti, conferma uno spiccato trend sopra media proprio a partire dal primo mese del semestre estivo. Questo dato è confortato da alcune proiezioni climatiche che indicano un aumento delle temperatura media annuale tra 1.5° e 3° per la metà del secolo maggiore nei mesi estivi che in quelli invernali [5].

 

Figura 6. Andamento nei trimestri invernale e primaverile degli scarti dalla media mediati sulla finestra di osservazione 2007-2011

 

Ritornando all’analisi della Primavera 2011, in figura 7 è riportato l’andamento delle temperature minime e massime della stagione primaverile di quest’anno a confronto con quelle del trentennio di riferimento, mentre in figura 8 sono riportati i relativi scarti dalla media.

Dall’analisi del grafico in figura 8, oltre alle fisiologiche fluttuazioni delle anomalie sopra e sotto la media lungo l’intero trimestre, balzano subito alla nostra attenzione due episodi particolarmente significativi:

·       l’irruzione artica tra il 7 e l’8 Marzo che ha regalato diffusi picchi sotto media (quasi -7° per le minime);

·       l’ondata di caldo anomalo alla fine della prima decade di Aprile con scarti anche prossimi ai +7.

 

Figura 7. Confronto tra temperature massime e minime della Primavera 2011 e del trentennio di riferimento

 

Figura 8. Scarti delle temperature massime e minime della Primavera 2011 dai valori medi di riferimento

 

In Tabella 1 è riportato un confronto tra gli estremi termici delle primavere dal 2008 al 2011:  ancora una volta, emergono i valori “infuocati” delle primavere del 2009 e del 2008. Una netta inversione di marcia, invece, sembra sia avvenuta nei due anni immediatamente successivi, ossia dal 2010 ad oggi: infatti, le minime più basse sono state registrate durante la prima decade del mese di Marzo del 2010 e del 2011 (, misurata il 9 marzo 2011, è la minima media più bassa dal 2007 ad oggi).

 

Il giorno con maggiore escursione termica tra il giorno e la notte (max: 22.7°, min: 8.9°, scarto: 13.8°) è stato l’8 Maggio, mentre la minore escursione pari a soli 3.2° è stata registrata il 16 Marzo in corrispondenza di un vigoroso richiamo sciroccale che ha fatto letteralmente schizzare le temperature su valori prossimi a quelli massimi (max: 16.8°, min: 13.6°)

 

     Tabella 1. Estremi termici della stagione primaverile a confronto

Tabella 2. Temperature medie e mediane della stagione primaverile (a.) e relativi scarti (b.) a confronto

 

Come di consueto, a conclusione dell’analisi, riporto un confronto tra le serie storiche relative ai valori medi e mediani di temperatura (tabella 2, figure 9 e 10).

Dato ormai per assodato l’aumento delle temperature rispetto al trentennio 1971-2000, il confronto tra media e mediana mette in luce un aspetto particolarmente interessante, ossia un trend quasi speculare delle due rispettive serie storiche. Nello specifico, tra il 2008 e il 2011, considerando un’interpolazione dei dati di tipo lineare, osserviamo un lievissimo aumento delle temperature mediane al ritmo di +0.01°/anno (+0.14°/anno tra il 2009 e il 2011) e una contemporanea diminuzione delle temperature medie al ritmo di -0.17°/anno (-0.215°/anno tra il 2009 e il 2011).

Questa discordanza tra media e mediana si giustifica tenendo conto che la mediana, come già ampiamente discusso in [3], fornisce un valore “depurato” da picchi anomali sopra o sotto la media. Dunque, da un alto, il trend mediano riportato in figura 10 indica che nelle ultime due primavere (2010 e 2011), a differenze delle due precedenti (2008 e 2009), c’è stata una sostanziale predominanza di giornate sopra media; dall’altro, il trend al ribasso delle temperature medie, invece, indica la presenza nella distribuzione delle temperature primaverili di episodi con anomalie negative più consistenti di quelle sopra media.

 

Figura 9. Serie storica delle temperature medie e mediane della stagione primaverile

 

Figura 10. Serie storica degli scarti della stagione primaverile dai valori (medi e mediani) di riferimento

 

L’analisi condotta, quindi, conferma il generale trend termico sopra la media 1971-2000 nella provincia di Lecce,  più marcato nel trimestre primaverile che in quello invernale[1]. Il mese che statisticamente risente di più delle anomalie positive è indubbiamente il mese di Aprile, quello che, invece, ne risente di meno è il mese di Marzo.

Tuttavia, in questo contesto di temperature sopra alla media, va anche sottolineato che, nelle ultime due stagioni primaverili, c’è stato un generale contenimento delle anomalie positive, confermando quel trend già osservato per l’anno 2010 [3] e per la stagione vernina 2010-2011 [4].

 

[1] Come già affermato in altri precedenti articoli, la nostra finestra di osservazione è notevolmente limitata sia nel tempo sia nello spazio per poter trarre conclusioni più ad ampio respiro.

 

 

Fabrizio Congedo
Staff SuperMeteo

data pubblicazione: mercoledì 15 giugno 2010 - ore 15.00

 

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Riferimenti bibliografici

[1]   http://www.isac.cnr.it/

[2]   http://www.supermeteo.com/caldo-record-aprile-2011.php

[3]   http://www.supermeteo.com/analisi-temperature-2010.php

[4]   http://www.supermeteo.com/analisi-inverno.php

[5]   P. Lionello, L. Congedi, M. Reale, A. Tanzarella, M. Todorovic, “Il clima della Puglia: tendenze attuali, proiezioni future, vulnerabilità,” Impatti dei cambiamenti climatici sulla Puglia, 15 Novembre 2010, Università del Salento, Monastero degli Olivetani, Lecce